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Marzo 2003 |
| Il
Gazzettino di Treviso, 6 marzo 2003 Bandiere arcobaleno, non c'è pace per il
prefetto
Una circolare proibisce
l'esposizione negli edifici pubblici, ma il sindaco di Roncade reagisce: «Non la applico
e lo denuncio»
Il neoprefetto Natale Labia invia
ai sindaci della provincia una circolare in cui conferma il divieto di esporre sugli
edifici pubblici le bandiere della pace, un atto perseguibile anche penalmente, e
immediatamente scoppia il caso. Il primo cittadino di Roncade Ivano Sartor ha fatto sapere
al rappresentante dello Stato che, nel caso la sua amministrazione venisse sanzionata,
procederebbe immediatamente con una controdenuncia per violazione dell'autonomia del
Comune.
Lo scorso 28 febbraio il
prefetto, con un telefax inviato al presidente della Provincia, ai sindaci e al
commissario straordinario di Motta di Livenza, ha inteso mettere le amministrazioni locali
a conoscenza di quella che è, in materia di esposizione delle bandiere della pace, la
posizione del Dipartimento del Cerimoniale di Stato della Presidenza del Consiglio dei
Ministri. E questo in seguito alle richieste di chiarimento giunte riguardo a questo tema
proprio da alcune di quelle amministrazioni. In sostanza, nella circolare si legge che
sugli edifici pubblici "non possono essere esposte bandiere straniere e neppure
simboli privati", come insegne di partito, simboli di associazioni e organismi vari:
"l'esposizione sugli edifici pubblici di simboli privati di qualunque natura -
termina la nota - determina una violazione sanzionabile, anche ai sensi degli articoli
292, 323 del Codice penale".
Parole che non lasciano
molto spazio alle interpretazioni, si tratti di davanzali, terrazzine, pennoni o altro
ancora. Ma se di fronte a questo testo alcune amministrazioni si sono sentite confortate
nella scelta di non esporre altro che i vessilli ufficiali, qualcuno ha espresso invece un
totale dissenso. In una lettera stesa proprio ieri, il sindaco Sartor , porgendo il
benvenuto a Labia, afferma di non poter esimersi dal constatare come "la sua prima
circolare indirizzata ai sindaci riguardi una materia controversa", rispetto alla
quale il primo cittadino di Roncade esprime il suo "più convinto dissenso".
"Senza giri di parole - afferma Sartor - dirò con fermezza che non intendo applicare
il contenuto della circolare in quanto non solo non trovo che essa poggi su una chiara
norma di legge, bensì vi ravviso ancora una volta una forma di centralismo
governativo", una subordinazione gerarchica tra Stato e Comuni che la riforma del
titolo V della Costituzione avrebbe invece ormai eliminato. "La sanzionabilità di
questo atto - conclude Sartor - non trova quindi alcun fondamento giuridico; anzi, ritengo
che se dovesse essere attivata una tale procedura, sia mio legittimo diritto procedere con
una controdenuncia".In piazza dei Signori ieri la missiva non era ancora arrivata.
Dal palazzo specificano però che quella del prefetto non è stata una presa di posizione
personale, ma solo una nota informativa di quanto stabilito a livello di Presidenza del
Consiglio dei ministri, di modo che ciascuna amministrazione possa decidere come
comportarsi. Né spetterebbe al prefetto un'eventuale azione sanzionatoria, di competenza
dell'autorità giudiziaria.
Lina Paronetto
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La Tribuna di Treviso, 6 marzo 2003IN
POLEMICA CON IL PREFETTO
Sartor: «Non tolgo la
bandiera iridata dal municipio»
Bandiere della pace esposte
alle finestre degli edifici pubblici: sì o no? La diatriba è tutt'altro che risolta. E a
una circolare del prefetto Labia sull'argomento, datata 3 marzo, replica duro il sindaco
di Roncade, Ivano Sartor, (foto)con un «signornò» che fa rumore. Nella circolare del
prefetto si leggeva: «si conferma che sugli edifici pubblici statali possono essere
esposte esclusivamente le bandiere nazionale ed europea, mentre sugli edifici pubblici
delle regioni e degli enti locali possono essere aggiunte rispettivamente le bandiere
ufficiali». «L'esposizione sugli edifici pubblici di simboli privati di qualsiasi natura
determina una violazione sanzionaqbile, anche ai sensi degli articoli 292, 323 del codice
penale».
La replica scritta di Sartor, dopo i dovuti messaggi di benvenuto e oconvenevoli e iun
Illustrissimo Signor Prefetto,
innanzitutto Le porgo il benvenuto, è comunque improntata alla contestazione. «Non posso
esimermi dal constatare - scrive Sartor a Labia - come la sua prima circolare indirizzata
ai sindaci della Marca trevigiana riguardi una materia controversa e rispetto alla quale
esprimo il mio più convinto dissenso. Mi riferisco alla circolare relativa alla
esposizione delle bandiere nei pubblici palazzi, originata, come è noto, dall'iniziativa
assunta da diversi amministratori comunali di collocare sui municipi o altri edifici
comunali una o più bandiere della Pace».
«Senza giri di parole - scrive ancora Sartor - le dirò con fermezza che non intendo
applicare il contenuto della circolare, in quanto non solo non trovo che la stessa poggi
su una chiara norma di legge, essendo originata da una semplice nota del Dipartimento del
Cerimoniale di Stato, bensì vi ravviso ancora una volta una forma di centralismo
governativo. Non sfugge a vostra eccellenza che la riforma del titolo V della
Costituzione, confermata da referendum popolare, ha eliminato ogni forma di subordinazione
gerarchica tra Stato e Comuni».
«Pertanto - aggiunge -, quanto ventilato nell'ultimo capoverso della Sua nota, cioè la
sanzionabilità ai sensi del codice penale (artt. 292 2 293), a mio avviso non trova alcun
fondamento giuridico; anzi, ritengo che se dovesse essere attivata una tale procedura sia
mio legittimo diritto procedere con una controdenuncia per violazione dell'autonomia del
Comune e violazione del dettato costituzionale che la proclama e difende. Distinti
saluti».
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La Tribuna di Treviso, 7 marzo 2003Mostra mercato a
Roncade
Domenica il
«Verdon» protagonista in cucina
s.c.
RONCADE. Come ogni anno in questo periodo, riprende la tradizionale Mostra Mercato del
radicio «Verdon da cortel», giunta alla terza edizione. Domenica mattina il verdon
scenderà anche in piazza Primo maggio, dove i ristoratori roncadesi offriranno le
specialità tipiche della cucina trevigiana a base di radicchietto. Ci saranno tutti i
cuochi che da qualche settimana organizzano, al venerdì sera, un revival culinario
alternando ai sapori tradizionali qualche novità, per riscoprire questo prodotto.
Venerdì scorso era il turno del ristorante Galli, che ha saputo unire superbamente i
sapori della nostra selvaggina con la freschezza del radicchio. Oggi toccherà alla
trattoria Da Adriano con una cena tra verdon, pasta e fagioli e baccalà. Questa volta
l'iniziativa è ad ampio raggio, dal momento che queste specialità saranno offerte ai
passanti dalle 11 di domani mattina e che verrà poi allestito uno stand gastronomico per
pranzare. Al verdon si accompagnerà la riscoperta del mais biancoperla, il granoturco che
una volta si utilizzava per cucinare la polenta bianca. «L'obiettivo della mostra mercato
è decisamente promozionale - spiega il sindaco Sartor - da un lato si vuole rivalutare le
produzioni tipiche della nostra zona, per ampliare nuove nicchie del mercato gastronomico,
dall'altro si cerca di consolidare la tradizione culinaria che ci ha sempre
contraddistinto». Domenica, la mostra mercato del verdon si unirà al mercatino
d'antiquariato «cose d'altri tempi».
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| Il
Gazzettino di Treviso, 7 marzo 2003 Mostra-mercato del radicio Verdon
Roncade
(A.V.) Radicchio verde e polenta: in
passato la base dell'alimentazione dei Veneti, oggi un goloso appuntamento che ricorda e
rilancia la tradizione.
Roncade offre domenica la sua piazza per
il terzo appuntamento con la mostra-mercato del "Radicio Verdon da cortel", in
arte cicoria dal grumolo verde abbinata al più raffinato dei mais, il "Bianco
Perla". Si potranno gustare piatti speciali offerti dai ristoratori locali e ammirare
i prodotti gastronomici messi in bella mostra sulle bancarelle, contribuendo a rivalutare
e rilanciare le produzioni locali tipiche delle nostre zone. Un'edizione quest'anno
allargata a 4 serate a tema in altrettanti locali del Roncadese, con il patrocinio di
Provincia e Regione. Gli amministratori, forti della convinzione che il "Verdon"
riuscirà a riempire un tassello vuoto nel calendario dei prodotti tipici trevigiani,
hanno voluto iniziare la manifestazione con la raffinata cucina del ristorante Galli che,
alcune sere fa, ha proposto antipasti, primi e secondi piatti, contorni e perfino dessert
a base di Verdon. Seguiranno la trattoria "da Adriano" domani, il ristorante
"Garibaldi" il 14 e la trattoria-bar "Roma" il 15.
Ma domenica i visitatori potranno anche
partecipare alla corsa podistica "La Lucciolata", curiosare tra le antichità
del mercatino o visitare la mostra del fumetto con le strip realizzate dai ragazzi che
hanno frequentato l'apposito corso.
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La Tribuna di Treviso, 11 marzo 2003Documento di
minoranza a Monastier, Roncade e Silea
I politici uniti
sulla pace
s.c.
RONCADE. I gruppi di minoranza dei comuni di Monastier, Roncade, Silea e Meolo hanno
sottoscritto una richiesta perchè venga inserito un punto all'ordine del giorno nei
rispettivi consigli comunali sulla pace. E' un'iniziativa originale, non tanto per il tema
che è protagonista delle cronache, quanto perché nasce da uno spirito trasversale, senza
strumentalizzazioni. Il documento «Le istituzioni a difesa della pace» è stato
presentato dai consiglieri di Monastier Viva, Polo delle Libertà di Roncade, Iniziativa
Civica di Roncade, Silea Viva, Forza Meolo, Lega Nord Meolo, Meolo 2000. «E'
un'iniziativa per esprimere un no alla guerra - spiegano Boris Mascia e Maurizio Guerra di
Roncade - Crediamo che la maniera più forte sia quella di unirci per dare sfogo al nostro
pensiero e lanciare un messaggio. Speriamo che anche tutti i gruppi di maggioranza
esprimano il loro consenso».
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| Il
Gazzettino di Treviso, 11 marzo 2003 Roncade, fiamme in discarica ma erano soltanto ramaglie
Roncade
(A.V.) Notando del fumo che si innalzava
sopra la discarica 2A di via Pomodoro a Musestre di Roncade , ieri un passante ha
allertato il comando dei Vigili del fuoco di Treviso. Quando si ha a che fare con
discariche e incendi non c'è da scherzare, fortunatamente in questo caso l'allarme è
rientrato quasi subito. Stavano, infatti, bruciando solo ramaglie accatastate accanto al
deposito di materiale inerte di proprietà della ditta Fratelli Teston Snc.
Contattati in un primo momento anche i
carabinieri della stazione di Roncade , perchè sembrava dovesse essere rotto anche il
chiavistello che chiudeva l'ingresso. Poco dopo sono arrivati anche i titolari che hanno
facilitato le operazioni ai due mezzi dei vigili del fuoco accorsi intorno alle 13,20.
L'incendio è stato domato in un'ora, ma Giuseppe e Renzo Teston, titolari della ditta
omonima di costruzioni hanno intenzione di sporgere denuncia contro gli ignoti che
avrebbero appiccato il fuoco, non si sa ancora se dolosamente o meno.
"C'è parecchio via vai in questo
posto - ha dichiarato uno dei fratelli - e non è la prima volta che la gente entra,
persino per andare a pescare, recidendo il reticolato di protezione. Vuoi per distrazione
o per uno scherzo sciocco, stavolta è successo quello che è successo".
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| Il
Gazzettino di Treviso, 18 marzo 2003 Da venerdì le Poste cambiano sede
Roncade
(A.V.) Auspicato da anni, finalmente il
trasferimento dell'ufficio postale di Roncade è realtà.
Pur rimanendo in via Vivaldi, le poste
roncade si verranno leggermente decentrate, andando ad occupare gli spazi dell'ex Lidl a
circa 500 metri dall'incrocio principale. A causa del trasloco, il servizio sarà del
tutto sospeso da domani a giovedì per poi riprendere venerdì verso le 12, dopo la
cerimonia di inaugurazione fissata per le 10,30 di mattina. Saranno presenti il direttore
di filiale Francesco Martineddu, quello di ufficio Giorgio Gardin e le aurorità locali
con il sindaco Ivano Sartor in testa.
I nuovi spazi potranno contare su circa
100 metri quadrati in più. "Saranno anche uffici più funzionali - spiega Gardin - e
ottimizzeranno il lavoro che prima risultava più impacciato." Non è previsto nessun
aumento di personale, che rimarrà di 7 operatori e altrettanti portalettere. Invariati
anche gli orari di ufficio (8,30-14 dal lunedì al venerdì, al sabato fino alle 13).
Nella nuova sede verranno eliminate le barriere antiproiettile e il contatto con gli
impiegati sarà limitato solo da banconi più profondi, mentre saranno intensificati i
sistemi di allarme per i quali il personale dovrà seguire un corso apposito. Le poste
roncade si seguiranno i più aggiornati criteri di vivibilità, prevedendo un impianto di
climatizzazione, una saletta consulenze, un ufficio direzionale.
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| Il
Gazzettino di Treviso, 20 marzo 2003 Suicida l'imprenditore Luciano Sartor
Roncade
Un momento di sconforto. E' stata
probabilmente questa la causa del gesto disperato che ha portato l'imprenditore Luciano
Sartor a togliersi la vita, ieri verso le 13, con un colpo di pistola nel proprio ufficio
presso l'azienda LineaLegno di Roncade.
45 anni, sposato con due figli, Luciano
Sartor, che abitava in via Pozzetto 4, come i fratelli era impegnato economicamente su
diversi fronti: socio in due attività di commercio di frutta e verdura e socio di
maggioranza nella ditta LineaLegno, specializzata nella produzione di mobili appunto in
legno. Ultimamente, però, sarebbero sorti diversi problemi. E sarebbero state queste
ultime preoccupazioni e delusioni, apparentemente senza soluzione, a gettarlo nello
sconforto, fino alla tragica decisione.
La sua è una famiglia molto conosciuta in
paese: il fratello Sergio in particolare era stato consigliere comunale, suo cugino è lo
stesso attuale sindaco di Roncade, Ivano Sartor.
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La Tribuna di Treviso, 20 marzo 2003Si spara in
azienda
Roncade, imprenditore
lascia un biglietto
«Adesso questo telefono non suonerà più»
RONCADE. Ha aspettato che in azienda fossero usciti tutti i dipendenti, per la consueta
sosta coincidente con la pausa pranzo, poi si è chiuso nell'ufficio dove lavorava tutti i
giorni e si è tolto la vita, sparandosi un colpo di pistola. Una fine drammatica, ieri
nel primissimo pomeriggio, per S. L., 45 anni, un imprenditore di Biancade piuttosto noto
in tutto il paese per la sua avviata attività.
L'uomo era infatti titolare dell'azienda «Linealegno», con sede in via Tintoretto,
un'impresa con una quindicina di dipendenti che operava nel settore dei mobili su misura
per la linea bagno. Una fine che ha lasciato sgomenti i familiari dell'imprenditore e
quanti lo conoscevano bene: vicino a lui, soltanto un bigliettino evidentemente scritto
pochi istanti prima di togliersi la vita. Un bigliettino su cui sembra fosse scritto
«Questo telefono non suonerà più».
A rinvenire il corpo dell'imprenditore, verso le 15, sono stati proprio i suoi più
stretti collaboratori, che anche ieri come tutti gli altri giorni erano rientrati in
azienda per riprendere l'orario di lavoro pomeridiano. E immediatamente è scattato
l'allarme, anche se è stato subito chiaro che per S. L. non c'era più nulla da fare.
Sul posto, sono intervenuti i carabinieri della stazione di Roncade, competenti per
territorio, per svolgere i rilievi di rito e per avviare le prime indagini, tese
soprattutto a cercare di capire i motivi che possono aver spinto l'uomo, conosciuto in
tutto il paese come persona corretta, tranquilla e molto riservata e anche per essere
parente di Ivano Sartor, primo cittadino di Roncade, a compiere un gesto disperato.
Come è logico, per il momento e fino a quando non ci sarà un chiarimento definitivo, gli
inquirenti non escludono nessuna ipotesi comprese quelle legate all'andamento
dell'azienda. S. L. lascia la moglie e due figli.
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| Il
Gazzettino di Treviso, 21 marzo 2003 Domani l'addio a Luciano Sartor
Roncade
Sono stato fissati per domani pomeriggio
alle 15, nell'arcipretale di Roncade , i funerali dell'imprenditore Luciano Sartor
uccisosi con un colpo di pistola l'altro ieri, negli uffici dell'azienda LineaLegno. Il
feretro partirà alle 14,30 dall'ospedale Ca' Foncello di Treviso. La salma sarà poi
tumulata nel cimitero di Biancade.
Il tragico gesto del 45enne ha destato
viva impressione in paese. La famiglia è molto conosciuta e da molti anni è presente in
diverse attività economiche. Luciano Sartor stesso era, tra l'altro, socio di maggioranza
della LineaLegno. Nessuno dei conoscenti, amici o familiari è mai stato sfiorato dal
pensiero che in lui stesse maturando una tale decisione, anche se molti nelle ultime
settimane avevano potuto osservare sul suo volto un'insolita tensione e preoccupazione.
Lascia la moglie Cristina e due figli, Giulia e Alberto.
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| La Tribuna di Treviso, 22 marzo 2003 In chiesa a Roncade
Oggi alle 15 i
funerali di Sartor
RONCADE. Si svolgeranno oggi alle 15 nella chiesa di
Roncade i funerali di Luciano Sartor, l'imprenditore di 45 anni che mercoledi pomeriggio
si è tolto la vita sparandosi un colpo di pistola all'interno del suo ufficio
nell'azienda «Linea legno» di cui era titolare. Il corteo funebre con il feretro
partirà alle 14,30 dall'ospedale Ca' Foncello di Treviso e la salma verrà poi tumulata
nel cimitero di Biancade, dove Sartor risiedeva in via Pozzetto. Il tragico gesto compiuto
dall'imprenditore ha destato impressione e sgomento in tutta la comunità, che ancora non
riesce a spiegarsi il motivo che può aver spinto Sartor a togliersi la vita. Lascia la
moglie Cristina e i figli Alberto e Giulia.
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| Il
Gazzettino di Treviso, 26 marzo 2003 RONCADE Ieri alle 10,50 due malviventi con il volto
coperto hanno ripulito le due casse della filiale di Banca Intesa. Il bottino è di circa
24mila euro, trascurata la cassaforte
Rapina in banca sotto l'occhio
delle telecamere
Usata come scudo una cliente:
un bandito le ha messo un braccio attorno al collo e l?ha minacciata con un taglierino
Roncade
Rapina ieri mattina alla filiale di Banca
Intesa di Roncade in via V. Vivaldi 3. Erano le 10,55 quando un giovane, età presunta 25
anni, statura media, si è presentato alla bussola della banca per poi entrare negli
uffici. Il metal detector non è scattato: è "disarmato" infatti, in presenza
di coltelli e taglierini, scatta solo in presenza di armi. Così, il giovane, una volta
entrato in Banca Intesa ha sollevato il maglione coprendosi il volto. Davanti al banco
c'erano in coda due persone. Il rapinatore ha puntato alla donna che era in attesa di
effettuare delle operazioni; le ha messo un braccio attorno al collo, puntandole contro,
con la seconda mano, il taglierino, minacciandola. Così è riuscito a farsi aprire la
bussola da uno dei sette impiegati per far entrare il complice che era in attesa nella
galleria su cui si apre la banca. Quando il secondo rapinatore è entrato si è diretto
subito alle due casse dove ha fatto piazza pulita del contante: c'erano circa 24 mila
euro. La cassaforte non è stata degnata di uno sguardo. Evidentemente si tratta di gente
del mestiere che ha operato con tutta professionalità e ha chiesto ai sette bancari e ai
due clienti di non agitarsi, di stare tranquilli. Poi, sempre tenendo come scudo la
cliente, i due hanno guadagnato l'uscita abbandonandola sulla porta. La donna, scossa
dall'emozione, ha avuto un mancamento e si è accasciata a terra. Nel trambusto nessuno ha
visto la direzione di fuga dei due rapinatori che nel paio di occasioni in cui si sono
espressi hanno usato un italiano di buona fattura. È assai probabile che i due fossero
attesi da un terzo complice a bordo di un'auto ferma in una laterale.
La filiale di Banca Intesa da dieci mesi
è diretta da Daniele Carraro, al momento del "colpo" assente; l'intera rapina
è stata registrata dalle telecamere di cui è dotato, sia fuori che dentro, lo sportello.
Sul posto sia i carabinieri di Roncade che
hanno la caserma a pochi metri, sia gli agenti del Nucleo Radiomobile della Compagnia di
Treviso; così come gli uomini della Questura.
Sergio Zanellato
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La Tribuna di Treviso, 26 marzo 2003Rapina in banca
con l'ostaggio
Roncade, due banditi
assaltano la sede di Banca Intesa Bci
Una cliente minacciata col taglierino, bottino 25 mila euro
d.r.
RONCADE. Rapina in banca con l'ormai classico taglierino nella sede della filiale di Banca
Intesa Bci a Roncade, in via Vivaldi.
Ieri mattina verso le 11, due banditi con il volto travisato e con un taglierino in pugno
hanno preso di mira le casse dell'istituto di credito, riuscendo a fuggire con circa 25
mila euro, stando alle prime stime.
In quel momento all'interno della banca c'erano nove impiegati e due soli clienti: uno dei
malviventi ha preso in ostaggio una donna e l'ha bloccata puntandole la lama dell'affilato
cutter al collo, intimando ai cassieri di consegnare immediatamente tutto il denaro
contante contenuto all'interno delle varie casse.
Agli impiegati, di fronte alla minaccia, non è rimasto che cedere alle richieste dei due
rapinatori. Il tutto è durato non più di un paio di minuti: una volta arraffato il
denaro i due banditi hanno lasciato la cliente e sono fuggiti velocemente, riuscendo a
fare perdere in breve le proprie tracce.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Roncade e gli agenti della
squadra antirapine della Questura di Treviso, che hanno effettuato i rilievi del caso e
hanno iniziato le ricerche dei rapinatori, che stando alle testimonianze di impiegati e
clienti potrebbero essere stranieri, forse slavi o albanesi.
Nel giro di pochissimi giorni, si tratta della terza rapina ai danni di un istituto di
credito nell'hinterland trevigiano. Nella mattinata di giovedi prima era stata presa di
mira la sede di Banca Centromarca a Casale con un bottino di 7 mila euro, mentre pochi
minuti dopo tre banditi hanno assaltato la filiale della Banca Antoniana Veneta, riuscendo
ad arraffare un bottino di circa 25 mila euro.
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La Tribuna di Treviso, 26 marzo 2003Le proposte delle
minoranze per il centro di Roncade
«Ci vogliono i
parcheggi»
Samantha Cipolla
RONCADE. Più parcheggi e un'illuminazione migliore per il centro storico: questi i punti
sollevati dai gruppi di minoranza nell'incontro di venerdì sera con i cittadini.
L'iniziativa è stata organizzata dalla Casa delle libertà e dalla lista Iniziativa
Civica per avere un confronto con commercianti e residenti del centro storico. Il problema
si concentra nei pressi di Piazza Primo Maggio che richiederebbe un progetto completo di
riqualificazione, sia nell'arredo urbano che nella viabilità. Da eliminare l'incrocio
vicino al castello che, secondo le minoranze, separa il centro storico in due aree ed
intasa il traffico pesante. C'è chi vorrebbe un intervento congiunto tra amministrazione
e Provincia, per costruire una rotonda che rendesse più scorrevole il traffico
all'entrata del centro storico.
Non piace nemmeno l'idea di chiudere parzialmente Piazza Primo Maggio alla sosta degli
autoveicoli e di costruire un nuovo parcheggio vicino alla chiesa, attraverso un piano
integrato. «Ben venga il nuovo parcheggio vicino alla chiesa, ma non basterà se si
continuano a togliere posti auto nelle zone centrali - dichiara Renato Pravato - Con il
restauro della piazza davanti al municipio sono stato tolti 48 posti auto. Ora si parla di
chiudere parzialmente la sosta in piazza Primo Maggio, queste sono le scelte migliori per
far morire il centro storico di Roncade. Per la sua configurazione naturale, via Roma è
un centro commerciale: con tutti i negozi sotto i portici e i parcheggi lungo al strada.
E' questa la vera attrattiva del comune, che va ulteriormente valorizzata. Ci vuole
un'illuminazione migliore ed uniforme, non certo togliendo i parcheggi. L'intervento della
piazza del Municipio è costato 800 milioni delle vecchie lire». Nei prossimi consigli
comunali si discuterà del problema parcheggi, ma per il momento la chiusura di piazza
Primo Maggio resta ancora un punto interrogativo.
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La Tribuna di Treviso, 27 marzo 2003Roncade
Bufera sulla
discarica troppo vicina alle case
RONCADE. Bufera su una discarica troppo vicina alle case: la Provincia ha deciso di
impugnare davanti al Consiglio di Stato una sentenza del Tar del 2002 che dava il via
libera all'ampliamento di una discarica di tipo 2A, per inerti, della ditta Fornaci del
Sile. La prima richiesta di ampliamento della discarica - ex cava Musestre - risale al
1997, ma l'amministrazione provinciale inizialmente negò l'autorizzazione perché le
distanze minime dalle case dall'ampliamento erano inferiori ai 150 metri, e cioè al
limite di legge. Quattro anni dopo la ditta Fornaci del Sile presentò un nuovo progetto
di ampliamento, revisionato, ma a quel punto la Provincia chiese all'azienda di far
ripartire da zero l'iter di autorizzazione. Le Fornaci del Sile, allora, impugnarono
davanti al Tar il rifiuto dell'autorizzazione da parte della Provincia e cominciò una
lunga battaglia legale. La Provincia denunciò il fatto che, nell'avviare la causa,
l'azienda non avesse provveduto a citare come controinteressati gli abitanti di tutte le
case che si trovano entro un raggio inferiore ai 150 metri dal progettato ampliamento, ma
il Tar non giudicò la circostanza di gravità tale da pregiudicare la continuazione del
processo. La sentenza del Tar che dà ragione alle Fornaci del Sile spiega che la
Provincia non avrebbe dovuto negare l'ampliamento "tout court", bensì approvare
il progetto, e accompagnarlo con la prescrizione di rispettare la distanza dei 150 metri
tra il bordo della discarica e gli edifici abitati. La giunta provinciale però ha
ritenuto corretto il rifiuto della nuova discarica, per esigenze di tutela ambientale e
dei residenti, così nei giorni scorsi ha deciso l'appello al Consiglio di Stato. (Franco
Allegranzi)
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| La Tribuna di Treviso, 27 marzo 2003 RONCADE
Internet
superveloce entro il 15 giugno
s.c.
RONCADE. Inizia il conto alla rovescia per l'allacciamento delle linee Adsl a Roncade, che
verranno installate dalla Telecom entro il 15 giugno. A novembre l'azienda di telefonia
aveva negato al comune di Roncade di entrare nella rete Adsl, la linea digitale che
permette una connessione ad internet ultraveloce, con una motivazione era prettamente
aziendale: si vedeva in Roncade un comune con una piccola prospettiva di espansione, con
una richiesta insufficiente, relazionata ai costi. Una petizione con un'altissima adesione
ha fatto sì che a febbraio la Telecom ha cambiato parere. Le ultime conferme arrivano dal
referente di zona che ha assicurato al sindaco l'allacciamento entro il 15 giugno. «Il
progetto è in fase operativa- spiega l'assessore Cesare Miotto- Alle nostre centraline
telefoniche, già predisposte, bisogna aggiungere dei modem analogici, un intervento che
costerà alla Telecom 75 mila euro. Per questo motivo, il progetto è slittato all'estate.
Roncade è il decimo comune della Marca per numero di abitanti, ha molte industrie e
l'Adsl è un servizio necessario».
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| Il
Gazzettino di Treviso, 27 marzo 2003 IN VIA SAN ROCCO
Viene abbattuto un tiglio
sano Volantino attacca l'assessore
Roncade
Perché un tiglio, sano e imponente, è
stato abbattuto martedì per volere dell'Amministrazione comunale di Roncade ? Se lo sono
chiesti i residenti di via San Rocco, girando poi la domanda ai giardinieri che lo stavano
attaccando a suon di sega elettrica: nessuna risposta. Il tiglio pare avesse più di
cinquant'anni ed era rimasta l'unica pianta in suolo pubblico di un certo rilievo nel giro
di centinaia di metri. Prosperava proprio davanti alla Biblioteca comunale. Il
"colpevole" è stato immediatamente individuato dagli astanti nella figura
dell'architetto Alessandro Lillo, responsabile dell'Ufficio Tecnico: la mattina seguente
Lillo ha dovuto prendere atto che qualcuno lo invitava perfino a impiccarsi con un
volantino nel quale era disegnata una sagoma appesa a un albero.Nel frattempo da una parte
è sorta una croce in memoria del defunto arbusto e dall'altra è arrivata una voce
ufficiosa -a cui seguirà ufficiale comunicato- con la quale l'Amministrazione spiega il
taglio, che sarebbe dovuto alla deformazione del marciapiede provocata dalle radici. C'è
inoltre un progetto di riqualificazione che riguarderebbe proprio quella zona: il
ripristino della vecchia fontanella e l'abbattimento delle barriere architettoniche.
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La Tribuna di Treviso, 30 marzo 2003Presentato ieri
mattina il nuovo sito dell'amministrazione di Roncade
E il Comune viaggia su
internet
Samantha Cipolla
RONCADE. Autocertificazioni e documenti direttamente dalla poltrona di casa. Per i
cittadini di Roncade sarà possibile attraverso il nuovo sito internet del Comune,
presentato ieri nella sala consiliare. Il sito è già attivo all'indirizzo
www.comune.roncade.tv.it, programmato dalla Halley informatica, con i testi scritti
interamente dai dipendenti comunali. «E' il risultato della collaborazione tra tutti gli
uffici comunali - spiega il primo cittadino Ivano Sartor - Il nuovo sito nasce
dall'esigenza di comunicare con i cittadini in maniera più veloce e funzionale. E'
possibile fornire segnalazioni o contattarci attraverso e-mail dirette, ma soprattutto
scaricare modelli ed autocertificazioni direttamente via internet». Il sito è costituito
su tre livelli: dalla home page si possono scorrere la storia e le tradizioni roncadesi,
le manifestazioni in programma, i numeri utili e gli orari. Ci sono poi le pagine
«istituzionali», con riferimenti alla giunta, al consiglio comunale e alle commissioni.
Nel terzo livello si possono scaricare in formato pdf i regolamenti comunali, i moduli per
le autocertificazioni, i bandi di concorso e i bandi di gara.
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