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rassegna stampa - archivio

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  Marzo 2001

 


 

La Tribuna di Treviso - 4 marzo 2001

RONCADE
«Campo di calcio chiuso? E' un'autentica dittatura»

g.m.

RONCADE. «Siamo nella piena e assoluta dittatura». Franco Favaro, leader della Lega Nord di Roncade - che però precisa di parlare quale socio fondatore dell'associazione calcio Pro Roncade - è durissimo nel commentare la decisione dell'assessore allo Sport, Renzo Bettiol, di sospendere da marzo a settembre tutte le attività previste sul campo di calcio principale di Roncade.
Una decisione improvvisa, che secondo Favaro non ha lasciato alle società sportive il tempo per organizzare i trasferimenti, tanto che oggi la Pro Roncade, per non subire una sconfitta a tavolino per indisponibilità del campo, ignorerà le disposizioni dell'assessore e giocherà ugualmente allo stadio comunale l'incontro del campionato di seconda categoria.
La vicenda nasce dalla decisione dell'assessore Bettiol di sospendere l'uso del campo principale per eseguire la manutenzione straordinaria del manto erboso, che si trova in le pessime condizioni. Scelta annunciata alla Pro Roncade e Ciprianocatron con una lettera del 19 febbraio, alla quale è seguito, tre giorni dopo, l'ordine di trasferire le attività sul campo «B» di Roncade e in quello di S. Cipriano.
«Noi siamo disponibili a collaborare - precisa Favaro - ma non in questo modo, senza affrontare la questione nella consulta per lo sport e imponendoci le decisione dell'assessore senza confronto e dialogo, dimostrando scarso rispetto per i volontari che dedicano tempo alle società. Del resto se il terreno di gioco richiedere un intervento straordinario la colpa è dell'assessore, che non ha garantito la manutenzione ordinaria».
Favaro critica anche la scelta dell'assessore Bettiol di contattare direttamente i comitati provinciale e regionale della Federcalcio, ruolo che spetterebbe invece alle società sportive.
Nei prossimi giorni le società calcistiche organizzeranno un'assemblea per informare tutti i cittadini della situazione.


 

Il Gazzettino di Treviso - 8 marzo 2001

Roncade, stop ai tir in sosta Protestano i "padroncini"

(A.V.) - Dallo scorso gennaio è vietato ai camionisti locali usufruire di quello che ormai era diventato il parcheggio dei loro mezzi pesanti. I piazzali dell'area delle scuole medie dove si trova, per intenderci, anche la pesa pubblica sono stati infatti oggetto di un'ordinanza del sindaco Ivano Sartor che ha imposto il divieto di sosta agli autoarticolati e ai camion. Di fatto fra non molto l'area sarà utilizzata dai frequentatori delle piscine comunali, ma la Fita, il sindacato degli autotrasportatori, aveva proposto di rinviare l'applicabilità della norma a quando saranno funzionanti, lasciando il tempo necessario per cercare una piazzale alternativo.

Al diniego del sindaco sorge quindi il problema per gli autotrasportatori residenti in zona che ora sono costretti a parcheggiare i camion in zone spesso non appropriate. A tal proposito la Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa (Cna) è intervenuta facendosi portavoce degli interessati che dichiarano di essere disposti anche a formare un consorzio per gestire un autoparco nei ditorni se l'Amministrazione comunale si rendesse disponibile concretamente.

«Piaccia o no - dichiarano in Fita/Cna - il 95\% delle merci trasportate viaggia su gomma. Forse qualcuno pensa che dopo aver consegnato le merci i camion debbano sparire...».


 

La Tribuna di Treviso - 8marzo 2001

Acquedotto Sile-Piave
Le tariffe restano immutate per tutto l'anno

g.m.

RONCADE. Tariffe dell'acqua invariate per tutto il 2001 all'acquedotto Sile - Piave, che fornisce i comuni di Casale, Casier, Monastier, Roncade, S.Biagio, Silea e quelli veneziani di Marcon, Meolo e Quarto d'Altino. Il consiglio di amministrazione dell'azienda ha deciso di confermare le tariffe già in vigore «nonostante un recente decreto del ministero delle Finanze - precisa un comunicato aziendale - prevedesse la possibilità di aggiornare i canoni al tasso di inflazione programmata».
Quella del consiglio di amministrazione è una scelta quasi obbligata; infatti l'aggiornamento delle tariffe sarebbe stato in netto contrasto con la volontà dei sindaci dei nove comuni, unici azionisti e proprietari dell'azienda, i quali, allo scopo di tutelare i consumatori, hanno approvato un indirizzo generale che impone il contenimento dei costi aziendali fino al raggiungimento di tariffe simili a quelle degli altri acquedotti. Una decisione adottata dopo la constatazione che il Sile - Piave è di gran lunga più caro di quelli che forniscono le aree limitrofe. L'azienda ha invece deciso di annullare l'anticipo sui consumi per tutti gli utenti che al momento della sottoscrizione del contratto sceglieranno il pagamento attraverso il prelievo, permanente e diretto, dal proprio conto corrente bancario. Ai vecchi utenti che sceglieranno tale metodo di pagamento verrà invece restituito l'anticipo versato a suo tempo.
Il Sile-Piave, che dall'inizio dell'anno applica una nuova «carta del servizio idrico integrato», non ha invece ancora risposto alle istanze degli utenti riguardanti gli interessi sull'adeguamento anticipo forniture, riscosso quasi due anni fa e successivamente restituito per decisione dei sindaci. Il consiglio di amministrazione ha nominato Renato Franco Marian vicepresidente dell'azienda.


 

La Tribuna di Treviso - 9 marzo 2001

Biancade, ultimatum al sindaco «Via l'antenna dalle elementari»
I genitori degli alunni minacciano di iscrivere i propri figli in un'altra scuola

g.m.

RONCADE. Con l'inizio del prossimo anno decine di bambini della scuola elementare di Biancade di Roncade potrebbero trasferirsi in altri plessi scolastici. E' la conseguenza delle preoccupazioni sollevata dai risultati delle analisi dell'Arpav sull'inquinamento elettromagnetico prodotto dalla linea ad alta tensione che corre accanto all'edificio scolastico. La riunione di mercoledì sera, alla presenza di amministratori comunali e tecnici di Usl ed Arpav, non è servita a rassicurare i genitori.
«Noi non vogliamo lanciare ultimatum, ma non ci sentiamo tranquilli - ha spiegato una mamma a nome dei genitori - perciò accettiamo una soluzione transitoria, ma se entro l'inizio del prossimo anno scolastico non verranno realizzati gli interventi di bonifica trasferiremo i nostri figli in altre scuole».
Una proposta condivisa dalla grande maggioranza dei genitori presenti.
«Sui tempi non mi impegno - ha replicato il sindaco di Roncade Ivano Sartor - ma faremo il prima possibile per ottenere il risanamento: però è necessario che pur nella preoccupazione vi sia un atteggiamento razionale, la scuola esiste da 24 anni e non si può pretendere una soluzione in 24 giorni».
Sartor ha anche sottolineato più volte che il limite di 0,2 microtesla superato, in momenti di picco, in alcuni locali, è un limite di cautela e non una soglia di rischio. I genitori si sono dichiarati disponibili a sostenere tutte le iniziative del comune nei confronti dell'Enel o di altri enti pubblici per lo stanziamento dei fondi necessari. I tecnici hanno ammesso che la scienza medica non ha ancora definito esattamente quali sono le soglie di esposizione oltre le quali c'è il rischio di contrarre malattie, in particolare la leucemia infantile, perché mancano studi specifici ed inoltre i rischi da elettrosmog derivano anche da molte altre fonti, come gli elettrodomestici presenti in tutte le case. Ma proprio l'incertezza ha alimentato la preoccupazione dei genitori, che hanno sollevato dubbi anche sulla possibilità di usare la sala mensa, dove i bambini sono esposti ad un inquinamento elettromagnetico superiore a 0,2 microtesla, ma per un tempo molto inferiore alle quattro ore fissate dalla Regione.
La direttrice didattica ha garantito che fin dai prossimi giorni le quattro aule nelle quali sono stati rilevati valori di inquinamento elettromagnetico superiori ai limiti di cautela saranno usate per attività non continuative.
All'assemblea hanno partecipato anche gli abitanti delle case situate lungo l'elettrodotto, che si sono uniti alla richiesta di bonifica, essendo esposti all'elettrosmog per molte più ore dei bambini che frequentano la scuola.


 

La Tribuna di Treviso - 15 marzo 2001

Botte da orbi alla convivente
La donna rischiò di morire, roncadese patteggia 16 mesi


RONCADE.Lui voleva lasciarla, lei non era d'accordo ed è nata una lite furibonda, con la donna che ha ovviamente avuto la peggio ed è finita in terapia intensiva, poi operata e dimessa dopo un mese di ospedale, dopo aver rischiato la vita.
Tra le mura domestiche di una casa di Colugna, alle porte di Udine nord, il dramma si consumava il 28 febbraio dell'anno scorso. Il trevigiano A
. B., 39 anni, residente a Roncade, era il convivente di una donna più anziana di lui di ben 17 anni. A soccorrerla priva di sensi dopo le lesioni subite nel pestaggio era stata la figlia della signora.
Ieri, davanti al giudice per le udienze preliminari del tribunale di Udine, Igor Maria Rifiorati, era fissato il processo a B. Il suo legale, avvocato Anna Maria Cassina, ha scelto la strada del patteggiamento, che è stato sentenziato in un anno e quattro mesi di reclusione, con i benefici della sospensione condizionale della pena.
Il capo d'imputazione ipotizzava il reato di lesioni volontarie gravissime, in quanto era stata spintonata più volte in corridoio, finita dapprima contro lo spigolo d'un mobile e poi con la spalla destra contro lo stipite d'una porta della camera da letto. Quindi la caduta a terra sul torace.
La signora finiva ricoverata in terapia intensiva per la frattura di tre costole e, soprattutto, per un corposo versamento di sangue in un polmone. Dieci giorni in quel reparto rischiando la vita, poi altri quindici in cardiochirurgia, con un delicato intervento chirurgico per il problema al polmone e alle costole.
Il consulente nominato in sede di indagine aveva stabilito che la donna, oltre a essere rimasta in pericolo di vita, aveva subìto l'indebolimento permanente della funzione respiratoria. Forse soltanto per alcune patologie cardiache pregresse il reato contestato non è arrivato a quello di tentato omicidio.


 

Il Gazzettino di Treviso - 15 marzo 2001

RONCADESE CONDANNATO

La storia d'amore finisce a suon di botte

Udine

Una storia sentimentale, un legame interrotto in modo drammatico dopo una selvaggia aggressione. Insegnante alle scuole superiori, residente a Colugna, alle porte di Udine, era stata picchiata dal convivente. Dopo una serie di spinte era stata scaraventata contro il termosifone e infine a terra. Aveva subito gravi lesioni al torace con la frattura di tre costole ma soprattutto una lesione polmonare con versamento ematico. Si è reso necessario un delicato intervento nel reparto di cardiochirurgia dell'ospedale di Udine. La lesione le ha lasciato postumi permanenti in particolare per quel che riguarda la funzione respiratoria.Il suo aggressore A. B. , 38 anni Roncade, accusato di lesioni volontarie, è comparso ieri davanti al giudice dell'udienza preliminare Igor Rifiorati. Era difeso dall'avvocato Anna Maria Cassina. Un patteggiamento ha definito l'aspetto penale. La pena è stata fissata in un anno e quattro mesi con il beneficio della sospensione condizionale della pena. Dovrà inoltre risarcire le spese di parte civile fissate in due milioni e mezzo. La stessa parte civile rappresentata dall'avvocato Cesare Tapparo potrebbe ora avviare una causa per ottenere il risarcimento del danno.Il legame avviato da alcuni anni si è traumaticamente interrotto il 28 febbraio dello scorso anno. Quel giorno nella casa di Colugna dove lui era andato a vivere con l'insegnante, la discussione era sfociata in un'azione violenta. Secondo la ricostruzione della polizia poi recepita nel capo di imputazione, la donna sarebbe stata spinta più volte nel corridoio, avrebbe urtato contro lo spigolo di un mobile e ancora contro il termosifone per poi ricadere pesantemente sul pavimento. Pochi minuti dopo era sopraggiunta la figlia che resasi conto della gravità delle condizioni della madre, l'aveva accompagnata all'ospedale.Il consulente tecnico dottor Giacomo Flammini aveva fatto riferimento nella sua relazione a un possibile pericolo di vita ma aveva anche rilevato come le condizioni della paziente fossero caratterizzate da problemi preesistenti. Il pm Giovanna Mullig ha configurato il reato di lesioni gravi. I sanitari hanno fissato in 75 giorni il tempo di guarigione, ben oltre i 40 che fanno scattare le circostanze aggravanti.


 

La Tribuna di Treviso - 16 marzo 2001

RONCADE
Il Comune chiede all'Enel di depotenziare l'elettrodotto

g.m.

RONCADE. Proposta di bonifica e riduzione immediata del carico di corrente.
Sono le richieste che il sindaco di Roncade, Ivano Sartor, ha inviato alla società Terna, del gruppo Enel, in riferimento all'inquinamento elettromagnetico prodotto dall'elettrodotto che passa accanto alla scuola «Andrea Musalo» di Roncade. Un problema che interessa il giardino e alcuni locali dell'edificio scolastico, ma anche alcune abitazioni situate nelle vicinanze della linea elettrica.
Già all'indomani dell'incontro con i genitori dei bambini della scuola, Sartor ha chiesto all'ente che gestisce la linea di proporre una soluzione tecnica per la bonifica dell'elettrodotto e quantificare i relativi costi. Per il periodo immediato e fino alla realizzazione dei lavori, il sindaco ha chiesto che venga diminuito il carico di corrente, in modo da far rientrare tutto l'edificio scolastico nei limiti di qualità previsti dalla legge.
L'intervento tecnico, a giudizio del Comune, consisterà quasi certamente nella trasformazione della linea da terna singola a terna doppia, in modo da ridurre notevolmente il campo magnetico e risolvere il problema sia per le scuole, sia per le costruzioni di via Rossi.
Qualche problema potrebbe però sorgere in relazione ai tempi, molto probabilmente non inferiori ai due anni, per il reperimento dei fondi necessari per l'esecuzione dei lavori. Per rispondere alle attese dei genitori e velocizzare l'intervento il sindaco ha proposto alla Regione di approvare una norma che consenta ai comuni di anticipare le somme necessarie per la bonifica, da recuperare in un momento successivo attraverso un prelievo dal fondo destinato dalla legge nazionale per la protezione dei cittadini dalle esposizioni ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici.


 

Il Gazzettino di Treviso - 25 marzo 2001

Roncade, via Canova ancora da sistemare

Roncade

(A.V.) Sono diverse le realtà non ottimali della viabilità roncade se, ma via Canova ai confini tra Biancade e il Comune di San Biagio di Callalta, balza agli occhi per essere ormai diventata molto pericolosa. Le sue buche insidiano il passaggio di residenti e non, i mezzi pesanti che la percorrono non fanno che peggiorare la situazione, cercare di evitare le sconnessioni del fondo stradale senza il rischio di incidenti.

Frequentata quotidianamente anche dal pulmino che porta i bambini alle scuole elementari, la strada è compresa comunque nella zona interessata dall'accordo di programma tra i due comuni confinanti, che prevede l'illustrazione tecnica da parte del Comune di Roncade e la divisione delle spese tra quest'ultimo e San Biagio di Callalta.

Via Canova sarà oggetto di un'interrogazione da parte del gruppo consiliare Lega Nord - Liga Veneta Roncade Domani.

"Vorremmo sapere se la gara di appalto per la risistemazione del manto stradale è già stata bandita - puntualizza il segretario del Carroccio roncade se, Massimo Stocco - e quando e come inizieranno i lavori, nonchè come avverranno le riparazioni dei costi, in modo di poter avvertire i cittadini per tempo. Noi consiglieremo addirittura di lasciare la strada aperta al traffico dei soli residenti, per il momento".

Il discorso si amplia prendendo poi in considerazione anche la vicina via Salgari, dove i lavori per l'illuminazione e la manutenzione dell'asfalto sono in corso da più di due anni.


 

Il Gazzettino di Treviso - 28 marzo 2001

RONCADE Oggi a Venezia "il sindaco dei ragazzi" inaugurerà la manifestazione

"Innovazione pubblica" in mostra

Roncade

(A.V.) Grande onore, ad un anno dalla nomina, per il Sindaco dei ragazzi di Roncade , Marta Marangoni: spetterà a lei il taglio inaugurale del nastro alla rassegna dell'Innovazione nella Pubblica Amministrazione «Dire e Fare» che si terrà Venezia da oggi a venerdì. Oggi alle dieci, al terminal passeggeri della stazione marittima (il Tronchetto, per intenderci), prenderà il via infatti il programma della manifestazione che sfoggerà illustri partecipanti, tra i quali i presidenti delle regioni Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige.

Per l'occasione Roncade presenterà 3 progetti all'avanguardia che sta elaborando all'interno del comune. Il primo di questi è proprio il Consiglio Comunale dei Ragazzi, un progetto di educazione civica arrivato al terzo anno di operatività che coinvolge gli studenti di elementari e medie con vere e proprie elezioni sulla falsa riga di quelle amministrative e un budget di 3 milioni da gestire in modo responsabile.

Roncade , Meolo e Monastier approdano poi insieme alle province di Venezia e Treviso ad un'intesa urbanistica per il coordinamento nell'area di confine tra gli enti, in previsione della realizzazione del nuovo casello di Meolo-Roncade sull'autostrada A4 Venezia-Trieste.

Altro progetto che Roncade vuole evidenziare è quello che riguarda la solidarietà fiscale, nuovo orientamento della P.A. per sfruttare le nuove tecnologie informatiche al servizio delle entrate comunali e di vantaggi reciproci con i cittadini.


 

La Tribuna di Treviso - 30 marzo 2001

Via Canova, strada pericolosa. Appaltati i lavori di sistemazione

g.m.

RONCADE. E' stato aggiudicato ieri l'appalto per l'esecuzione dei lavori di sistemazione di via Canova, la strada che collega Biancade di Roncade con S. Biagio di Callalta. Divenuta negli ultimi tempi oggetto di numerose polemiche politiche a causa della sua pericolosità dovuta allo stato precario del fondo stradale. La questione è stata discussa ieri sera anche in consiglio comunale di Roncade.
Per la verità l'interrogazione era stata presentata ancora nello scorso mese di febbraio dal consigliere di Alleanza nazionale Boris Mascia, ma la discussione è slittata, così il sindaco roncadese, Ivano Sartor (nella foto in alto), ha potuto annunciare l'imminente inizio dei lavori solo ieri. «La vicenda si trascina dalla fine del 1997, all'epoca il sindaco mi rispose che si sarebbe occupato personalmente del problema - osserva Mascia - ma da allora non si è fatto nulla, nonostante si tratti di una strada molto trafficata, lungo la quale vi sono numerose abitazioni e percorsa anche dallo scuolabus. A questo punto la mia interrogazione non servirà per sollecitare l'esecuzione dei lavori, ma credo sia necessario fare comunque chiarezza sulle ragioni tanta attesa».
Oltre ad essere molto stretta via Canova presenta una sede stradale gravemente dissestata a causa di buche ed avvallamenti che aumentano di giorno in giorno, anche a causa dell'elevato numero di veicoli che la percorrono, tra i quali molti mezzi pesanti.
Di tanto in tanto il personale dei comuni di Roncade e S.Biagio provvede a rattoppare i tratti di rispettiva competenza, ma questo non è sufficiente a risolvere i problemi dei residenti. Una situazione talmente precaria che il segretario della Lega Nord di Roncade, Massimo Stocco, aveva proposto di limitare il transito ai soli frontisti.
«Abbiamo aggiudicato i lavori, che comportano una spesa a carico del comune di Roncade di circa 200 milioni - precisa Sartor - Ora dobbiamo completare le procedure burocratiche con la firma del contratto, ma spero che l'impresa inizi i lavori nell'arco di qualche mese, in modo da risolvere al più presto il problema».


 

La Tribuna di Treviso - 31 marzo 2001

«Elettrosmog, porteremo via i nostri figli»
Biancade, i genitori chiedono la bonifica della scuola elementare
«Apprezziamo il Comune ma entro settembre togliete quelle antenne»

Giorgio Marcoleoni

RONCADE. «Apprezziamo le iniziative dell'amministrazione comunale, ma se entro settembre la scuola elementare di Biancade non sarà bonificata dal rischio elettrosmog,noi portiamo i nostri figli in altri plessi scolastici». Questa l'opinione di numerosi genitori al termine del consiglio comunale svoltosi giovedì a Roncade, dove si è parlato dell'inquinamento elettromagnetico alla scuola Andrea Musalo, ma anche dell'antenna per telefonini situata accanto alla scuola media del capoluogo.
Per esaminare a fondo la questione e decidere le iniziative da intraprendere i genitori si sono dati appuntamento la prossima settimana.
A portare nuovamente la questione all'attenzione del consiglio comunale è stata un'interpellanza del consigliere Boris Mascia, del gruppo di minoranza Roncade domani - Lega Nord, il quale ha invitato il sindaco a coinvolgere tutte le forze politiche sulla questione «perchè la salute dei bambini non ha colore politico e su un problema tanto delicato è necessario unire tutte le forze».
«I genitori vogliono tempi certi per decidere se trasferire i bambini» ha sottolineato Mascia, che ha proposto di convocare una conferenza di servizio, in modo da mettere intorno allo stesso tavolo tutti gli enti in qualche modo coinvolti nelle opere di bonifica, ad iniziare da Comune, provincia di Treviso e regione Veneto, oltre ovviamente alla Terna, società del gruppo Enel che gestisce l'elettrodotto. Il consigliere di minoranza ha poi chiesto se non sia opportuno esaminare anche la situazione dell'antenna per telefoni cellulari situata accanto alla scuola media di Roncade, altra possibile fonte di inquinamento.
Mascia ha inoltre rivelato l'esistenza di una lettera nella quale il sindaco di Roncade, smentendo alcune affermazioni rassicuranti rilasciate in precedenza, ammette che il problema elettrosmog interessa non solo il giardino retrostante l'edificio ed il locale mensa, ma anche alcune aule, usate fino a qualche giorno fa per le normali lezioni e quindi all'interno delle quali i bambini rimanevano fino a quattro ore al giorno.
Il sindaco, Ivano Sartor, ha ricostruito le iniziative già attuate dall'amministrazione comunale: dalla richiesta all'Arpav di nuove misurazioni all'interno della scuola e delle abitazioni di via Rossi, alla domanda rivolta alla Terna di ridurre la potenza dell'impianto.
Sartor ha inoltre ribadito di aver chiesto un preventivo di spesa per la bonifica della linea elettrica, mentre è nota la volontà dell'amministrazione di risolvere il problema e valutare l'opportunità di avviare anche un'azione legale contro l'Enel.
L'amministrazione comunale sarebbe inoltre intenzionata ad esaminare la possibilità di anticipare le spese per la bonifica, qualora dalla Regione arrivasse la garanzia di un successivo rimborso.
Il sindaco di Roncade non ha però fornito risposte alla domanda principale: i tempi della bonifica?
Così usciti dalla sala i genitori hanno improvvisato un'assemblea all'aperto, protrattasi per quasi un'ora, durante la quale hanno dato sfogo alle preoccupazioni e cominciato ad interrogarsi sulle iniziative da intraprendere per avere la certezza che prima dell'inizio del prossimo anno scolastico tutti i locali della scuola avranno livelli di inquinamento elettromagnetico inferiori al limite di qualità di 0,2 microtesla previsto dalla legge regionale.
Qualcuno ha proposto una giornata di sciopero, ma il vero rischio è che a settembre scatti la «fuga» in massa dalla scuola Andrea Musalo.

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