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rassegna stampa - archivio

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  Febbraio 2002

 


 

La Tribuna di Treviso - 1 febbraio 2002

RONCADE
Irpef, il Comune aumenta l'addizionale
Nel bilancio è prevista la costruzione di nuove abitazioni popolari

g.m.

RONCADE. Aumento di un punto percentuale dell'addizionale comunale Irpef, che arriva così al 5 per mille, ma rimarranno inalterati gli altri tributi comunali e le tariffe dei servizi erogati dal Comune. Conferma di tutti i servizi alla persona, miglioramento della manutenzione delle opere pubbliche e investimenti per nuovi servizi. Sono queste, rispettivamente sul fronte delle entrate e delle uscite, le scelte che interessano più da vicino i cittadini contenute nel bilancio di previsione per il 2002 del comune di Roncade, approvato mercoledì sera dal consiglio comunale.
Il bilancio ricalca in gran parte quello dello scorso anno ed è pesantemente condizionato dai vincoli imposti ai comuni dallo Stato «che penalizza i Comuni e impedisce di utilizzare appieno le risorse fiscali - ha spiegato l'assessore Cesare Miotto - introducendo una nuova concezione centralista dello Stato, alla faccia della cosidetta devolution e imponendo ai comuni la necessità di esternizzare i servizi per poter rispettare il patto di stabilità».
Le critiche al governo sono state ribadite da numerosi consiglieri di maggioranza, tra i quali la capogruppo Simonetta Rubinato che ha ipotizzato l'incostituzionalità di alcune norme della legge finanziaria. Interventi che hanno provocato la vivace reazione di Renato Pravato, di Roncade Domani ed iscritto a Forza Italia, che ha più volte chiesto al sindaco di interrompere il dibattito. Richiesta vana, dato che anche il primo cittadino ha espresso giudizi molto duri verso il governo.
Critiche al bilancio sono arrivate anche da Boris Mascia, a causa di un ulteriore aumento della pressione fiscale sui cittadini e da Daniele Bassetto, che ha annunciato il voto contrario di Iniziativa Civica «non per i contenuti del bilancio, ma perché non è stata data risposta esauriente alle richieste di chiarimento».
Tra gli investimenti quelli più importanti previsti dal bilancio di previsione riguardano la realizzazione del piano di edilizia popolare di Roncade; il terzo stralcio della sistemazione di varie strade comunali; il secondo stralcio della ristrutturazione delle scuole di Roncade, che diventeranno centro sociale; il risanamento dall'inquinamento elettromagnetico della scuola elementare di Biancade.
L'amministrazione ha annunciato anche nuovi servizi e impegni per migliorare l'ambiente e la qualità della vita. Hanno votato a favore del bilancio tutti i consiglieri della maggioranza di Progetto Insieme, contrari i rappresentanti di Roncade Domani e Iniziativa civica.


 

La Tribuna di Treviso - 3 febbraio 2002

Roncade vuol essere «una città»

g.m.

RONCADE. Roncade vuole diventare città. Il sindaco, Ivano Sartor, ha avviato le procedure perché il Presidente della Repubblica riconosca a Roncade «quel suo vivere cittadino che l'ha sempre connotata nel passato e che oggi trova ampia conferma nella sua crescita urbanistica e nella qualità della vita dei suoi cittadini». Il primo cittadino ricorda che presto la qualità della vita dei cittadini di Roncade verrà elevata ulteriormente con l'apertura dell'impianto natatorio e della Casa di riposo, che si aggiungeranno ad altri servizi, quali palestre, centri sociali, biblioteche, strutture per anziani e disabili. C'è poi lo sviluppo economico, che avrà ulteriore impulso con la realizzazione di nuove aree artigianali e commerciali e l'apertura del casello sull'autostrada Venezia-Trieste. «Ma ciò che viene maggiormente apprezzato - osserva Sartor - è il tipo di vita cittadina che si coglie a Roncade. Le attività culturali, le manifestazioni fieristiche, i mercati e mercatini, le esposizioni d'arte, i sabati letterari, le attività promozionali del vino e del radicchi, sono tutte iniziative che concorrono a qualificare il nostro Comune all'interno e all'esterno».


 

Il Gazzettino di Treviso - 3 febbraio 2002

Si trovava a Innsbruck dove pieno di speranza si stava sottoponendo agli esami di protocollo prima dell’intervento chirurgico tanto atteso

Muore a un giorno dal trapianto di fegato

Aveva 44 anni e da oltre venti combatteva contro il male. Lo ha stroncato un improvviso blocco renale

Roncade

E' mancato, nella notte del 30 gennaio a Innsbruck, Luciano Lorenzon, 44 anni, nato a Casale sul Sile, vissuto a Cendon di Silea e da due anni a Roncade con la moglie Antonella, che lavora nella farmacia del capoluogo. Luciano si è ammalato la scorsa estate di cirrosi scompensata, dopo una grave ricaduta dell'epatite virale che lo aveva colpito nel 1980. L''unica sua salvezza sarebbe stato un trapianto di fegato, ma in Italia le liste d'attesa sono lunghe, si parla di circa un anno e mezzo. Lorenzon ha prima chiesto a Treviso per l'intervento salvavita, poi al Centro Trapianti di Padova, dove gli hanno prospettato una quindicina di giorni di attesa prima del ricovero per gli esami di protocollo. Ma da metà dicembre nessuno si è più fatto vivo. I medici del San Camillo, col primario di Medicina, prof. Bianchini, in testa, gli hanno quindi fornito ogni cura e lo hanno indirizzato in Austria, dove sarebbe stato operato con più celerità. L'assistenza ai malati terminali è fornita gratuitamente dalla sanità italiana e i coniugi Lorenzon non avrebbero sborsato una lira per le cure "straniere". Anche se sfinito Lorenzon ha deciso di andare a Innsbruck, ma la sera prima di poter essere visitato dal chirurgo che lo avrebbe seguito e operato, un blocco renale lo ha stroncato. Nonostante i tentativi di rianimarlo, confortati dal fatto che il suo cuore reggeva, alle 22.30 Luciano non ce l'ha più fatta. Faceva il modellista per case di abbigliamento straniere; aveva dovuto lasciare il lavoro a causa della malattia e, dopo le ferie, era iniziato il suo calvario. Lascia la moglie, la madre Maria, le sorelle Ederina e Milena. Per i funerali bisogna attendere il passaporto appositamente predisposto in Austria; saranno celebrati martedì pomeriggio o mercoledì mattina nella parrocchiale di Cendon di Silea. Intanto oggi alle 17, a Cendon, dove ha vissuto a lungo e dove vivono anche la mamma e le sorelle, si terrà un rosario per ricordare la sua figura conosciutissima, che si occupava del gruppo anziani e di altre iniziative in favore della comunità.

Aldina Vincenzi


 

Il Gazzettino di Treviso - 4 febbraio 2002

Il passaporto mortuario tarda, la famiglia è disperata

La burocrazia rallenta il rientro di Lorenzon

Roncade

(A.V.) Continua il percorso doloroso dei familiari di Luciano Lorenzon , il 44enne di Roncade mancato a Innsbruck per un blocco renale che ha stroncato la sua speranza di avere presto un fegato nuovo.

Il feretro non può arrivare in Italia finchè non sarà rilasciato dal Consolato italiano il passaporto mortuario, e se i tempi sono gli stessi che in patria ci vorranno tre giorni lavorativi prima di poterlo ottenere. "Lungaggini burocratiche che potrebbero essere risparmiate a chi soffre - si lamenta Milena, sorella del defunto - perché non si tratta mica di evitare un traffico di stupefacenti o di bloccare dei contrabbandieri".

Stamattina alle dieci la moglie Antonella e l'altra sorella di Lorenzon , Ederina, con l'impresario funebre e l'interprete, saranno a Innsbruck sperando di poter sapere quando sarà possibile celebrare i funerali di Luciano.

La mamma di lui, Maria, non potrà nemmeno vedere il figlio per l' ultima volta: affrontare il viaggio sarebbe stato troppo impegnativo per una persona della sua età e la legge prevede che alla bara non si possano più togliere i sigilli posti prima del ritorno.


 

La Tribuna di Treviso - 4 febbraio 2002

Ex modellista di abbigliamento ricoverato a Innsbruck
Stroncato da un blocco renale mentre aspetta il trapianto

Non è ancora rientrata dall'Austria la salma di Luciano Lorenzon (nella foto), 44 anni, spirato il 30 gennaio all'ospedale di Innsbruck dove era stato ricoverato in attesa del trapianto del fegato. L'uomo, originario di Cendon di Silea ma residente da un paio d'anni a Roncade, doveva eseguire gli ultimi accertamenti in vista del delicato intervento chirurgico, ma il suo fisico già provato non ha retto, ed un blocco renale ha spento ogni speranza di sopravvivenza. Il calvario di Luciano Lorenzon era iniziato già ventidue anni fa, quando gli fu diagnosticata una forma di epatite virale. Le cure sembravano avere bloccato la grave patologia epatica, ma la scorsa estate l'uomo aveva manifestato altri problemi, poiché l'epatite era evoluta in cirrosi scompensata. La salvezza era stata individuata in un trapianto; dai medici del San Camillo di Treviso, Luciano era stato indirizzato ad Innsbruck, dove però è sopraggiunta la fine. L'uomo, che prima di ammalarsi lavorava come modellista per abbigliamento, lascia la moglie Antonella, la madre Maria, e due sorelle. I funerali sono previsti per martedì o mercoledì nella chiesa di Cendon.


 

Il Gazzettino di Treviso - 5 febbraio 2002

RONCADE Concluse a tempo di record a Innsbruck le formalità per far rimpatriare la salma

Oggi i funerali di Luciano

La cerimonia si terrà alle 15 nella parrocchiale di Cendon di Silea

Roncade

Potranno essere celebrati oggi alle 15 i funerali di Luciano Lorenzon , il 44enne originario di Cendon di Silea ma residente a Roncade, morto giovedì scorso in Austria mentre attendeva il trapianto di fegato. «Non ci sono stati problemi, se non con la lingua - spiega Carla Trevisin, titolare dell'impresa funebre anonima che si è occupata delle complicate pratiche per portare la salma in Italia -. Nessuno parlava l'inglese, figuriamoci l'italiano».

Antonella, la moglie di Luciano, è partita stamattina alle 4, alla volta di Innsbruck accompagnata dalle sorelle, dall'interprete e dal figlio di Carla, Marco, per cercare di avere i nulla osta nel più breve tempo possibile. Ma anche nei paesi nordici esiste la burocrazia. Lì si sono appoggiati ad un'agenzia del luogo che ha portato avanti le pratiche. Insistendo hanno ottenuto di far visionare per primi ai funzionari preposti i documenti necessari e già sono ritornati a casa. La cerimonia si terrà nella chiesa parrocchiale «San Vittore e Corona» di Cendon di Silea e sarà officiata dal nuovo parroco, don Maurizio Zorzi. «Luciano non ha mai espresso le proprie volontà in riferimento alle esequie - dichiara la signora Antonella - perché aveva molte speranze di poter sopravvivere, ma vogliamo che le offerte siano devolute al Centro Tumori, almeno la parte più consistente. Per il resto vorremo fare comunque del bene».

La famiglia di Luciano Lorenzon (che fino al 2000 ha lavorato come modellista alla ex "Frutti per Bimbi" di Silea), ha avuto tante testimonianze d'affetto dalle persone che lo conoscevano, soprattutto dai vecchi compagni di scuola delle elementari di Cendon, che non hanno dimenticato la sua simpatia, la sua generosità, la sua forza d'animo.

Aldina Vincenzi


 

Il Gazzettino di Treviso - 5 febbraio 2002

RONCADE

Roncade - Si è svegliato presto come tutti i giorni e ha iniziato la sua consueta giornata di lavoro nel laboratorio di maglieria di famiglia. All'improvviso, poco dopo le 8, un malore. Piero si accascia al suolo privo di sensi. L'ambulanza, chiamata tempestivamente dai genitori, arriva immediatamente. Ma l'intervento dei medici è inutile. Ogni tentativo di rianimarlo è vano. Piero Mestriner , di Biancade, è morto d'infarto ieri mattina a soli 29 anni. Un decesso che al momento appare del tutto inspiegabile. Il giovane godeva di ottima salute. Valori nella norma, nessun problema di pressione alta, cuore perfetto. Si sottoponeva periodicamente a elettrocardiogramma per via dell'intensa attività fisica che praticava e per la stazza che in paese non passava inosservata. Forse l'autopsia aiuterà i parenti e gli amici di Piero a capire cosa sia accaduto realmente ieri mattina. La famiglia Mestriner è molto conosciuta a Biancade. Piero abitava con la madre Maria Luigia, il padre Isidoro 'Argeo' per i compaesani e la zia in via Collalto 9, dove sorge anche il maglificio di famiglia in cui si è consumata la tragedia. Dopo due anni di scuole professionali a Treviso e circa un anno di esperienza come dipendente in un'azienda della zona, Piero aveva iniziato a lavorare con i genitori. Ma quella in laboratorio non era l'unica attività dello sfortunato giovane. Sin dai tempi in cui frequentava i gruppi degli scout, Piero coltivava la passione per quello che poi è diventato il suo secondo lavoro: occuparsi del servizio d'ordine ai concerti rock e in discoteca. Era un 'buttafuori'. Ha lavorato per molti locali delle province di Treviso e di Venezia. Chi ha avuto a che fare con lui non potrà mai dimenticare il senso di responsabilità, il rispetto e la correttezza. Dietro l'aria rude e il giubbotto di pelle, il ragazzo nascondeva un grande cuore e una straordinaria bontà d'animo. L'amicizia è stato uno dei valori più importanti della sua breve esistenza. L'altra sua passione era quella per la motocicletta. Oltre ai genitori, lascia il fratello Mariano e la sorella Giovanna, che ha poche commosse parole per ricordare l'amato Piero: Ha saputo insegnarmi l'onestà, la bontà e la lealtà. E si potrebbe aggiungere l'altruismo, visto che Piero donerà le cornee, le valvole cardiache e una parte dell'aorta.

Federica Baretti


 

Il Gazzettino di Treviso - 6 febbraio 2002

Roncade
Saranno celebrati venerdì ...

Roncade

Saranno celebrati venerdì i funerali di Piero Mestriner, il giovane di 29 anni di Biancade stroncato lunedì mattina da un infarto. Il corteo funebre partirà dall'obitorio del Ca' Foncello di Treviso alle 14 e 30 e raggiungerà la parrocchiale di Biancade intorno alle 15. La salma sarà poi tumulata nel cimitero del paese.

Ieri mattina i medici hanno effettuato l'autopsia sul corpo del ragazzo. I risultati potranno forse aiutare i familiari di Piero a comprendere le cause ancora del tutto ignote dell'infarto che ha colpito il giovane determinandone l'improvviso decesso mentre stava lavorando nel laboratorio di maglieria di famiglia. Piero era quel che si dice un 'pezzo di ragazzo', alto un metro e novantatré, godeva di ottima salute e periodicamente si sottoponeva a elettrocardiogrammi di controllo per l'intensa attività fisica che svolgeva. Era cintura nera di judo e aveva fatto l'ultimo esame al cuore appena due mesi fa, in novembre. Pochissimo tempo fa aveva anche fatto un esame completo del sangue e non gli era stata riscontrata nessuna disfunzione.

Indescrivibile il dolore dei familiari, la mamma Maria Luigia, il padre Isidoro, la sorella Giovanna e il fratello Mariano. Piero abitava con i genitori e la zia in via Collalto 9 a Biancade. Distrutti anche i tanti affezionati amici di Piero e i colleghi "buttafuori" con cui il ragazzo trascorreva molte ore nel corso delle serate in cui era impegnato a prestare servizio d'ordine per discoteche, locali della zona e concerti. Insieme all'amore per la moto, la passione per la sua seconda attività, quella di 'buttafuori' appunto, aveva sempre animato la sua vita. Il ricordo di Piero rimarrà per sempre nel cuore di chi l'ha conosciuto in tutta la sua lealtà, onestà e correttezza. Le sue cornee, le valvole cardiache e una parte dell'aorta aiuteranno un altro a continuare a vivere.

Federica Baretti


 

La Tribuna di Treviso - 6 febbraio 2002

Biancade. Lutto per l'improvvisa scomparsa del ventinovenne: ha donato le cornee
Piero, stroncato in azienza da un malore
Al funerale un corteo di motociclisti

Vemerdì alle 15 l'addio nella chiesa del paese Il giovane lavorava con la famiglia

Giorgio Marcoleoni

RONCADE. Saranno celebrati venerdì alle 15 nella chiesa parrocchiale di Biancade i funerali di Piero Mestriner, il ventinovenne morto lunedì a causa di un improvviso malore, le cui cause non sono ancora state accertate.
Piero Mestriner viveva in via Collalto 9 con la mamma Maria Luigia e il papà Isidoro «Argeo» e aveva un fratello, Mariano, e una sorella, Giovanna.
Il giovane è stato colto dall'improvviso malore lavorava nel laboratorio di maglieria della famiglia e i soccorsi, seppure immediati, sono risultati vani.
«Stava benissimo - ricorda la sorella Giovanna - praticava sport, era sempre attivo, e anche l'ultimo elettrocardiogramma, eseguito a novembre, era risultato regolare». La scomparsa del giovane ha destato grande stupore per il modo improvviso in cui è avvenuta e un ancor maggior dolore per il vuoto che Piero lascia in famiglia e tra i molti amici, non solo a Biancade. Nel ricordare Piero parenti e amici si soffermano soprattutto sul suo altruismo, l'essere sempre pronto a dare una mano agli altri, anche dopo la morte. Rispettando il desiderio del giovane, i familiari hanno infatti autorizzato la donazione delle cornee, le valvole cardiache e una parte dell'aorta.
«Un'altra volontà di Piero - aggiunge la sorella - è di non portare fiori al funerale, ma devolvere i soldi in beneficenza»
Piero, che aveva un fisico prestante e atletico, aveva un secondo lavoro di addetto al servizio d'ordine in occasione di concerti rock e nelle discoteche. Un compito che svolgeva con senso della misura, responsabilità e correttezza, ponendosi come unico obiettivo l'esigenza di garantire la sicurezza a chi si recava in quei luoghi per trascorrere alcune ore di divertimento. Il giovane aveva anche una grande passione per le motociclette, uno sport che praticava senza eccessi e saranno prorio i suoi amici motociclisti ad accompagnarlo in corteo, venerdì, durante l'ultimo viaggio dall'ospedale Ca' Foncello alla chiesa di Biancade.


 

Il Gazzettino di Treviso - 7 febbraio 2002

Nel bilancio aumentano Irpef e Tarsu

Roncade

(A.V.) Bilancio di previsione 2002 sotto la lente d'ingrandimento dell'amministrazione roncadese. E se da una parte si è rivelato una «fotocopia» di quello dell'anno scorso, come sottolineato da Daniele Bassetto, del gruppo di opposizione «Iniziativa Civica», dall'altro ha messo in luce le movimentazioni (in parte non rivelate in sede di consiglio) necessarie e non per riuscire a seguire il Patto di Stabilità imposto dall'ultima Finanziaria. Il concetto è stato ribadito poi ampiamente dai membri della maggioranza, di solito d'accordo tutti ripresi dal forzista Renato Pravato (Roncade Domani) che ha incitato ad interrompere «il comizio politico» in favore della discussione del Bilancio. Se è stato subito chiaro come l'addizione Irpef ha raggiunto il suo massimo incremento raggiungendo lo 0,5 per mille e la Tarsu ha subito un aumento limitato al 7\%, il fatto che l'aliquota Ici non è stata sottoposta a modifiche non ha ingannato Boris Mascia di «Progetto Insieme», che ha immediatamente denunciato la rideterminazione dei valori delle aree edificabili e dei vari immobili sottoposti ad Imposizione Ici - che pare sia addirittura del 50\% - per aumentare le prossime entrate tributarie del Comune. «Inoltre - ha continuato Mascia - mi piacerebbe che fosse stato presentato uno specchietto con l'aumento delle spese per indennità di carica come negli anni scorsi. Avete celato nella pieve dei conti e nella confusione creata dall'Euro il fatto che 257 dei 314 milioni destinati a questa voce spettino a sindaco e assessori, che considerano evidentemente la politica come mestiere e non come servizio volontario».


 

Il Gazzettino di Treviso - 9 febbraio 2002

L'«usucapione» tarda. Infierisce sul pollaio

Ha sradicato le piante una per una, con una bella dose di rabbia; c'erano le aiuole, curate con tanto amore: le ha calpestate finchè di loro non è rimasta che una triste parvenza. E poi ecco, là sullo sfondo del pezzo di terra contestato, un pollaio. Le povere galline, come sempre non c'entrano nulla nelle contese tra uomini, eppure ci finiscono di mezzo e ne escono magari malconcie.

Il tutto è accaduto il 9 marzo del 2000, quando il signor Giovanni Ruberti era in attesa da un buon periodo di tempo (a suo vedere davvero eccessivo) del pronunciamento del giudice sul suo diritto di usucapione rispetto ad un certo territorio.

Il diritto dovrebbe subentrare quando il proprietario ha lasciato che per vent'anni (nel caso dei beni immobili) fosse un altro a disporre curare etc etc il bene stesso, come parrebbe essere avvenuto in questo caso. Ma la pronuncia del giudice tardava ad arrivare e il signor Ruberti (68 anni, via Pantiera, di Roncade ) si è stufato. Colto da una specie di raptus, ha inveito sulla terra in questione: distrutte le aiuole, stradicate le piante e danneggiato il pollaio. Il giudice ieri ha deciso per una multa di 304 euro, su patteggiamento.


 

Il Gazzettino di Treviso - 9 febbraio 2002

Una folla commossa all'addio a Piero Mestriner

Roncade

(F.B.) Il carro funebre è arrivato nel piazzale della piccola chiesa seguito da un corteo di motociclette guidate da bikers commossi.

Una folla di parenti e di amici ha gremito ieri pomeriggio la parrocchiale di Biancade per l'ultimo saluto a Piero Mestriner, 29 anni, stroncato da un infarto nel laboratorio di maglieria di famiglia. Nel prato antistante la chiesa gli amici di Piero hanno sistemato la sua moto, circondata da splendidi fiori bianchi. Ancora increduli la mamma Maria Luigia, il papà Isidoro, la sorella Giovanna e il fratello Mariano. Ma erano presenti anche i compagni di lavoro di Piero, i giovani che per tanti anni sono stati al suo fianco durante i servizi d'ordine che puntualmente prestavano nei locali della zona e ai concerti. L'altra sera al Palaverde, Laura Pausini non ha esitato a dedicare il concerto allo sfortunato ragazzo. Distrutti gli amici di sempre di Piero, i compagni del gruppo scout che frequentava da quand'era piccolo: ognuno ha voluto contribuire a ricordare dall'altare della chiesa la favola di Piero, "il gigante buono" in sella alla propria moto.


 

La Tribuna di Treviso - 9 febbraio 2002

Carri e circo a Roncade

g.m.

RONCADE. Domani pomeriggio a Roncade va in scena il «Carnevale Roncadese 2002», un appuntamento ricco di iniziative e sorprese organizzato dall'amministrazione comunale e dalla Pro Loco.
La manifestazione prenderà il via alle ore 14.30 con la tradizionale sfilata dei carri allegorici e dei gruppi mascherati lungo via Roma e le altre strade del centro, con partenza e arrivo sul piazzale delle scuole medie. E' prevista anche la premiazione dei carri e gruppi partecipanti.
Alle ore 16 la festa proseguirà alla palestra comunale, con il «Paride Orfei show» un circo senza animali, ma con molte attrazioni: clowns, maghi, giocolieri, mangiafuoco, prestigiatori, pupazzi e grandi artisti.
Il pomeriggio roncadese di festa proseguirà in palestra fino alle ore 19.30.


 

La Tribuna di Treviso - 10 febbraio 2002

Cocaina nell'auto. Arrestato

SAN BIAGIO. L'hanno bloccato mentre si trovava nella sua auto, parcheggiata a lato della carreggiata, a San Martino di San Biagio di Callalta.
Un atteggiamento insolito, che ha destato i sospetti di una pattuglia della Squadra Mobile trevigiana che aveva attivato dei normali controlli anticrimine. Così gli agenti si sono avvicinati chiedendogli i documenti. E lui si è innervosito.
Nicola Milan - 30 anni non ancora compiuti, residente a Roncade in via Trento Trieste 39 - è stato arrestato dalla Polizia trevigiana per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Sotto il tappetino dell'autovettura, una Toyota Celica, teneva bustine con venti grammi di cocaina. Decisamente troppo per un semplice consumo personale.
Così, gli agenti della Mobile hanno accompagnato il giovane in Questura notificandogli l'arresto. E Nicola Milan si trova ora a Santa Bona.


 

La Tribuna di Treviso - 12 febbraio 2002

Roncade: il centro diventa un cantiere
Sono previsti il recupero dell'ex consorzio agrario
il rifacimento della piazza e il restauro di via Roma

RONCADE. «Un intervento urbanistico che cambierà, in meglio, il volto del centro di Roncade», è con queste parole che il sindaco della città, Ivano Sartor, ha presentato il programma integrato per il recupero edilizio delle strutture e pertinenze dell'ex consorzio agrario, il rifacimento della piazza antistante il municipio e la sistemazione del tratto di via Roma compreso tra le due aree interessate dagli interventi. I lavori previsti dall'accordo fra il Comune e la «So.ve.im.», società veneta immobiliare, di Spresiano, verranno realizzati entro l'estate del prossimo anno.
Il progetto, redatto dall'architetto Riccardo Tronchin di Treviso, interessa una superficie complessiva di 10 mila 500 metri quadrati. L'intera operazione ruota intorno al recupero dell'area di 6 mila metri quadrati dell'ex consorzio agraria, oggi ridotta ad un giardino in condizioni pietose ed alcuni fabbricati fatiscenti. Il progetto, redatto dall'architetto Riccardo Tronchin, prevede la costruzione di un complesso edilizio ad uso residenziale, direzionale e commerciale, per un volume complessivo di 20 mila 500 metri cubi, con il 15 per cento in più rispetto alle previsioni del piano regolatore, inoltre è stata elevata di due metri l'altezza massima dei fabbricati. Un aumento dell'edificazione che il privato «compenserà» realizzando a proprie spese la nuova piazza del municipio. All'ex consorzio rimarrà privata una superficie di quasi 4 mila metri quadrati, mentre le aree restanti saranno destinate a parcheggio pubblico alberato verde pubblico e percorsi pedonali pubblici.
L'aspetto più importante, dal punto di vista collettivo, è rappresentato invece dalla sistemazione dell'area di 2 mila 185 metri quadri antistante il municipio, che verrà trasformata in uno spazio polivalente, lastricato in pietra e porfido, in grado di ospitare iniziative pubbliche di vario genere, da quelle culturali ai mercatini. L'intera superficie verrà rialzata allo stesso livello del municipio e sarà accessibile percorrendo varie rampe inclinate, mentre lungo il perimetro scorrerà un ruscello artificiale con alcuni giochi d'acqua. Sul fronte antistante il municipio e lungo via Roma verranno piantati anche alcuni alberi per impreziosire l'insieme e ai bordi della piazza vi saranno alcune panchine in pietra. Nell'ambito del progetto è stato individuato, lungo via Roma, sull'angolo opposto alla farmacia il luogo in cui collocare il monumento a Carlo Menon, fondatore delle officine omonime.
Infine verrà sistemato il tratto di via Roma tra l'ex consorzio ed il municipio, dove è prevista una nuova pavimentazione, la realizzazione di parcheggi ed un percorso pedonale. I costi sono stimati in 414 mila euro per il rifacimento della piazza e 56 mila per l'intervento in via Roma.


 

Il Gazzettino di Treviso - 12 febbraio 2002

RONCADE Siglato il Programma integrato di Riqualificazione urbanistica e ambientale che riguarda la piazza del municipio, l’ex consorzio agrario, spazi verdi e parcheggi

Cambierà volto il centro storico del paese

Il presidio dei carabinieri diventerà "stazione media" e verranno realizzati altri due alloggi per le famiglie dei militari

Roncade

Una nuova piazza di fonte al Municipio, un nucleo storico come quello del Consorzio Agrario recuperato, nuovi spazi verdi e altri parcheggi.

Il tutto riguarda una parte del pieno centro storico di Roncade e sarà pronto fra circa un anno e mezzo. Annunciata durante una conferenza stampa tenutasi ieri, l'innovazione, siglata con un Programma Integrato di Riqualificazione Urbanistica ed Ambientale (Piruca), adottato il 6 febbraio dalla Giunta punta a migliorare l'aspetto del paese, rivalutando da una parte un rudere in abbandono dopo vicissitudini economiche dei proprietari e dall'altra un giardino degradato, del quale però si spera vengano salvate le bellissime magnolie.

Gli attuali proprietari dell'area ex Consorzio (la So.Ve.Im. Srl) si sobbarcheranno l'intera spesa (scomputati i vari oneri di urbanizzazione): circa 414mila euro destinati al rifacimento della piazza (che verrà lastricata in pietra e sulla quale sorgeranno una fontana, dei corsi d'acqua artificiali ed un monumento), 56mila euro per le opere di pubbliche di via Roma e 112mila euro per quelle sull'area di 200 metri quadrati davanti al consorzio che il Comune acquisterà e che ospiterà un parcheggio, del verde e due percorsi pedonali conducenti agli argini del fiume Musestre.

La norma regionale n° 61 consentirà l'aumento volumetrico dei fabbricati del 15\% che passeranno dagli attuali 17830 metri cubi a 20504, con l'innalzamento degli edifici di più di un metro e mezzo. Durante la conferenza stampa il sindaco Ivano Sartor ha inoltre annunciato il potenziamento ufficiale del presidio dei Carabinieri di Roncade, che viene così elevato a Stazione "Media", lo stesso grado di quella di Mogliano.

"Il cambiamento consente di modulare diversamente i servizi alla cittadinanza - precisa Sartor - che si sarà senz'altro già accorta della presenza più assidua dei militari in centro, ora dotati anche di stazione mobile". La stazione rimarrà ora aperta dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00, col citofono in funzione 24 ore su 24.

"Da parte nostra - continua il primo cittadino - ci impegniamo a fornire in tempi rapidi altri due alloggi alle famiglie dei Carabinieri, inserendone la spesa nel prossimo piano triennale".

Aldina Vincenzi


 

La Tribuna di Treviso - 12 febbraio 2002

IL CASO
L'elettrodotto vicino alle elementari verrà bonificato

g.m.

RONCADE. L'elettrodotto che passa accanto alla scuola elementare Andrea Musalo di Biancade di Roncade verrà bonificato, in modo da eliminare l'inquinamento elettromagnetico rilevato in alcuni locali della struttura scolastica e nel giardino retrostante l'edificio. I genitori dei bambini della scuola hanno dunque raggiunto l'obiettivo che si erano posti quando da alcune rilevazioni eseguite dall'Arpav, l'agenzia regionale per la protezione ambientale, era emerso che in alcune aule i valori di induzione magnetica superavano i limiti fissati dalle norme regionali per i «siti sensibili» tra i quali vi sono le scuole.
L'amministrazione comunale in un primo momento aveva minimazzato il rischio, poi, anche per le pressioni dei genitori e le sollecitazioni di alcuni consiglieri comunali di opposizione, aveva annunciato la disponibilità ad eseguire l'intervento. La possibilità di risolvere il problema in tempi brevi è diventata una certezza nei giorni scorsi, dopo che il Comune ha raggiunto un'intesa con i proprietari di alcune aree edificabili, che rientravano nella zona «a rischio» a causa della presenza dell'elettrodotto.
Entro qualche settimana l'amministrazione comunale stipulerà con la Terna, la società del gruppo Enel che gestisce l'elettrodotto ad alta tensione Salgareda-Treviso sud, un accordo che prevede lo spostamento ed innalzamento di tre tralicci che sostengono i cavi elettrici e la trasformazione di due campate della linea da «terna singola» a «terna doppia», verrà cosi eliminata l'induzione magnetica all'interno della scuola e la distanza di rispetto dall'elettrodotto, nella quale è vietata la nuova edificazione, verrà ridotta dagli attuali 70 metri a 25 metri. L'altezza minima dei cavi rispetto al terreno verrà inoltre elevata a 15 metri. L'intervento consentirà di ridurre anche l'esposizione ai campi magnetici delle abitazioni situate nella zona di via Rossi.
La spesa di 266 mila e 500 euro, circa mezzo miliardo di lire, verrà divisa, in parti uguali, tra il Comune, i proprietari della lottizzazione «al Colmello» di via Rossi, e Giacomo Archiutti, proprietario di un altro terreno edificabile situato nella zona. I lavori verranno eseguiti entro sei mesi dal del rilascio dell'autorizzazione da parte dei ministeri competenti.


 

Il Gazzettino di Treviso - 12 febbraio 2002

RONCADE Resi noti i primi dati sull’inquinamento elettromagnetico che riguarda la scuola elementare di Biancade

Niente elettrosmog durante le lezioni

Raggiunto anche un accordo giunta-privati per bonificare la linea sopra due aree residenziali

Roncade

Sono stati resi noti ieri i primi dati sull'inquinamento elettromagnetico che colpisce la scuola elementare "A. Musalo" di Biancade e la prossima settimana il sindaco di Roncade, Ivano Sartor, li esporrà dettagliatamente anche ai genitori degli alunni. Un black out sembra abbia cancellato la possibilità di esaminare i valori emersi fino al 15 gennaio; le misurazioni si riferiscono quindi ai soli tre giorni successivi. Il valore medio registrato è di poco superiore ai 0.2 microtesla ed è relativo all'aula più esposta, non usata per le lezioni. I picchi invece si registrano prima dell'entrata dei bambini nella scuola, fino alle 7 del mattino, quando gli alunni sono appena usciti (verso le 13) e di sera dopo le 21. L'aumento di intensità delle onde rilevato dal misuratore ARPAV installato nel plesso scolastico è dovuto al fatto che l'elettrodo serve una linea che accumula energia. Tempestiva l'interrogazione urgente posta all'amministrazione comunale dal consigliere Boris Mascìa, di Roncade Domani, che chiede al sindaco di riferire in consiglio comunale sui risultati delle misurazioni dell'elettromagnetismo effettuate dalla data di installazione del monitor a questo momento.

Intanto ha preso forma l'accordo tra giunta e privati (i proprietari della lottizzazione Al Commello e Giacomo Archiutti) che hanno sottoscritto un impegno a sostenere ciascuno un terzo del costo della bonifica di due campate (più di 266mila euro), con l'innalzamento dei cavi, nel punto più basso, fino a raggiungere i 15 metri di altezza e con lo spostamento dei tralicci che consentirà di restringere la fascia di rispetto voluta dalla legge da 70 a 25 metri. Si risolverà così il problema urbanistico anche per le due aree residenziali di via Rossi e via Paris Bordone, nel centro della frazione. Per dare il via all'intervento bisogna attendere l'autorizzazione ministeriale, ma nel giro di una settimana, i lavori potranno poi essere completati.

Aldina Vincenzi


 

Il Gazzettino di Treviso - 22 febbraio 2002

Immigrati, la Lega chiede il referendum

Roncade

Un referendum per opporsi al "ghetto": i rappresentanti della Lega Nord-Liga Veneta di Roncade denunciano la fretta sospetta a rendere fattivo l'accordo tra Unindustria e Comune per la cessione in uso gratuito per 12/14 anni di un terreno in prossimità del centro. Terreno sul quale verrebbero edificati alloggi destinati agli extracomunitari che lavorano nel comune. La cessione deve ancora essere discussa in Commissione e riguarderebbe un'area nei pressi del Cerd, come ha affermato il sindaco ieri sera al termine del consiglio comunale. Questo alla vigilia dell'approvazione della legge Bossi-Fini che obbligherà i datori di lavoro a fornire a proprie spese adeguate sistemazioni per i propri dipendenti extracomunitari. "Le liste di collocamento di Roncade - informa il segretario della Lega Nord-Liga Veneta Massimo Stocco - parlano di 400 iscritti. Non bisognerebbe rivedere innanzitutto la loro corretta applicazione? Secondo noi le aziende necessitano di un turn-over di operai pronti ai lavori più umili e retribuiti ai costi minimi che sfavorisce i lavoratori locali. Queste povere persone si adattano a paghe da fame, riescono magari a portare in Italia le loro famiglie e a diventare a tutti gli effetti roncadesi, poi vengono licenziati e si ritrovano a bussare alle porte del Comune. L'amministrazione fa il suo dovere ma questo grava sulle tasche dei cittadini". "Ed è proprio per rispetto della comunità roncadese - gli fa eco il collega di partito Ivano Tonon - che Sartor dovrebbe spiegarsi meglio e gli appartenenti ai gruppi di minoranza decidere davvero da che parte stare. Gli appartamenti, poi, ospiteranno persone di etnìe diverse, non si potrà escludere la possibilità di far entrare delinquenti, chi garantirà la loro pacifica convivenza?" Gli esponenti del Carroccio roncadese propongono al sindaco di indire un referendum per conoscere l'opinione dei cittadini "E se l'amministrazione non risponderà - continua Stocco - siamo pronti a raccogliere noi le 1000 firme necessarie".

Aldina Vincenzi


 

La Tribuna di Treviso - 23 febbraio 2002

Roncade. La sezione del Carroccio spara ad alzo zero contro l'intesa fra Comune e Unindustria Treviso
Case per immigrati, Lega all'attacco
«Ingrassano solo gli industriali, facciamo un referendum»

Giorgio Marcoleoni

RONCADE. La Lega Nord chiede un referendum per stabilire se i cittadini condividono la decisione dell'amministrazione comunale di stipulare un accordo con Unindustria Treviso per la costruzione, su un terreno di proprietà comunale, di alcuni alloggi per lavoratori, in prevalenza extracomunitari. «Se l'amministrazione non volesse organizzare il referendum - precisa il Carroccio - raccoglieremo noi le circa mille firme necessarie per obbligarli a promuovere la consultazione dei cittadini».
Considerato che mille cittadini rappresentano circa il dieci per cento dell'elettorato roncadese è facile prevedere che l'amministrazione, per scelta o perché obbligata, dovrà sottoporre la questione al giudizio della popolazione.
«Noi non critichiamo la scelta di dare una casa ai lavoratori extracomunitari - precisa il segretario della Lega, Massimo Stocco - contestiamo che la terra venga regalata e il fatto che si voglia creare un ghetto a vantaggio degli industriali che si ingrassano, penalizzando i roncadesi, che se hanno bisogno di una casa devono pagarla a caro prezzo».
Il Carroccio accusa tutte le forze politiche roncadesi: l'amministrazione comunale per aver dimostrato «scarso rispetto verso i cittadini in quanto non ha ancora rivelato dove verrebbe realizzato l'immobile»; le opposizioni in consiglio comunale «per non aver espresso una chiara opinione sulla vicenda».
«Il contratto di locazione per questo tipo di alloggi e il rapporto di lavoro sono strettamente collegati, dunque chi perde il lavoro perde anche la casa - osserva il segretario mandamentale Ivano Tonon - è chiaro che, se nel frattempo l'extracomunitario ha ottenuto la residenza a Roncade, il nostro Comune dovrà farsi carico del problema di un cittadino disoccupato e sfrattato. Un rischio altissimo, perché le aziende licenziano i lavoratori stranieri con grande facilità, perché sanno che la disponibilità di manodopera di quel tipo è molto ampia».
La Lega di Roncade è preoccupata anche dal fatto che concentrare in un unico edificio decine di cittadini extracomunitari, porterebbe alla creazione di un «ghetto», che renderebbe difficile l'integrazione. Un altro problema è rappresentato dalla vigilanza, sia per prevenire l'inserimento di persone dedite ad attività illecite, sia per la possibilità che sorgano difficoltà di convivenza tra gli stessi ospiti, date le forti rivalità esistenti tra le diverse etnie dei popoli africani. «Facciamo il referendum - conclude la Lega - sì o no: così sarà la gente di Roncade che avrà scelto e su questo non avremo più niente da obiettare».


 

La Tribuna di Treviso - 26 febbraio 2002

NUOVA GESTIONE A RONCADE
Un terremoto a Ca' Tron
Se ne va Miotto, la tenuta cambia amministratori

Terremoto alla Ca' Tron spa, una delle controllate di Fondazione Cassamarca, quella cui fa capo la maxitenuta che Dino De Poli ha acquistato due anni fa dall'Uls 9. Il presidente del cda, l'avvocato Gianpaolo Miotto si è infatti dimesso.
Al suo posto la Fondazione Cassamarca ha designato Enzo Lorenzon, imprenditore, titolare della Nova Glass, consigliere di Cassamarca spa e già candidato sindaco a Ponte di Piave, fedelissimo di De Poli. Ma le dimissioni del presidente hanno portato anche all'azzeramento del consiglio di amministrazione insediatosi a marzo del 2000 (contestualmente alle altre spa, tutte al 100% di proprietà della fondazione: Università spa, teatri spa, cui si è aggiunta recentemente la Umanesimo Latino spa). Originariamente contava quattro consiglieri, oltre a Miotto: Piero Semenzato, direttore del settore tecnico, e Franco Benincasa, direttore generale di Cassamarca, Rinaldo Feltracco, esponente degli agriturismo, e Giovanni Bordignon. Quest'ultimo, già leader dei giovani della Coldiretti ed ex assessore Dc negli anni '70, è scomparso nel 2001. Feltracco è stato confermato, siederà anche nel nuovo cda. Da dove escono sia Benincasa che Semenzato, ed entra Francesco Zanardo, editore, già presidente dell'Ana cittadina. E' evidente che la presidenza di Lorenzon, uomo di Cassamarca spa, bilancia l'uscita di Benincasa e Semenzato e garantisce le presenza della casa madre.
Cos'è accaduto nella stanze di Ca' Spineda e nella grande macchina del potere depoliano, dove nulla accade per caso? Il rimpastone ha avuto vasta eco negli ambienti economici e politici cittadini, seppure sia rimasta coperta dal massimo riserbo per quasi 10 giorni. Sembra che la filosofia di Miotto, più prudente e attendista, non si sposasse con quella di De Poli e Semenzato, più lanciata. E che in particolare non sia nato il giusto «feeling» sul piano operativo tra Miotto e Semenzato, imprescindibile riferimento tecnico-operativo della galassia di Fondazione.
Il nuovo cda potrebbe dunque essere il segnale di scelte forti per la tenuta, che dovrebbe diventare un polo naturalistico scientifico di primo livello, a cavallo fra turismo, ecologia e ricerca. Il migliaio di ettari a cavallo fra le province di Treviso e Venezia dispone infatti di vecchi casali che possono diventare strutture di ricettività agrituristica, ma anche di spazi che sono destinati a diventare culle delle facoltà di Agraria e laboratori per le più moderne ricerche. Le premesse per un polo di grande attrazione.


 

La Tribuna di Treviso - 27 febbraio 2002

APPELLO DEL SINDACO DI RONCADE
«Sulle case agli immigrati gli industriali contrastino la Lega»
Dopo l'accordo con Unindustria il Carroccio minaccia un referendum

di Giorgio Marcoleoni
RONCADE. Scarsa comprensione del problema e strumentalizzazione di matrice razzista: sarebbero queste, secondo Ivano Sartor, sindaco di Roncade, le ragioni dalle critiche della Lega Nord all'accordo fra il Comune e Unindustria per la realizzazione di alloggi per lavoratori extracomunitari. «Chiunque ha la possibilità di promuovere un referendum», replica Sartor alla Lega.
«Ma in realtà - prosegue il primo cittadino - mi auguro che, se la questione verrà spiegata correttamente, la Lega Nord incontrerà difficoltà nel raccogliere le firme necessarie. L'impressione - dice Sartor - è che il problema venga agitato strumentalmente da una forza politica di espressione xenofoba e razzista, prossima alla sparizione, che non è nemmeno più rappresentata in consiglio comunale».
Il sindaco precisa che l'immobile per i lavoratori (extracomunitari e no) dovrebbe sorgere nella zona artigianale dei «tombotti», nei pressi del centro per la raccolta differenziata dei rifiuti ed è destinato a una ventina di persone, per cui non inciderà sulla struttura sociale di Roncade e non sarà un ghetto.
Inoltre il Comune di Roncade non regalerà nulla, perché il terreno verrà affidato in comodato d'uso e alla scadenza della convenzione tornerà, assieme all'immobile, nella disponibilità comunale, la quale potrà utilizzarlo come vorrà.
«In commissione Attività produttive - aggiunge il primo cittadino roncadese - gli imprenditori locali hanno espresso grande apprezzamento per l'iniziativa che risolve un problema che da soli non sarebbero in grado di affrontare: quello di dare un alloggio dignitoso a lavoratori indispensabili per mandare avanti le aziende. A questi imprenditori rivolgo un appello perché escano dal silenzio e si oppongano all'iniziativa della Lega».
«Siamo favorevoli anche noi di "Roncade domani" - interviene il consigliere di opposizione, Boris Mascia - perché non viene regalato nulla a nessuno. Le case non sono destinate solo a extracomunitari, ma anche a lavoratori italiani di altre regioni e, finita la convenzione, l'immobile diventerà comunale, con un guadagno per tutta la collettività. Inoltre c'è la garanzia che chi sgarra verrà buttato fuori e quindi non ci sono pericoli dal punto di vista dell'ordine pubblico».

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