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rassegna stampa - archivio

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  Novembre 2001

 


 

Il Gazzettino di Treviso - 3 novembre 2001

RONCADE Conferito all’anziano musicista il premio "Federico Ozanam"

Festa per l'organista Oreste Forte

Roncade

(F.F.) A Oreste Forte, classe 1913, è andato il premio "Federico Ozanam" 2001, riconoscimento che da cinque anni viene attribuito a persone di Roncade particolarmente distintesi in opere di carità e volontariato. La cerimonia di consegna è avvenuta alla presenza dei rappresentanti dell'ente promotore - il circolo "Federico Ozanam" di Roncade - degli amministratori comunali, dello scultore Antonio Gasparini e dell'amico padre Massimo Rastrelli di Napoli. Poco prima i numerosi presenti avevano partecipato alla S. Messa animata dal coro parrocchiale "Lorenzo Perosi", di cui Oreste Forte è da anni organista. A lui, per anni dipendente del Comune di Roncade , quindi maestro di musica ed organista della Chiesa di Tutti i Santi, oltreché amministratore del Centro Ricreativo per Anziani e Pensionati, è andata una statuina raffigurante la Pietà, ideata e realizzata da Gasparini.

Nella stessa giornata è stata consegnata alla studentessa modello Letizia Pasqualotto di Roncade la quarta borsa di studio sponsorizzata dalla Banca di Monastier e del Sile Credito Cooperativo. La borsa, intitolata al Beato Federico Ozanam, fondatore della Società di S. Vincenzo De Paoli, viene consegnata ogni anno ad uno studente licenziato dalla scuola media statale "Martiri della Libertà" di Roncade distintosi per meriti particolari.


 

Il Gazzettino di Treviso - 4 novembre 2001

RONCADE

Riprendono gli scavi sulla via Annia

Roncade

(A.V.) - È fissata per domani la ripresa dei lavori di scavo a Ca'Tron sul tratto dell'antica via Annia , strada romana voluta dal pretore Tito Annio Rufo nel 131 a.C., che da Adria raggiungeva Aquileia, allora il più importante centro paleocristiano delle Venezie. Il sito archeologico fa parte del grande progetto di recupero della tenuta nei pressi di Roncade voluto fortemente da Dino De Poli, presidente della Fondazione Cassamarca, acquirente del latifondo.

Dopo la pausa estiva, altre due settimane impegneranno gli archeologi, gli storici e i geomorfologi del progetto di cui è responsabile scientifico Francesca Ghedini, docente alla facoltà di Scienze dell'Antichità di Padova. Si tratta di riportare alla luce non solo i resti dell'asse viario, ma di verificare anche l'attendibilità di alcune tracce, nel punto d'incontro tra un antico canale e la carreggiata, che farebbero pensare ad un ponte e ad alcuni lavori che avrebbero regolato il flusso delle acque.

Gli esperti, tra i quali Jacopo Bonetto - ricercatore dell'Università di Padova - e Maria Stella Busana, archeologa responsabile del coordinamento del progetto - stabiliranno anche la natura dei laterizi già raccolti la scorsa primavera lungo il tracciato della via Annia che fa parte della tenuta roncadese.


 

Il Gazzettino di Treviso - 10 novembre 2001

Un canale di scolo per Biancade

Roncade

La zona nord di Biancade di Roncade, frequentemente oggetto di allagamenti, vedrà presto risolti i problemi di deflusso che hanno creato non pochi disagi ai proprietari di abitazioni poste sulla sinistra del fiume Musestre. Spesso gli scantinati si allagavano e le strade diventavano impraticabili a causa dei tempi più rapidi di corrivazione delle acque meteoriche. Molteplici le cause del fenomeno aggravatosi negli ultimi decenni: l'urbanizzazione della zona centrale, la pavimentazione di larghi spazi di piazze e strade, l'eliminazione di cavini e scoli minori e le precipitazioni divenute più copiose ed irruente.

Da una settimana sono cominciati i lavori per la realizzazione di un nuovo canale di scolo per le acque provenienti da via Dari, via Collalto e via Erbe: il capofosso numero prevede un tracciato che corre lungo gli attuali fossati, allargandoli anche fino a cinque metri. Via Carboncine, altra zona ad alto rischio inonadazioni per il suo livello molto basso, è già stata interessata da opere di questo tipo negli scorsi anni; ai quali si è aggiunto l'adeguamento dello scolo sotterraneo che raccoglie le acque di via Dari, il tutto con una spesa comunale di un centinaio di milioni.

I nuovi lavori comporteranno invece un costo di 150 milioni, interamente a carico del Comune, che ha affidato la progettazione e la realizzazione del capofosso al Consorzio di Bonifica Destra Piave, grazie ad un accordo di programma.

Aldina Vincenzi


 

Il Gazzettino di Treviso - 15 novembre 2001

Ca' Tron ricorda Giuseppe Corazzin

Roncade

(A.V.) - È fissato per domenica un appuntamento solenne per onorare la memoria di Giuseppe Corazzin "apostolo dei lavoratori della terra, amico di Ca' Tron": proprio nella tenuta verrà infatti intitolata una via al grande politico, sindacalista, giornalista, editore nativo di Arcade. Alla presenza del sindaco di Roncade, Ivano Sartor, del segretario provinciale della Cisl Maurizio Cecchetto e dell'onorevole Dino De Poli, presidente della Fondazione Cassamarca, proprietaria della tenuta, avverrà lo scoprimento della targa toponomastica.

Corrazzin (1890-1925) già a 15 anni rivelava la sua vocazione fondando il circolo Giovanile di Azione Cattolica. Da quel momento diventa un infaticabile assertore dei diritti di operai e contadini, fino ad arrivare ad essere tra i fondatori della Cil, Confederazione Italiana dei Lavoratori e del Partito Popolare Italiano. La guerra libica gli procura la malaria, quella mondiale invece gli fa perdere una gamba. Sopravvive anche ad un agguato dei fascisti. Ma la morte lo colpisce a soli 35 anni.


 

Il Gazzettino di Treviso - 16 novembre 2001

I "segreti" di Ca' Tron

Roncade

(A.V.) Sarà pronto verso la fine dell'anno il primo dei due volumi che racconteranno i particolari storici finora inesplorati della tenuta di Ca' Tron. L'equipe di archeologi dell'Università di Padova ha già consegnato il materiale all'editore veronese Cierre.

«In questo volume - anticipa la dottoressa Maria Stella Busana, coordinatrice della sezione archeologica del progetto - vogliamo fare il resoconto della prima fase dei lavori, in particolare delle indagini geomorfologiche, geofisiche e dello studio archivistico sulla via Annia, sui pochi rinvenimenti della zona e su Altino, che era il polo urbano di riferimento. La ricostruzione archeologica si è rivelata molto difficile - continua Maria Stella Busana - perchè la tenuta, nella cartografia antica, consiste praticamente in un "buco" tra Altino, con le sue necropoli, e Meolo».

L'intenzione finale è quella di valorizzare in situ le strutture; questo comporta un lavoro molto delicato per riportare in superficie ciò che si è conservato più o meno bene, sepolto da strati di terra.

Parrallelamente, gli archeologi stanno elaborando un progetto di valorizzazione che comprenderà la creazione di un piccolo museo adiacente la famosa strada romana.


 

La Tribuna di Treviso - 16 novembre 2001

Biancade: un fossato salverà l'abitato dagli allagamenti

g.m.

RONCADE. A Biancade sono iniziati i lavori di costruzione del «Capofosso numero 1», così si chiama il nuovo canale di scolo delle acque che si estende tra le vie Darj, Collalto ed Erbe, con un tracciato che segue quello dei fossati esistenti, che verranno però allargati, in alcuni punti sino a cinque metri.
L'opera, della quale si discute da alcuni anni, consentirà di eliminare le esondazioni verificatesi in alcune zone di Biancade in occasione di forti precipitazioni, quando l'acqua ha sommerso le strade, allagando anche abitazioni e scantinati. Un problema creato dalle difficoltà di deflusso delle acque nella parte nord della frazione roncadese, posta sulla sinistra del fiume Musestre. Negli anni scorsi il Comune, con un investimento di 100 milioni, ha realizzato alcune opere che hanno ridotto un pericolo che ora dovrebbe essere eliminato definitivamente.
La progettazione e costruzione del «Capofosso numero 1» è stata affidata al consorzio di Bonifica Destra Piave, ma la spesa di 150 milioni è a totale carico del comune di Roncade. In occasione dell'avvio dei lavori l'amministrazione comunale ha ringraziato pubblicamente i proprietari dei fondi interessati, che dimostrando grande senso civico hanno dato la disponibilità dei terreni, consapevoli che l'opera contribuirà ad eliminare i gravi problemi idraulici della frazione.


 

Il Gazzettino di Treviso - 17 novembre 2001

Piantata ieri la prima barbatella del futuro impianto viticolo che occuperà 120 ettari. Torna anche il bosco

Ca' Tron a vocazione biologica

Nei progetti un laboratorio di ricerca sui rischi ambientali prodotti dai semi transgenici

Roncade

Le terre argillose della tenuta di Ca ' Tron hanno accolto ieri la prima "barbatella" del nuovo vigneto. Un'area di 83 ettari che, aggiungendosi a quella di 37 già esistente, costituirà una superficie complessiva vitata di 120 ettari. In questo autunno verrà realizzata una prima parte importante del progetto, la rimanente verrà terminato nelle stagioni dell'anno prossimo e del 2003.

La Ca ' Tron Spa sta puntando molto sulla viticoltura, in direzione tutta biologica . Un settore che è in grado di contribuire alla connotazione che la Fondazione Ca ssamarca , proprietaria del fondo dal febbraio dell'anno scorso, intende dare alla grande proprietà. «Il vigneto - spiega Giampaolo Miotto, presidente della Spa - sarà l'elemento qualifica nte dell'azienda. L'intenzione è di realizzare un impianto di avanguardia nel profilo tecnico e articolato su elevata qualità del prodotto, massimo rispetto dell'ambiente e gradevole profilo estetico». Per raggiungere lo scopo non verrà superata la quantità di 5000 viti per ettaro e la produzione si aggirerà intorno ai 2 chili di uva per ceppo, rigorosamente omogenei per forma e dimensione come consente la coltivazione a "cordone speronato". Innovazioni ci saranno anche per la vendemmia che verrà condotta in modo mecca nico "soffice" con raccolta a "scuotimento vertica le".

«Quando il nuovo impianto entrerà in produzione - prosegue Miotto - l'uva di Ca ' Tron potrà dirsi biologica completamente. Lo scorso anno, infatti, è già iniziata la conversione in questa direzione di 17 ettari di vigneto e quest'anno si proseguirà anche per gli altri 20 ettari. Tutto l'impianto verrà impostato in modo da sposarsi con le varie voca zioni di Ca ' Tron , a cominciare da quella turistica ».

Sull'azienda agricola la Fondazione ha già investito circa 800 milioni solo per il rinnovo dei macchinari. Inoltre sta puntando molto sulla coltivazione di prodotti tipici loca li. La dirigenza, infatti, ha già aderito al Consorzio per la reintroduzione del mais bianco perla, il granturco tipico delle nostre ca mpagne soppiantato dagli ibridi; il raccolto di quest'anno ha già assicurato la prossima semina. Non mancherà, poi, il radicchio trevigiano, tardivo e precoce. Trentacinque ettari di estensione, inoltre, verranno impiegati per la ricostituzione del tipico bosco planiziale che, prima del quasi totale abbattimento, ca ratterizzava la tenuta. Quest'ultimo coronerà la zona più a sud verso il Vallio, destinata a turismo rurale. Intanto a tempo di record è già stato ristrutturato il complesso della Ca sa degli Armeni, cuore della grande area, e si sta lavorando alla valorizzazione della zona archeologica della Via Annia.

«Abbiamo affidato all'architetto Portoghesi il progetto urbanistico per il recupero di Ca ' Tron - sottolinea il presidente Dino De Poli, che ha piantato personalmente la prima barbatella -. E' un architetto che ha già esperienza in questo settore. Qui terremo master e corsi all'insegna della voca zione agricola del luogo. Ci sarà anche un laboratorio di ricerca affidato a un'agenzia dell'Onu per la valutazione dei rischi ambientali prodotti dalla diffusione dei semi transgenici».

Fabio Bruno


 

La Tribuna di Treviso - 17 novembre 2001

A Ca' Tron l'uva biologica
Messo a dimora ieri il nuovo vigneto «a bacca rossa»
voluto da Cassamarca per rilanciare l'attività aziendale

Daniele Rea

La prima «barbatella» è stata messa a dimora ieri a mezzogiorno, nelle terre argillose della tenuta di Ca' Tron. Prenderà così vita il nuovo vigneto «a bacca rossa», che l'azienda agricola vuole proporre in forma esclusivamente biologica. Si tratta di uno dei tanti progetti di sviluppo dell'attività aziendale della tenuta, acquistata dalla Fondazione Cassamarca nel febbraio dell'anno passato, lambita dal Sile e dal Vallio, nell'immediata prossimità della laguna veneta. Il progetto è stato presentato ieri mattina presso casa degli Armeni, edifico del complesso colonico che si trova nel cuore della tenuta, uno dei pochissimi lembi di pianura veneta dove ancora lo sguardo riesce a spaziare a perdita d'occhio su enormi distese di terra coltivata. Erano presenti il presidente di Fondazione Cassamarca Dino De Poli, il presidente della tenuta di Ca' Tron Gianpaolo Miotto e le autorità locali, tra cui Ivano Sartor, sindaco di Roncade. Tra i progetti di Fondazione legati a Ca' Tron ci sono la sede dei master universitari nella casa degli Armeni e nelle adiacenze e l'evoluzione dell'agriturismo all'interno della tenuta, con un'attenzione del tutto particolare al recupero e alla conservazione di tutti i dettagli paesaggistici ed estetici. «Il nuovo vigneto - ha spiegato Gianpaolo Miotto - avrà un'estensione di 83 ettari, che porteranno la superficie complessiva a 120 ettari sommandosi ai 37 già esistenti. Nella stagione autunnale 2001 verranno realizzati i primi 33 ettari, mentre i restanti 50 saranno realizzati nel 2002 e nel 2003. Il nuovo impianto avrà una densità di 5.000 viti/ettaro, con l'obiettivo di non produrre più di 2 chili di uva per ceppo, in modo da garantire il massimo della qualità del prodotto». La forma di coltura prescelta è quella a «cordone speronato» basso, che consente di produrre grappoli più omogenei per dimensione e grado di maturazione, con l'utilizzo delle innovazioni tecnologiche nel campo della raccolta e delle vendemmia meccanica. La tenuta di Ca' Tron si estende oggi su circa 1.100 ettari ed il suo territorio è composto per buona parte di terreni di bonifica posti sotto il livello del mare. Prende il nome da una famiglia di patrizi veneti, che nel 1875 cedette la tenuta alla famiglia Finzi, che nel 1881 la alienò ai frati armeni Mechitaristi del collegio Samuele Moorat di Padova, oggi presenti nell'isola di San Lazzaro a Venezia. Tra i progetti di Fondazione Cassamnarca c'è anche il recupero dell'antica via Annia che tagliava la tenuta in epoca romana e collegava Altino a Concordia e Aquileia.


 

La Tribuna di Treviso - 18 novembre 2001

Questa mattina la cerimonia a Ca' Tron
Roncade intitola una via a Giuseppe Corazzin

g.m.

RONCADE. Questa mattina una via di Ca' Tron di Roncade verrà intitolata a Giuseppe Corazzin. La cerimonia inizierà alle 9.30, con la messa nella chiesa parrocchiale di Ca' Tron. Seguirà il trasferimento in via Giuseppe Corazzin, dove lo scoprimento della targa toponomastica sarà preceduto dagli interventi del sindaco di Roncade, Ivano Sartor, del segretario provinciale della Cisl, Maurizio Cecchetto, e del presidente della Fondazione Cassamarca Dino De Poli.
Nato nel 1890 ad Arcade, Giuseppe Corazzin fu tra i fondatori e principali animatori dell'Azione Cattolica trevigiana, ma il suo nome è legato soprattutto alla difesa dei diritti dei lavoratori agricoli e allo sviluppo del mondo rurale. Corazzin collaborò infatti a una scuola ambulante per insegnare ai contadini nuove tecniche colturali e fondò le Leghe Contadine bianche, aderenti al Sindacato veneto tra i lavoratori.
Partecipò alla guerra in Libia, dove contrasse la malaria, e alla prima guerra mondiale, nel corso della quale subì gravi ferite e fu decorato con medaglia di bronzo. Lottò contro le violenze degli agrari e dei fascisti che lo agredirono mentre era assieme alla moglie, Emilia Calderino, la quale perdette il bimbo che portava in grembo. Corazzin morì il 18 novembre 1925, per una peritonite causata dai postumi delle malattie contratte in guerra.


 

La Tribuna di Treviso - 21 novembre 2001

g.m.

RONCADE. Il consiglio comunale di Roncade, all'unanimità, ha approvato il progetto preliminare della nuova casa di riposo, che avrà le caratteristiche di una residenza sanitaria assistita, con 80 posti letto, 65 dei quali convenzionati con la Regione Veneto. L'edificio sorgerà sull'area dell'ex istituto professionale, avrà stanze da due letti, tutte con vista sul giardino interno e potrà essere ampliato con un'ala destinata ad ospitare da 8 a 12 disabili gravi. Il costo dell'opera è stimato in poco più di 14 miliardi, dei quali quattro erogati dalla Regione e altrettanti a carico del Comune, che li reperirà attraverso la vendita degli alloggi ex Ater (un miliardo e 700 milioni) ed un mutuo (2 miliardi 474 milioni). Gli altri 6 miliardi verranno invece corrisposti da un partner privato, che secondo voci sempre più insistenti ed attendibili dovrebbe essere la Fondazione Cassamarca, che ha già donato il progetto preliminare, realizzato dall'ingegner Pietro Greggio.

Il Comune di Roncade ha inoltre già investito 760 milioni per l'acquisto del terreno, mentre a lavori ultimati dovrà essere affrontata un'ulteriore spesa di quasi due miliardi per arredamenti e attrezzature.

Seppure favorevole alla realizzazione dell'opera, il gruppo di minoranza Lega Nord Roncade Domani ha contestato la mancata consultazione della commissione "Casa di Riposo" nell'elaborazione del progetto e sottolineato che le modalità di gestione della casa di riposo, che verrà inserita nella rete regionale di assistenza alle persone non autosufficienti, determineràuna situazione nella quale ai roncadesi non verrà comunque garantita la disponibilità di posti letto nella nuova struttura.


 

Il Gazzettino di Treviso - 23 novembre 2001

RONCADE Approvato all’unanimità il progetto. L’opera costerà 14 miliardi di lire

Si fa la casa per gli anziani

Diventa realtà la residenza destinata ad ottanta non autosufficienti

Roncade

Nel corso del consiglio comunale tenutosi a Roncade lunedì è stato approvato all'unanimità il progetto preliminare per la casa di soggiorno per anziani non autosufficienti (R.S.A.) di prossima costruzione nell'area dove sorgono ora le dismesse scuole professionali.

L'ingegner Pietro Greggio ha illustrato il progetto, donato dalla fondazione Cassamarca, che prevede uno stabile innovativo senza uguali nel territorio trevigiano per la dislocazione dei due ampi giardini di 50 metri per 50, interni rispetto all'edificio. Questo, a sua volta, sarà diviso in 4 nuclei che potranno ospitare 20 persone ciascuno.

Tutte le stanze guarderanno il giardino e saranno disposte fino al secondo piano, l'altezza massima della casa di riposo sarà infatti di 8 metri e 75 centimetri per una superficie complessiva di quasi 2.500 metri quadrati di coperto in un lotto di più di mq. 84.000.

"L'impegno che si è assunto questa amministrazione è gravoso e fa tremare il sangue nelle vene - ha commentato Ivano Sartor dopo gli appunti delle forze di opposizione sull'ingente spesa che attende le casse comunali - ma i miei polsi sono razionalmente molto fermi".

Le cifre: si parla di 14 miliardi che verranno ripartiti in modo da essere coperti, per 6 miliardi, da compartecipazioni di soggetti privati, altri 4 miliardi arriverranno con sovvenzioni regionali vincolate all'operatività della struttura, 1 miliardo e 700 milioni da entrare per l'alienazione di alloggi ATER. Per i restanti 2 miliardi e mezzo ci sarà la stipula di un mutuo. Non è ancora chiaro con quali voci di spesa si sosterranno gli ulteriori tre miliardi per gli arredi e i macchinari necessari.

Aldina Vincenzi


 

Il Gazzettino di Treviso - 30 novembre 2001

Riccardo Selvatico un secolo dopo

Roncade

(A.V.) - Un'intensa tre giorni per ricordare le opere, la persona e la storia di Riccardo Selvatico, insigne letterato e sindaco di Venezia, a cent'anni dalla scomparsa.

Venezia e Roncade hanno ospitato le sue dimore e le sue iniziative, giusti quindi i tributi che gli vogliono rendere.

Oggi (ore 10) si entrerà nel vivo degli incontri con docenti universitari, scienzati e storici (tra i quali anche il sindaco di Roncade, Ivano Sartor) per analizzare e scoprire le ambientazioni politiche e culturali che fecero del Selvatico uno dei personaggi più all'avanguardia del suo periodo. Da non dimenticare infatti il suo orientamento politico laico e democratico che portò ad inaugurare a Venezia (1890-1895) i primi alloggi popolari e quella che diventerà la Mostra Biennale d'Arte.

Il convegno proseguirà domani e si potrarrà per tutto il giorno curando inediti, archivi, bibliografie, teatro e figure di spicco dell'opera di Riccardo Selvatico; alle 20.30, quindi, al Teatro dei Frari, la compagnia roncadese «Gruppo Amici del Teatro» di Zino Boccuzzi presenterà "Effetti di una condanna", inedito assoluto che verrà presto replicato anche nel comune trevigiano.

Infine, domenica 2 dicembre, Villa Collalto Barbarigo Selvatico di Roncade ospiterà la giornata conclusiva della tre giorni culturale. Sarà presieduta da Ivano Sartor e comprenderà anche la lettura di alcuni versi dell'illustre padrone di casa che qui si spense dopo un acceso dibattito in consiglio comunale: si sentì male e morì d'infarto all'età di 52 anni.

 

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