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Novembre
2000
| Il Gazzettino
- 1 novembre 2000 Roncade
(A.V.) - La sede della Guardia
medica da Roncade torna a Biancade dopo circa 33 anni. Dal 6 novembre il servizio di
continuità assistenziale aprirà i battenti in piazza Menon al civico 2, dove, per
intenderci, ricevono anche i medici di base.
L'appartamento di via Vivaldi a
Roncade, che ospitava la sede, presentava il problema mai risolto delle barriere
architettoniche.
L'Amministrazione e l'USL 9 hanno
ricevuto pressioni di varie forze politiche e da tutto il distretto, comprendente anche i
comuni di Casale sul Sile, Monastier di Treviso, San Biagio di Callalta, Zenson di Piave e
Silea. La decisione finale, frutto di ampi dibattiti, ha reso necessario un compromesso:
riportando la sede a Biancade di proprietà del Comune, si ripresentano i problemi di
promiscuità con gli altri medici, mentre il dott. Mario Po, responsabile dell'Ufficio
Convenzioni, fa presente che serviranno i locali del tutto liberi anche per i corsi di
formazione del personale sanitario.
Problema in realtà relativo a
due soli pomeriggi a settimana, per gli orari di ricevimento del mercoledì e del
venerdì.
Gli orari rimarranno naturalmente
gli stessi; il nuovo numero è 0422/846504.
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| La Tribuna di
Treviso - 2 novembre 2000 A BIANCADE
Inaugurata la nuova ala del
cimitero
g.m.
RONCADE. Il parroco di Biancade, don Giuseppe Volpato, ha impartito ieri la benedizione
alla parte nuova del cimitero della frazione roncadese. «Con questo intervento - ha
commentato il sindaco Ivano Sartor - si è raggiunto un obiettivo perseguito sin dal 1995,
quando abbiamo acquistato l'allora cimitero parrocchiale, proponendoci di affrontare gli
impegni, ormai indilazionabili, non solo dell'ampliamento, ma anche del suo adeguamento
mediante la realizzazione dei servizi prescritti per legge e ritenuti indispensabili. Oggi
- sostiene - la frazione di Biancade ha un problema in meno e le famiglie possono
ricordare i loro cari in un ambiente più dignitoso».
La parte nuova del cimitero ha un viale di accesso con chiusure automatizzate e un blocco
servizi che ospita la cella mortuaria, i servizi igienici, un magazzino e un ossario
comune.
Inoltre sono stati realizzati 112 loculi e un nuovo campo rialzato per le inumazioni a
terra. Lo spazio adiacente al muro di recinzione è stato riservato alla realizzazione di
nuove cappelle di famiglia, mentre un'altra area verrà destinata a loculi sul perimetro e
tombe «alla romana» nella parte centrale.
All'esterno rimangono da ultimare i lavori di asfaltatura della strada di accesso e del
grande piazzale di parcheggio che - data la vicinanza alla chiesa - potrà essere utilizzato anche in occasione delle funzioni religiose e di
altre attività parrocchiali.
Al cimitero di Biancade l'amministrazione comunale di Roncade ha già programmato anche
alcuni interventi di ristrutturazione della parte vecchia e in particolare la
ricostruzione delle mura di cinta, con l'eliminazione delle vecchie sepolture e la
sistemazione di tutti i vialetti interni.
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| La Tribuna di
Treviso - 4 novembre 2000 Cambio di sede
La guardia medica torna a
Biancade
g.m.
RONCADE. Cambia sede la guardia medica di Roncade, che svolge il servizio anche per i
comuni di Casale sul Sile, San Biagio di Callalta, Silea e Monastier.
Da lunedì l'ambulatorio del servizio di assistenza sanitaria notturna e festiva si
trasferirà nella frazione di Biancade, in piazza Menon 2, ed avrà il nuovo numero
telefonico 0422.846.504.
Più che di un trasferimento vero e proprio si tratta di un ritorno nei locali - di
proprietà del Comune di Roncade - che la guardia medica occupava fino a qualche anno fa,
prima che l'Unità sanitaria locale numero 9 decidesse di spostare il servizio in un
appartamento nel centro di Roncade.
«Una scelta che i cittadini hanno contestato fin dal primo momento - osserva Tarcisio
Rigato, assessore ai servizi sociali e sanitari di Roncade - soprattutto a causa delle
difficoltà di accedere all'ambulatorio, situato al secondo piano e privo di mezzi per il
superamento delle barriere architettoniche, la cui installazione, sebbene promessa
dall'Usl, non è mai avvenuta.
«Un problema molto sentito - prosegue - discusso più volte in consiglio comunale, e al
quale si erano interessati anche il difensore civico e persino il consiglio comunale dei
ragazzi.
«Dopo non poche mediazioni - sostiene - finalmente siamo riusciti a convincere l'Usl 9 ad
accettare la nostra proposta di ritornare a Biancade, anche perché sono stati risolti i
problemi della coabitazione con i medici di base, i quali continueranno a usare
l'ambulatorio per ricevere i pazienti, ma solo in orari diversi da quelli della guardia
medica, che avrà la piena disponibilità dei locali e relativi servizi».
La guardia medica assicura
l'assistenza sanitaria urgente tutti i giorni feriali dalle ore 20 alle 8 del giorno
successivo e dalle 14 del sabato alle 8 del lunedì.
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| Il Gazzettino
- 4 novembre 2000 RONCADE. Da unindagine effettuata sul territorio
Violenza in tv, bambini a
rischio
Il comune di Roncade in
collaborazione con la Biblioteca comunale e l'Assessorato alla Cultura, ha organizzato una
tavola rotonda nell'auditorium delle Scuole Medie sul sentito tema della violenza in
televisione "Leggiamo la TV! Come la violenza si maschera per l'infanzia".
Studiosi come Paola Pastacaldi,
Maria Marconi, Rinalda Montani, Joyce Mamon e opinionisti del calibro di Giorgio Lago e
Walter Dal Cin sono intervenuti per esaminare uno dei pericolo a cui costantemente sono
esposti i bambini, vittime di operatori con pochi scrupoli che di malavoglia si attengono
alla bistrattata "Carta di Treviso", ma anche degli adulti che, in primis,
richiedono programmi ridondanti banalità e ferocia.
E le circa duecento persone che
hanno affollato l'auditorium fino a sera tarda erano in prevalenza genitori preoccupati di
come le trasmissioni migliori cozzino regolarmente contro il must del "devo fare come
gli altri, se no sono escluso".
La conferenza parte da uno studio
capillare del comune in cui è stata fotografata l'assiduità con la quale i bambini
roncadesi seguono il mezzo televisivo.
I questionari compilati rivelano
che anche in un paese come questo si è in linea con la media europea, dove la metà dei
ragazzini di medie e materna guardano la TV almeno due ore al giorno (quelli delle
elementari un po' meno) e il 60\% la guarda senza compagnia di coetanei o adulti.
I bambini ritengono che la
televisioni sia soprattutto una compagnia e uno strumento divertente (35\%). I cartoni
animati lo fanno da padrone, con "Dragon Ball" in testa e i "Pokemon"
subito a seguire. Più dell'80\% degli intervistati seguono i programmi scelti fino alla
fine, senza zapping e quando il mezzo catodico è acceso pochi fanno qualcos'altro.
Da questi dati è nata l'esigenza
dell'iniziativa che riguarderà la formazione di docenti e genitori su come formare lo
spirito critico di fronte ai programmi e su come proporre alternative a questi, perché,
come ha affermato Paola Pastacaldi, "se non fosse solo, il bambino non guarderebbe la
TV".
Aldina Vincenzi
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| Il Gazzettino
- 10 novembre 2000 RONCADE. Dalla Commissione Tecnica
Varianti al Prg bocciate in Regione
Approvate con delibere comunali tra febbraio e marzo dell'anno scorso,
le varianti al P.R.G. prese in esame dalla Commissione Tecnica Regionale hanno avuto, in
parte, un nuovo stop. La stroncatura riguarda l'attesa attuazione di un'area artigianale
di 202mila metri quadrati a ridosso dei confini con Meolo e Monastier, zona ambita per la
vicinanza al casello autostradale di prossima costruzione.
A monte di tutto un'annosa lite tra i due privati proprietari dei lotti che non hanno
ancora provveduto alla realizzazione delle strade e delle reti di servizi come acquedotto,
fognature e gas necessari alla successiva cessione dei terreni al Comune tramite lo
scomputo dei relativi oneri di urbanizzazione.
Conseguentemente, è stato bloccato con la variante anche l'accordo tra le province di
Treviso e Venezia e i comuni di Roncade, Meolo e Monastier per rendere più organico il
sistema dei trasporti che aveva già preso il via e previsto al suo interno anche la
costruzione di un autoparco.
Amareggiato il sindaco di Roncade, Ivano Sartor, che afferma: "Penseremo
seriamente ad una possibile forma di rivalsa per il danno subìto: è quasi certa una
adeguata tassazione da infliggere ai due litiganti".
Immediate le polemiche dall'opposizione consiliare. Roberto Meneghello, portavoce del
gruppo Lega Nord - Roncade Domani, ribadisce: "Si poteva da subito proporre un
P.I.P., cioè un Piano di Insediamento Produttivo, per ovviare ai problemi tecnici che
l'Amministrazione roncadese ben conosceva da tempo. Avrebbe comportato una deroga al Piano
Regionale e i tagli di appezzamento a cui ci si sarebbe dovuti attenere, di circa 400
metri quadrati, sono quelli maggiormente richiesti dalla nostra realtà territoriale.
Così si è perso un anno e mezzo per nulla".
Bocciate invece la domanda di trasformazione in volume ad uso residenziale dell'area
Anselmi in via Ca' Morelli perché giunta con motivazione tardiva e l'ampliamento della
zona produttiva di via Treponti, a Musestre, perché compresa nell'insediamento del
recente Parco del fiume Sile.
Aldina Vincenzi
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| Il Gazzettino
- 10 novembre 2000 La Rei questa sera canta a Roncade
Il New Age saluta il ritorno di Marina.
Nuovo album dopo una crisi
E' veramente un atteso ritorno quello dell'interprete di "Al di là
di questi anni " e "Noi", sia sulla scena discografica e sia sul
palcoscenico del New Age, che già la ospitò. Marina Rei è a Roncade stasera per
presentare il suo quarto album, "inaspettatamente", un lavoro nuovo nato da un
momento "particolare", così come l'ha definito, e anticipato dal singolo
omonimo al quale hanno collaborato Federico Zampaglione dei Tiromancino e Daniele
Senigallia.A cinque anni dal suo entusiasmante esordio (con la canzone "Al di là di
questi anni", presentata al festival di Sanremo e poi inserita nel suo primo album,
vince il Premio della critica) Marina ritorna più matura, con un occhio diverso nei
confronti dello show business. "Ad un certo punto ho anche pensato di lasciare tutto,
di non fare più dischi e di uscire da questo mondo - ha affermato - le case discografiche
sono abituate a vendere i dischi come oggetti e ad ogni costo mi sono ribellata a questa
filosofia. Non rinnego album precedenti ma sono esperienze che associo a pressioni esterne
enormi".
E molte canzoni inserite nell'album che Marina presenterà in un paio d'ore di concerto
sono ricche di richiami al tema della sopraffazione come "Abuso di potere",
"Paura di te", "Il lato oscuro", ma di grande emozione sono anche
"Il respiro del mio vivere", che parla delle esperienze vissute da persone che
hanno attraversato il tunnel del coma.Monica Zornetta
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| Il Gazzettino
- 10 novembre 2000 IN SEMINARIO
Il rettore è il roncadese don Adriano Cevolotto
Il vescovo Paolo Magnani ha nominato il nuovo Rettore del Seminario
diocesano, nella persona di don Adriano Cevolotto, sacerdote dal 1984. "È giovane e
ricco di energie - ha commentato il vescovo - da anni è coinvolto nella vita del
seminario che ha sempre amato e sostenuto. Per questo potrà raccogliere l'eredità di
mons. Bruno Mazzocato". Don Adriano Cevolotto, infatti, dopo l'ordinazione
sacerdotale, è stato inviato (1984-86) come vicario parrocchiale alla Pieve di
Castelfranco Veneto, per iniziare poi dal 1986 al 1989 il servizio di educatore nella
Comunità Giovanile del Seminario. Poi è stato segretario del Vescovo dal 1989 al 1998.
Dopo aver conseguito la licenza in Teologia (1999) nella Facoltà Teologica dell'Italia
Settentrionale, ha iniziato ad insegnare Teologia sacramentaria presso lo Studio teologico
del Seminario vescovile. Dal 1999 è anche Delegato vescovile per la formazione dei preti
del primo quinquennio e da due anni presta servizio pastorale nella parrocchia di Zero
Branco.
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Il Gazzettino - 12
novembre 2000
Roncade
(Tv)
Concerto di Marina
Rei al New Age
La voce c'è, l'energia non
manca, il pop-soul è discreto. Ma gli animi non si scaldano e la sala non è affollata.
L'altra sera, Marina Rei ha presentato il nuovo album "Inaspettatamente", uscito
proprio in concomitanza con la data roncadese del proprio tour, però il suo ritorno sul
palcoscenico del "New Age" è stato salutato da pochi entusismi.
Le nuove consapevolezza di Marina
si riflettono sui testi di quest'ulimo lavoro, testi che vengono recepiti a spizzichi e
bocconi non per l'acustica, che è ottima, ma per l'importante gioco di chitarre
elettriche e sintetizzatore. La Rei si definisce oppressa dalle strade spesso obbligate
delle leggi commerciali: come darle torto? Ma il rapporto a due, di rado sereno, rimane
sempre in primo piano, vissuto,"Paura di te", "La mia felicità", e
via via via, "I miei complimenti", "Abuso di potere" lo dimostrano
appieno.
Purtropo grinta, physique du
rôle e incitamenti (caduti nel vuoto) non le sono bastati per far contare con lei il
pubblico. L'orgasmo vocale e la paranoia liberatoria di "Scusa" hanno appena
intiepidito gli astanti.
Certo, qualche "Marina sei
grande" è sfuggito a una quindicina di ragazzine radiose durante i pezzi più famosi
("T'innamorerò" "Al di là di questi anni") ma non è bastato a farle
concedere neppure un bis dopo un'ora di spettacolo al posto delle due annunciate. Delusa,
Marina Rei se n'è scappata via a dieci minuti dalla fine del concerto con dei frettoli
"Scusate, grazie, rivolgetevi al mio ufficio stampa..", lasciando di stucco
persino Gabriele, l'ottimo padrone di casa: lui sì, una vera star.
Molto più simpatica la nostrana
Donatella Rettore, accorsa, come amica e ammiratrice, all'unica data veneta della Rei e
sola privilegiata ammessa nei camerini.
Alle nostre richieste di fare due
chiacchiere, la Rettore ha risposto: «A dicembre uscirà il mio nuovo album, "Tutti
pazzi per Rettore":giovani emergenti e affermati, dei quali non posso dire il nome
perchè non hanno ancora firmato la libeatoria, interpreteranno con me i miei brani:
L'appuntamento posso darlo per la sera dell'ultimo dell'anno a Vicenza, in piazza dei
Signori».
Aldina Vincenzi
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| La Vita del
Popolo - 12 novembre 2000 La
comunità piange la scomparsa di Italina De Lazzari
"Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare,
ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato..." Altre
parole più adatte di queste , invano si sarebbe faticato a cercarle. perchè é in esse
il compendio perfetto di tutta una esistenza, Quella di Italina De Lazzari, 63 anni, di
Roncade.
Una vita finita troppo presto per la promessa di
bene che ancora bramava di fare e che adesso non può che rivivere - oltre che nei ricordi
e negli affetti - nel tangibile, sconfinato, della sua carità e di cui solo una fede che
sposta le montagne è capace; alimentata da una devozione specialissima alla Madonna e
dall'incontro quotidiano con Gesù Eucarestia, ridonato - a sua volta - nei gesti concreti
della solidarietà attiva soprattutto a favore delle missioni del Mozambico, dell'India,
della Tanzania, dell'Uganda, dell'Albania, della Jugoslavia.
"Una missione che continueremo" - ha
promesso durante la cerimonia funebre p. Martino, prete del Mozambico. E il parroco di
Roncade, don Ivone Alessio: "Oggi Italina riceve un grazie più grande ed efficace
del nostro, quello di Dio. Ma ci lascia anche un esempio difficile: il modo con il quale
ha accettato e vissuto la malattia. Non possiamo dimenticarlo noi che vogliamo diventare i
continuatori della sua opera".
Grazie Italina, da tutti noi (e siamo tanti) che
ti abbiamo voluto bene. (R.G.)
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| Il Gazzettino
- 12 novembre 2000 I REPERTI ARCHEOLOGICI
Sotto poche spanne di terra un
patrimonio senza prezzo
L'acquisto, per 46 miliardi di
lire («Ma c'è già chi ce ne ha offerti 60», ha precisato il presidente De Poli) della
tenuta di Ca' Tron (mille e venti ettari) ha fruttato alla Fondazione Cassamarca anche
l'acquisizione di un patrimonio che non ha prezzo: in quel vastissimo territorio, sotto
poche spanne di terra, potrebbero nascondersi importantissimi reperti archeologici. La
tenuta infatti è lambita a sud dal corso del Sile, a nord e ad est dal Vallio, due facili
vie d'acqua sfruttate sin dalla notte dei tempi. La presenza dell'uomo in quell'area è
documentata a partirte dall'età del bronzo; la zona, in gran parte ricoperta di boschi,
era abitata e coltivata già in epoca romana. L'attraversava la Via Annia, una delle più
antiche strade consolari che collegava la vicina Altino con Concordia ed Aquileia.
"Tenuta Ca' Tron Spa" e Fondazione Cassamarca hanno commissionato a una speciale
équipe di esperti, molti dei quali americani, uno studio per la massima rivalutazione
dell'intero patrimonio agricolo, in modo da rendere possibile un suo articolato utilizzo
che miri anche alla valorizzazione culturale e turistica. Dunque pulizia di corsi d'acqua,
navigazione fluviale, diretto contatto con Venezia e la terraferma, sfruttando la grande
vicinanza con l'aeroporto di Tessera e le autostrade, ma anche valorizzazione delle
eventuali scoperte archeologiche. I lavori sono condotti a questo proposito da un gruppo
di ricercatori dell'Università di Padova: «Non sappiamo cosa potremo trovare nel
sottosuolo, ma miriamo comunque alla ricostruzione degli ambienti antichi per riproporre a
studiosi e turisti i vari paesaggi delle varie epoche in un sito che ancora oggi presenta
caratteristiche assolutamente uniche e ormai rare. Utilizzeremo a questo proposito il
"Parco archeologico", concetto ancora poco sfruttato in Italia» hanno spiegato
gli archeologi padovani. Sarà dunque incentivato un turismo compatibile e verrà messo a
disposizione del pubblico un bosco completamente rigenerato ed esso diventerà un
importante punto di riferimento per botanici e semplici cittadini poichè sarà la copia
esatta di un antico bosco planiziale dell'antica pianura veneta. Al suo interno verranno
creati vari percorsi naturalistici.
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| Il Gazzettino
- 12 novembre 2000 La Fondazione Cassamarca ha presentato ieri il progetto di
valorizzazione della sua grande azienda agricola
Ca' Tron, dai Dogi alla
fantascienza
Dino De Poli: «Renderemo i
vicini fiumi navigabili per un turismo ecocompatibile»
Il tema dell'acqua è ricorrente
pressochè in ogni progetto della Fondazione Cassamarca Anche ieri, in occasione della
presentazione ufficiale della nuova società che gestisce l'azienda agricola Ca' Tron, uno
dei più grandi latifondi ancora oggi esistenti nel Veneto, proprietà del Doge Nicolò
Tron alla fine del '400, venduto nel febbraio scorso dall'Usl 9 alla Fondazione Cassamarca
il presidente Dino De Poli ha ricordato con evidente passione l'esistenza di un altro
desiderio che riguarda l'acqua da vicino: l'eliminazione delle centrali idroelettriche del
Sile (a Silea e a Treviso sotto il ponte di San Martino). La concessione dei due impianti
scadrà proprio entro il prossimo anno e, se fosse possibile realizzare il sogno di De
Poli, il Sile, fiume di risorgiva più importante e più lungo d'Europa, potrebbe davvero
essere navigabile dalla sua foce nella laguna veneziana fin quasi alle sorgenti. «Tutto
questo in collaborazione con l'Ente parco del Sile» ha sottolineato De Poli stesso
attento a non calpestare competenze altrui. Ma quella delle brutte centraline eliminate
dal corso del fiume è un'idea che trova ormai da tempo illustri alleati: oltre all'Ente
Parco che, fatta salva la tutela dei livelli del corso d'acqua, pare ben disposto a dare
una mano, anche il sindaco Gentilini non vede l'ora di sbarazzarsi di quei brutti
manufatti che deturpano il paesaggio fluviale.
Ieri, la presentazione alla
stampa della nuova società "Tenuta Ca' Tron Spa" è stata anche occasione per
parlare di acqua e di economia: «C'è una società anglo-canadese - ha annunciato De Poli
- che si è detta affascinata dall'idea di poter raggiungere Venezia dall'acqua, partendo
magari proprio dai fiumi che attraversano o lambiscono la tenuta di Ca' Tron. Tutto ciò
che riguarda una rivalutazione o la tutela del concetto "acqua" ha da sempre
appassionato la Fondazione Cassamarca Adesso, proprio grazie anche alla vicinanza di Ca'
Tron al Parco del Sile, espletate le debite richieste, sarebbe davvero possibile
valorizzare anche turisticamente l'azienda agricola rendendola legata a Venezia da una
particolare via d'acqua. Insomma attraverso l'acqua è possibile riportare alla luce le
profondità della storia. Noi ci crediamo e per questo abbiamo già attivato le alzaie del
Sile, abbiamo riportato l'acqua nel centro di Motta. Ora renderemo navigabile il Livenza
da Pordenone, attraverso Sacile, fino al mare...mi piacerebbe dare modo a tutti questi
importanti centri rivieraschi di essere collegati attraverso vie fluviali al mare. Pensate
che bello poter assistere un giorno a una grande festa in laguna, per tutti i paesi
dell'entroterra collegati dai fiumi al mare. Questo concetto si inserisce seriamente in
progetto più tecnico intorno al quale stiamo da tempo ragionando: il ripristino e il
potenziamento della navigazione litoranea lagunare veneta che implica nuovi intenti
ecologici miranti alla salvaguardia dell'ambiente riducendo il transito delle merci su
strada».
Gianni Novara
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| La Tribuna di
Treviso - 13 novembre 2000 «Ricostruiremo le case degli antenati»
Ca' Tron, oasi di
Fondazione Cassamarca: grande progetto archeologico
a.z.
Passeggiata archeologica, una nuova distesa di vigneti, coltivazioni biologiche,
suggestivi percorsi attraverso un intero bosco «ricostruito»: è scattata la rinascita
di Ca' Tron. Il piano d'azione è stato illustrato sabato a Ca' Spineda dal presidente
della Fondazione Cassamarca Dino De Poli insieme al presidente Gianpaolo Miotto della
Tenuta Ca' Tron spa, società strumentale della fondazione che conduce, dallo scorso
aprile, la tenuta. Una vera e propria oasi di 1020 ettari di intatta campagna veneta, in
territorio di Roncade, che la fondazione ha acquistato lo scorso febbraio dall'Usl per
trasformarla in un grande parco archeologico che riprodurrà gli insediamenti umani tipici
della pianura veneta dalla Preistoria fino al Medioevo, con modelli degli antichi edifici
ricostruiti sui resti degli originali che verranno riportati alla luce dai giovani
archeologi dell'Università di Padova. Rivedrà la luce anche la via Annia, strada
consolare romana che collegava la vicina Altinia con Concordia e Aquileia. In primavera
partiranno gli scavi.
Ma grande importanza verrà data anche all'agricoltura, e non solo alle tradizionali
colture cerealicole: agli attuali 37,5 ettari di vigneto, a partire dalla prossima
primavera se ne aggiungeranno altri 82,5. Forte impulso verrà dato anche alle
coltivazioni biologiche e alla diversificazione della produzione. Ancora spazio alla
natura, con il progetto di rinaturalizzazione di 25 ettari - oltre agli attuali 27 di
vegetazione non autoctona - dell'antico bosco della tenuta, che ospiterà anche dei
percorsi naturalistici. Ca' Tron, nel giro di un paio di anni, diventerà meta turistica
di prima grandezza: in un'ora infatti si arriva a Piazza San Marco, dato che la tenuta è
lambita a sud dal corso del Sile, a nord e ad est dal Vallio, affluente del Sile, e si
trova nell'immediata prossimità della laguna. «E infatti - dice De Poli - una società
anglo-canadese si è fatta avanti, affascinata dall'idea di creare un collegamento
diretto, fluviale e via mare, con Venezia. Nella tenuta apriremo anche un centro di
ricerca per analizzare i rischi per l'ambiente legati alle coltivazioni di organismi
geneticamente modificati, ossia transgenici. Manterremo anche la riserva, ma la caccia
sarà vietata (sono presenti quasi 200 specie di uccelli, ndr). Abbiamo chiesto alle Forze
armate di entrare in possesso anche del bosco chiuso, molto interessante dal punto di
vista archeologico».
Sabato si è brindato alla rinascita di Ca' Tron, stappando alcune delle duemila bottiglie
di vino Novello prodotto nella tenuta e denominato «el Masorin» in onore del germano
reale, uno degli uccelli che popolano la tenuta.
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| La Tribuna di
Treviso - 14 novembre 2000 La discarica di Roncade
In via Agozzo al
via la caccia agli inquinanti
Giorgio Marcoleoni
RONCADE. Sta per iniziare la verifica sull'eventuale inquinamento nell'area circostante la
discarica di via Agozzo. Lo ha reso noto il sindaco di Roncade, Ivano Sartor, durante
l'incontro convocato per informare la popolazione sulla situazione delle discariche
presenti sul territorio.
«Il liquidatore del consorzio che ha smaltito i rifiuti in via Agozzo - precisa il
sindaco - ha finalmente affidato la verifica a uno studio specializzato. Perciò non vi
sarà nessun intervento da parte di società private che potrebbero avere interessi a
scaricare nell'area altri rifiuti. Inoltre - prosegue Sartor - le analisi verranno
eseguite presso l'Arpav, l'Agenzia regionale per l'ambiente, che è un ente pubblico. Per
avere maggiori garanzie il Comune ha però creato un gruppo di lavoro costituito da un
avvocato, un chimico e un geologo, che seguiranno passo per passo tutta la verifica, che
durerà almeno otto mesi».
«Noi vogliamo capire lo stato dei luoghi - continua Sartor - ma se dovesse risultare che
la zona è inquinata sarà il Comune, come previsto dalle nuove leggi, a imporre il
progetto di bonifica. Perché la liquidazione del consorzio può avvenire solo dopo che
avremo ben precise garanzie sul futuro di quell'area. Il liquidatore dispone di circa un
miliardo, che dev'essere usato per le opere eventualmente necessarie per mettere in
sicurezza la zona ed in ogni caso per completare il progetto di ripristino, che prevede la
piantumazione ed altre opere».
Il Comune di Roncade ha inoltre annunciato di aver già nominato i legali che lo
rappresenteranno al Consiglio di Stato quando verrà esaminato il ricorso dell'Amav contro
il blocco della discarica di San Moffio.
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| Il Gazzettino
- 15 novembre 2000 La polizia amministrativa della
Questura ha effettuato controlli nei club privati della Marca scoprendo diverse
irregolarità
Lap dance di troppo al circolo educativo
Al Titti Twister di Conegliano rilevate contraddizioni con gli scopi
statutari. Soddisfatto il sindacato dei gestori di sale da ballo
Treviso. Se è vero che il circolo era legato al Centro Sportivo
Educazione Nazionale, non si può dire che la sua attività fosse proprio coerente con gli
scopi statutari del medesimo circolo. È quanto sostiene la polizia amministrativa della
Questura dopo aver effettuato un controllo al "Titti Twister" di Conegliano,
scaturito in seguito alle lamentele che alcune mogli arrabbiate del Coneglianese avevano
sollevato attraverso una lettera inviata al sindaco di Conegliano circa il comportamento
dei rispettivi mariti, attratti dal richiamo di quel locale dove, in effetti, la vera
attività era incentrata sulle performance di avvenenti e poco vestite signorine,
protagoniste di "lap dance". Il locale, che all'epoca della missiva si chiamava
"Spot", lo scorso settembre ha riaperto i battenti lungo la tangenziale di
Conegliano sotto il nome di "Titti Twister" e lo scorso ottobre è stato oggetto
di una verifica da parte della polizia amministrativa. Per entrare, bastava pagare 15mila
lire per diventarne soci, più altre 20mila per una drink-card: un escamotage per
giustificare l'identità di "circolo"? Per la polizia (intervenuta unitamente
con personale dell'Ispettorato del lavoro) il locale era avviato alla stregua di una
autentica impresa commerciale, senza rispettare gli scopi statutari e dove nove procaci
ragazze (in parte straniere, altre italiane) si esibivano seni al vento. Una decina di
avventori sarebbero risultati privi di tessera e per questo la polizia ha contestato al
titolare l'esercizio abusivo del locale, un illecito amministrativo che prevede multe da
uno a sei milioni, mentre un altro per un altro illecito contestato - quello relativo
all'effettuazione degli spettacoli di lap dance - la multa varia da 500 mila a 3 milioni
di lire. Anche l'ispettorato del lavoro sta definendo la verifica di sua competenza per
quel che riguarda la presenza del personale nel locale, ad iniziare dalle nove ballerine.
Il titolare, attraverso lo studio legale Capraro, non ci sta ed impugnerà il
provvedimento: spetterà all'UPICA (ufficio preposto in seno alla Camera di Commercio),
stabilire chi ha torto e chi ha ragione. Quella relativa al "Titti Twister" non
è stata l'unica verifica disposta dalla polizia in circoli privati della provincia:
l'ultima, in ordine temporale, è avvenuta ad inizio novembre al "New Age" di
Roncade , in occasione del concerto di Paola Turci. Un avvenimento che aveva richiamato la
curiosità dell'"Amministrativa" che aveva provveduto a richiamare i soci del
circolo (legato all'Arci) a rispettare quanto prevede la normativa: ovvero era necessaria
la licenza per tenere il concerto. Il 4 novembre la polizia è andata a Roncade per un
controllo: il concerto poteva essere seguito pagando 20mila lire, oltre a 5mila per
l'iscrizione al circolo che si è ritrovato 113 soci in più in un sola sera. Per la
polizia era stato ravvisato un illecito amministrativo, ravvisando la mancanza di licenza
per tenere il concerto. A proposito di locali, problemi anche al "Sottosopra",
in Fonderia, pure questo, in teoria, un circolo: ispezioni più volte avvenute nel locale
(l'ultima, il 14 ottobre) hanno permesso di accertare che il locale era diventato una vera
e propria discoteca: un esercizio abusivo di attività danzante che era stato già
contestato la scorsa estate. Ma l'attività era poi proseguita. L'attività della Questura
è stata commentata favorevolmente dal sindacato dei locali da ballo, Silb: «La legge
vale per tutti: questi locali cosiddetti "privati" vanno combattuti, non hanno
nulla a che fare con la nostra categoria», ha sottolineato il presidente provinciale
Enrico Polo.
Giancarlo D'Agostino
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| La Tribuna di
Treviso - 15 novembre 2000 New Age, concerti abusivi.
I club nel mirino della polizia Manca la licenza: anche Irene Grandi non avrebbe
potuto cantare a Roncade
Locali senza permessi nel mirino della Questura
Dopo la chiusura del "Sotto Sopra", disco bar all'ex Fonderia
in viale della Repubblica, un altro "tempio" delle notti trevigiane è a
rischio: il New Age di Roncade. I titolari sono accusati di aver organizzato concerti
abusivamente. Secondo gli uomini della polizia amministrativa di Treviso, che hanno
compiuto accertamenti, il Comune non avrebbe mai rilasciato l'autorizzazione per gli
spettacoli. Il "caso" era scoppiato già in primavera, quando a Roncade cantò
Irene Grandi, cantante toscana, rivelazione del festival di Sanremo. Il "New
Age", per quel concerto, venne preso d'assalto. Di fronte ad una capienza di 400
persone se ne presentarono più di mille. Così, Irene Grandi cantò con i carabinieri
fuori della porta. I titolari, se da una parte se la cavarono pagando una multa di mezzo
milione, dall'altra vennero invitati dalla Questura a mettersi in regola. "Se volete
continuare ad ospitare concerti chiedete al Comune l'autorizzazione". Il problema è
tornato alla ribalta nelle scorse settimane quando al "New Age" è arrivata
un'altra cantante di richiamo, Paola Turci. Questa volta insieme agli spettatori, al
locale di Roncade - che risulta ancora un circolo privato a cui si accede solo con la
tessera - si sono presentati anche i poliziotti della sezione amministrativa di Treviso.
Non c'era l'affollamento trovato per Irene Grandi, ma che si trattava di un vero e proprio
concerto non c'erano dubbi. Nessuna autorizzazione, nel frattempo, era stata richiesta. I
titolari si sono visti recapitare una multa più salata, mentre una nuova segnalazione sul
"New Age" è stata inviata al Comune che ora dovrà decidere quale provvedimento
assumere. Tempi duri, dunque, per i circoli privati della Marca che sotto lo stratagemma
dell'entrata a "tessera" spesso si nascondono vere e proprie discoteche. Il
sospetto è che i titolari dei circoli privati, piuttosto che mettersi in regola e passare
al vaglio della Commissione di vigilanza (il cui parere è fondamentale per il rilascio
delle licenze), preferiscono pagare le multe. Più lunga e controversa, invece, la vicenda
del "Sotto Sopra": i titolari, secondo la Questura, sarebbero in possesso di una
semplice licenza per la "somministrazione di alimenti e bevande". Con quella
potrebbero aprire praticamente un bar. Invece è uno dei disco-bar più amati dai giovani
trevigiani. Sempre affollato ben oltre la sua capienza. Dopo aver inviato due verbali con
relative contravvenzioni milionarie e due segnalazioni, la polizia ha chiesto al Comune di
emettere l'ordinanza di chiusura. I titolari del "Sotto Sopra", però, hanno
giocato d'anticipo. Hanno abbassato spontaneamente le saracinesche del locale e stanno
cercando di mettersi in regola. Un esempio per quanti invece continuano a fare i furbi.
(Fiammetta Cupellaro)
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| La Tribuna di
Treviso - 15 novembre 2000 Roncade, l'avvocato dell'azienda Europa 2000 promette importanti
rivelazioni durante il processo
Truffa dei computer, nuovi
sviluppi
«Dietro quell'affare si celano anche altre persone:
faremo i nomi»
di Sabrina Tomè
RONCADE. Ci sono altre persone dietro la truffa da cento milioni ai danni di alcune
società informatiche della Marca. Nomi che già compaiono negli atti degli inquirenti e
dei quali, in aula, potrebbe essere ora dimostrata la responsabilità. Questo, almeno,
hanno annunciato gli imputati a processo: Giorgio Miccoli, 60 anni, originario di Venezia
e la moglie Luigina Pasqualotto, 39 anni, di Marcon.
I due sono accusati di truffa, di aver comprato merce per milioni di lire pagandola con
assegni scoperti. E poi di aver «fatto fagotto», di aver chiuso in tutta fretta il
magazzino aziendale di Roncade, facendo sparire gli articoli che vi erano custoditi, non
ancora pagati, e rendendosi di fatto irreperibili.
I fatti contestati risalgono alla primavera-estate del 1996, quando l'«Europa 2000» di
Roncade, via San Rocco 65, era in piena attività. L'azienda, secondo la ricostruzione
della Procura di Treviso, ordinava via telefono (e confermava poi via fax), computer e
materiale informatico a ditte specializzate nel settore.
Un'attività, quella della società di Roncade, che sembrava fiorente e che si rivelerà
un bluff in quanto la merce veniva pagata con assegni scoperti.
Cinque le querele presentate nei confronti della società di Roncade da parte di
altrettante aziende sparse in tutto il territorio della Marca.
Europa 2000, in particolare, avrebbe acquistato computer dalla ditta Informatica Palesa di
Treviso pagando oltre 11 milioni con assegno rivelatosi privo di copertura bancaria;
stesso «trucco» con la Telecom di Mogliano a cui aveva ordinato cinque cellulari (4
milioni di lire), con la Data Veneta di Dosson di Casier (computer per oltre 7 milioni),
con la Isi Engeneering di Piavon di Oderzo (8 milioni) e con la Tonello snc di Oderzo
(condizionatori per 10 milioni). In realtà, secondo la difesa rappresentata dall'avvocato
Fabio Crea di Treviso, i due imputati avevano un ruolo del tutto marginale all'interno
dell'«Europa 2000» ed altri erano le «menti» della società. «Proveremo in aula la
responsabilità di terzi», ha annunciato il legale. Prossima udienza: il 29 gennaio.
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| La Tribuna di
Treviso - 19 novembre 2000 Roncade
Insediamenti
senza spazio
Imprese in fuga
g.m.
RONCADE. Decine di imprese sono «fuggite» nei comuni limitrofi perchè a Roncade mancano
le aree per insediamenti produttive.
Lo denuncia il gruppo di opposizione Roncade domani-Lega nord, dopo che la Regione ha
bocciato la nuova area industriale prevista presso il confine con Meolo dalla variante al
piano regolatore approvata nella primavera del 1999.
«In questo modo - osservano i consiglieri di minoranza - si è perso un anno e mezzo per
sostenere una proposta ritenuta irrealizzabile anche dall'assessore all'urbanistica
attualmente in carica, che all'epoca dell'approvazione del piano sedeva sui banchi
dell'opposizione. L'aspetto ancora più assurdo è che al momento del voto in commissione
tecnica regionale il sindaco di Roncade Ivano Sartor, invece di sostenere fino in fondo la
variante, si è astenuto».
«La votazione è stata complessa - replica Sartor - non potevo votare a favore perchè
avrei condiviso i tagli imposti dalla Regione, ma nemmeno contro perchè avrei bocciato
tutte le modifiche riguardanti la residenza, sulle quali il parere regionale era
favorevole».
«La nuova area lungo la Treviso mare è stata bocciata perchè non sono ancora state
realizzate le infrastrutture in quella dei «Tombotti» - aggiunge il sindaco - ma quando
abbiamo avviato la variante non potevamo certo immaginare che i proprietari dei terreni
fossero talmente autolesionisti che dopo 4 anni non si sono ancora accordati per
lottizzare e vendere a chi vuole insediarsi».
Le opposizioni definiscono però una «bocciatura annunciata» anche la scelta del comune
di proporre un aumento delle aree produttive di Musestre e la trasformazione in
residenziale dell'area Anselmi.
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| Il Gazzettino
- 26 novembre 2000 Mentre a Matteo Giomo è stato attribuito il "Roncola
doro"
Oggi le premiazioni dei più
bravi alunni-pittori
Roncade
(a.v.) - La sedicesima
«Roncola d'Oro», premio istituito nel 1984 dal Comune di Roncade a riconoscimento
dell'operato di benemeriti cittadini, per la prima volta viene assegnata ad uno sportivo,
Matteo Giomo. Campione italiano di sci nelle discipline di slalom (gigante e speciale) e
discesa libera, Matteo è un ragazzo di Biancade come pochi: dopo tre anni consecutivi di
primato italiano nella sua categoria e 21 medaglie d'oro è stato convocato agli «Special
Olimpics», i Giochi Mondiali Invernali per atleti con ritardo mentale, che si terranno
dal 4 all'11 marzo ad Anchorage, in Alaska. Matteo è tesserato allo Sport Life di
Montebelluna e, fra poco, cominceranno gli allenamenti che lo porteranno anche quest'anno
a gareggiare per il titolo italiano. Lo scorso febbraio a Biella ha sfiorato un'importante
vittoria, lasciando solo 4 centesimi di secondo di vantaggio al campione mondiale Erwin
Muhlsteiger, di Bolzano. Il premio «Roncola d'Oro» verrà conferito a Matteo sabato 23
dicembre nella sede consiliare di Roncade. Oggi alle 18, invece, verranno assegnati i
premi del concorso di pittura «Città di Musestre», presso l'auditorium delle scuole
elementare della frazione roncadese. Il concorso ha interessato gli alunni delle scuole di
tutto il comune che vedranno ora esposti i propri lavori. I vincitori designati sono 15: 7
per le elementari, 7 per le medie e 1 per le superiori. La giuria composta da artisti,
giornalisti e insegnanti si è pronunciata sottolineando capacità, precisione, fantasia e
originalità. Designando, infine, per le scuole medie: 1° De Santis Annalisa, 2°
Salvadori Veronica, 3° D'Ambros Davide, 4° Trabucco Massimiliano, 5° Zottarel Manuela,
6° Basso Valentina, 7° Fornasier Valentina; per le elementari: 1° Gazzola Marco, 2°
Zaffalon Mattia, 3° Miatto Veronica, 4° Guadagnin Enrica, 5° Bassetto Alice, 6° Cerino
Debora, 7° Bassetto Aliai. La premiazione riguardante le superiori sarà una sorpresa.
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| Il Gazzettino
- 28 novembre 2000 RONCADE. Nel documento di previsione 2001 compare uno stanziamento
inedito
Bilancio, 10 milioni alla voce
"sicurezza"
Serviranno ad aumentare la
vigilanza notturna e a installare telecamere nei punti critici
Roncade
Nel bilancio del Comune
entra una voce nuova: spese per la sicurezza pubblica.
Il prossimo 30 novembre
sarà trasmesso ai consiglieri roncadesi il documento di previsione per il 2001. La
novità che risalta di più, rappresentata da una posta mai apparsa prima d'ora, riguarda
uno stanziamento di circa una decina di milioni destinato a soddisfare la domanda di
sicurezza che viene dai cittadini.
«Questo tipo di
stanziamento innovativo è il sintomo di un'esigenza sempre più sentita dalla popolazione
- dichiara il sindaco, Ivano Sartor - e vuole anche essere un chiaro messaggio politico:
il problema-sicurezza non è certamente esclusiva delle Amministrazioni leghiste o di
destra».
Intensificare le misure di
prevenzione e lotta alla microcriminalità si è dimostrato necessario a fronte degli
episodi dell'estate scorsa, che hanno comportato un pericolo per i roncadesi e un danno a
strutture pubbliche quali il ponte nel "Parco dell'isola sul Musestre", ancora
oggi chiuso al transito e oggetto di un'interrogazione del gruppo consiliare "Lega
Nord-Liga Veneta Roncade Domani", che verrà affrontata domani sera in consiglio
comunale.
Proprio dalla prossima
estate, quindi, il budget stabilito servirà ad aumentare la vigilanza notturna - finora
piuttosto carente - e ad installare telecamere nascoste nei punti critici e più esposti
del territorio comunale.
Aldina Vincenzi
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| Il Gazzettino
- 28 novembre 2000 I servizi idrici si privatizzano Il "Sile-Piave" diventa Spa
Roncade
All'ordine del giorno del
consiglio comunale c'è un punto particolarmente importante: la trasformazione
dell'azienda speciale consorziale servizi idrici "Sile Piave" in "Azienda
servizi pubblici Sile-Piave Spa".
La maggiore efficienza
dell'azienda privata, con possibilità di acquisire quote societarie da parte, appunto, di
privati, applicata alla sicurezza e alle garanzie dell'ente pubblico - che deterrà
comunque la maggioranza della azioni - fornirà le migliori sinergie a vantaggio dei
cittadini.
Tutti i Comuni serviti
dall'azienda Sile-Piave fin dalla fine degli anni Cinquanta in questi giorni stanno
deliberando in merito: Roncade, Silea, San Biagio di Callalta, Monastier, Casale sul Sile,
Casier, Quarto d'Altino, Marcon, Meolo.
In discussione, inoltre,
la convenzione con "Asco Piave" per la realizzazione e la gestione delle nuove
reti di telecomunicazione a fibre ottiche.
«Questo è uno dei casi
in cui l'operato di un ente pubblico si prevede più efficiente del privato», spiega
Ivano Sartor, sindaco di Roncade, riferendosi alla certezza di riuscire a fornire il
servizio di cablaggio avanguardistico del territorio anche agli utenti che si
rivelerebbero "poco economici" per un'azienda privata, senza gli obiettivi di
salvaguardia dell'interesse |
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