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rassegna stampa - archivio

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  Gennaio 2001

 


 

Il Gazzettino di Treviso - 2 gennaio 2001

LA CURIOSITÀ. Lo sciatore agli Special olympics game

Roncola d'oro a Matteo Giomo

Roncade

Una valanga di messaggi entusiastici provenienti da tutta Italia e non solo, arrivati alla redazione di Roncade.it, hanno decretato l'assegnazione della sedicesima "Roncola d'Oro" a Matteo Giomo, ventenne campione italiano di sci convocato per i prossimi "Special Olympics Game" che si terranno ad Anchorage, in Alaska dal 4 all'11 marzo. "Giochi" che, in Italia, non sono ancora seguiti come nel resto del mondo ma che rappresentano il più grande avvenimento sportivo di tutti i tempi del lontano Paese nordico: saranno, tra l'altro, inaugurati e chiusi dal nuovo presidente degli Stati Uniti, George Bush.

L'importante riconoscimento roncadese è passato dalle mani del sindaco, Ivano Sartor, a quelle dell'atleta di Biancade (nella foto) durante la cerimonia tenutasi nella sala consiliare del Comune.

L'eccezionalità dell'avvenimento è presto spiegata: è la prima volta che il premio viene conferito ad uno sportivo e l'esempio della volontà e dell'impegno di Matteo sono speciali tanto quanto le Olimpiadi che si prepara ad affrontare; Matteo soffre infatti della Sindrome di Down, ma la motivazione esposta dalla Commissione che ha esaminato le candidature non lascia spazio a facili pietosismi, sottolineando il suo costante impegno non solo nello sport, ma anche nello studio e nel lavoro e l'onore che fa ai suoi concittadini, al Veneto e all'Italia.

Va ricordata la sua eccellenza nelle discipline di slalom gigante, speciale e discesa libera, il record mondiale sfumato per una manciata di secondi, le sue ventun medaglie d'oro.

Il presidente dello Sport Life di Montebelluna, Carlo De Noni, presente alla cerimonia, ha voluto sottolineare la mancanza di strutture che accolgano atleti con ritardo mentale, difficoltà che i genitori di Matteo conoscono bene avendolo tesserato all'Associazione dopo anni di infruttuosa ricerca.

"Aver lavorato con Matteo - ha affermato invece l'allenatore logopedista e operatore di motricità Piero Maragno - mi ha chiarito che, al di là dei tempi e delle modalità di apprendere, interagire e crescere di simili persone, se vengono rispettate sanno essere individui autonomi e risorse per tutta la collettività".

Il biondo atleta biancadese ha poi risposto alle domande dell'allenatore, ringraziando i suoi insegnanti e gli amici che gli sono stati più vicini e promettendo: "Ad Anchorage ce la metterò tutta".

a.v.


 

La Tribuna di Treviso - 6 gennaio 2001

PROGETTO A RONCADE
Il Comune cerca soci per la residenza sanitaria

RONCADE. La Regione Veneto ha assegnato al Comune di Roncade un contributo di 4 miliardi per la costruzione di una residenza sanitaria assistenziale per anziani non autosufficienti e disabili. Ma per realizzare la struttura di miliardi ne servono 14; così l'amministrazione comunale guidata da Ivano Sartor ha deciso di cercare un partner privato, disposto ad investire 6 miliardi, mentre i restanti 4 rimarrebbero a carico dello stesso Comune.
«Qualche tempo fa avevamo presentato lo studio di fattibilità per una casa di riposo con una novantina di posti - spiega Sartor - ma per ottenere i fondi regionali pensavano di dover aspettare almeno 3 o 4 anni, invece la Regione ci ha comunicato l'assegnazione di quattro miliardi, recuperati dalla ridistribuzione dei fondi non utilizzati dai comuni ai quali erano stati assegnati. E' un'opportunità alla quale non possiamo rinunciare, perchè la fortuna passa una volta sola. Da martedì scorso l'intera giunta è al lavoro per cercare un partner, pubblico o privato, assieme al quale realizzare l'opera per la quale c'è una forte domanda».
L'amministrazione comunale intende però avere il controllo della struttura e quindi la ripartizione dell'investimento è stata prevista in 6 miliardi a carico del partner e 8 del Comune. «L'amministrazione - aggiunge il sindaco - dispone già dei 4 miliardi della Regione, di 750 milioni già previsti nel bilancio comunale, più la proprietà del 20 per cento dell'area dell'ex istituto professionale, sulla quale dovrebbe sorgere la casa di riposo. In tutto sono 5 miliardi, dobbiamo trovarne altri 3, che non sono reperibili fra le normali risorse del Comune e quindi dobbiamo ricorrere ad un mutuo o altre forme di finanziamento che però costano, perciò intendiamo fare un patto di solidarietà con i cittadini, di tutte le generazioni, ai quali chiederemo un sacrificio per realizzare una struttura indispensabile per la comunità. Le forme le troveremo - conclude Sartor - Ma certamente 4 miliardi non li perderemo».
Il Comune intende definire la questione finanziaria entro qualche mese ed entro un anno elaborare il progetto esecutivo.


 

La Tribuna di Treviso - 9 gennaio 2001

E' STATA COSTRUITA
A RONCADE
Pronta la nuova piscina. Un tuffo nell'impianto coperto

Giorgio Marcoleoni

RONCADE. La piscina comunale di Roncade entrerà in funzione prima del prossimo inverno. La costruzione è praticamente ultimata e per la consegna formale della struttura mancano solo pochi dettagli. L'amministrazione comunale considera l'impianto natatorio l'opera pubblica più importante portata a compimento nel 2000, ma gli investimenti effettuati nell'anno appena trascorso sono stati molti e numerosi sono anche i lavori in corso di realizzazione.
«Ormai possiamo dire che la piscina è ultimata». Afferma con evidente soddisfazione il sindaco di Roncade Ivano Sartor, che estrae dalla tasca un foglio ed elenca ciò che manca: un basculante, un parapetto, il completamento del percorso esterno e di un tratto di recinzione, l'allacciamento alla rete del metano. «Tutte opere - continua il primo cittadino - che richiedono pochi giorni di lavoro e quindi possiamo dire che entro la fine di gennaio l'impresa, che sta già pagando una penale di un milione al giorno per il ritardo, ci consegnerà l'opera. Per accelerare i tempi abbiamo anche già avviato le procedure di collaudo e per il rilascio delle varie autorizzazioni. Attualmente stiamo lavorando anche per predisporre le norme sulla gestione e tra marzo ed aprile - continua Sartor - riteniamo di poter bandire la gara per affidare l'appalto. Perciò vi sono tutte le condizioni per l'apertura al pubblico prima della fine del 2001».
L'impianto natatorio, completamente coperto, ma con una parete mobile che può essere aperta completamente durante la stagione estiva, è costituito da una vasca di 25 metri per 16, con il fondo inclinato, in modo da diverse profondità, ma sempre nel rispetto delle norme sportive e di sicurezza. Accanto c'è una vasca riservata ai bambini, con dimensioni e profondità minori. La struttura è inoltre dotata di spogliatoi e servizi. Il costo previsto era di tre miliardi e 200 milioni, ma in fase d'appalto è stato ottenuto un ribasso che l'amministrazione comunale ha reinvestito nella realizzazione di alcuni interventi aggiuntivi, tra i quali la costruzione di un solarium esterno, con servizi; costa circa 200 milioni.
Nel tracciare il bilancio del 2000 il sindaco di Roncade ricorda però che sono state portate a termine molte altre opere necessarie per rispondere alle esigenze della popolazione. Nel solo settore scolastico è stato investito un miliardo e mezzo per la manutenzione straordinaria e miglioria degli edifici. Le spese più consistenti riguardano la ristrutturazione degli impianti termici delle scuole elementari di Musestre e Biancade, l'adeguamento alle norme di sicurezza di tutti gli impianti elettrici degli edifici e palestre scolastiche e l'adeguamento e completamento dei locali utilizzate per le mense.
Con un investimento di oltre un miliardo è stato inoltre completato l'ampliamento del cimitero di Biancade, del quale sono state potenziate le strutture di servizio.
Tra le opere messe in cantiere, per una spesa di circa 200 milioni, c'è invece il centro raccolta per il conferimento dei rifiuti ingombranti, che verrà realizzato nell'area artigianale adiacente alla Treviso - mare. La struttura, recintata e vigilata, sarà dotata anche di una rampa che renderà più agevole lo scarico dei rifiuti.


 

La Tribuna di Treviso - 9 gennaio 2001

RONCADE
Mario Gobbetto, «artista del cemento», festeggiato dalla corale per la sua attività

RONCADE. E' possibile intravedere squarci di poesia nel cemento? Ne è convinto Mario Gobbetto, artista roncadese capace di creare splendide opere partendo da una materia che per definizione viene ritenuta fredda e priva di vita: il cemento, appunto. Mario Gobbetto è nato a Roncade nel 1944 e per lungo tempo ha prestato la sua opera di carpentiere e muratore presso un'impresa edile della zona fino al recente pensionamento. Ma a partire dall'età di 17 anni ha iniziato a praticare, nel poco tempo libero, quella che sarebbe divenuta la passione esclusiva di una vita. I primi interventi vedono l'utilizzo del cemento naturale ed hanno come oggetto miniature di scale, pozzi, il campanile e la facciata della chiesa, le torri e le mura del castello. Seguono, con la stessa materia prima, opere di grande complessità ed eclatanti risultati quali la Torre di Pisa e il Ponte di Rialto. Dopo il periodo «naturale» la scelta cade sul cemento bianco con additivi particolari e l'uso di ossidi metallici per la creazione di venature che richiamano il marmo e il legno. Nascono così costruzioni-sculture dotate di bassorilievi. Caratteristica comune a tutte le opere è la totale mancanza di disegni preparatori, come per il Ponte costato 7 anni di lavoro e costruito basandosi su una cartolina inviata da un amico. La fede lo porta a cimentarsi frequentemente con il sacro, erigendo altari, capitelli e un pregevole tempietto posizionato in prossimità dell'ingresso all'abitazione. La stessa disponibilità viene dimostrata nella partecipazione alla corale parrocchiale Lorenzo Perosi, che lo ha festeggiato lo scorso settembre per i 50 anni di attività.


 

Il Gazzettino di Treviso - 9 gennaio 2001

RONCADE. Primi risultati dall’incontro commercianti-amministrazione

Nuovo look in vista per piazza 1 Maggio

Roncade

(A.V.) «Un incontro molto positivo e molto concreto». Così il sindaco di Roncade, Ivano Sartor, ha definito la riunione con una delegazione di commercianti roncadesi che gli ha presentato una serie di proposte per rinnovare piazza I Maggio, partendo dalla problematica dell'insufficiente illuminazione pubblica.

Da mesi gli iscritti all'Acer (Associazione commercianti ed esercenti roncadesi) stanno studiando vari progetti da proporre all'amministrazione per trovare il giusto compromesso tra estetica e praticità. La piazza principale di Roncade potrebbe diventare un parcheggio più capiente, oppure venire completamente liberata dalle auto e valorizzata come luogo di incontro. Si potrebbe creare un parcheggio sotterraneo per accogliere le auto dei residenti e di coloro che lavorano tutto il giorno nel centro storico. Progetto quest'ultimo che, si autofinanzierebbe con prevendite ai molti istituti di credito che operano a Roncade, ai negozianti stessi e a coloro che, abitando in centro, spesso non hanno la possibilità di mettere la macchina al coperto.

Sartor ha preso seriamente in considerazione la proposta. «Se incontrerà il consenso della maggioranza dei commercianti, il project financing è un'ipotesi valutabile senz'altro positivamente. In cambio l'amministrazione provvederà a sistemare la piazza e a creare un parcheggio in superficie, magari dietro la chiesa parrocchiale». Si profila così una serie di passi atti a intervenire chirurgicamente nel cuore del comune trevigiano comprendenti la ristrutturazione dell'ex Consorzio Agrario e del centro sociale presso le ex scuole elementari, il rifacimento della piazza antistante il municipio e della zona antistante la chiesa parrocchiale e la ristrutturazione dell'angolo fatiscente in largo Giustiniani.


 

Il Gazzettino di Treviso - 10 gennaio 2001

RONCADE. Giunta al lavoro per trovare nove miliardi

Allo studio sacrifici per tutti per pagare la casa di riposo

Roncade

Prenderanno presto avvio importanti iniziative per la costruzione della Casa di Riposo per anziani di Roncade. Il Comune ha ottenuto infatti un insperato finanziamento regionale di 4 miliardi. Lo studio di fattibilità era stato predisposto già l'anno scorso ed inaspettatamente Roncade ha avuto la possibilità di essere inserito nella lista del prossimo piano di riparto grazie al ritiro di altri Comuni. "Non possiamo permetterci di perdere questa occasione - afferma Sartor - per attendere possibilità migliori che forse non arriveranno mai".

È già prevista nel bilancio di previsione 2001 la spesa di circa un miliardo per l'acquisizione delle ex scuole professionali in via Giovanni XXIII destinate ad ospitare la casa di riposo che, sommato ai 4 miliardi della Regione, portano a 5 quelli già disponibili. Ma il progetto prevede una spesa complessiva di circa 14 miliardi. Adesso l'intera giunta è al lavoro per reperire una partnership pubblica o privata che voglia sostenere l'onere di finanziamento per altri 6 miliardi, a condizione per il Comune di rimanere socio maggioritario. Tempi stimati: qualche mese per la definizione del partner e un anno per la progettazione esecutiva. Per le ulteriori risorse necessarie l'intenzione del sindaco è quella di sondare le opinioni dei roncadesi in merito ad uno sforzo collettivo da definire (acquisto dei Boc, aumento dell'Ici o altro) per ottenere un mutuo agevolato di circa tre miliardi. Sarà fondamentale una forte sensibilizzazione al problema degli anziani che coinvolge intere famiglie ed anche le generazioni più giovani. "Spero in un patto programmatico con i cittadini che, con un impegno minimo, potranno godere di un servizio straordinario" conclude Sartor.

Un progetto ben studiato, ampliabile nel tempo senza la necessità di dover cambiare sede per le aumentate necessità. Si potrà contare infatti anche sull'area ora occupata dall'ex macello, da un magazzino dismesso di proprietà comunale e su un grande parco. La posizione è ottimale per la vicinanza al centro storico, alla chiesa, ai servizi più importanti. La struttura potrà ospitare anche una trentina di anziani autosufficienti, per un totale di quasi cento posti.

Aldina Vincenzi


 

La Tribuna di Treviso - 10 gennaio 2001

Roncade e Monastier secondo Roiter

g.m.

RONCADE. Le bellezze artistiche e naturalistiche dei comuni trevigiani di Roncade e Monastier, assieme a quelle del veneziano Meolo, sono le protagoniste dell'ultimo numero di "Tre Venezie", rivista di promozione e valorizzazione storica, culturale, artistica ed economica del Nordest. Una raccolta di testi sui tre comuni illustrati dalle foto artistiche, in parte inedite, di Fulvio Roiter.
"Questa opera editoriale - osserva il sindaco di Roncade, Ivano Sartor - offre alla nostra città un importante momento di promozione e una nuova forma di cooperazione culturale con i vicini comuni di Monastier e Meolo, con i quali abbiamo in atto importanti collaboriazioni nei settori dei trasporti, viabilità e sociali".
La monografia della rivista "Tre Venezie" dedicata a Roncade, Monastier e Meolo verrà presentata ufficialmente sabato 13 gennaio, alle ore 17, al ristorante "Galli" di Roncade. Nell'occasione il pubblico potrà conoscere Roncade nella nuova veste fotografica di Fulvio Roiter.


 

Il Gazzettino di Treviso - 11 gennaio 2001

Calendario multireligioso

Roncade

(A.V.) Verrà distribuito nelle scuole comunali e sarà presentato dal biancadese Padre Armaldo De Vidi il Calendario della Pace 2001. L'iniziativa è patrocinata dal Comune di Roncade che, con il Cem - centro Educazione alla Mondialità di Brescia, diretto appunto dal missionario padre Arnaldo - vuole dedicare alla conoscenza delle più importanti religioni mondiali una parte della didattica territoriale tramite incontri di un paio d'ore ciascuno nelle varie sedi. «A Roncade il problema della multi-religiosità è prossimo allo zero - spiega il sindaco Ivano Sartor - ma l'obiettivo che ci si prefigge è quello di creare cultura di accoglienza e convivenza tra i ragazzi che un domani si troveranno ad affrontare le realtà interrazziali».

Il calendario è stato presentato con buon successo anche l'anno scorso nelle scuole e la sua particolarità sta nell'evidenziare le ricorrenze delle otto religioni più diffuse nel mondo. È accompagnato per la prima volta da un sussidio didattico per il dialogo interreligioso dedicato agli insegnanti, al fine di far toccare con mano le differenze tra i vari Credo ed evitare le banalizzazioni che spesso si incrociano persino sui testi di educazione religiosa. «Un abbecedario per avere chiara la propria identità religiosa - come scrivono Brunetto Salvarani e Arnaldo De Vidi nell'introduzione - senza ritenere di avere il monopolio della verità, rimanendo aperti alle altre religioni, con un rispetto che esige studio serio».


 

Il Gazzettino di Treviso - 12 gennaio 2001

Nel notiziario del Comune la vittoria ottenuta sulla discarica di S. Moffio

Roncade

Sta arrivando in questi giorni alle famiglie del comune il periodico dell'Amministrazione locale "Roncade Notizie". Lo scorso numero aveva in primo piano la fiscalità che quindi non viene ripetuta; grande risalto invece alla vittoria contro la discarica di San Moffio e la lotta che continua contro quella di Lagozzo. Il punto sulle piscine comunali, ormai pronte (manca un basculante e qualche particolare di rifinitura all'esterno, lavori tardivi che costano alla ditta appaltatrice un milione al giorno di penale): fra poco sarà compiuto l'elaborato per l'appalto della gestione e nel bilancio di previsione del 2001 compare la spesa di 200 milioni per l'attuazione del solarium. Un invito ad essere sempre più numerosi e un grazie ai volontari del nuovo servizio di Protezione Civile, per il quale è stata messa a disposizione una centrale operativa informatica.

Altro motivo di orgoglio per il sindaco e il suo "staff" è costituito dalle notevoli iniziative per la casa di riposo di prossima costruzione e per il riammodernamento delle scuole, che da solo ha comportato una spesa di circa un miliardo e mezzo nel corso dei tre anni di amministrazion.

Ivano Sartor intende insomma perseguire l'obiettivo ideologico di "percepire Roncade come città", cosa che in passato avveniva e che si è persa riferendosi sempre di più al capoluogo di provincia. Ecco quindi l'attuazione di tutte le iniziative che potenziano servizi e interessi culturali, anche quello di portare trecento persone alla presentazione di un libro o alla lettura di poesie nei "Sabati letterari".


 

La Tribuna di Treviso - 21 gennaio 2001

RONCADE
Giovani in Olanda, progetto multicultura

g.m.

RONCADE. Una settimana in Olanda per imparare a pensare a misura d'Europa e conoscere una società multiculturale, che accetta facilmente gli stranieri. E' lo scopo del viaggio di studio compiuto su iniziativa del distretto sanitario numero 5 dell'Ulss di Treviso, da 12 ragazzi, tra i 17 e 20 anni, residenti nei comuni di Roncade, Silea, Monastier e S.Biagio di Callalta.
Per una settimana i giovani italiani hanno vissuto a stretto contatto con 15 coetanei olandesi e le loro famiglie, con i quali hanno avuto modo di scambiarsi informazioni sulle culture, tradizioni e modi pensare dei due popoli. Nei prossimi mesi saranno invece i 15 giovani olandesi a visitare l'Italia.


 

Il Gazzettino di Treviso - 23 gennaio 2001

Sport, Lega critica

Roncade

(A.V.) La Lega Nord di Roncade, per bocca del segretario Massimo Stocco, chiama direttamente in causa l'assessore alle Attività produttive e allo sport di Roncade, Renzo Bettiol. «La voce di bilancio dedicata allo sport, ovvero 35 milioni, è innanzitutto irrisoria rispetto ad altre di minor valore e, in secondo luogo, viene ripartita con dei criteri che, secondo noi, sono superati». Stocco si fa portavoce dei rappresentanti delle varie società sportive alle quali il contributo viene ridotto in nome del criterio della cosiddetta "tradizione" senza tener conto che, con il tempo, anche società prestigiose hanno avuto un crollo di iscritti e di seguaci. «Secondo noi è importante invece aiutare maggiormente le società con più tesserati roncadesi - continua Stocco - premiando e incentivando la partecipazione sportiva dei residenti».

Le proposte della Lega e del suo segretario, componente della Consulta sportiva, si articolano in tre punti: aumento dei contributi, visite mediche sostenute dalle società a carico del Comune per almeno una buona parte e istituzione di corsi formativi per i responsabili amministrativi delle organizzazioni sportive. La Provincia si è dimostrata sensibile e disponibile per progetti simili ed ha già creato uno sportello fiscale per lo sport. «Inoltre - dichiara ancora Stocco - la Lega Nord di Roncade assicura di collaborare per la prossima amministrazione affinché si impegni nella costruzione di nuove palestre».


 

La Tribuna di Treviso - 26 gennaio 2001

Svaligiati di notte due negozi a Roncade
I ladri agiscono in barba ai sistemi d'allarme, commercianti preoccupati

g.m.

RONCADE. Due furti in una notte e tra i commercianti di Roncade torna la preoccupazione per la sicurezza. Nella notte tra mercoledì e giovedì i ladri hanno colpito due negozi: piazza 1º maggio e via Roma, entrando nei locali attraverso le porte principali e compiendo le razzie incuranti delle sirene d'allarme. Gli episodi si sono verificati mentre sta per essere attuata la decisione dell'amministrazione comunale di installare alcune telecamere per il controllo del territorio. Ma i commerciali chiedono una maggiore presenza delle forze dell'ordine. Uno dei negozi colpiti la profumeria ed estetica «Alice», sotto il portico di via Roma. Alle 5 gli abitanti della zona hanno sentito suonare l'antifurto ed hanno lanciato l'allarme, ma i malviventi hanno continuato imperterriti il loro lavoro per una decina di minuti, per poi darsi alla fuga prima dell'arrivo delle forze dell'ordine. Il danno è di parecchi milioni. Per entrare i malviventi hanno forzato la serratura dopo averla cosparsa di azoto liquido che ha congelato il metallo, rendendolo fragile. Soltanto ieri mattina il titolare di un negozio vicino si è accorto del furto avvenuto nel magazzino della «Phone Store», in piazza 1º maggio, a pochi metri dal negozio di vendita di telefoni, autoradio e articoli hi-fi. Anche in questo caso l'inventario della merce non è ancora stato completato, ma è certo che i ladri sono riusciti a rubare una discreta quantità di telefonini, accessori ed altri prodotti elettronici. Per entrare nel magazzino i malviventi hanno forzato la porta basculante con un piede di porco. La guardia giurata che effettua controlli non ha notato nulla di anormale. «Questo è il sesto furto che subisco da quando svolgo l'attività commerciale, ed un tentativo di furto è stato compiuto prima di Natale - commenta amareggiato Giuseppe Pianca, del Phone Store - Ogni volta il danno è pesante e quando pensi di aver superato la crisi e rifiorire torni giù, perchè subisci un altro furto. E' una situazione inaccettabile, serve maggiore vigilanza». La richiesta di tutela è condivisa da altri commercianti, i quali lamentano la quasi totale assenza delle forze dell'ordine nelle ore notturne.


 

La Tribuna di Treviso - 29 gennaio 2001

Si riapre il caso della pasticciera uccisa
Roncade: venti coltellate al seno, un sospetto e un mazzo di rose gialle

di Sabrina Tomè

RONCADE. Dieci anni fa, il 29 gennaio del 1991, veniva ammazzata con venti coltellate al seno la pasticciera Sandra Casagrande. L'omicidio, commesso all'interno del negozio, è rimasto senza colpevoli. Ma il sostituto procuratore Bruno Bruni, che all'epoca condusse le indagini sul delitto, avverte: "L'inchiesta potrebbe essere riaperta".
Gli inquirenti percorsero fin da subito la pista del delitto passionale e perquisirono le case di dieci persone, tutti uomini. I sospetti, a un certo punto, si concentrarono su un impiegato che era stato visto la sera del delitto nei pressi della pasticceria. Ma l'uomo aveva un alibi. Il movente dell'omicidio? La gelosia. Poco prima di morire Sandra confidò preoccupata a un'amica di aver ricevuto un mazzo di rose gialle, senza biglietti.

Sandra Casagrande Vio aveva 44 anni, una pasticceria in centro a Roncade e uno stuolo di corteggiatori che le inviava mazzi di fiori e le scriveva "ti amo" sullo specchio della camera da letto. Non era una bellezza, Sandra. Eppure agli uomini piaceva, eccome. Piacevano le sue forme morbide e burrose, il suo carattere solare, il suo dire di sì senza chiedere impegni in cambio. L'abito da sposa lo aveva indossato giovanissima, appena diciottenne. Anni più tardi, nel 1980, il corpo del marito venne trovato nel Sile: suicidio si disse, anche se l'uomo aveva le mani legate dietro la schiena con un filo di ferro. Una morte strana, accompagnata da tanti dubbi. Ma il destino aveva in serbo un altro, terribile, mistero: l'assassinio di Sandra. Tra le 22 e le 23 di martedì 29 gennaio 1991 la pasticciera di Roncade venne uccisa all'interno del suo negozio con venti, feroci coltellate. I colpi, quasi tutti all'altezza del seno denudato, furono talmente violenti che la lama si spezzò e rimase conficcata nel corpo della donna. Durante l'autopsia si scoprì che Sandra stringeva tra i denti un reggitende, un pezzo di stoffa che l'assassino usò per soffocare grida e lamenti. Perché, dissero i medici legali, quella della pasticciera fu una morte lenta e dolorosa. Eppure l'omicida che colpì con tanta bestialità e brutalità ebbe anche un gesto di femminile delicatezza: coprì con una vestaglia il petto della vittima. Poi uscì dal negozio e sparì nel buio. Dieci anni sono passati da quella sera e l'assassino è rimasto impunito. C'era un nome, un sospettato, ma nessuna prova per considerarlo colpevole e portarlo a processo. Per questo, il 17 luglio 1991, il pm Bruno Bruni chiese l'archiviazione del caso e due giorni dopo il giudice Felice Napolitano chiuse il fascicolo ritenendo che non fossero emersi "elementi utili per l'identificazione del responsabile o comunque per la ulteriore prosecuzione delle indagini preliminari" e che insufficienti fossero anche gli "elementi indiziari emersi a carico di L.G.".
Gli uomini di Sandra. L.G., impiegato comunale, 41 anni all'epoca dei fatti, entra nell'inchiesta della Procura di Treviso insieme a tanti altri uomini, amanti, amici o semplici conoscenti della bionda pasticciera. Gli investigatori corrono da una provincia all'altra facendo la spola fra Treviso e Venezia e mettono sottosopra le case di dieci persone, tutti maschi. Il professore, il carrozziere, l'ex fidanzato, il ristoratore, l'albergatore, il rappresentante, l'operaio, l'imprenditore fallito, l'amico e infine l'impiegato comunale aprono, uno dopo l'altro, la porta delle loro abitazioni agli inquirenti. I dieci decreti di perquisizione, il primo del 30 gennaio e l'ultimo del 6 marzo, hanno tutti esito negativo. Dell'assassino nessuna traccia, ma le visite non sono completamente inutili: fanno emergere la grande attrazione che Sandra esercitava nei confronti dell'altro sesso, gli ardori che accendeva. E proprio qui si nasconde probabilmente la chiave, il movente, dell'omicidio.
Un delitto passionale. "Non è improbabile che il delitto sia da inquadrare fra quelli di natura passionale", scrive il 30 gennaio 1991, l'ispettore Filippo Silvestri, allora capo della Squadra Mobile. Il campo degli omicidi passionali è però molto vasto, di che cosa si tratta esattamente? Un amore non corrisposto? Un dramma della gelosia? Un ricatto sentimentale da parte della vittima? Oppure un maniaco? Una pista, quest'ultima, che sembra a un certo punto prendere corpo. E' il 7 febbraio quando il pm spicca un mandato di perquisizione nei confronti di G.M., imprenditore fallito e operaio a tempo perso, 52 anni all'epoca dei fatti, residente a pochi chilometri dalla casa della vittima. Nell'auto bianca dell'uomo, che avrebbe fatto a Sandra alcune avances cadute nel vuoto, vengono trovate 65 polaroid di donne nude, svariati reggiseni e slip femminili. Soltanto un feticista? Il corpo della pasticciera è nudo a metà: il maglione è nel negozio, probabilmente se l'è sfilato lei stessa. Ma del reggiseno nessuna traccia. L'operaio ha una strana ferita di cinque centimetri sull'avambraccio sinistro, ma anche una spiegazione pronta per giustificarla: "Mi sono fatto male con un tondino in ferro", dice agli inquirenti. C'è poi l'ipotesi del ricatto sentimentale. Sandra frequenta uomini sposati: si è forse lasciata sfuggire una parola di troppo, ha minacciato di raccontare tutto alla moglie di uno di loro? In quel periodo la pasticciera ha una relazione con un ristoratore della zona: con lui si incontra ogni mercoledì pomeriggio e con lui esce spesso a cena. Ed è probabilmente lui ad aver scritto sullo specchio della camera da letto della donna la frase "Ti amo tanto. T.". Ma la moglie del ristoratore, assicurano i ben informati, è al corrente da tempo della relazione. Il ricatto, insomma, sarebbe stato in questo caso impossibile. C'è comunque un altro uomo, un albergatore, L.C., che ha frequentato la pasticciera e che aveva anche le chiavi di casa. "Ma con Sandra eravamo solo amici - assicura durante l'interrogatorio - E comunque ho smesso di andare a bere il caffè da lei perché mia moglie cominciava a insospettirsi". Il 2 febbraio gli investigatori gli perquisiscono la casa: nessun indizio. Infine la pista della gelosia. C'è, in questo caso, un elemento inquietante, un fatto che aveva preoccupato Sandra poco prima della morte. Il 22 gennaio, giorno del suo compleanno, la donna riceve un mazzo di rose gialle, il colore della gelosia. Nessun bigliettino accompagna quell'omaggio floreale. La pasticciera, che pure era abituata a ricevere rose, è stupita e ne parla con un'amica slava. Sta forse in quel mazzo giallo il segreto del delitto di Roncade? Chi mandò quei fiori? Chi era geloso di Sandra? Probabilmente c'è un fiorista che ricorda il suo nome.
Una serata molto affollata. Una cosa è certa: la sera dell'omicidio nella pasticceria di Roncade e nei suoi paraggi c'è un grande movimento di auto e di persone. Un testimone vede Sandra parlare, verso le 20.15, con un uomo robusto, 1,75-1,80 di altezza e nota anche un'auto di piccola cilindrata, colore chiaro, proveniente dal centro del paese, fermarsi all'altezza del negozio. Dalla vettura scende un giovane, trent'anni probabilmente, con un soprabito chiaro. C'è poi il racconto di una vicina che nota, verso le 21.30, un'auto bianca di grandi dimensioni, targata Venezia, parcheggiata a 20 metri dalla pasticceria. La vettura ha i vetri appannati. Sicuramente, poi, quella sera verso le 20.30, entra nella pasticceria A.M., un meccanico con cui Sandra aveva avuto in passato una relazione. Il 2 febbraio l'uomo viene sentito dai carabinieri. E spiega di essersi fermato per un caffè e per una sigaretta, ma anche per cercare la spilla della sua fidanzata persa probabilmente all'interno della pasticceria. A.M. racconta agli inquirenti di un altro uomo, uno con un soprabito bianco (lo stesso visto dal testimone?) che si ferma in pasticceria per qualche istante. C'è poi chi ha visto, verso le 20.15, un individuo camminare sotto i portici di Roncade, proveniente dalla pasticceria, rosso in viso e claudicante. Si tratta di un bidello che all'epoca lavorava in una scuola superiore. L'uomo nega tutto e fa di più: va in casa del teste e lo invita a ritrattare. Tanti movimenti, tanti comportamenti strani, niente però che possa condurre all'assassino.
Il sospettato. Ma il colpo di scena, quello che induce il pm Bruni a individuare un primo sospettato, arriva con la deposizione di un nuovo testimone che parla di un uomo dai capelli lunghi, dalla barba incolta, alto 1.75-1.80, visto aggirarsi nei pressi della pasticceria verso le 21.55. La descrizione dello sconosciuto coincide perfettamente con quella fatta da un altro teste e gli inquirenti decidono di mostrare ai due alcune foto: viene riconosciuto L.G.. Ma l'uomo nega con decisione, giura che quella sera non è mai uscito da casa e presenta un alibi di ferro. Il 6 marzo scatta la perquisizione dell'abitazione e il 21 le intercettazioni telefoniche. Nulla emerge, nessun indizio di colpevolezza viene alla luce.
Le banconote. Inutili, purtroppo, anche le analisi sulle tra banconote da 10 mila lire macchiate di sangue, trovate il mattino dopo il delitto nel distributore automatico di Roncade. Gli inquirenti sospettano che appartengano all'assassino e che sue siano le impronte sporche di sangue. Il 19 aprile il laboratorio di analisi fa sapere che è impossibile ricostruire le impronte digitali: i segni sono insufficienti. Si chiude anche questa pista e il fascicolo va in archivio con il timbro "ignoti". Ma un omicidio non si prescrive e l'inchiesta sul delitto di Roncade può essere riaperta in qualsiasi momento. Se qualcuno sa, è ancora in tempo per raccontare, per rendere giustizia a una donna uccisa ferocemente e per mandare in carcere un assassino rimasto impunito e libero. Libero di uccidere ancora.


 

La Tribuna di Treviso - 31 gennaio 2001

LA LEGA DI RONCADE
«Più soldi allo sport e basta privilegi alle associazioni con soci non roncadesi»

g.m.

RONCADE. «La Lega Nord di Roncade si batterà perchè l'amministrazione comunale aumenti i fondi destinati alle società sportive, privilegiando quelle con una maggiore presenza di cittadini roncadesi». Lo annunciano Massimo Stocco e Giovanni Meneghel, rispettivamente segretario e portavoce della sezione di Roncade della Lega Nord. «Il Comune ha destinato alle società sportive 35 milioni, che noi riteniamo assolutamente inadeguati - precisa Stocco - soprattutto perché lo sport non è solo attività fisica, ma anche un modo per togliere i ragazzi dalle strade ed educarli alla socializzazione, integrazione e dialogo, perciò merita attenzione e investimenti». Il Carroccio contesta però anche i criteri applicati dall'amministrazione per ripartire i contributi e parla di disparità fra associazioni.
«Non è logico distribuire i contributi con il criterio della tradizione - osservano i rappresentanti della Lega - perchè così si privilegiano società ben strutturate nelle quali però i roncadesi sono molto pochi». Insomma, i soldi vanno più a vantaggio dei «forèsti» che dei locali.
Un esempio concreto, precisa la Lega Nord, sono le due squadre di calcio, che hanno all'incirca lo stesso numero di atleti, però la Pro Roncade ha solo ragazzi roncadesi e riceve tre milioni, mentre il Cipriano Ca' Tron, costituito prevalentemente da atleti provenienti da altri comuni, riceve 7 milioni.
Oltre all'aumento dei contributi ed alla costruzione di nuove palestre, la Lega Nord chiede all'amministrazione comunale di contribuire alle spese per le visite mediche sostenute dalle società, ridurre il costo per l'uso degli impianti sportivi, promuovere incontri formativi per i responsabili amministrativi delle società.

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