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rassegna stampa - archivio

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  Maggio 2002

 


Il Gazzettino di Treviso - 4 maggio 2002

Fondi comunali per l'acquisto di libri di testo

Roncade

(A.V.) - Il dato fa riflettere: a Roncade aumentano le famiglie che richiedono l'aiuto all'amministrazione per sostenere le spese scolastiche dei figli. 25 studenti in più rispetto all'anno scorso hanno richiesto di poter disporre di libri di testo scolastici gratuiti. Sono ormai 103 i ragazzi della scuola dell'obbligo e di quella secondaria che hanno goduto delle erogazioni dell'amministrazione comunale.

Circa diecimila euro che, in parte, sono andati a coprire la spesa di alcuni studenti delle medie (oltre a tutti quelli delle elementari) con famiglie i cui introiti non superano i 30 milioni di vecchie lire e, in parte, sono stati assegnati sotto forma di borse di studio. 165 studenti sono stati agevolati proprio nei giorni scorsi dalle borse di studio assegnate grazie alla Legge n. 62/2000, altri hanno beneficiato di quelle comunali qualche mese fa.

Da 20 anni il Comune di Roncade cura direttamente l'erogazione dei contributi per libri di testo e questo è il terzo esercizio finanziario nel quale i cittadini possono godere di contributi rilevanti. Ognuno degli studenti ammessi al beneficio riceverà la somma di 180,76 euro, a riconoscimento del suo impegno nello studio e come incoraggiamento a bene proseguire. Il sindaco di Roncade, e l'assessore alla Pubblica istruzione trasmetteranno agli interessati, con propria lettera, la comunicazione dell'ammissione al beneficio e si congratuleranno con ciascuno di loro.


 

La Tribuna di Treviso - 7 maggio 2002

Roncade, borse di studio comunali per 103 studenti

g.m.

RONCADE. A Roncade è in continuo aumento il numero di studenti che possono beneficiare di aiuti erogati dal Comune allo scopo di favorire il diritto allo studio.
Con una spesa di circa 10 mila euro, l'amministrazione comunale ha garantito anche per il 2002 il totale rimborso delle spese sostenute dalle famiglie per l'acquisto dei libri di testo agli alunni delle scuole dell'obbligo e secondaria superiore, mentre per quelle elementari la gratuità è già prevista per legge. Il contributo è stato assegnato a 103 studenti, contro i 78 dello scorso anno, tutti appartenenti a famiglie con un reddito non superiore a 30 milioni di lire.
Il Comune, usufruendo dei fondi previsti da una legge statale del 2000, ha invece assegnato 165 borse di studio, del valore di 180,76 euro ciascuna, ad altrettanti studenti. Tali borse di studio si sommano a quelle erogate qualche nese fa dallo stesso Comune.
«Si tratta - osserva il sindaco Ivano Sartor - di un riconoscimento per l'impegno che i ragazzi dedicano all'attività scolastica ed anche di un incoraggiamento a ben proseguire».


 

Il Gazzettino di Treviso - 9 maggio 2002

RONCADE Ieri sera un gruppo armato di sette persone ha fatto irruzione nella azienda Artoni di Musestre

Banda assalta ditta di autotrasporti

Immobilizzato il personale, trafugati tre autotreni a pieno carico, due autovetture e un’ottantina di targhe

Roncade

In sette con fucili e pistole all'assalto di un gruppo di operai intenti al lavoro. Autotreni, auto, targhe portati via nel giro di pochi minuti dopo aver legato e reso innocui tutti i dipendenti. Nessun ferito, per fortuna, ma un danno di migliaia di euro. Una rapina messa a segno con precisione, destrezza, sangue freddo e, probabilmente, molte informazioni assunte con largo anticipo. E' accaduto ieri sera poco dopo le 21 a Musestre nella ditta di trasporti Artoni di via Treponti 43.

E' mercoledì sera, nei capannoni il lavoro è incessante, nonostante l'ora: l'attività di carico e scarico degli automezzi in arrivo e in partenza non conosce soste neppure la notte. I cancelli sono probabilmente aperti quando sul piazzale si materializzano, giunti chissà come, quattro, cinque, sei, sette uomini. Si avvicinano immediatamente al personale al lavoro. Poche parole in italiano, poche minacce, ma dette con l'intonazione giusta, che mette subito paura. Qualcuno dei dipendenti dirà poi ai carabinieri che l'accento dei delinquenti era napoletano.

Tutti con le mani alzate: in breve gli operai e gli impiegati (non si sa ancora bene quanti fossero al lavoro in quel momento) sono costretti a radunarsi. I sette banditi non hanno difficoltà a legarli ad uno ad uno e a rinchiuderli in un ufficio. Poi iniziano il loro "lavoro": con metodo si dividono i compiti anche in questa ultima fase. Alcuni scelgono tre camion: si tratta di un bilico bianco, e di due autotreni con rispettive motrici. I rimorchi lunghissimi sono completamente carichi di merci, pronte per essere spedite. Altri si impossessano anche di due auto: una Fiat Bravo Bianca e un'Audi 80 grigia. Altri ancora di un'ottantina di targhe. Poi, a un segnale, via tutti. Direzione ignota. Nessuno li vede fuggire. Solo dopo un bel po' di tempo i dipendenti riscono a liberarsi e a chiamare aiuto. Si scatena in pochi minuti una grande battuta coordinata dai carabinieri. «I carabinieri mi hanno ordinato di non rilasciare alcuna dichiarazione» - dice al cronista uno dei titolari. Strade, autostrade, caselli...le forze dell'ordine lasciano nulla di intentato. Ma fino a notte fonda, nessuna traccia. E' probabilmente il più spregiudicato assalto, senza spargimento di sangue, messo a segno negli ultimi tempi.

Gianni Novara


 

La Tribuna di Treviso - 9 maggio 2002

Terrore per i titolari della «Arton» imbavagliati e legati da un folto gruppo di malviventi armati, rubati camion e automobili
Imprenditori sequestrati e rapinati
Blitz di dieci banditi in un'azienda di spedizioni di Musestre

(Alessandro Zago)

TREVISO. Violenta rapina con sequestro di persona, ieri poco dopo le 22, alla ditta di spedizioni Artoni Trasporti spa, in via Treponti 43, a Musestre di Roncade. Una banda formata da una decina di persone, armate di tutto punto e determinate, ha preso in ostaggio i titolari, che si trovavano sul posto, rinchiudendoli in un locale e immobilizzandoli con del nastro adesivo. Poi i banditi si sono diretti nel piazzale e hanno rubato due auto ma soprattutto due camion pieni di materiale destinato alla consegna, dal genere alimentare al computer. Un colpo grosso, dal valore molto alto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Treviso.

 
Violenta rapina con sequestro di persona, ieri verso le 21, alla ditta di spedizioni Artoni Trasporti spa, in via Treponti 43, a Musestre di Roncade. Una banda formata da una decina di persone, armate di tutto punto e determinate, ha preso in ostaggio i titolari, che si trovavano sul posto, rinchiudendoli in un locale e immobilizzandoli con del nastro adesivo. Poi i banditi si sono diretti nel piazzale e hanno rubato due auto ma soprattutto due camion e un bilico pieni di materiale destinato alla consegna. Erano giunti sul posto a bordo di furgoni e avevano l'accento meridionale. Un colpo grosso, dal valore molto consistente.
I banditi, che evidentemente erano bene informati sui movimenti e sugli orari della ditta di spedizioni, sulle tabelle di marcia per le varie consegne, dopo aver bloccato i titolari in uno stanzino si sono impossessati, in tutta velocità, di una Fiat Bravo e di una Audi 80 parcheggiate sul piazzale, ma soprattutto un bilico e due camion, uno bianco l'altro rosso, carichi di materiale pronto per essere consegnato in giro per l'Italia.
Con la Fiat e l'Audi hanno quindi «scortato» i bilici trafugati fuori dai cancelli della ditta, dandosi subito alla fuga. Un'operazione portata a termine in velocità, con freddezza e determinazione.
Sul posto si sono subito recati i carabinieri di Treviso. Vista la gravità della situazione, li hanno seguiti a ruota anche gli uomini della Volante per i primi rilievi.
Dopo aver liberato i titolari della ditta, visibilmente impauriti e sotto choc, le forze dell'ordine hanno cercato di fare con loro un primo bilancio dei beni trafugati e contenuti nei due camion.
Pare proprio che i due articolati fossero pieni di materiale, anche prezioso, e che quindi il danno potrebbe ammontare a molte migliaia di euro. Ma solo oggi se ne saprà di più. A colpire le forze dell'ordine, lo «spiegamento» della banda: una decina di uomini armati e pronti a reagire di fronte al minimo imprevisto, anche a costo di fare fuoco. In questi ultimi tempi si registra una vera escalation di furti e rapine ai danni delle imprese.


 

La Tribuna di Treviso - 10 maggio 2002

Caccia alla banda che ha messo a segno l'altra sera il clamoroso colpo alla «Artoni» di Musestre di Roncade
Pistole puntate addosso per un'ora e mezza
Parlano impiegati e direttore dell'azienda rapinata da sette banditi

RONCADE. E' una banda organizzata che in passato potrebbe aver messo a punto anche altri colpi nel triveneto, quella che ha agito nella notte di mercoledì alla sede roncadese della Artoni Trasporti Spa, una ditta di spedizioni che la sua sede principale a Guastalla, in provincia di Reggio Emilia. Stando al primo inventario, il bottino della rapina a mano armata dell'altra notte potrebbe aggirarsi intorno ai 100 mila euro. Sette banditi travisati con sciarpe e occhiali da sole, e armati di pistole, hanno prima immobilizzato il direttore e i 12 dipendenti che stavano terminando il loro turno di lavoro, per poi fuggire con la merce a bordo di due furgoni e di due auto. Sono in pieno svolgimento le indagini a cura del Comando provinciale dei carabinieri.
«Stavo uscendo: proprio in quel momento due armati di pistola mi hanno invitato ad entrare nell'ufficio prima del magazzino e si sono fatti dire chi c'era ancora in azienda» racconta il responsabile di filiale Massimo Ghedin. I banditi che hanno tradito nell'accento la loro origine campana, avevano studiato tempi e modalità del colpo nei minimi dettagli. Sapevano che alle 21 i camion della ditta sono pronti per la partenza: dopodiché l'azienda chiude solitamente i battenti per un paio d'ore. Sapevano soprattutto che proprio per consentire ai mezzi di uscire, a quell'ora i cancelli del piazzale, al civico 43 di via Treponti nella frazione di Musestre, vengono aperti. Informati di tutto, i rapinatori sono riusciti ad introdursi nel piazzale della ditta con due camion. Per concludere la loro missione criminale hanno impiegato quasi un'ora e mezza: per tutto il tempo il personale che si trovava ancora al lavoro è stata tenuta a tiro di pistola. Il direttore, responsabile di filiale, Massimo Ghedin, in un ufficio, seduto rivolto verso il muro. I 12 dipendenti del magazzino in un altro locale, strettamente legati con del nastro adesivo.
Ieri mattina la Fiat Bravo e l'Audi 80 dei dipendenti che i rapinatori avevano rubato nel cortile, sono state ritrovate al casello autostradale di Quarto d'Altino dai carabinieri che dopo essere intervenuti sul posto per i primi rilievi, hanno immdiatamente iniziato un'accurata perlustrazione del territorio.
Dei camion carichi di merci d'ogni tipo - compresi computer, telefonini, hi-fi, capi d'abbigliamento, oggetti di cancelleria ed altro - non c'era più traccia. Per tutta la giornata di ieri le indagini sono proseguite, mettendo a confronto la dinamica della rapina di Musestre con altre analoghe messe a segno tempo fa in altre cittè del Nordest, per esempio a Udine e Bassano. Ma va detto che la Artoni Trasporti Spa, di proprietà della neo presidente dei giovani industriali Anna Maria Artoni, ha subito in passato altre rapine assai simili a Parma e Milano.
Sempre accurata in ogni dettaglio la dinamica. L'altra sera i banditi si sono introdotti a sospresa, con due furgoni, all'interno del piazzale dell'azienda, proprio mentre i cancelli erano stati aperti per far uscire i mezzi. «I rapinatori erano armati, ma non hanno malmenato nessuno - riferisce il direttore - io sono stato obbligato a sedere con la faccia rivolta al muro, sotto il tiro della pistola». Pare che nella cassaforte non ci fosse più denaro perché l'incasso della giornata era già stato versato in banca.
I banditi hanno legato con del nastro adesivo i dipendenti che operano per il carico e lo scarico nel magazzino e hanno caricato sui loro mezzi la merce già imballata. Il tempo per selezionare la roba da portare via c'era tutto. I rapinatori hanno scelto la merce più facilmente smerciabile: dai telefonini ai computer e dagli hi-fi ai capi d'abbigliamento. Terminato il «lavoro», i banditi sono saliti a bordo dei furgoni e delle due auto, per fuggire in direzione dell'autostrada. «Quando abbiamo capito che erano andati via - conclude Ghedin - ho forzato il nastro adesivo per liberare i dipendenti e abbiamo chiamato i carabinieri».


 

La Tribuna di Treviso - 10 maggio 2002

La banda, composta da meridionali, ha forse messo a segno altri colpi nel Triveneto. Il bottino di mercoledì al centro spedizionieri: 100 mila euro
«Ero faccia al muro, sempre sotto tiro»
Rapina di Musestre, parla il direttore della Artoni sequestrato dai banditi
Il commando ha immobilizzato anche i dodici dipendenti al lavoro e ha fatto razzia della merce nei magazzini


RONCADE. E' una banda organizzata che in passato potrebbe aver messo a punto anche altri colpi nel triveneto, quella che ha agito nella notte di mercoledì alla sede roncadese della Artoni Trasporti Spa, una ditta di spedizioni che la sua sede principale a Guastalla, in provincia di Reggio Emilia. Stando al primo inventario, il bottino della rapina a mano armata dell'altra notte potrebbe aggirarsi intorno ai 100 mila euro. Sette banditi travisati con sciarpe e occhiali da sole, e armati di pistole, hanno prima immobilizzato il direttore e i 12 dipendenti che stavano terminando il loro turno di lavoro, per poi fuggire con la merce a bordo di due furgoni e di due auto. Sono in pieno svolgimento le indagini a cura del Comando provinciale dei carabinieri.
«Stavo uscendo: proprio in quel momento due armati di pistola mi hanno invitato ad entrare nell'ufficio prima del magazzino e si sono fatti dire chi c'era ancora in azienda» racconta il responsabile di filiale Massimo Ghedin. I banditi che hanno tradito nell'accento la loro origine campana, avevano studiato tempi e modalità del colpo nei minimi dettagli. Sapevano che alle 21 i camion della ditta sono pronti per la partenza: dopodiché l'azienda chiude solitamente i battenti per un paio d'ore. Sapevano soprattutto che proprio per consentire ai mezzi di uscire, a quell'ora i cancelli del piazzale, al civico 43 di via Treponti nella frazione di Musestre, vengono aperti. Informati di tutto, i rapinatori sono riusciti ad introdursi nel piazzale della ditta con due camion. Per concludere la loro missione criminale hanno impiegato quasi un'ora e mezza: per tutto il tempo il personale che si trovava ancora al lavoro è stata tenuta a tiro di pistola. Il direttore, responsabile di filiale, Massimo Ghedin, in un ufficio, seduto rivolto verso il muro. I 12 dipendenti del magazzino in un altro locale, strettamente legati con del nastro adesivo.
Ieri mattina la Fiat Bravo e l'Audi 80 dei dipendenti che i rapinatori avevano rubato nel cortile, sono state ritrovate al casello autostradale di Quarto d'Altino dai carabinieri che dopo essere intervenuti sul posto per i primi rilievi, hanno immdiatamente iniziato un'accurata perlustrazione del territorio.
Dei camion carichi di merci d'ogni tipo - compresi computer, telefonini, hi-fi, capi d'abbigliamento, oggetti di cancelleria ed altro - non c'era più traccia. Per tutta la giornata di ieri le indagini sono proseguite, mettendo a confronto la dinamica della rapina di Musestre con altre analoghe messe a segno tempo fa in altre cittè del Nordest, per esempio a Udine e Bassano. Ma va detto che la Artoni Trasporti Spa, di proprietà della neo presidente dei giovani industriali Anna Maria Artoni, ha subito in passato altre rapine assai simili a Parma e Milano.
Sempre accurata in ogni dettaglio la dinamica. L'altra sera i banditi si sono introdotti a sospresa, con due furgoni, all'interno del piazzale dell'azienda, proprio mentre i cancelli erano stati aperti per far uscire i mezzi. «I rapinatori erano armati, ma non hanno malmenato nessuno - riferisce il direttore - io sono stato obbligato a sedere con la faccia rivolta al muro, sotto il tiro della pistola». Pare che nella cassaforte non ci fosse più denaro perché l'incasso della giornata era già stato versato in banca.
I banditi hanno legato con del nastro adesivo i dipendenti che operano per il carico e lo scarico nel magazzino e hanno caricato sui loro mezzi la merce già imballata. Il tempo per selezionare la roba da portare via c'era tutto. I rapinatori hanno scelto la merce più facilmente smerciabile: dai telefonini ai computer e dagli hi-fi ai capi d'abbigliamento. Terminato il «lavoro», i banditi sono saliti a bordo dei furgoni e delle due auto, per fuggire in direzione dell'autostrada. «Quando abbiamo capito che erano andati via - conclude Ghedin - ho forzato il nastro adesivo per liberare i dipendenti e abbiamo chiamato i carabinieri».


 

Il Gazzettino di Treviso - 10 maggio 2002

RONCADE Il racconto del responsabile della filiale Artoni Trasporti rapinata l’altra sera da una banda organizzata

«In quindici legati e chiusi nel container»

Sono sorprendenti le analogie con un assalto messo a segno da un commando a Udine

Roncade

«Per primi sono entrati in due. Mi hanno subito avvicinato, probabilmente avevano chiesto di me al personale che in quel momento era al lavoro. Mi hanno detto: "Accompagnaci in ufficio. Questa è una rapina". Ho ritenuto opportuno non reagire. Così siamo entrati nell'ufficio del magazziniere. Lì mi hanno detto di non preoccuparmi: "Stai tranquillo, non fare scherzi e vedrai che tutto andrà bene". Avevano una cadenza forse napoletana. Mi hanno completamente immobilizzato con un rotolo di nastro adesivo. Chiuso lì dentro non ho potuto vedere nè sentire più nulla di quanto stava accedendo nel capannone». E' la testimonianza di Massimo Ghedin, responsabile della filiale trevigiana della "Artoni Trasporti Spa" con sede generale a Guastalla (Reggio Emilia) che giovedì scorso è stata razziata da un gruppo di banditi, forse sette o addirittura dieci (le testimonianze sul numero certo sono discordanti). Ieri mattina, dopo i sopralluoghi durati tutta la notte da parte di carabinieri e polizia, l'entità del danno subito si è ridimensionata sensibilemente rispetto alla serata precedente. Un danno in euro non ancora esattamente quantificabile, ma sicuramente contenuto. Tuttavia un colpo perfetto, messo a punto con cura, il che fa supporre che il posto su cui puntare le attenzioni fosse assai ambito e scelto da tempo, magari con l'ausilio di qualche buona informazione. Invece, banditi sfortunati.

Massimo Ghedin ieri mattina era più preoccupato di capire che cosa esattamente i malviventi avessero portato via, che provato dalla spaventosa esperienza della sera prima. «Stiamo cercando di risalire alla merce rubata. Non è facile perchè quella gente credeva di trovare qui del materiale costoso che invece non c'era (computer, telefoni cellulari, roba di marca...); così, dovendosi accontentare di altra merce, hanno squarciato a campione le pile degli scatoloni pronti per essere caricati. Una volta individuato il contenuto più interessante, hanno cominciato a caricarlo sui loro autotreni. Non si trattava infatti di autotreni rubati a noi, ma di mezzi portati fin qui dai banditi. A noi hanno portato via solo due auto. Una Audi 80 e una Fiat Brava. E come ci avevano promesso le abbiamo ritrovate a Quarto d'Altino». In mattinata tutti i dipendenti (impiegati e operai sono stati interrogati dai carabinieri a Treviso. I quindici che l'altra sera erano nel capannone al lavoro: gente ancora sotto choc. Dapprima presi ad uno ad uno e rinchiusi in un container sotto la minaccia delle pistole; poi, una volta fatta la conta, prelevati tutti in gruppo e scortati in un ufficio per essere legati e imbavagliati.

Sorprendente l'analogia con una rapina compiuta circa un mese e mezzo fa nella zona commerciale di Udine. Anche in quell'occasione, una decina di uomini armati e incappucciati, calmi e perfettamente in sintonia tra loro, accento napoletano. Un colpo che fruttò decine di migliaia di euro. Guarda caso, buona parte del bottino è stata trovata recentemente a Napoli. E ieri la polizia trevigiana ha chiesto ai colleghi udinesi di poter esaminare i rapporti di quella volta.

Gianni Novara


 

Il Gazzettino di Treviso - 11 maggio 2002

RONCADE La rapina alla "Artoni"

Assalto di Musestre s'indaga su altri colpi

Sette giorni fa ad Altavilla identico "blitz"

Roncade

Una banda organizzata. E, soprattutto, specializzata. Specializzata in assalti "spettacolari" come quello avvenuto mercoledì sera a Musestre, ai danni della sede logistica della "Artoni Trasporti". Perché la stessa banda, ormai non vi è dubbio, in passato si era resa protagonista di altre rapine, identiche per modalità di esecuzione e per finalità. A scopi, cioè, "commerciali".

I carabinieri del Nucleo Operativo del Reparto Operativo di Treviso, che stanno indagando sulla rapina di mercoledì, per tutta la giornata di ieri hanno lavorato raccogliendo informazioni su analoghi colpi avvenuti un po' in tutta Italia, e non solo nel Nordest. Oltre al più recente, avvenuto ad Udine in un insediamento commerciale, la stessa banda entrata in azione a Musestre, avrebbe rapinato il 28 novembre scorso la ditta "Unieuro" (ex Trony), nel centro commerciale di Santa Croce, a sud di Bassano del Grappa, andandosene con un bottino di circa 3 miliardi di vecchie lire fra elettrodomestici, telefoni cellulari, tv.

Ma c'è una impressionante analogia con un altro colpo, avvenuto proprio una settimana prima di quello di Musestre, ad Altavilla Vicentina: è datato 3 maggio, quando una decina di banditi, tutti con accento campano, presero di mira la "Seam srl Fercam". Identica la modalità dell'assalto: i dipendenti della ditta, sei, anche in quella occasione furono rinchiusi in un container, consentendo ai malviventi di "lavorare" in tutta tranquillità, per circa un'ora, caricando su camion "puliti" merce per circa 300mila euro. Uno dei banditi, lasciò la ditta a bordo di un'auto rubata, un "depistaggio" per concentrare le ricerche su quel veicolo, mentre i camion potevano lasciare il Veneto in tutta tranquillità. Esattamente come avvenuto a Musestre.

Giancarlo D'Agostino


 

Il Gazzettino di Treviso - 12 maggio 2002

Avis, il presidente è Attilio Ceron

Roncade

Rinnovo delle cariche alla sezione Avis di Roncade. Presidente è stato riconfermato Attilio Ceron, vicepresidenti Adriano Busato e Danilio Cagnato. Segretario Franco Ceccon, amministratore Davide Cagnato. Il direttivo risulta così composto: Settimo Bartolozzo, Franco Bottan, Luigi Commissatti, Antonia De Luca, Licia Forte, Alfeo Gasparini, Adriano Lorenzon, Elio Panizzo, Rinaldo Pavanello, Corrado Vianello. Sindaci: Pietro Teston, Rino Pavanel, Tito Panizzo; probiviri: Giorgio Favero, Luciano Damelico, Anna Crosato.

La sezione si è segnalata, nel 2001, per 708 donazioni (531 di sangue intero, 162 di plasma, 15 di piastrine), fornite da 512 soci attivi su 1035 iscritti. Tante anche le iniziative culturali e associative, fra le quali la partecipazione alle elezioni provinciali cui hanno preso parte 450 delegati per oltre 30mila soci.


 

Il Gazzettino di Treviso - 25 maggio 2002

Roncade
Una lunga e tormentata ...

Roncade

Una lunga e tormentata seduta consiliare, conclusa con lo scioglimento del consiglio, quella di Roncade.

Le forze di minoranza hanno abbandonato l'aula per protesta contro la decisione del sindaco Ivano Sartor di non procedere alla votazione dell'ultimo punto all'ordine del giorno a causa della "necessaria ulteriore interpretazione" del Regolamento in fatto di emendamenti.

Lo scompiglio è nato al momento di votare il documento presentato dal gruppo Roncade Domani di "sostegno e solidarietà a tutti gli appartenenti alle Forze di Polizia, al quale proprio lo stesso gruppo di minoranza voleva apportare un emendamento esprime la fiducia sull'operato dei giudici.

Silvano Cervellin di Progetto Insieme ha proposto a sua volta l'aggiunta degli attributi "libera e indipendente", riferiti alla Magistratura incassando subito l'accusa di voler "politicizzare" il dibattito. Il sindaco ha cercato di interpretare il Regolamento, ma non ritenendo ci fosse la necessaria chiarezza ha sospeso la discussione. «È una dittatura», «È vergognoso» hanno subito commentato Renato Pravato e Boris Mascia (Roncade Domani) i quali avevano anche chiesto si deliberasse l'ordine del giorno senza alcun emendamento.

Se questo ha provocato l'abbandono della sala consiliare dei gruppi di minoranza, bisogna sottolineare come già durante la quarta variazione al bilancio di previsione 2002 riguardante la prossima costruzione della R.S.A., il clime fosse piuttosto teso.

La nuova Casa di Riposo per Anziani, infatti, a causa - secondo Sartor - del blocco dell'attività straordinaria delle Fondazioni dettato dal ministro Tremonti, verrà costruita in due fasi, la seconda delle quali rimarrà in forse finché non si potrà attingere ai fondi privati promessi dalla Fondazione Cassamarca. Il primo stralcio dei lavori prevede la spesa di 9 miliardi e 100 milioni di vecchie lire invece dei 14 previsti inizialmente. La modifica strutturale comprende l'eliminazione dei seminterrati, della cella mortuaria e del garage per l'autoambulanza.

Le minoranze hanno segnalato la mancanza di informazione su particolari fondamentali.

Aldina Vincenzi


 

Il Gazzettino di Treviso - 31 maggio 2002

Difensore civico "dimenticato"

Roncade

(A.N.) La relazione del difensore civico roncade se in sede di consiglio comunale è stata preceduta da un inedito omaggio alla giunta: Antonio Breda ha infatti porto un paio di forbici al sindaco Ivano Sartor senza peraltro commentare ulteriormente il gesto.

Un taglio al numero dei cittadini che si sono rivolti a Breda nel corso dell'ultimo anno è parzialmente imputabile all'amministrazione: benché più volte sollecitate, le notizie e le in informazioni riguardanti la figura del Difensore civico sul giornale comunale non sono mai apparse. I casi di persone che nel 2001 hanno fatto ricorso all'interessamento di Antonio Breda sono diminuite ancor più che nel 2000, registrando quella che con ogni probabilità è semplice ignoranza delle possibilità offerte dalla figura definita più volte "Magistrato di Persuasione".

Nella relazione, Breda ha individuato alcuni casi dagli epiloghi diversi, tra i quali il rimborso ottenuto dall'Azienda Servizi Pubblici Sile - Piave richiesto da una signora per una perdita occulta d'acqua risultata infine non defluita dall'impianto di depurazione. "In questo caso - sottolinea Breda - il caso è stato risolto in tempi davvero brevissimi grazie al cambio ai vertici della società". Ancora la pratica inevasa per intricate interpretazioni al regolamento a scapito del rimborso spese ad un signore per l'allacciamento alla condotta della fognatura; e il complicato iter burocratico che blocca da sei anni il saldo dell'esproprio ad un altro cittadino attuato per costruire una pista ciclabile.

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