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Febbraio
2002
La Tribuna di
Treviso - 1 febbraio 2002RONCADE
Irpef, il Comune
aumenta l'addizionale
Nel bilancio è prevista la costruzione di nuove
abitazioni popolari
g.m.
RONCADE. Aumento di un punto percentuale dell'addizionale comunale Irpef, che arriva così
al 5 per mille, ma rimarranno inalterati gli altri tributi comunali e le tariffe dei
servizi erogati dal Comune. Conferma di tutti i servizi alla persona, miglioramento della
manutenzione delle opere pubbliche e investimenti per nuovi servizi. Sono queste,
rispettivamente sul fronte delle entrate e delle uscite, le scelte che interessano più da
vicino i cittadini contenute nel bilancio di previsione per il 2002 del comune di Roncade,
approvato mercoledì sera dal consiglio comunale.
Il bilancio ricalca in gran parte quello dello scorso anno ed è pesantemente condizionato
dai vincoli imposti ai comuni dallo Stato «che penalizza i Comuni e impedisce di
utilizzare appieno le risorse fiscali - ha spiegato l'assessore Cesare Miotto -
introducendo una nuova concezione centralista dello Stato, alla faccia della cosidetta
devolution e imponendo ai comuni la necessità di esternizzare i servizi per poter
rispettare il patto di stabilità».
Le critiche al governo sono state ribadite da numerosi consiglieri di maggioranza, tra i
quali la capogruppo Simonetta Rubinato che ha ipotizzato l'incostituzionalità di alcune
norme della legge finanziaria. Interventi che hanno provocato la vivace reazione di Renato
Pravato, di Roncade Domani ed iscritto a Forza Italia, che ha più volte chiesto al
sindaco di interrompere il dibattito. Richiesta vana, dato che anche il primo cittadino ha
espresso giudizi molto duri verso il governo.
Critiche al bilancio sono arrivate anche da Boris Mascia, a causa di un ulteriore aumento
della pressione fiscale sui cittadini e da Daniele Bassetto, che ha annunciato il voto
contrario di Iniziativa Civica «non per i contenuti del bilancio, ma perché non è stata
data risposta esauriente alle richieste di chiarimento».
Tra gli investimenti quelli più importanti previsti dal bilancio di previsione riguardano
la realizzazione del piano di edilizia popolare di Roncade; il terzo stralcio della
sistemazione di varie strade comunali; il secondo stralcio della ristrutturazione delle
scuole di Roncade, che diventeranno centro sociale; il risanamento dall'inquinamento
elettromagnetico della scuola elementare di Biancade.
L'amministrazione ha annunciato anche nuovi servizi e impegni per migliorare l'ambiente e
la qualità della vita. Hanno votato a favore del bilancio tutti i consiglieri della
maggioranza di Progetto Insieme, contrari i rappresentanti di Roncade Domani e Iniziativa
civica.
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La Tribuna di
Treviso - 3 febbraio 2002Roncade vuol essere «una città»
g.m.
RONCADE. Roncade vuole diventare città. Il sindaco, Ivano Sartor, ha avviato le procedure
perché il Presidente della Repubblica riconosca a Roncade «quel suo vivere cittadino che
l'ha sempre connotata nel passato e che oggi trova ampia conferma nella sua crescita
urbanistica e nella qualità della vita dei suoi cittadini». Il primo cittadino ricorda
che presto la qualità della vita dei cittadini di Roncade verrà elevata ulteriormente
con l'apertura dell'impianto natatorio e della Casa di riposo, che si aggiungeranno ad
altri servizi, quali palestre, centri sociali, biblioteche, strutture per anziani e
disabili. C'è poi lo sviluppo economico, che avrà ulteriore impulso con la realizzazione
di nuove aree artigianali e commerciali e l'apertura del casello sull'autostrada
Venezia-Trieste. «Ma ciò che viene maggiormente apprezzato - osserva Sartor - è il tipo
di vita cittadina che si coglie a Roncade. Le attività culturali, le manifestazioni
fieristiche, i mercati e mercatini, le esposizioni d'arte, i sabati letterari, le
attività promozionali del vino e del radicchi, sono tutte iniziative che concorrono a
qualificare il nostro Comune all'interno e all'esterno».
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| Il Gazzettino di
Treviso - 3 febbraio 2002 Si trovava a Innsbruck dove pieno di speranza si stava sottoponendo
agli esami di protocollo prima dellintervento chirurgico tanto atteso
Muore a un giorno dal
trapianto di fegato
Aveva 44 anni e da oltre venti
combatteva contro il male. Lo ha stroncato un improvviso blocco renale
Roncade
E' mancato, nella notte del 30 gennaio a
Innsbruck, Luciano Lorenzon, 44 anni, nato a Casale sul Sile, vissuto a Cendon di Silea e
da due anni a Roncade con la moglie Antonella, che lavora nella farmacia del capoluogo.
Luciano si è ammalato la scorsa estate di cirrosi scompensata, dopo una grave ricaduta
dell'epatite virale che lo aveva colpito nel 1980. L''unica sua salvezza sarebbe stato un
trapianto di fegato, ma in Italia le liste d'attesa sono lunghe, si parla di circa un anno
e mezzo. Lorenzon ha prima chiesto a Treviso per l'intervento salvavita, poi al Centro
Trapianti di Padova, dove gli hanno prospettato una quindicina di giorni di attesa prima
del ricovero per gli esami di protocollo. Ma da metà dicembre nessuno si è più fatto
vivo. I medici del San Camillo, col primario di Medicina, prof. Bianchini, in testa, gli
hanno quindi fornito ogni cura e lo hanno indirizzato in Austria, dove sarebbe stato
operato con più celerità. L'assistenza ai malati terminali è fornita gratuitamente
dalla sanità italiana e i coniugi Lorenzon non avrebbero sborsato una lira per le cure
"straniere". Anche se sfinito Lorenzon ha deciso di andare a Innsbruck, ma la
sera prima di poter essere visitato dal chirurgo che lo avrebbe seguito e operato, un
blocco renale lo ha stroncato. Nonostante i tentativi di rianimarlo, confortati dal fatto
che il suo cuore reggeva, alle 22.30 Luciano non ce l'ha più fatta. Faceva il modellista
per case di abbigliamento straniere; aveva dovuto lasciare il lavoro a causa della
malattia e, dopo le ferie, era iniziato il suo calvario. Lascia la moglie, la madre Maria,
le sorelle Ederina e Milena. Per i funerali bisogna attendere il passaporto appositamente
predisposto in Austria; saranno celebrati martedì pomeriggio o mercoledì mattina nella
parrocchiale di Cendon di Silea. Intanto oggi alle 17, a Cendon, dove ha vissuto a lungo e
dove vivono anche la mamma e le sorelle, si terrà un rosario per ricordare la sua figura
conosciutissima, che si occupava del gruppo anziani e di altre iniziative in favore della
comunità.
Aldina Vincenzi
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| Il Gazzettino di
Treviso - 4 febbraio 2002 Il passaporto mortuario tarda, la famiglia è disperata
La burocrazia rallenta il
rientro di Lorenzon
Roncade
(A.V.) Continua il
percorso doloroso dei familiari di Luciano Lorenzon , il 44enne di Roncade mancato
a Innsbruck per un blocco renale che ha stroncato la sua speranza di avere presto un
fegato nuovo.
Il feretro non può
arrivare in Italia finchè non sarà rilasciato dal Consolato italiano il passaporto
mortuario, e se i tempi sono gli stessi che in patria ci vorranno tre giorni lavorativi
prima di poterlo ottenere. "Lungaggini burocratiche che potrebbero essere risparmiate
a chi soffre - si lamenta Milena, sorella del defunto - perché non si tratta mica di
evitare un traffico di stupefacenti o di bloccare dei contrabbandieri".
Stamattina alle dieci la
moglie Antonella e l'altra sorella di Lorenzon , Ederina, con l'impresario funebre
e l'interprete, saranno a Innsbruck sperando di poter sapere quando sarà possibile
celebrare i funerali di Luciano.
La mamma di lui, Maria,
non potrà nemmeno vedere il figlio per l' ultima volta: affrontare il viaggio sarebbe
stato troppo impegnativo per una persona della sua età e la legge prevede che alla bara
non si possano più togliere i sigilli posti prima del ritorno.
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La Tribuna di
Treviso - 4 febbraio 2002Ex modellista di abbigliamento ricoverato
a Innsbruck
Stroncato da un
blocco renale mentre aspetta il trapianto
Non è ancora rientrata dall'Austria la salma di Luciano Lorenzon (nella foto), 44 anni,
spirato il 30 gennaio all'ospedale di Innsbruck dove era stato ricoverato in attesa del
trapianto del fegato. L'uomo, originario di Cendon di Silea ma residente da un paio d'anni
a Roncade, doveva eseguire gli ultimi accertamenti in vista del delicato intervento
chirurgico, ma il suo fisico già provato non ha retto, ed un blocco renale ha spento ogni
speranza di sopravvivenza. Il calvario di Luciano Lorenzon era iniziato già ventidue anni
fa, quando gli fu diagnosticata una forma di epatite virale. Le cure sembravano avere
bloccato la grave patologia epatica, ma la scorsa estate l'uomo aveva manifestato altri
problemi, poiché l'epatite era evoluta in cirrosi scompensata. La salvezza era stata
individuata in un trapianto; dai medici del San Camillo di Treviso, Luciano era stato
indirizzato ad Innsbruck, dove però è sopraggiunta la fine. L'uomo, che prima di
ammalarsi lavorava come modellista per abbigliamento, lascia la moglie Antonella, la madre
Maria, e due sorelle. I funerali sono previsti per martedì o mercoledì nella chiesa di
Cendon.
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| Il Gazzettino di
Treviso - 5 febbraio 2002 RONCADE Concluse a tempo di record a Innsbruck le formalità per
far rimpatriare la salma
Oggi i funerali di Luciano
La cerimonia si terrà alle 15
nella parrocchiale di Cendon di Silea
Roncade
Potranno essere celebrati oggi alle 15 i
funerali di Luciano Lorenzon , il 44enne originario di Cendon di Silea ma residente a
Roncade, morto giovedì scorso in Austria mentre attendeva il trapianto di fegato. «Non
ci sono stati problemi, se non con la lingua - spiega Carla Trevisin, titolare
dell'impresa funebre anonima che si è occupata delle complicate pratiche per portare la
salma in Italia -. Nessuno parlava l'inglese, figuriamoci l'italiano».
Antonella, la moglie di Luciano, è
partita stamattina alle 4, alla volta di Innsbruck accompagnata dalle sorelle,
dall'interprete e dal figlio di Carla, Marco, per cercare di avere i nulla osta nel più
breve tempo possibile. Ma anche nei paesi nordici esiste la burocrazia. Lì si sono
appoggiati ad un'agenzia del luogo che ha portato avanti le pratiche. Insistendo hanno
ottenuto di far visionare per primi ai funzionari preposti i documenti necessari e già
sono ritornati a casa. La cerimonia si terrà nella chiesa parrocchiale «San Vittore e
Corona» di Cendon di Silea e sarà officiata dal nuovo parroco, don Maurizio Zorzi.
«Luciano non ha mai espresso le proprie volontà in riferimento alle esequie - dichiara
la signora Antonella - perché aveva molte speranze di poter sopravvivere, ma vogliamo che
le offerte siano devolute al Centro Tumori, almeno la parte più consistente. Per il resto
vorremo fare comunque del bene».
La famiglia di Luciano Lorenzon (che fino
al 2000 ha lavorato come modellista alla ex "Frutti per Bimbi" di Silea), ha
avuto tante testimonianze d'affetto dalle persone che lo conoscevano, soprattutto dai
vecchi compagni di scuola delle elementari di Cendon, che non hanno dimenticato la sua
simpatia, la sua generosità, la sua forza d'animo.
Aldina Vincenzi
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| Il Gazzettino di
Treviso - 5 febbraio 2002 RONCADE
Roncade - Si è svegliato presto
come tutti i giorni e ha iniziato la sua consueta giornata di lavoro nel laboratorio di
maglieria di famiglia. All'improvviso, poco dopo le 8, un malore. Piero si accascia al
suolo privo di sensi. L'ambulanza, chiamata tempestivamente dai genitori, arriva
immediatamente. Ma l'intervento dei medici è inutile. Ogni tentativo di rianimarlo è
vano. Piero Mestriner , di Biancade, è morto d'infarto ieri mattina a soli 29 anni. Un
decesso che al momento appare del tutto inspiegabile. Il giovane godeva di ottima salute.
Valori nella norma, nessun problema di pressione alta, cuore perfetto. Si sottoponeva
periodicamente a elettrocardiogramma per via dell'intensa attività fisica che praticava e
per la stazza che in paese non passava inosservata. Forse l'autopsia aiuterà i parenti e
gli amici di Piero a capire cosa sia accaduto realmente ieri mattina. La famiglia
Mestriner è molto conosciuta a Biancade. Piero abitava con la madre Maria Luigia, il
padre Isidoro 'Argeo' per i compaesani e la zia in via Collalto 9, dove sorge anche il
maglificio di famiglia in cui si è consumata la tragedia. Dopo due anni di scuole
professionali a Treviso e circa un anno di esperienza come dipendente in un'azienda della
zona, Piero aveva iniziato a lavorare con i genitori. Ma quella in laboratorio non era
l'unica attività dello sfortunato giovane. Sin dai tempi in cui frequentava i gruppi
degli scout, Piero coltivava la passione per quello che poi è diventato il suo secondo
lavoro: occuparsi del servizio d'ordine ai concerti rock e in discoteca. Era un
'buttafuori'. Ha lavorato per molti locali delle province di Treviso e di Venezia. Chi ha
avuto a che fare con lui non potrà mai dimenticare il senso di responsabilità, il
rispetto e la correttezza. Dietro l'aria rude e il giubbotto di pelle, il ragazzo
nascondeva un grande cuore e una straordinaria bontà d'animo. L'amicizia è stato uno dei
valori più importanti della sua breve esistenza. L'altra sua passione era quella per la
motocicletta. Oltre ai genitori, lascia il fratello Mariano e la sorella Giovanna, che ha
poche commosse parole per ricordare l'amato Piero: Ha saputo insegnarmi l'onestà, la
bontà e la lealtà. E si potrebbe aggiungere l'altruismo, visto che Piero donerà le
cornee, le valvole cardiache e una parte dell'aorta.
Federica Baretti
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| Il Gazzettino di
Treviso - 6 febbraio 2002 Roncade
Saranno celebrati venerdì ...
Roncade
Saranno celebrati venerdì
i funerali di Piero Mestriner, il giovane di 29 anni di Biancade stroncato lunedì mattina
da un infarto. Il corteo funebre partirà dall'obitorio del Ca' Foncello di Treviso alle
14 e 30 e raggiungerà la parrocchiale di Biancade intorno alle 15. La salma sarà poi
tumulata nel cimitero del paese.
Ieri mattina i medici
hanno effettuato l'autopsia sul corpo del ragazzo. I risultati potranno forse aiutare i
familiari di Piero a comprendere le cause ancora del tutto ignote dell'infarto che ha
colpito il giovane determinandone l'improvviso decesso mentre stava lavorando nel
laboratorio di maglieria di famiglia. Piero era quel che si dice un 'pezzo di ragazzo',
alto un metro e novantatré, godeva di ottima salute e periodicamente si sottoponeva a
elettrocardiogrammi di controllo per l'intensa attività fisica che svolgeva. Era cintura
nera di judo e aveva fatto l'ultimo esame al cuore appena due mesi fa, in novembre.
Pochissimo tempo fa aveva anche fatto un esame completo del sangue e non gli era stata
riscontrata nessuna disfunzione.
Indescrivibile il dolore
dei familiari, la mamma Maria Luigia, il padre Isidoro, la sorella Giovanna e il fratello
Mariano. Piero abitava con i genitori e la zia in via Collalto 9 a Biancade. Distrutti
anche i tanti affezionati amici di Piero e i colleghi "buttafuori" con cui il
ragazzo trascorreva molte ore nel corso delle serate in cui era impegnato a prestare
servizio d'ordine per discoteche, locali della zona e concerti. Insieme all'amore per la
moto, la passione per la sua seconda attività, quella di 'buttafuori' appunto, aveva
sempre animato la sua vita. Il ricordo di Piero rimarrà per sempre nel cuore di chi l'ha
conosciuto in tutta la sua lealtà, onestà e correttezza. Le sue cornee, le valvole
cardiache e una parte dell'aorta aiuteranno un altro a continuare a vivere.
Federica Baretti
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La Tribuna di
Treviso - 6 febbraio 2002Biancade. Lutto per l'improvvisa scomparsa
del ventinovenne: ha donato le cornee
Piero, stroncato
in azienza da un malore
Al funerale un corteo di motociclisti
Vemerdì alle 15 l'addio nella chiesa del paese Il
giovane lavorava con la famiglia
Giorgio Marcoleoni
RONCADE. Saranno celebrati venerdì alle 15 nella chiesa parrocchiale di Biancade i
funerali di Piero Mestriner, il ventinovenne morto lunedì a causa di un improvviso
malore, le cui cause non sono ancora state accertate.
Piero Mestriner viveva in via Collalto 9 con la mamma Maria Luigia e il papà Isidoro
«Argeo» e aveva un fratello, Mariano, e una sorella, Giovanna.
Il giovane è stato colto dall'improvviso malore lavorava nel laboratorio di maglieria
della famiglia e i soccorsi, seppure immediati, sono risultati vani.
«Stava benissimo - ricorda la sorella Giovanna - praticava sport, era sempre attivo, e
anche l'ultimo elettrocardiogramma, eseguito a novembre, era risultato regolare». La
scomparsa del giovane ha destato grande stupore per il modo improvviso in cui è avvenuta
e un ancor maggior dolore per il vuoto che Piero lascia in famiglia e tra i molti amici,
non solo a Biancade. Nel ricordare Piero parenti e amici si soffermano soprattutto sul suo
altruismo, l'essere sempre pronto a dare una mano agli altri, anche dopo la morte.
Rispettando il desiderio del giovane, i familiari hanno infatti autorizzato la donazione
delle cornee, le valvole cardiache e una parte dell'aorta.
«Un'altra volontà di Piero - aggiunge la sorella - è di non portare fiori al funerale,
ma devolvere i soldi in beneficenza»
Piero, che aveva un fisico prestante e atletico, aveva un secondo lavoro di addetto al
servizio d'ordine in occasione di concerti rock e nelle discoteche. Un compito che
svolgeva con senso della misura, responsabilità e correttezza, ponendosi come unico
obiettivo l'esigenza di garantire la sicurezza a chi si recava in quei luoghi per
trascorrere alcune ore di divertimento. Il giovane aveva anche una grande passione per le
motociclette, uno sport che praticava senza eccessi e saranno prorio i suoi amici
motociclisti ad accompagnarlo in corteo, venerdì, durante l'ultimo viaggio dall'ospedale
Ca' Foncello alla chiesa di Biancade.
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| Il Gazzettino di
Treviso - 7 febbraio 2002 Nel bilancio aumentano Irpef e Tarsu
Roncade
(A.V.) Bilancio di previsione 2002 sotto
la lente d'ingrandimento dell'amministrazione roncadese. E se da una parte si è rivelato
una «fotocopia» di quello dell'anno scorso, come sottolineato da Daniele Bassetto, del
gruppo di opposizione «Iniziativa Civica», dall'altro ha messo in luce le movimentazioni
(in parte non rivelate in sede di consiglio) necessarie e non per riuscire a seguire il
Patto di Stabilità imposto dall'ultima Finanziaria. Il concetto è stato ribadito poi
ampiamente dai membri della maggioranza, di solito d'accordo tutti ripresi dal forzista
Renato Pravato (Roncade Domani) che ha incitato ad interrompere «il comizio politico» in
favore della discussione del Bilancio. Se è stato subito chiaro come l'addizione Irpef ha
raggiunto il suo massimo incremento raggiungendo lo 0,5 per mille e la Tarsu ha subito un
aumento limitato al 7\%, il fatto che l'aliquota Ici non è stata sottoposta a modifiche
non ha ingannato Boris Mascia di «Progetto Insieme», che ha immediatamente denunciato la
rideterminazione dei valori delle aree edificabili e dei vari immobili sottoposti ad
Imposizione Ici - che pare sia addirittura del 50\% - per aumentare le prossime entrate
tributarie del Comune. «Inoltre - ha continuato Mascia - mi piacerebbe che fosse stato
presentato uno specchietto con l'aumento delle spese per indennità di carica come negli
anni scorsi. Avete celato nella pieve dei conti e nella confusione creata dall'Euro il
fatto che 257 dei 314 milioni destinati a questa voce spettino a sindaco e assessori, che
considerano evidentemente la politica come mestiere e non come servizio volontario».
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| Il Gazzettino di
Treviso - 9 febbraio 2002 L'«usucapione» tarda. Infierisce sul pollaio
Ha sradicato le
piante una per una, con una bella dose di rabbia; c'erano le aiuole, curate con tanto
amore: le ha calpestate finchè di loro non è rimasta che una triste parvenza. E poi
ecco, là sullo sfondo del pezzo di terra contestato, un pollaio. Le povere galline, come
sempre non c'entrano nulla nelle contese tra uomini, eppure ci finiscono di mezzo e ne
escono magari malconcie.
Il tutto è accaduto il 9 marzo del 2000,
quando il signor Giovanni Ruberti era in attesa da un buon periodo di tempo (a suo vedere
davvero eccessivo) del pronunciamento del giudice sul suo diritto di usucapione rispetto
ad un certo territorio.
Il diritto dovrebbe
subentrare quando il proprietario ha lasciato che per vent'anni (nel caso dei beni
immobili) fosse un altro a disporre curare etc etc il bene stesso, come parrebbe essere
avvenuto in questo caso. Ma la pronuncia del giudice tardava ad arrivare e il signor
Ruberti (68 anni, via Pantiera, di Roncade ) si è stufato. Colto da una specie di raptus,
ha inveito sulla terra in questione: distrutte le aiuole, stradicate le piante e
danneggiato il pollaio. Il giudice ieri ha deciso per una multa di 304 euro, su
patteggiamento.
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| Il Gazzettino di
Treviso - 9 febbraio 2002 Una folla commossa all'addio a Piero Mestriner
Roncade
(F.B.) Il carro funebre è
arrivato nel piazzale della piccola chiesa seguito da un corteo di motociclette guidate da
bikers commossi.
Una folla di parenti e di
amici ha gremito ieri pomeriggio la parrocchiale di Biancade per l'ultimo saluto a Piero
Mestriner, 29 anni, stroncato da un infarto nel laboratorio di maglieria di famiglia. Nel
prato antistante la chiesa gli amici di Piero hanno sistemato la sua moto, circondata da
splendidi fiori bianchi. Ancora increduli la mamma Maria Luigia, il papà Isidoro, la
sorella Giovanna e il fratello Mariano. Ma erano presenti anche i compagni di lavoro di
Piero, i giovani che per tanti anni sono stati al suo fianco durante i servizi d'ordine
che puntualmente prestavano nei locali della zona e ai concerti. L'altra sera al
Palaverde, Laura Pausini non ha esitato a dedicare il concerto allo sfortunato ragazzo.
Distrutti gli amici di sempre di Piero, i compagni del gruppo scout che frequentava da
quand'era piccolo: ognuno ha voluto contribuire a ricordare dall'altare della chiesa la
favola di Piero, "il gigante buono" in sella alla propria moto.
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| La Tribuna di
Treviso - 9 febbraio 2002 Carri e circo a Roncade
g.m.
RONCADE. Domani pomeriggio a Roncade va in scena il «Carnevale Roncadese 2002», un
appuntamento ricco di iniziative e sorprese organizzato dall'amministrazione comunale e
dalla Pro Loco.
La manifestazione prenderà il via alle ore 14.30 con la tradizionale sfilata dei carri
allegorici e dei gruppi mascherati lungo via Roma e le altre strade del centro, con
partenza e arrivo sul piazzale delle scuole medie. E' prevista anche la premiazione dei
carri e gruppi partecipanti.
Alle ore 16 la festa proseguirà alla palestra comunale, con il «Paride Orfei show» un
circo senza animali, ma con molte attrazioni: clowns, maghi, giocolieri, mangiafuoco,
prestigiatori, pupazzi e grandi artisti.
Il pomeriggio roncadese di festa proseguirà in palestra fino alle ore 19.30.
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| La Tribuna di
Treviso - 10 febbraio 2002 Cocaina nell'auto. Arrestato
SAN BIAGIO. L'hanno bloccato mentre si trovava nella sua auto, parcheggiata a lato della
carreggiata, a San Martino di San Biagio di Callalta.
Un atteggiamento insolito, che ha destato i sospetti di una pattuglia della Squadra Mobile
trevigiana che aveva attivato dei normali controlli anticrimine. Così gli agenti si sono
avvicinati chiedendogli i documenti. E lui si è innervosito.
Nicola Milan - 30 anni non ancora compiuti, residente a Roncade in via Trento Trieste 39 -
è stato arrestato dalla Polizia trevigiana per detenzione ai fini di spaccio di sostanze
stupefacenti. Sotto il tappetino dell'autovettura, una Toyota Celica, teneva bustine con
venti grammi di cocaina. Decisamente troppo per un semplice consumo personale.
Così, gli agenti della Mobile hanno accompagnato il giovane in Questura notificandogli
l'arresto. E Nicola Milan si trova ora a Santa Bona.
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La Tribuna di
Treviso - 12 febbraio 2002Roncade: il centro diventa un cantiere
Sono previsti il recupero
dell'ex consorzio agrario
il rifacimento della piazza e il restauro di via Roma
RONCADE. «Un intervento urbanistico che cambierà, in meglio, il volto del centro di
Roncade», è con queste parole che il sindaco della città, Ivano Sartor, ha presentato
il programma integrato per il recupero edilizio delle strutture e pertinenze dell'ex
consorzio agrario, il rifacimento della piazza antistante il municipio e la sistemazione
del tratto di via Roma compreso tra le due aree interessate dagli interventi. I lavori
previsti dall'accordo fra il Comune e la «So.ve.im.», società veneta immobiliare, di
Spresiano, verranno realizzati entro l'estate del prossimo anno.
Il progetto, redatto dall'architetto Riccardo Tronchin di Treviso, interessa una
superficie complessiva di 10 mila 500 metri quadrati. L'intera operazione ruota intorno al
recupero dell'area di 6 mila metri quadrati dell'ex consorzio agraria, oggi ridotta ad un
giardino in condizioni pietose ed alcuni fabbricati fatiscenti. Il progetto, redatto
dall'architetto Riccardo Tronchin, prevede la costruzione di un complesso edilizio ad uso
residenziale, direzionale e commerciale, per un volume complessivo di 20 mila 500 metri
cubi, con il 15 per cento in più rispetto alle previsioni del piano regolatore, inoltre
è stata elevata di due metri l'altezza massima dei fabbricati. Un aumento
dell'edificazione che il privato «compenserà» realizzando a proprie spese la nuova
piazza del municipio. All'ex consorzio rimarrà privata una superficie di quasi 4 mila
metri quadrati, mentre le aree restanti saranno destinate a parcheggio pubblico alberato
verde pubblico e percorsi pedonali pubblici.
L'aspetto più importante, dal punto di vista collettivo, è rappresentato invece dalla
sistemazione dell'area di 2 mila 185 metri quadri antistante il municipio, che verrà
trasformata in uno spazio polivalente, lastricato in pietra e porfido, in grado di
ospitare iniziative pubbliche di vario genere, da quelle culturali ai mercatini. L'intera
superficie verrà rialzata allo stesso livello del municipio e sarà accessibile
percorrendo varie rampe inclinate, mentre lungo il perimetro scorrerà un ruscello
artificiale con alcuni giochi d'acqua. Sul fronte antistante il municipio e lungo via Roma
verranno piantati anche alcuni alberi per impreziosire l'insieme e ai bordi della piazza
vi saranno alcune panchine in pietra. Nell'ambito del progetto è stato individuato, lungo
via Roma, sull'angolo opposto alla farmacia il luogo in cui collocare il monumento a Carlo
Menon, fondatore delle officine omonime.
Infine verrà sistemato il tratto di via Roma tra l'ex consorzio ed il municipio, dove è
prevista una nuova pavimentazione, la realizzazione di parcheggi ed un percorso pedonale.
I costi sono stimati in 414 mila euro per il rifacimento della piazza e 56 mila per
l'intervento in via Roma.
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| Il Gazzettino di
Treviso - 12 febbraio 2002 RONCADE Siglato il Programma integrato di Riqualificazione
urbanistica e ambientale che riguarda la piazza del municipio, lex consorzio
agrario, spazi verdi e parcheggi
Cambierà volto il centro
storico del paese
Il presidio dei carabinieri
diventerà "stazione media" e verranno realizzati altri due alloggi per le
famiglie dei militari
Roncade
Una nuova piazza di fonte
al Municipio, un nucleo storico come quello del Consorzio Agrario recuperato, nuovi spazi
verdi e altri parcheggi.
Il tutto riguarda una
parte del pieno centro storico di Roncade e sarà pronto fra circa un anno e mezzo.
Annunciata durante una conferenza stampa tenutasi ieri, l'innovazione, siglata con un
Programma Integrato di Riqualificazione Urbanistica ed Ambientale (Piruca), adottato il 6
febbraio dalla Giunta punta a migliorare l'aspetto del paese, rivalutando da una parte un
rudere in abbandono dopo vicissitudini economiche dei proprietari e dall'altra un giardino
degradato, del quale però si spera vengano salvate le bellissime magnolie.
Gli attuali proprietari
dell'area ex Consorzio (la So.Ve.Im. Srl) si sobbarcheranno l'intera spesa (scomputati i
vari oneri di urbanizzazione): circa 414mila euro destinati al rifacimento della piazza
(che verrà lastricata in pietra e sulla quale sorgeranno una fontana, dei corsi d'acqua
artificiali ed un monumento), 56mila euro per le opere di pubbliche di via Roma e 112mila
euro per quelle sull'area di 200 metri quadrati davanti al consorzio che il Comune
acquisterà e che ospiterà un parcheggio, del verde e due percorsi pedonali conducenti
agli argini del fiume Musestre.
La norma regionale n° 61
consentirà l'aumento volumetrico dei fabbricati del 15\% che passeranno dagli attuali
17830 metri cubi a 20504, con l'innalzamento degli edifici di più di un metro e mezzo.
Durante la conferenza stampa il sindaco Ivano Sartor ha inoltre annunciato il
potenziamento ufficiale del presidio dei Carabinieri di Roncade, che viene così elevato a
Stazione "Media", lo stesso grado di quella di Mogliano.
"Il cambiamento
consente di modulare diversamente i servizi alla cittadinanza - precisa Sartor - che si
sarà senz'altro già accorta della presenza più assidua dei militari in centro, ora
dotati anche di stazione mobile". La stazione rimarrà ora aperta dalle 8.00 alle
13.00 e dalle 15.00 alle 20.00, col citofono in funzione 24 ore su 24.
"Da parte nostra -
continua il primo cittadino - ci impegniamo a fornire in tempi rapidi altri due alloggi
alle famiglie dei Carabinieri, inserendone la spesa nel prossimo piano triennale".
Aldina Vincenzi
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La Tribuna di
Treviso - 12 febbraio 2002IL CASO
L'elettrodotto
vicino alle elementari verrà bonificato
g.m.
RONCADE. L'elettrodotto che passa accanto alla scuola elementare Andrea Musalo di Biancade
di Roncade verrà bonificato, in modo da eliminare l'inquinamento elettromagnetico
rilevato in alcuni locali della struttura scolastica e nel giardino retrostante
l'edificio. I genitori dei bambini della scuola hanno dunque raggiunto l'obiettivo che si
erano posti quando da alcune rilevazioni eseguite dall'Arpav, l'agenzia regionale per la
protezione ambientale, era emerso che in alcune aule i valori di induzione magnetica
superavano i limiti fissati dalle norme regionali per i «siti sensibili» tra i quali vi
sono le scuole.
L'amministrazione comunale in un primo momento aveva minimazzato il rischio, poi, anche
per le pressioni dei genitori e le sollecitazioni di alcuni consiglieri comunali di
opposizione, aveva annunciato la disponibilità ad eseguire l'intervento. La possibilità
di risolvere il problema in tempi brevi è diventata una certezza nei giorni scorsi, dopo
che il Comune ha raggiunto un'intesa con i proprietari di alcune aree edificabili, che
rientravano nella zona «a rischio» a causa della presenza dell'elettrodotto.
Entro qualche settimana l'amministrazione comunale stipulerà con la Terna, la società
del gruppo Enel che gestisce l'elettrodotto ad alta tensione Salgareda-Treviso sud, un
accordo che prevede lo spostamento ed innalzamento di tre tralicci che sostengono i cavi
elettrici e la trasformazione di due campate della linea da «terna singola» a «terna
doppia», verrà cosi eliminata l'induzione magnetica all'interno della scuola e la
distanza di rispetto dall'elettrodotto, nella quale è vietata la nuova edificazione,
verrà ridotta dagli attuali 70 metri a 25 metri. L'altezza minima dei cavi rispetto al
terreno verrà inoltre elevata a 15 metri. L'intervento consentirà di ridurre anche
l'esposizione ai campi magnetici delle abitazioni situate nella zona di via Rossi.
La spesa di 266 mila e 500 euro, circa mezzo miliardo di lire, verrà divisa, in parti
uguali, tra il Comune, i proprietari della lottizzazione «al Colmello» di via Rossi, e
Giacomo Archiutti, proprietario di un altro terreno edificabile situato nella zona. I
lavori verranno eseguiti entro sei mesi dal del rilascio dell'autorizzazione da parte dei
ministeri competenti.
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| Il Gazzettino di
Treviso - 12 febbraio 2002 RONCADE Resi noti i primi dati sullinquinamento
elettromagnetico che riguarda la scuola elementare di Biancade
Niente elettrosmog
durante le lezioni
Raggiunto anche un accordo
giunta-privati per bonificare la linea sopra due aree residenziali
Roncade
Sono stati resi noti ieri i primi dati
sull'inquinamento elettromagnetico che colpisce la scuola elementare "A. Musalo"
di Biancade e la prossima settimana il sindaco di Roncade, Ivano Sartor, li esporrà
dettagliatamente anche ai genitori degli alunni. Un black out sembra abbia cancellato la
possibilità di esaminare i valori emersi fino al 15 gennaio; le misurazioni si
riferiscono quindi ai soli tre giorni successivi. Il valore medio registrato è di poco
superiore ai 0.2 microtesla ed è relativo all'aula più esposta, non usata per le
lezioni. I picchi invece si registrano prima dell'entrata dei bambini nella scuola, fino
alle 7 del mattino, quando gli alunni sono appena usciti (verso le 13) e di sera dopo le
21. L'aumento di intensità delle onde rilevato dal misuratore ARPAV installato nel plesso
scolastico è dovuto al fatto che l'elettrodo serve una linea che accumula energia.
Tempestiva l'interrogazione urgente posta all'amministrazione comunale dal consigliere
Boris Mascìa, di Roncade Domani, che chiede al sindaco di riferire in consiglio comunale
sui risultati delle misurazioni dell'elettromagnetismo effettuate dalla data di
installazione del monitor a questo momento.
Intanto ha preso forma l'accordo tra
giunta e privati (i proprietari della lottizzazione Al Commello e Giacomo Archiutti) che
hanno sottoscritto un impegno a sostenere ciascuno un terzo del costo della bonifica di
due campate (più di 266mila euro), con l'innalzamento dei cavi, nel punto più basso,
fino a raggiungere i 15 metri di altezza e con lo spostamento dei tralicci che consentirà
di restringere la fascia di rispetto voluta dalla legge da 70 a 25 metri. Si risolverà
così il problema urbanistico anche per le due aree residenziali di via Rossi e via Paris
Bordone, nel centro della frazione. Per dare il via all'intervento bisogna attendere
l'autorizzazione ministeriale, ma nel giro di una settimana, i lavori potranno poi essere
completati.
Aldina Vincenzi
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| Il Gazzettino di
Treviso - 22 febbraio 2002 Immigrati, la Lega chiede il referendum
Roncade
Un referendum per opporsi
al "ghetto": i rappresentanti della Lega Nord-Liga Veneta di Roncade denunciano
la fretta sospetta a rendere fattivo l'accordo tra Unindustria e Comune per la cessione in
uso gratuito per 12/14 anni di un terreno in prossimità del centro. Terreno sul quale
verrebbero edificati alloggi destinati agli extracomunitari che lavorano nel comune. La
cessione deve ancora essere discussa in Commissione e riguarderebbe un'area nei pressi del
Cerd, come ha affermato il sindaco ieri sera al termine del consiglio comunale. Questo
alla vigilia dell'approvazione della legge Bossi-Fini che obbligherà i datori di lavoro a
fornire a proprie spese adeguate sistemazioni per i propri dipendenti extracomunitari.
"Le liste di collocamento di Roncade - informa il segretario della Lega Nord-Liga
Veneta Massimo Stocco - parlano di 400 iscritti. Non bisognerebbe rivedere innanzitutto la
loro corretta applicazione? Secondo noi le aziende necessitano di un turn-over di operai
pronti ai lavori più umili e retribuiti ai costi minimi che sfavorisce i lavoratori
locali. Queste povere persone si adattano a paghe da fame, riescono magari a portare in
Italia le loro famiglie e a diventare a tutti gli effetti roncadesi, poi vengono
licenziati e si ritrovano a bussare alle porte del Comune. L'amministrazione fa il suo
dovere ma questo grava sulle tasche dei cittadini". "Ed è proprio per rispetto
della comunità roncadese - gli fa eco il collega di partito Ivano Tonon - che Sartor
dovrebbe spiegarsi meglio e gli appartenenti ai gruppi di minoranza decidere davvero da
che parte stare. Gli appartamenti, poi, ospiteranno persone di etnìe diverse, non si
potrà escludere la possibilità di far entrare delinquenti, chi garantirà la loro
pacifica convivenza?" Gli esponenti del Carroccio roncadese propongono al sindaco di
indire un referendum per conoscere l'opinione dei cittadini "E se l'amministrazione
non risponderà - continua Stocco - siamo pronti a raccogliere noi le 1000 firme
necessarie".
Aldina Vincenzi
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La Tribuna di
Treviso - 23 febbraio 2002Roncade. La sezione del Carroccio spara ad
alzo zero contro l'intesa fra Comune e Unindustria Treviso
Case per
immigrati, Lega all'attacco
«Ingrassano solo gli industriali, facciamo un
referendum»
Giorgio Marcoleoni
RONCADE. La Lega Nord chiede un referendum per stabilire se i cittadini condividono la
decisione dell'amministrazione comunale di stipulare un accordo con Unindustria Treviso
per la costruzione, su un terreno di proprietà comunale, di alcuni alloggi per
lavoratori, in prevalenza extracomunitari. «Se l'amministrazione non volesse organizzare
il referendum - precisa il Carroccio - raccoglieremo noi le circa mille firme necessarie
per obbligarli a promuovere la consultazione dei cittadini».
Considerato che mille cittadini rappresentano circa il dieci per cento dell'elettorato
roncadese è facile prevedere che l'amministrazione, per scelta o perché obbligata,
dovrà sottoporre la questione al giudizio della popolazione.
«Noi non critichiamo la scelta di dare una casa ai lavoratori extracomunitari - precisa
il segretario della Lega, Massimo Stocco - contestiamo che la terra venga regalata e il
fatto che si voglia creare un ghetto a vantaggio degli industriali che si ingrassano,
penalizzando i roncadesi, che se hanno bisogno di una casa devono pagarla a caro prezzo».
Il Carroccio accusa tutte le forze politiche roncadesi: l'amministrazione comunale per
aver dimostrato «scarso rispetto verso i cittadini in quanto non ha ancora rivelato dove
verrebbe realizzato l'immobile»; le opposizioni in consiglio comunale «per non aver
espresso una chiara opinione sulla vicenda».
«Il contratto di locazione per questo tipo di alloggi e il rapporto di lavoro sono
strettamente collegati, dunque chi perde il lavoro perde anche la casa - osserva il
segretario mandamentale Ivano Tonon - è chiaro che, se nel frattempo l'extracomunitario
ha ottenuto la residenza a Roncade, il nostro Comune dovrà farsi carico del problema di
un cittadino disoccupato e sfrattato. Un rischio altissimo, perché le aziende licenziano
i lavoratori stranieri con grande facilità, perché sanno che la disponibilità di
manodopera di quel tipo è molto ampia».
La Lega di Roncade è preoccupata anche dal fatto che concentrare in un unico edificio
decine di cittadini extracomunitari, porterebbe alla creazione di un «ghetto», che
renderebbe difficile l'integrazione. Un altro problema è rappresentato dalla vigilanza,
sia per prevenire l'inserimento di persone dedite ad attività illecite, sia per la
possibilità che sorgano difficoltà di convivenza tra gli stessi ospiti, date le forti
rivalità esistenti tra le diverse etnie dei popoli africani. «Facciamo il referendum -
conclude la Lega - sì o no: così sarà la gente di Roncade che avrà scelto e su questo
non avremo più niente da obiettare».
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La Tribuna di
Treviso - 26 febbraio 2002NUOVA GESTIONE A RONCADE
Un terremoto a
Ca' Tron
Se ne va Miotto, la tenuta cambia amministratori
Terremoto alla Ca' Tron spa, una delle controllate di Fondazione Cassamarca, quella cui fa
capo la maxitenuta che Dino De Poli ha acquistato due anni fa dall'Uls 9. Il presidente
del cda, l'avvocato Gianpaolo Miotto si è infatti dimesso.
Al suo posto la Fondazione Cassamarca ha designato Enzo Lorenzon, imprenditore, titolare
della Nova Glass, consigliere di Cassamarca spa e già candidato sindaco a Ponte di Piave,
fedelissimo di De Poli. Ma le dimissioni del presidente hanno portato anche
all'azzeramento del consiglio di amministrazione insediatosi a marzo del 2000
(contestualmente alle altre spa, tutte al 100% di proprietà della fondazione: Università
spa, teatri spa, cui si è aggiunta recentemente la Umanesimo Latino spa). Originariamente
contava quattro consiglieri, oltre a Miotto: Piero Semenzato, direttore del settore
tecnico, e Franco Benincasa, direttore generale di Cassamarca, Rinaldo Feltracco,
esponente degli agriturismo, e Giovanni Bordignon. Quest'ultimo, già leader dei giovani
della Coldiretti ed ex assessore Dc negli anni '70, è scomparso nel 2001. Feltracco è
stato confermato, siederà anche nel nuovo cda. Da dove escono sia Benincasa che
Semenzato, ed entra Francesco Zanardo, editore, già presidente dell'Ana cittadina. E'
evidente che la presidenza di Lorenzon, uomo di Cassamarca spa, bilancia l'uscita di
Benincasa e Semenzato e garantisce le presenza della casa madre.
Cos'è accaduto nella stanze di Ca' Spineda e nella grande macchina del potere depoliano,
dove nulla accade per caso? Il rimpastone ha avuto vasta eco negli ambienti economici e
politici cittadini, seppure sia rimasta coperta dal massimo riserbo per quasi 10 giorni.
Sembra che la filosofia di Miotto, più prudente e attendista, non si sposasse con quella
di De Poli e Semenzato, più lanciata. E che in particolare non sia nato il giusto
«feeling» sul piano operativo tra Miotto e Semenzato, imprescindibile riferimento
tecnico-operativo della galassia di Fondazione.
Il nuovo cda potrebbe dunque essere il segnale di scelte forti per la tenuta, che dovrebbe
diventare un polo naturalistico scientifico di primo livello, a cavallo fra turismo,
ecologia e ricerca. Il migliaio di ettari a cavallo fra le province di Treviso e Venezia
dispone infatti di vecchi casali che possono diventare strutture di ricettività
agrituristica, ma anche di spazi che sono destinati a diventare culle delle facoltà di
Agraria e laboratori per le più moderne ricerche. Le premesse per un polo di grande
attrazione.
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La Tribuna di
Treviso - 27 febbraio 2002APPELLO DEL SINDACO DI RONCADE
«Sulle case agli
immigrati gli industriali contrastino la Lega»
Dopo l'accordo con Unindustria il Carroccio minaccia
un referendum
di Giorgio Marcoleoni
RONCADE. Scarsa comprensione del problema e strumentalizzazione di matrice razzista:
sarebbero queste, secondo Ivano Sartor, sindaco di Roncade, le ragioni dalle critiche
della Lega Nord all'accordo fra il Comune e Unindustria per la realizzazione di alloggi
per lavoratori extracomunitari. «Chiunque ha la possibilità di promuovere un
referendum», replica Sartor alla Lega.
«Ma in realtà - prosegue il primo cittadino - mi auguro che, se la questione verrà
spiegata correttamente, la Lega Nord incontrerà difficoltà nel raccogliere le firme
necessarie. L'impressione - dice Sartor - è che il problema venga agitato strumentalmente
da una forza politica di espressione xenofoba e razzista, prossima alla sparizione, che
non è nemmeno più rappresentata in consiglio comunale».
Il sindaco precisa che l'immobile per i lavoratori (extracomunitari e no) dovrebbe sorgere
nella zona artigianale dei «tombotti», nei pressi del centro per la raccolta
differenziata dei rifiuti ed è destinato a una ventina di persone, per cui non inciderà
sulla struttura sociale di Roncade e non sarà un ghetto.
Inoltre il Comune di Roncade non regalerà nulla, perché il terreno verrà affidato in
comodato d'uso e alla scadenza della convenzione tornerà, assieme all'immobile, nella
disponibilità comunale, la quale potrà utilizzarlo come vorrà.
«In commissione Attività produttive - aggiunge il primo cittadino roncadese - gli
imprenditori locali hanno espresso grande apprezzamento per l'iniziativa che risolve un
problema che da soli non sarebbero in grado di affrontare: quello di dare un alloggio
dignitoso a lavoratori indispensabili per mandare avanti le aziende. A questi imprenditori
rivolgo un appello perché escano dal silenzio e si oppongano all'iniziativa della Lega».
«Siamo favorevoli anche noi di "Roncade domani" - interviene il consigliere di
opposizione, Boris Mascia - perché non viene regalato nulla a nessuno. Le case non sono
destinate solo a extracomunitari, ma anche a lavoratori italiani di altre regioni e,
finita la convenzione, l'immobile diventerà comunale, con un guadagno per tutta la
collettività. Inoltre c'è la garanzia che chi sgarra verrà buttato fuori e quindi non
ci sono pericoli dal punto di vista dell'ordine pubblico».
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