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rassegna stampa - archivio

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  Gennaio 2002

 


 

La Tribuna di Treviso - 3 gennaio 2002

Vallio. Presepio del Pime sull'attacco a New York

Alessandro Viezzer

RONCADE. Presenta anche dei filmati sull'attacco alle torri gemelle del World Trade Center, il presepio allestito presso la sede del Pontificio Istituto Missioni Estere a Vallio di Monastier. Nell'oratorio, presso la canonica della parrocchia di San Nicola, si può assistere, ad una carrellata sui mali del nostro tempo, comprese le avversità, che colpiscono il Terzo Mondo. Molte sono le immagini che scorrono sullo schermo che sovrasta il presepio; numerose anche le illustrazioni sulle guerre in atto e le scenografie, che rappresentano lo sforzo dei missionari del Pime, che lasciano il mondo occidentale per fare del bene in missione. «Tu sei la mia speranza» è il titolo del presepio, che lascia presupporre allo spettatore, che ai «mali del mondo, c'è sempre la via d'uscita che porta al bene».
In questi giorni, è ritornato nella sua casa di San Paolo a Treviso e nella sede del Pime, padre Benedetti, il missionario trevigiano, coinvolto l'anno scorso nella guerriglia, che aveva sconvolto le Filippine. Il presepio è visitabile fino al 10 febbraio con i seguenti orari: 14.30/19 (sabato, domenica e giorni festivi) oppure su prenotazione al tel. 0422 707486 (giorni feriali).


 

La Tribuna di Treviso - 3 gennaio 2002

Roncade. La Lega Nord si separa in Consiglio

g.m.

RONCADE. Dall'inizio del nuovo anno la Lega Nord di Roncade svolgerà la propria attività politica in modo indipendente ed autonomo dal gruppo consiliare «Roncade domani». Una decisione che segna la fine dell'alleanza nata in occasione delle elezioni comunali del 1999.
«I cinque consigliericomunali attualmente in carica eletti nella lista unitaria Lega Nord - Roncade domani appartengono tutti a quest'ultima formazione politica - spiega il segretario comunale del Carroccio Massimo Stocco - avevamo chiesto che uno di loro si dimettesse per far posto ad un nostro iscritto, ma hanno rifiutato e del resto la gente ha votato loro, ma allora, per motivi di chiarezza, se parlano devono farlo solo a nome di Roncade domani. Perciò abbiamo deciso di revocare formalmente, la dicitura Lega Nord dal nome del gruppo».
Massimo Stocco aggiunge che non esiste nessun problema nei rapporti con i cinque consiglieri del gruppo «Roncade domani» e non esclude che in futuro i due gruppi possano avviare iniziative politiche unitarie, ma solo se discusse e concordate assieme al gruppo dirigente della sezione di Roncade della Lega Nord.


 

La Tribuna di Treviso - 4 gennaio 2002

QUARTO D'ALTINO
Un deposito clandestino di botti sotto casa
Oltre tre quintali sequestrati in un garage


Carlo Mion

QUARTO D'ALTINO. Con una santabarbara sotto casa. Ci hanno vissuto, per diverse settimane, gli abitanti di una palazzina di quattro appartamenti che a pochi metri dalle loro abitazioni avevano oltre tre quintali di botti. Stoccati in un garage da un commerciante «fai-da-te» di Roncade. L'uomo è stato denunciato, non aveva un minimo di licenza. L'arsenale è stato scoperto dai «baschi verdi» della Guardia di Finanza di Marghera. Nel deposito sono stati trovati anche un migliaio di capi di abbigliamento contraffatti con l'effigie dei Pokemon e di scuderie di Formula 1. Il tutto per un valore di oltre duecento milioni.
L'operazione dei finanzieri risale al giorno di San Silvestro. I militari seguivano da tempo T.M., 50 anni, di Roncade. C'era sentore che trattasse botti di Capodanno senza nessuna licenza. Nel centro della Marca è conosciuto perchè, fino a qualche anno fa, gestiva un negozio di giocattoli. Attività chiusa per andare in pensione, come ha sempre raccontato lui. Invece ha iniziato un commercio illegale molto redditizio.
Preso in affitto un garage a Quarto D'Altino, ha cominciato a stoccare giocattoli e merce contraffatta: da berrettini a magliette con i loghi di Ferrari, Mercedes, Bmw e Pokemon. Poi, verso la fine dell'anno, sono arrivati i botti. Tanti botti. Durante la perquisizione sono saltati fuori tremilacinquecento tra razzi, mortaretti vari e fontane romane, materiale che per venderlo bisogna possedere una particolare licenza della Prefettura. Inoltre deve essere stoccato in un luogo sicuro. Il garage di Quarto, di certo non lo era. Sempre all'interno dello stabile i finanzieri hanno trovato altri 23mila pezzi di cui è consentita la libera vendita, per un altro quintale di polvere nera.
Insomma lì dentro c'era un piccolo arsenale, senza nessuna protezione e all'insaputa degli abitanti della palazzina. Se fosse esploso avrebbe causato un bel botto con conseguenze gravi per persone e cose. Le indagini sono coordinate dal pm Bianca Maria Cotronei. Gli investigatori ora vogliono capire se l'uomo vendeva pure a negozianti del posto, oltre naturalmente a privati.


 

La Tribuna di Treviso - 8 gennaio 2002

Gelataio «gratta e vince» 258 mila euro
Combinazione indovinata in una trattoria di Roncade

di Giorgio Marcoleoni

RONCADE. A Roncade il nuovo anno è iniziato all'insegna della fortuna grazie al «Gratta e vinci» che ha regalato un superpremio da 258.228,45 euro, pari a mezzo miliardo di vecchie lire. Il fortunato è Giancarlo Geromel, 68 anni, gelataio che lavora in Germania.
Il colpo grosso è stato messo a segno venerdì mattina nella rivendita della «Trattoria da Adriano». Giancarlo Geromel va «da Adriano», luogo conosciuto anche come «Trattoria Pavanetto», e acquista alcune schedine del «Gratta e vinci». Non compie l'operazione della scopritura delle caselle all'interno del locale. La «grattata» avviene in un altro luogo, sempre in paese. Nella casella della carta di riferimento appare un cappello e nella riga successiva, dove ci sono altre quattro caselle, Geromel scopre un altro cappello. Quanto basta per mettere a segno la vincita da 250 mila euro. Verso mezzogiorno Geromel torna nella trattoria dove ha acquistato il tagliando della fortuna e mostra ad Angelo Pavanetto il biglietto. «Più che essere felice era incredulo - afferma il gestore del locale in via Roma di cui è propritaria la madre Adalgisa Menazza - ho insistito perché andasse in banca a depositare il biglietto della fortuna. Lo ha raggiunto la moglie che ironia della sorte tornava dalla banca». Marito e moglie si sono recati nell'istituto di credito dove hanno depositato il biglietto. Lo hanno fotocopiato e hanno regalato il foglio al locale dov'è esposto in bella mostra. Quindi hanno offerto da bere a quelle 4-5 persone che erano rimaste nella trattoria dopo il pranzo.
Ieri mattina Giancarlo Geromel ha fatto ritorno a Dusseldorf dove abita e lavora in una gelateria assieme alla moglie Fernanda Carnio e alla figlia Katia. Il figlio Walter abita a Roncade. «Non credeva ai suoi occhi soprattutto perché ha ancora il timore che si tratti di una beffa - afferma Walter Geromel - come è già accaduto in occasione di altre vincite. Cosa farà dei soldi una volta incassati? Di sicuro non gli cambieranno la vita. Arrivano a proposito per la ristrutturazione della gelateria che hanno aperto i nonni e dell'abitazione».


 

La Tribuna di Treviso - 8 gennaio 2002

I PRECEDENTI
A Montebelluna l'ultimo colpo miliardario

RONCADE. La trattoria Pavanetto è un punto di riferimento a Roncade per i giocatori di «Gratta e vinci». Non è la prima volta che i biglietti regalano la fortuna, ma nelle occasioni precedenti non era stata così clamorosa, proprio nel giorno dei premi della Lotteria Italia. Angelo Pavanetto ha già registrato 5 vincite da 10 milioni, 3 da 2 milioni, una da 1,5 milioni. «Ma da circa due anni la fortuna si era dimentica di noi» afferma Angelo Pavanetto orgoglioso del colpo grosso.
Bisogna tornare indietro di quasi un anno per trovare la fortuna dispensata dal concorso «Gratta e vinci» nella Marca. L'ultima volta risale al 14 febbraio 2001, quando un giocatore aveva scoperto la combinazione vincente grazie a un tagliando acquistato a Montebelluna alla tabaccheria diCristina Perosin, in via Trevignano.
Un miliardo aveva fruttato il biglietto acquistato a Ponte di Piave il 14 dicembre 1996. Per gli osservatori della cabala il 14 è un giorno ricorrente per le vincite miliardarie. Giocare per credere.


 

Il Gazzettino   di Treviso - 8 gennaio 2002

IL COLPO DI FORTUNA

Nel luogo dove è stato venduto il fortunato biglietto non vogliono dire il nome del vincitore il quale però, pagando da bere agli astanti, ha reso noto il suo "colpo gobbo".

Giancarlo Geromel, 65enne di Roncade emigrato in Germania dove ha riscosso un notevole successo aprendo alcune gelaterie, ha vinto 500 milioni, pardon, 258.228 euro e 45 centesimi dando una raspatina ad uno dei due biglietti del "Gratta e vinci" acquistati venerdì scorso presso la trattoria di Adalgisa Menazza del centro di Roncade, detta "da Adriano" e meglio nota come "da Pavanetto".

Appena fuori Geromel si è dimostrato molto scettico, tanto che si è diretto verso un'altra ricevitoria per acquistare altri due biglietti (per confrontarli o battere il ferro finchè era caldo?).

Tornato a chiedere lumi da "Pavanetto", il figlio della titolare, Angelo, ha constatato che i due simboli del "cappello" combaciavano: il biglietto da duemila lire del "Mercante in Fiera" era davvero vincente.

«Non vada ancora in giro con una fortuna simile in tasca - ha esortato Angelo - lo porti subito in banca per l'incasso!». Mentre Geromel si dimostrava ancora titubante, sua moglie tornava dalla banca e, saputo della vincita e del fatto che avrebbe dovuto tornare sui suoi passi, è sbottata in un «Me tocca far 'naltra coa!»

Piove ancora una volta sul bagnato, visto che la vincita renderà sicuramente felicissimi Geromel e la moglie, ma non cambierà radicalmente la loro vita. Una vita partita da Roncade e trasformatasi in un'esistenza agiata grazie alla loro abilità di commercianti.


 

La Tribuna di Treviso - 13 gennaio 2002

Biancade. Domani l'addio a padre Serafin

RONCADE. E' improvvisamente deceduto a Trieste Vincenzo Serafin, padre gesuita, 71 anni, originario di Biancade. Domani pomeriggio alle ore 15 verrà celebrato il funerale nella chiesa parrocchiale della frazione di Roncade. Domani mattina nella chiesa del Sacro Cuore a Trieste, dov'era stato parroco dal 1986 al 1987, verrà celebrata la prima cerimonia funebre. Padre Serafin è entrato nella Compagnia di Gesù nel 1951. Ha svolto il noviziato a Lonigo, gli studi di filosofia a Gallarate e la teologia a Messina, dove nel 1961 è stato ordinato sacerdote. Il primo incarico lo ha ricoperto a Roma in stretta collaborazione con il famoso padre gesuita Virginio Rotondi, fondatore dell'opera Oasi. Successivamente è stato trasferito nella casa di Villa S. Ignazio a Trento occupandosi di «pastorale vocazionale». Da qui è passato a Villa San Giuseppe a Bassano del Grappa come ministro-economo. Tornò a Gallarate e quindi a Gorizia come parroco; dallo scorso settembre era a Trieste alla Comunità gesuitica.


 

Il Gazzettino   di Treviso - 17 gennaio 2002

RONCADE

Condannata la ladra sorpresa in casa

Quattro mesi di reclusione e 200 euro: è la condanna inflitta dal tribunale nei confronti di una zingara che nel settembre di quattro anni fa era stata sorpresa all'interno di una casa di San Cipriano intenta a rubare. Persa Nikolic, 23 anni di Zagabria, si era introdotta nell'abitazione convinta che al suo interno non si trovasse nessuno. Così non era: perché la zingara si trovò a tu per tu con la proprietaria che avvisò i carabinieri, mentre la ladra si dileguava, ma fu individuata poco dopo.

 

In manette due ladri di nazionalità moldava

Due moldavi che avevano rubato l'altra notte un'automobile a Vienna sono finiti in manette ieri mattina dopo un rocambolesco inseguimento lungo l'autostrada Trieste-Venezia. I due a bordo dell'auto erano stati intercettati dalla Polstrada all'altezza di S. Donà e inseguiti fino al casello di Roncade, dove sono stati bloccati dopo una fuga tra i campi e portati nel carcere di Treviso.


 

La Tribuna di Treviso - 17 gennaio 2002

Inseguimento in autostrada
La Polstrada blocca e arresta due giovani moldavi

d.f.

RONCADE. Spettacolare inseguimento ieri mattina sull'A4, tra i caselli di San Stino, Cessalto e Roncade: gli agenti della Polstrada hanno catturato - arrestandoli - due clandestini moldavi che, dopo aver rubato un'auto in Austria, valicato il confine ed entrati in autostrada, hanno tamponato un autocarro e hanno cercato di sfuggire allo stop. Ferito leggermente un poliziotto.
Tutto è accaduto intorno alle 11: una Mazda, che più tardi si scoprirà rubata in Austria, è stata segnalata a zig zag sull'A4 nei pressi di San Stino, a forte velocità. Ha pure tamponato leggermente un autocarro il cui autista ha dovuto fermarsi allertando la Polstrada.
Una pattuglia di San Donà si è lanciata subito all'inseguimento, «agganciando» la Mazda poco dopo San Stino, in direzione ovest per Mestre. Spettacolare l'inseguimento che ne è scaturito, davanti a decine di auto che stavano correndo in quel momento in autostrada: davanti la Mazda, dietro la Polstrada. Un inseguimento a tutta velocità che è durato quasi quindici chilometri, da San Stino alla barriera di Roncade.
Qui l'auto della Polizia è riuscita a superare e stringere la Mazda costringendola allo stop. I due occupanti dell'auto si sono dati alla fuga a piedi, mentre sul posto sono arrivate altre due pattuglie della Polstrada e da Mestre decollava un elicottero della Polstrada. Uno dei due moldavi - Alexei Tuk, 25 anni, clandestino - è stato bloccato da un assistente della Polstrada di San Donà mentre stava varcando la recinzione dell'autostrada, il secondo - Daniel Andreico, 23 anni, clandestino - è riuscito a scappare per i campi circostanti, coperti di neve, perdendo le scarpe e trovando ricovero in un casolare abbandonato poco distante. Da Mestre sono arrivate anche le Unità cinofile.
E pochi minuti dopo anche il secondo moldavo, nascosto in un fossato, è stato fermato da un ispettore della Polstrada di Mestre.
I due sono stati arrestati con l'accusa di ricettazione (dell'auto rubata) e il secondo anche per resistenza a pubblico ufficiale perchè ha tentato di sfuggire all'arresto sferrando calci e pugni a un agente, finito al pronto soccorso. I due sono a S.Bona.


 

Il Gazzettino   di Treviso - 18 gennaio 2002

Insieme i vigili urbani del comune e quelli di Quarto d'Altino

Roncade

È stata siglata la convenzione tra i comuni di Roncade e Quarto d'Altino per la nuova gestione delle funzioni di polizia municipale.

Con l'anno nuovo gli agenti e le pontenzialità di ciascun comando verranno sfruttate in maniera ottimale prevedendo l'unione delle forze a seconda delle necessità.

"Non è un consorzio - tiene a sottolineare il comandante di Quarto d'Altino, Fabrizio Milanello, che dal 1. gennaio è a capo della polizia municipale di entrambi gli Enti - perché a Montebelluna abbiamo visto che è stato un disastro, ma un accordo che, ad esempio, permetterà l'assistenza stagionale di alcuni agenti anche per il terzo turno, quello notturno che dura fino all'una di notte".

A Roncade gli agenti in forza sono attualmente 5 a Roncade e 5 - compreso il comandante - a Quarto d'Altino ma, a prescindere dal numero degli addetti, il parametro fissato per i veicoli e le dotazioni da utilizzare, le spese, i rimborsi e l'espletamento delle funzioni sarà quello del 50\% a carico di ciascun comune. Per cui verrà garantita in ogni momento la presenza di almeno metà degli agenti o dei mezzi in ogni territorio e il parametro rimarrà invariato anche se gli addetti in uno dei due comuni aumenteranno. La gestione dei verbali, invece, resterà "distinta e autonoma - si legge nell'atto di convenzione - tenendo come unico riferimento la competenza territoriale".

Roncade, con i suoi quasi 12.000 abitanti, potrà contare anche presto su una nuova Alfa Romeo 147 in dotazione agli agenti e sulla ristrutturazione ed informatizzazione del Comando.

Aldina Vincenzi


 

Il Gazzettino   di Treviso - 20 gennaio 2002

RONCADE Renzo Biasetto, il donatore, è già tornato in Australia e Marino si considera ormai guarito

Trapianto, i due fratelli esultano

«Fra una quindicina di giorni comincerò a uscire di casa. Per entrambi è una gioia indescrivibile»

Roncade

Hanno trascorso le feste più serene da molti anni a questa parte Marino e Renzo Biasetto, i due fratelli di Roncade protagonisti del primo trapianto di rene da vivente effettuato con tecnica laparoscopica a Treviso. Renzo, il donatore è stato dimesso dall'ospedale Ca' Foncello dopo circa una settimana dall'intervento. La convalescenza per lui è stata lieve. Ben più impegnativa era stata la decisione di donare un rene a Marino che per anni, pur gravemente ammalato (colpito da gromerulofrenite), aveva rifiutato quel gesto così generoso e senza indugi. Renzo è già tornato a Cardiff in Australia dove ha famiglia e lavora da circa 40 anni. Il lungo viaggio in aereo e il riadattamento al clima autraliano non gli anno creato problemi. Il suo fisico gode oggi di ottima salute pur funzionando ormai con un rene solo.

E per Marino è ricominciata una vita che credeva di avere perduto: «Solo chi ha visto prima scomparire e poi riapparire la propria esistenza può comprendere quello che sto provando - racconta - non ci sono parole sufficienti per spiegarlo. E' stata una sensazione indescrivibile per entrambi». Il trapiantato è stato dimesso il 28 dicembre scorso e da quel giorno i continui miglioramenti lo inducono a dire: «Fra una quindicina di giorni comincerò ad uscire di casa. Per il momento vado ai soliti controlli due giorni la settimana (non sono ancora al pieno dele forze ed ho l'ossigenzazione un po' lenta), ma questa primavera...bicicletta, tennis e nuoto! Ma sono già enormi il sollievo per non essere più costretto da quel maledetto tubicino e la contentezza per le dosi ridotte di cortisone; ne ho preso davvero tanto finora!».

Aldina Vincenzi


 

Il Gazzettino   di Treviso - 23 gennaio 2002

RONCADE Terminati gli interventi e ottenuti i nulla osta, l’associazione che gestirà l’impianto conta di partire tra pochi mesi

Nuove piscine in primavera

Positivi giudizi sull’intera struttura. Prevista anche la costruzione di un solarium esterno

Dopo aver ottenuto la gestione del nuovissimo impianto natatorio di Roncade, la neo costituita Ati (Associazione Temporanea d'Imprese) "Roncadenuoto" sta per intraprendere l'attività con particolare ottimismo. Le tre società che la compongono SS Ranazzurra di Conegliano, Mirano Nuoto e Serenissima Nuoto di Mestre sono formate da un gruppo di atleti, istruttori e gestori di impianti con alle spalle decenni di esperienza. «Stiamo cercando altri istruttori - annuncia Gabriele Salvadori, presidente di Ranazzurra - ai quali faremo seguire dei corsi e degli aggiornamenti federali: ne serviranno una trentina».

Terminati i lavori, si dovranno ottenere i nulla osta igienico-sanitari quindi il Comune potrà consegnare le chiavi dell'impianto all'Ati che avrà trenta giorni di tempo per aprire le attività al pubblico. «Ma noi contiamo di iniziare prima di questo termine - rassicura Salvadori - perché è tutto predisposto e abbiamo già ordinato gli arredi. Per scaramanzia non parlerei di date, ma credo che questa primavera si possa partire».

I presidenti della società (Salvadori, Rebesco e Penso) hanno trovato perfettamente razionali le scelte logistiche adottate per lo stabile, sia come distribuzione dei locali sia come individuazione del sito. Intelligente anche il dimensionamento e alta la qualità dell'impianto. Per quanto riguarda la profondità massima della vasca maggiore fissata a soli 155 centimetri, fanno notare che le nuove piscine si adeguano alle ultime esigenze: ecco quindi sparire i trampolini e aumentare la sicurezza, il risparmio e la possibilità di corsi per gestanti, handicappati, scolaresche. Per la prossima estate si prevede anche l'allargamento della fruibilità al solarium esterno e non è esclusa, nel giro di qualche anno, la costruzione di una piscina estiva.

Aldina Vincenzi


 

La Tribuna di Treviso - 25 gennaio 2002

La Congrega del tabarro fa la festa all'inverno
Stasera dalla piazza di Roncade la sfilata del sodalizio trevigiano


Partirà stasera alle 20,20, dalla piazza di Roncade il corteo della Congrega del tabarro, per festeggiare l'inverno.
Saranno 130 i soci (su circa 250 sparsi in tutto il Norditalia e la costiera adriatica) che, tabarro sulle spalle, sfileranno fino alla Trattoria Garibaldi, dove ad aspettarli troveranno «Tuto el porsel, verxe e raicio» (prezzo lire 55 mila) fino a scoppiare: «Quello dipende dal telaio di ciascuno - sorride Tiziano
Spigariol, presidente del sodalizio - si va dagli insaccati, alle costicine, dagli stinchi alle braciole». Nell'occasione sarà presentata la mascotte del gruppo, un bimbo di tre anni con un tabarin confezionato appositamente per lui. Saranno presenti anche i sindaci di Asolo, Santa Lucia e Roncade, comuni le cui manifestazioni hanno visto la partecipazione della Congrega. Va considerato che il tabarro nasce a metà ottocento nel Veneziano, per poi diffondersi in tutto il Norditalia «ma anche in Calabria e in Sicilia questo indumento ha una sua tradizione e infatti stiamo compiendo delle ricerche - spiega Spigariol - poi è arrivato il cappotto e il tabarro è diventato il mantello dei poveri».


 

La Tribuna di Treviso - 27 gennaio 2002

Tabarro, tabarro delle mie brame
L'adunata invernale di Roncade: immagini d'altri tempi
LA STORIA Il Barba, la mascotte e piccole polemiche

di Antonio Frigo

Passano le ombre nere nella nebbia della sera roncadese. Ombre d'un tempo, anche se ad illuminare di quando in quando le figure intabarrate sono freddi e moderni fari allo iodio, non calda luce di lanterne o fioche lampadine "civiche".
A passo lento, salmodiando da... uomini di notte, si dirigono all'osteria. E per un'attimo, nel buio, ci par di fare dieci passi indietro nel tempo. Poi l'incanto svanisce e resta la meraviglia di questa sessantina d'omoni vestiti come i loro nonni: il tabarro sulle spalle, preferibilmente nero; il cappello in testa, quasi mai quello del nonno, più spesso modernizzazione dello stesso. E, sotto, l'abito alla contadina (con gilet): nero come un tempo, verde, oppure blu. E la cravatta: a fiocco da anarchici, oppure a stringa. Qualcuno, come lo «scultore per hobby» (recita il bigliettino da visita con foto, telefono di casa, di cellulare e indirizzo e-mail, di Roberto Carraro di Villanova), esibisce pure un bastone lavorato in sandalo, assoluta invenzione rispetto al corniolo del tempo che fu.
Non è una mascherata. Carnevale non c'entra, anzi: la Congrega del Tabarro, sotto le luci interne della Trattoria Garibaldi, davanti al rosso di benvenuto, accompagnato da una bella fetta di lardo, i fratelli del tabarro assumono volti odierni. Sulla porta, le loro signore scendono da gipponi all'ultima moda o da più serene «for-fiesta». E' la serata del raduno di gente che, oltre al tabarro, ha in comune un pizzico d'arte e un bel po' di beato esibizionismo, oltre alla voglia di recuperare alcune tradizioni popolari. «Tradizione e cultura, pane di ogni popolo», dice lo striscione appeso al muro, mentre Gianni Sgrò, il padrone di casa, con il suo staff, onora i tavoli con portate che nulla hanno a che fare con i cosiddetti manicaretti (la serata è rigorosamente all'insegna del maiale, le portate sono quelle classiche della stagione e della cucina contadina) e con vino rigorosamente della casa. Ne godono, senza farsi troppi problemi, i confratelli ristoratori, professionisti, industriali, artigiani, giornalisti (l'editore no: è a Milano con la mogliettina, si sente profumo di alto tradimento e di rammarico), caccia-pescatori, pittori-scultori, politici e gente comune raggruppati sotto l'insegna del tabarrismo. I giovani? Ci sono, almeno in minuscola rappresentanza: c'è la mascotte Alberto Fanzago, tabarro verde-loven e dita che indicano l'età (tre anni), c'è Olmo, il figlio del presidente Tiziano Spigariol che si porta appresso quel bel nome da "Albero degli zoccoli", ma porta sulla schiena una cascate di capelli biondi stretti in una coda di cavallo.
Ufficialmente è lui il titolare del "Tabarrificio trevigiano", l'azienda messa in piedi dal papà con la gioia di unire l'utile al dilettevole. Ma qualcuno, tra gli iscritti, mugugna contro «barba» Tiziano come quando i tifosi dei Rolling Stones se la prendevano con i «commerciali» Beatles. Uno (tessera numero 8), con tempismo degno di un politico smaliziato, il giorno dopo l'appuntamento a tavola, ci farà arrivare un'e-mail nella quale dà le dimissioni dalla congrega accusando il presidente («artificioso personaggio») di «promuovere il marchio e la promozione dell'azienda che personalmente rappresenta». Purismo, ambizione frustrata, faida, padrepadronismo mal sopportato? Non è affar nostro. I tabarri sono bellissimi, di certo qualcuno li deve produrre (l'altra congrega, quella miranese, ha ugualmente un'azienda alle spalle) se si vuole diffonderne l'uso e la cultura. Alla prossima adunata.


 

La Tribuna di Treviso - 30 gennaio 2002

Nell'ex cava Musestre
Il Tar dà il via libera alla discarica

Franco Allegranzi

RONCADE. La ditta Fornaci del Sile spa batte la Provincia e il comune di Roncade davanti al Tar: era illegittimo il provvedimento con cui l'ente provinciale, nel febbraio del 2001, negò alla società l'autorizzazione all'ampliamento della discarica detta «ex cava Musestre».
A stabilirlo è stata una sentenza del Tribunale amministrativo, che rimprovera alla Provincia di «aver negato tout court l'autorizzabilità dell'ampliamento, mentre avrebbe dovuto assentire all'allargamento della discarica limitandone l'espansione verso gli edifici in modo tale da rispettare la fascia dei 150 metri». La discarica è di tipo 2A, destinata a raccogliere inerti. Nel 1998 la ditta Fornaci del Sile spa presentò una richiesta di ampliamento, escludendo che, per la sua tipologia, la ex cava potesse rientrare nella categoria delle discariche che prevedono il limite dei 150 metri, ma tre anni dopo la Provincia diede una risposta negativa, per tutelare i residenti dal rischio di inquinamento acustico, legato al passaggio dei camion. «Mi sembra che il Tar ci dia torto più per una questione di forma che di sostanza - spiega l'assessore provinciale all'ecologia Leonardo Muraro - il progetto di ampliamento che ci fu presentato inizialmente non era rispettoso della distanza dei 150 metri dagli insediamenti abitati, e per di più si tratta di una zona già disseminata da discariche di quel tipo. E' un difetto di motivazione». La Provincia sta esaminando un nuovo progetto di ampliamento presentato dalla stessa ditta, che attualmente è in fase di istruttoria. «Se tutto è in regola - spiega Muraro - stavolta non ci saranno difficoltà a concedere l'autorizzazione». Il Tar, accogliendo il ricorso in parte, ha invece negato alla ditta privata il diritto ad un risarcimento dei danni per la mancata autorizzazione anche considerando che la società non si attivò nei tre anni intercorsi tra la richiesta e il rifiuto della Provincia.

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