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rassegna stampa - archivio

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  Dicembre 2001

 


 

Il Gazzettino di Treviso - 1 dicembre 2001

Musestre, primo sì del Tar al ricorso da parte del comitato antidiscariche

Roncade

È di ieri la notizia che il Tar Veneto ha accolto parzialmente il ricorso presentatogli dal Comitato contro le Discariche di Musestre e dai proprietari dei terreni confinanti la discrica di inerti Bonatto (lotto B), situata in territorio di Roncade e addiacente la tristemente famosa Clauda Augusta, dichiarando valida la sospensiva dell'attività in questione.

In un primo tempo la Provincia ha dato il via libera allo stoccaggio di amianto nel sito, confrontata da una precedente sentenza del Tar che ha riconosciuto la facoltà di portare rifiuti simili in discarica. Una recente normativa Cee che definisce tossico l'amianto, però è stata recepita dal Tribunale Amministrativo Veneto dopo che il Comitato contro le Discariche di Musestre si è attivato per cercare di sospendere l'attività dello stoccaggio, provando a coinvolgere anche il comune che, però ha rifiutato il suo interessamento perchè sconsigliato dai legali.

"Appenderò io uno striscione in Comune, questa volta" esclama uno dei rappresentanti il Comitato, Simone Maculan.

Lucio Zaninotto, la cui consulenza tecnica è stata fondamentale anche per questa vittoria, però, è più cauto. "Vedremo se l'accoglimento del ricorso riguarderà proprio l'amianto, ci auguriamo naturalmente che sia proprio questo il nodo che ha portato alla sospensiva".

Stamattiva verrà ufficializzata la pratica.

Aldina Vincenzi


 

La Tribuna di Treviso - 4 dicembre 2001

Nel week-end quattro arresti e otto denunce da parte dei carabinieri di Treviso
Vende per buoni prodotti scadenti
In manette quarantaduenne di Roncade


d.f.

Quattro arresti ed otto denunce a piede libero: è il bilancio del week end dei carabinieri della Compagnia di Treviso, che hanno messo in atto un articolato piano di prevenzione e controllo del territorio, facendo scattare le manette ai polsi di quattro persone e segnalandone alla Procura altre otto.
Quattro persone sono finite in manette per droga e truffa, mentre altre otto sono state denunciate per possesso ingiustificato di sostanze stupefacenti.
Per possesso di eroina, hascisc e marijuana i carabinieri della Compagnia hanno segnalato otto persone: si tratta di un operaio 23enne di Quinto, di un impiegato 26enne di Preganziol, di un nullafacente 40enne di Colle Umberto, di un nullafacente 30enne di Vittorio Veneto, di una casalinga 40enne di San Biagio, di un 45enne operaio di Cappella Maggiore, di un operaio 34enne di Godega, di un operaio 36enne di Oderzo. Gli otto sono stati trovati in diversi luoghi e durante diversi posti di blocco. A tutti è stata notificata una segnalazione a piede libero per possesso ingiustifacato di sostanze stupefacenti.
A Mogliano, i carabinieri della locale stazione hanno arrestato Walter Candian, 47 anni, residente in via Tommasini, disoccupato e pregiudicato: deve scontare due mesi di reclusione per furto e la condanna è diventata esecutiva da qualche giorno.
A Roncade, i carabinieri della stazione hanno tratto in arresto Massimo Casagrande, 42 anni, residente in via Bastia: da un mese è diventata definitiva una condanna per truffa. L'uomo era riuscito a rifilare bidoni a mezzo paese, vendendo prodotti scadenti per buoni e smerciando assegni a vuoto. E' stato accompagnato nel carcere circondariale di Santa Bona.
I carabinieri di San Biagio invece hanno arrestato William Carretta, 21 anni, pregiudicato, residente in via 2 giugno. Deve scontare cinque mesi di reclusione per furto aggravato.
A Mogliano i carabinieri della stazione hanno arrestato il marocchino Mohammed Lemkhantere, 31 anni, residente in via Bonisiolo. E' stato trovato in possesso di 70 grammi di hascisc, pronti per lo spaccio. L'uomo è stato fermato durante un posto di blocco a Mogliano. Perquisita anche la sua abitazione, dove i militari hanno rinvenuto materiale per confezionamento.
L'hascisc che possedeva era evidentemente destinato allo smercio nella zona di Mogliano.


 

Il Gazzettino di Treviso - 4 dicembre 2001

RONCADE Accordo raggiunto con Unindustria

Case per extracomunitari in un terreno comunale

Roncade

Anche Roncade ha deciso di collaborare fattivamente alle iniziative a medio termine di seconda accoglienza promosse da Unindustria per creare alloggi da assegnare ad extracomunitari in regola e con lavoro fisso. A breve sarà disponibile un terreno comunale che verrà assegnato in comodato ad Unindustria. L'associazione ne usufruirà per la costruzione di un fabbricato con alloggi per 2-3 persone ciascuno, fino ad una capienza di una ventina di inquilini, che verranno dati in affitto alle aziende che li richiederanno per i loro dipendenti. Lunedì scorso il sindaco Ivano Sartor ha riunito una consulta per le attività produttive alla quale hanno partecipato, tra gli altri, rappresentanti di istituti di credito e imprenditori locali che hanno accolto l'iniziativa con favorevole unanimità. Altra novità riguarda lo stoccaggio dei rifiuti: si terrà venerdì alle 11.30 la presentazione della nuova area Cerd (Centro Raccolta Differenziata) di Roncade che passerà da quella che era la sistemazione provvisoria di via Perinotto - nelle vicinanze delle scuole medie - a via Tintoretto, in zona artigianale lungo la Treviso Mare. La struttura, costata circa 200 milioni, non sarà solo più ampia, ma faciliterà lo sversamento dei rifiuti tramite un sistema di riempimento facilitato da una rampa. «Inoltre - dichiara il sindaco Ivano Sartor - si adotterà il pugno di ferro contro gli arroganti che vorrebbero portare rifiuti che andrebbero stoccati altrove a pagamento o che, seppur non residenti nel comune di Roncade, vorrebbero approfittare del servizio». Per questo l'Amministrazione farà supportare la vigilanza del personale della Contarina con un rappresentante della Polizia Municipale, addetto al controllo delle generalità. Infine, è ufficialmente stata aggiudicata la gestione del nuovo impianto natatorio di Roncade all'Associazione Temporanea d'Imprese costituita da Ss. Ranazzurra di Conegliano, Ss. Mirano Nuoto di Mirano e A.S. Serenissima Nuoto di Mestre. La scelta della seconda classificata ha già sollevato un contenzioso.

Aldina Vincenzi


 

La Tribuna di Treviso - 5 dicembre 2001

Musestre, abitanti soddisfatti
Il Tar: «No all'amianto nella discarica Agozzo»
Smaltimento sospeso

g.m.

RONCADE. Il Tribunale amministrativo (Tar) del Veneto ha sospeso lo smaltimento di amianto nella discarica dell'Agozzo, a Musestre di Roncade. E' stata infatti accolta l'istanza di sospensione presentata dall'Associazione per la tutela dell'ambiente di Musestre e dai cittadini residenti nei pressi della discarica. La vicenda è iniziata quando la Provincia ha autorizzato l'ampliamento della discarica di inerti gestita dalla ditta Bonatto, consentendo anche lo smaltimento di fanghi della laguna di Venezia e dell'amianto, due materiali che a giudizio dell'Associazione e dei cittadini non sono classificabili come inerti e perciò dovrebbero essere smaltiti in discariche per rifiuti speciali. I giudici amministrativi hanno rilevato che, per quanto riguarda l'amianto, l'autorizzazione poteva essere rilasciata soltanto con il parere favorevole dei vari enti territoriali, tra i quali l'ente Parco del Sile, il consorzio di bonifica destra Piave ed il comune di Roncade. Pareri che non ci sono. Così è scattata la sospensione, che al momento dell'esame definitivo del ricorso potrebbe trasformarsi nell'annullamento dell'autorizzazione. La decisione del Tar è stata accolta con soddisfazione dall'Associazione tutela ambiente di Musestre. Il Comune aveva rinunciato a presentare il ricorso, perchè convinto che sarebbe stato respinto.


 

La Tribuna di Treviso - 5 dicembre 2001

Appuntamento con l'originale gruppo
Al New Age con i Gong jazz e punk spaziale

RONCADE. Appuntamento con i Gong, questa sera alle 22, al New Age di Roncade. Nel trentesimo anniversario della loro carriera questi eccentrici hippies son tornati con un nuovo album: «Zero to infinity». Cosa si può dire dei Gong se non che difficilmente si può trovare un progetto simile al loro? I Gong intessono la loro originale magia con un'immaginativa mistura di jazz fusion, eurorock, musiche del mondo orientale, no wave newyorkese, punk spaziale, jazz house e psichedelia elettro acustica. Sedimentato a Parigi durante le rivolte studentesche del'68, il potere segreto dei Gong risiede nella combinazione tra il caos politico e le loro scelte di eccellenti musicisti. Oggi ai membri originari della formazione Daevid Allen, Gilli Smyth, Mike Howlet e Didier Malerbe si sono uniti il sassofonista Theo Travis e l'ex batterista dei Soul II Soul, Chris Taylor. Questo inusuale incontro di diverse energie crea un intrigante miscela di canzoni e di elegante capacità d'improvvisazione.


 

La Tribuna di Treviso - 8 dicembre 2001

A Roncade un'area per immigrati
Il Comune disponibile a concedere un terreno a Unindustria
per la costruzione di alloggi per 20-25 dipendenti di aziende locali

di Giorgio Marcoleoni

 
RONCADE. Potrebbe sorgere a Roncade uno dei primi edifici della Marca destinato ad alloggiare cittadini extracomunitari dipendenti da aziende. L'amministrazione comunale ha comunicato a Unindustria la disponibilità a concedere un'area propria per la costruzione di un edificio dove alloggiare tra le venti e venticinque persone, in miniappartamenti con un massimo di tre posti ciascuno.
«L'ipotesi è stata esaminata prima dalla giunta - spiega il vicesindaco Tarcisio Rigato - poi dalla consulta comunale per le attività produttive e infine dall'intero gruppo consiliare di maggioranza, che hanno espresso parere favorevole, perciò abbiamo comunicato tale disponibilità a Unindustria, che ora dovrà verificare il reale interesse e la disponibilità degli industriali per la realizzazione del progetto».
Il Comune concederebbe il terreno in comodato gratuito per un periodo compreso tra i dieci e quindici anni, per consentire agli industriali di ammortizzare i costi di costruzione dell'edificio.
Dopo tale periodo terreno e fabbricato diventerebbero di proprietà dell'amministrazione comunale, che potrebbe gestire direttamente la locazione, stipulare una nuova convenzione con qualche associazione o ente, oppure vendere gli immobili.
«Abbiamo previsto che i cittadini immigrati, ovviamente regolari e con un posto di lavoro, possano utilizzare questi alloggi per un massimo di tre anni - aggiunge Rigato - perché il nostro è un tentativo di accompagnarli nella difficile fase dell'inserimento nel mondo del lavoro e nella nostra società, ma dopo devono dimostrare di essere autonomi, anche nel trovare un alloggio definitivo, che è una delle condizioni fondamentali per realizzare la ricongiunzione familiare.
«Seguendo le indicazioni di Unindustria - prosegue il vicesindaco - abbiamo individuato un terreno situato in una zona urbanizzata e non periferica, per favorire l'integrazione degli immigrati con la comunità locale - conclude il vicesindaco di Roncade - però in attesa della risposta degli industriali preferiamo non rivelare dove si trova».
Gli alloggi verrebbero assegnati garantendo il diritto di precedenza agli immigrati dipendenti da aziende con sede a Roncade, seguiti da quelli impiegati nei comuni limitrofi e, se dovessere rimanere dei posti liberi, ai dipendenti di imprese artigiane.


 

La Tribuna di Treviso - 11 dicembre 2001

Muore a poche ore dallo schianto
San Cipriano: è deceduta ieri mattina Maria Berto, 65 anni
finita domenica con l'auto contro un camion a Monastier
Ferito anche il marito ma le sue condizioni non sono gravi


RONCADE. Maria Berto non ce l'ha fatta. La donna di San Cipriano, 65 anni, residente in via Duse 8, è deceduta ieri mattina, poco dopo le ore 8, nella Rianimazione dell'ospedale Ca' Foncello di Treviso a causa dei gravi traumi e delle gravi ferite riportate nell'incidente stradale verificatosi domenica sera alle 21,45 a Monastier, lungo il tratto della strada provinciale 64 denominata via Barbarana. La donna era in auto, una Fiat Uno, assieme al marito Francesco Idra, 74 anni, quando per cause ancora in corso di accertamento da parte dei carabinieri di Treviso, si è schiantata contro un camion della ditta di autotrasporti «Bergamo» che stava facendo manovra per immettersi lungo la strada provinciale.
I due stavano facendo ritorno a casa dopo aver fatto visita alla figlia Adriana che abita a Ponte di Piave. L'uomo alla guida della vettura ha cercato in tutti i modi di evitare il mezzo pesante. Ma è stato inutile. L'auto si è schiantata contro il camion danneggiandosi in modo compromettente. In seguito al violento impatto ha avuto la peggio Maria Berto, che occupava il posto di fianco al marito. L'uomo si è reso conto di quanto accaduto e, viste le gravissime condizioni della moglie, ha cercato di dare l'allarme. Tra i primi soccorritori sul luogo dell'incidente è accorso Giuseppe Bergamo, titolare della casa di spedizioni e autotrasporti nazionali e internazionali da dove si era messo in viaggio il camion condotto dal bosniaco Muho Kurzovic, 37 anni, di Valdobbiadene, che doveva trasportare il carico di cellulosa a Riva del Garda.
Sul posto dell'incidente si sono portati i vigili del fuoco del distaccamento di Motta di Livenza che hanno estratto la donna dalle lamiere contorte dell'auto distrutta. Successivamente Maria Berto è stata caricata sull'ambulanza del Suem dell'Usl 9 ed è stata trasportata al pronto soccorso dell'ospedale Ca' Foncello di Treviso. La donna è stata subito sottoposta a terapie intensive. E' stata ricoverata nella terapia intensiva della Rianimazione dove è spirata ieri mattina. E' stato trasportato all'ospedale anche il marito della vittima, Francesco Idra, operaio in pensione della «Mangimi Purina»: ha riportato la frattura del polso della mano destra e traumi vari. E' ricoverato nel reparto di Medicina d'urgenza.
Maria Berto era originaria dal Padovano. Casalinga, oltre al marito, lascia tre figlie Valeria, Rosanna e Adriana. Il funerale verrà celebrato nella chiesa parrocchiale di San Cipriano non appena la magistratura concederà il nulla osta per la sepoltura.


 

Il Gazzettino di Treviso - 11 dicembre 2001

RONCADE E’ spirata all’ospedale di Treviso Maria Berto, 65 anni, coinvolta in un incidente a Monastier

Auto contro camion, muore casalinga

Sulla Punto con lei l’altra sera viaggiava anche il marito che è rimasto praticamente illeso

Roncade

E' deceduta ieri mattina nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Ca' Foncello di Treviso Maria Berto, casalinga 65enne di Roncade, vittima di un incidente accaduto l'altra sera a Monastier.

La signora stava tornando a casa con la Punto guidata dal marito, Francesco Idra, 74 anni, operaio in pensione, quando l'auto si è schiantata contro un camion sulla Provinciale 64 in località San Pietro Novello all'altezza del civico 148, sede della ditta "Giuseppe Bergamo".

L'autocarro, guidato da un bosniaco trentasettenne con regolare permesso di soggiorno, si è immesso sulla provinciale con una manovra ora al vaglio del nucleo radiomobile dei Carabinieri di Treviso accorsi sul luogo dell'incidente per i rilievi insieme ai Vigili del fuoco.

Francesco Idra non ha mai perso conoscenza e subito dopo l'impatto è sceso dalla vettura accartocciata per raggiungere una casa vicina e chiamare un'autoambulanza in soccorso della moglie rimasta priva di sensi sulla Punto.

Una volta giunta al Pronto soccorso la donna è apparsa ai medici subito gravissima, mentre al marito sono state riscontrate solamente leggere contusioni guaribili in qualche giorno.

La coppia viveva nella frazione roncadese di San Cipriano, in via Duse; godeva del grande rispetto che si nutre in presenza di un matrimonio perfettamente riuscito, di due caratteri schietti e modesti uniti dai costumi sobri. Francesco e Maria sono descritti come grandi appassionati di tutto ciò che concerne la cultura religiosa.

Maria Berto lascia tre figlie, Valeria, Adriana e Rosanna e diversi nipoti. I funerali non sono ancora stati fissati.


 

Il Gazzettino di Treviso - 11 dicembre 2001

Renzo Biasetto, originario di Roncade, emigrato da oltre 40 anni non ha esitato un attimo ad aiutare il fratello malato

Torna dall'Australia per donare un rene

Questa mattina al Centro trapianti del Ca’ Foncello la delicata operazione coordinata dal prof. Di Falco

Roncade

E' tornato dall'Australia per fare un regalo prezioso al fratello ammalato di diabete da 5 anni: da quando ha saputo della malattia di Marino, Renzo Biasetto, 60 anni, originario di Roncade, ha sempre insistito per donargli un rene e appena il fratello ha accettato non ha esitato un attimo e ha preso il primo volo per l'Italia. Renzo da 40 anni vive nell'altro emisfero, lì si è sposato e ha lavorato, ma non ha mai dimenticato le sue radici e i suoi cari.

Marino e Renzo stamattina verranno operati in due sale operatorie distinte del Centro Trapianti del Ca' Foncello di Treviso. Non appena l'equipe di medici della Terza Chirurgia diretta dal professor Giuseppe di Falco avrà prelevato il rene, questo verrà immediatamente trapiantato nell'ammalato.

«E' una tecnica con prassi già consolidata - dichiara il dott. Di Falco - a Treviso è stata attuata per la prima volta a metà degli anni '80. Si tratta di un intervento che dà le migliori garanzie per il trapiantato, oltre che offrire un rischio quasi azzerato per il donatore».

Marino Biasetto, 54 anni ex brigadiere dei Carabinieri, è ricoverato da ieri al Centro Trapianti ed è molto sereno: «Sono preoccupato di non essere preoccupato. Qui mi sono sempre trovato molto bene - sorride - e i medici mi sono stati vicini anche psicologicamente. Il dottor Carlo Bocci di Nefrologia, in particolare, è sempre stato disponibilissimo e di grande aiuto. I primi due-tre mesi sono stati duri, non accettavo l'idea di non poter fare più sport, di non potermi più muovere da casa. Mi sono convinto ad accettare il rene di mio fratello con grandissimi scrupoli di coscienza, non mi perdonerei se qualcosa andasse storto. Ma la mia vita non si può più definire tale e prendendo anche in considerazione questo grande desiderio di mio fratello mi sono convinto a fare il passo fatidico. Non finirò mai di ringraziarlo perché riesce a compiere un gesto che io stesso non so se avrei la forza di fare». La glomerulonefrite cronica con insufficienza renale di cui soffre Biasetto lo costringe ormai da giugno a 4 dialisi peritoneali giornaliere.

Le liste di attesa per i trapianti sono lunghissime (solo a Treviso sono circa duecento i pazienti che aspettano), tanto che i chirurghi stanno prendendo in considerazione di aumentare il numero di operazioni con reni asportati a cuore già fermo; ma anche se eticamente è sempre preferibile usare organi di persone già decedute, i medici ritengono giusto divulgare la possibilità di donazione da viventi, tecnica raccomandata anche dal Nit (Nord Italia Transplant) per abbassare, anche se in maniera non così significativa, la differenza tra disponibilità di organi e richiesta degli stessi.

Aldina Vincenzi


 

La Tribuna di Treviso - 12 dicembre 2001

Eccezionale «scambio» di organi tra viventi, medici al lavoro per sette ore. Ricevente e donatore sono di Roncade
Ca' Foncello, trapianto di rene tra fratelli
E' il primo intervento del genere effettuato all'ospedale di Treviso


Per la prima volta, a Treviso - la seconda nel Veneto - un trapianto di rene tra viventi è stato eseguito ieri per via laparoscopica, utilizzando, cioè, una tecnica mini invasiva che riduce al minimo l'ampiezza delle incisioni sul donatore e sul paziente grazie all'impiego di bracci meccanici robotizzati che «operano» con il controllo esterno da parte del chirurgo. La notizia è stata comunicata nel tardo pomeriggio di ieri dallo stesso primario del reparto di Terza Chirurgia dell'ospedale Ca' Foncello, Giuseppe Di Falco, poco dopo la conclusione del doppio intervento durato, complessivamente, circa sette ore.
L'operazione, ha confermato Di Falco (nella foto, il chirurgo), è tecnicamente riuscita ed è destinata a rivoluzionare le tradizionali metodiche di trapianto da vivente, riducendo notevolmente il trauma, soprattutto per il donatore. L'intervento sarà illustrato domani mattina, all'ospedale di Treviso, in una conferenza stampa durante la quale saranno mostrate ai giornalisti alcune immagini registrate in sala operatoria nel corso dell'eccezionale intervento portato a termine al Ca' Foncello.
Donatore e ricevente sono due fratelli di Roncade, rispettivamente Renzo e Marino Biasetto, di 60 e 54 anni, il primo dei quali emigrato in Australia una quarantina d'anni fa e ritornato in patria nei giorni scorsi proprio per consentire al congiunto di tentare in questo modo di guarire da una grave forma di glomerulonefrite cronica.
La storia dei due fratelli roncadesi è degna del libro Cuore. Come descrivere diversamente l'amore che per quarant'anni Renzo ha continuato a coltivare per la sua famiglia di origine, pur essendo emigrato in Australia ed eseendosi formato lì una famiglia sua? E che dire di Marino che a lungo ha rifiutato il dono del fratello temendo di metterne in pericolo la salute e solamente quando è stato evidente che non aveva altre speranze di sopravvivere si è rassegnato ad accettare?
Ex brigadiere dei carabinieri, Marino Biasetto è stato per mesi ricoverato nel reparto di Nefrologia ed è stato seguito particolarmente dal dottor Carlo Bocci. E' affetto da glomerulonefrite cronica che causa un'insufficienza renale la quale negli ultimi tempi lo costringeva a quattro dialisi peritoneali al giorno.
Trovare un donatore non è cosa semplice, fortunatamente in suo soccorso è arrivato il fratello maggiore di 6 anni, partito da Roncade per far fortuna quando ne aveva solamente 20 e che non se la sentiva di lasciar morire quel suo fratellino senza tentare l'impossibile. Le liste di attesa per i trapianti sono lunghissime (solo a Treviso sono circa duecento i pazienti in attesa). Una lista che gli espianti da persone decedute non riesce ad esaurire. Per questo sono in aumento i trapianti da donatori viventi.
Una tecnica che è stata consigliata anche dal Nit (North Italia Transplant) che ha recentemente tenuto un convegno di due giorni a Monastier a cui ha partecipato anche il ministro della sanità Gerolamo Sirchia.


 

Il Gazzettino di Treviso - 12 dicembre 2001

Treviso
Ieri nel tardo pomeriggio ...

Treviso

Ieri nel tardo pomeriggio all'ospedale regionale Ca' Foncello di Treviso, Marino Biasetto, 54 anni di Roncade, l'ex brigadiere dei carabinieri in pericolo di vita a causa di una grave forma di glomerulonefrite cronica, ha ricevuto in dono dal fratello Renzo un rene, la vita. L'intervento chirurgico è perfettamente riuscito. I medici, per ovvie ragioni, ieri sera al termine dell'impresa, hanno preferito mantenere uno stretto riserbo sullo stato di salute del paziente. Comunque si sa che si è trattato di un'operazione durata tutto il pomeriggio, eseguita con i più moderni e sofisticati ausili tecnologici, condotta a buon fine. Due équipe di esperti si sono avvicendate intorno ai corpi anestetizzati dei due fratelli: quella chirurgica coordinata dal professor Giuseppe Di Falco, primario della 3. Chirurgia e quella del dottor Gilberto Calconi primario di Nefrologia.

Dietro la cronaca puramente clinica del caso, rimane la vicenda dei due fratelli Biasetto: quello giunto apposta dall'Australia per donare all'altro rimasto a casa una parte della propria vita. «Stai male, i tuoi reni non funzionano? Rischi la vita? Vengo io, vengo in tuo aiuto. Io ti donerò il rene sano di cui hai bisogno». L'altro malato e senza troppe speranze. E' quasi la trama di un bel film a lieto fine: lui, Renzo Biasetto, 60 anni, nativo di Roncade, finito in Australia da ragazzo e mai più tornato. Il fratello Marino...chissà quante telefonate, chissà quanti contatti da un capo all'altro del mondo prima della decisione, prima di trovare il coraggio di accettare un dono così grande che avrebbe potuto mettere a repentaglio la vita di entrambi.

Ed eccola la cronaca di quanto successo in sala operatoria: le due équipe hanno adottato una tecnica di intervento per via laparoscopica, ossia mini invasiva grazie all'utilizzo di sonde alle quali sono applicati i "ferri" chirurgici e l'obiettivo minuscolo di una telecamera. Solo le sonde entrano nel corpo del malato e ciò consente di non praticare grossi tagli nei tessuti e di abbassare notevolmente la percentuale di rischio. I chirughi operano pilotando dall'esterno le sonde grazie alla visione dell'interno del corpo umano attraverso uno schermo televisivo. A Treviso, questa particolare metodica, ormai comunemente utilizzata in molte altre patologie, è stata adottata soltanto ieri per il trapianto di rene tra i viventi. E si tratta della seconda volta nel Veneto. Dunque un evento di grande importanza anche in campo chirurgico. Il professor Di Falco ha ammesso che l'operazione è tecnicamente riuscita ed è destinata a rivoluzionare le tradizionali metodiche di trapianto da vivente. I particolari saranno illustrati domani nel corso di una conferenza stampa attraverso alla proiezione di alcune immagini registrate in sala operatoria.

Gianni Novara


 

Il Gazzettino di Treviso - 12 dicembre 2001

5 ANNI DI ODISSEA

La terribile notizia dopo un normale controllo medico Ora per l'ex brigadiere dei carabinieri un nuovo futuro

Roncade

La decisione di donare il rene in Italia dev'essere sottoposta a prove importanti per verificare la spontaneità e le motivazioni, oltre che la compatibilità con il soggetto ricevente. È per questo che Renzo Biasetto residente in Australia ma originario di Roncade, prima dell'intervento di ieri pomeriggio è stato sottoposto a diversi test medici (il parere in quest'ambito è stato chiesto al dott. Gianfranco Mora della 3. chirurgia del Ca' Foncello) e psicologi; l'uomo, perfettamente adatto al prelievo in favore del fratello Marino, ha dovuto inoltre seguire un'impegnativa trafila burocratica tra Italia e Ocania. Anche la moglie è dovuta tornare in Australia per completar l'iter e le pratiche necessari a portare a termine il cammino e poter regalare al fratello, oltre che un rene, anche la possibilità di una vita nuovamente piena.

Marino Biasetto è infatti un uomo dai tratti signorili, alto e asciutto, che trattiene a stento l'energia di cui non può più usufruire per il diabete che gli hanno diagnosticato 5 anni fa: allora il male era asintomatico e Marino è venuto a conoscenza della sua condizione solo perché era un donatore Avis; dopo un prelievo i medici si sono accorti di tracce di sangue nelle sue urine. Da allora non più sforzi né sport, dieta rigorosa e approfondimenti che gli hanno portato via un anno in visite specialistiche. "Non si ha idea di cosa significhi sentire tutte le proprie potenzialità e non poterle esprimere..." confida Marino prima dell'intervento di ieri. Ex brigadiere dell'Arma dei Carabinieri, Biasetto ha voluto conoscere più realtà territoriali possibili: prima a Roma, poi nel corpo paracadutisti di Livorno, quindi a Como e a Milano, che ama profondamente. Ma al momento di sposarsi con Ivana Casagrande, la decisione è presa: altri trasferimenti. Pordenone, Venezia, Vicenza ed infine anche il Belgio.

Il Dna non viene smentito dal fratello Renzo che a vent'anni decide di andare a vivere in Australia. Ora lì ha moglie, due figli e una nipotina, ma l'attaccamento a Roncade e ai familiari rimane forte. Ogni due o tre anni Renzo torna per rafforzare i legami con la sua terra e non appena viene a sapere che Marino dovrà affrontare i disagi della dialisi offre senza esitazioni uno dei suoi reni.

Ora, se il decorso dell'operazione sarà favorevole, Renzo potrà essere dimesso nel giro di una settimana e Marino dopo circa quindici-venti giorni di convalescenza.

Aldina Vincenzi


 

La Tribuna di Treviso - 12 dicembre 2001

La nuova piscina di Roncade gestita da un'associazione di imprese

g.m.

RONCADE. La nuova piscina comunale di Roncade, che verrà aperta nei primi mesi del prossimo anno, sarà gestita da un'associazione temporanea d'imprese costituita fra la società sportiva Ranazzurra di Conegliano, la società sportiva Mirano Nuoto di Mirano e l'associazione sportiva Serenissima Nuoto di Mestre. Lo ha deciso l'amministrazione comunale al termine di una gara d'appalto alla quale hanno partecipato, due società sportive e due associazioni temporanee d'imprese, una delle quali, che era risultata vincitrice, è stata poi esclusa perché non possedeva i requisiti richiesti dal regolamento.
La scelta del gestore conclude positivamente una vicenda protrattasi più a lungo del previsto, a causa delle inadempienze dell'impresa che costruttrice.
«Siamo particolarmente soddisfatti - osserva il sindaco di Roncade Ivano Sartor - perché abbiamo smentito chi sosteneva che l'impianto natatorio avrebbe messo in crisi il bilancio comunale. Invece l'associazione di imprese che gestirà la piscina verserà al Comune un canone annuo di 210 milioni di lire, anche se l'incasso effettivo per il Comune sarà inferiore, perché dovremo rimborsare ai gestori circa 125 milioni l'anno per la compensazione delle tariffe agevolate applicate alle fasce deboli della popolazione, come anziani, portatori di handicap e ragazzi delle scuole».
La piscina, che si trova nella zona degli impianti sportivi di via Vivaldi è costata complessivamente due miliardi e 700 milioni, totalmente a carico del Comune che li ha reperiti attraverso un mutuo ventennale.
La struttura è dotata di uffici, spogliatoi, servizi e bar, inoltre è previsto un solarium esterno. La vasca principale è lunga 25 metri, larga 16 e profonda da un metro e 30 centimetri a un metro e 55 centimetri. C'è anche una vasca per bambini di 12 metri per 6 e profonda 70 centimetri. C'è anche una piccola tribuna per l'eventuale pubblico.


 

La Tribuna di Treviso - 12 dicembre 2001

San Cipriano
Domani l'addio a Maria

RONCADE. Si svolgeranno probabilmente domani pomeriggio nella chiesa parrocchiale di San Cipriano i funerali di Maria Berto (in foto), la casalinga deceduta di 65 anni, residente in via Duse con il marito Francesco Idra, 74 anni. Il magistrato non ha ancora concesso il nulla osta per la sepoltura, ma l'autorizzazione dovrebbe essere rilasciata nella mattinata odierna.
Moglie e marito sono rimasti coinvolti in un incidente stradale domenica sera a Monastier, lungo la strada provinciale 64 nel tratto denominata via Barbarana, mentre tornavano da Ponte di Piave dov'erano andati a trovare la figlia Adriana. All'altezza della ditta di autotraporti Bergamo, si sono schiantati contro il camion carico di cellulosa diretto a Riva del Garda condotto dal bosniaco Muho Kurozovic, 37 anni, di Valdobbiadene. La Fiat Uno dei due anziani è finita sotto il camion. La donna ha riportato ferite e traumi gravissimi. Trasportata all'ospedale Ca' Foncello di Treviso, si è spenta lunedì mattina nella terapia intensiva della Rianimazione. Il marito è ricoverato nel reparto Medicina di urgenza, le condizioni non sono gravi. La donna lascia tre figlie: Valeria, Rosanna e Adriana.


 

Il Gazzettino di Treviso - 12 dicembre 2001

Le cornee, l'ultimo regalo di Maria Berto

Roncade

(A.V.) Si terranno con ogni probabilità domani pomeriggio nella parrocchia di San Cipriano, frazione di Roncade, i funerali di Maria Berto, deceduta lunedì nel reparto di rianimazione dell'ospedale Ca' Foncello di Treviso per le ferite riportate nell'impatto della Punto, nella quale stava viaggiando insieme al marito, con un autocarro che si stava immettendo nella provinciale 64 all'altezza della ditta Bergamo di San Pietro Novello. Al pronto soccorso Maria era stata immediatamente intubata e sottoposta ad una Tac, ma le condizioni erano apparse subito gravissime e ogni sforzo è risultato vano. Il nulla osta verrà rilasciato in mattinata.

La donna, 65 anni di Roncade, ha donato le cornee: i familiari hanno voluto così perpetuare la generosità che ha caratterizzato tutta la sua vita. Nonostante fosse da tempo malata viveva con serenità la sua condizione, confortata dal marito Francesco Idra, che nell'incidente ha riportato solo leggere ferite. A Idra stamattina verrà ingessato un braccio, ma difficilmente potranno rimarginarsi le ferite di un distacco così violento dalla moglie: la coppia era nota per l'entusiasmo e la gioia tipici di una famiglia appagata.


 

Il Gazzettino di Treviso - 13 dicembre 2001

Roncade
Renzo e Marino Biasetto stanno bene

Roncade

Dopo l'intervento in laparoscopia di martedì al Ca'Foncello, i fratelli Renzo e Marino Biasetto, rispettivamente donatore e trapiantato di rene, stanno bene. Il primo è ricoverato in 3. Chirurgia, mentre Marino è ancora in camera sterile per tutelare il fisico durante la terapia antirigetto che provoca un abbassamento delle difese immunitarie. Nemmeno la moglie lo può vedere, ma l'umore è buono, legge e può muoversi nel letto. L'equipe di medici la visita più volte al giorno e il dott. Gianfranco Mora della Divisione Chirurgica rilascia pareri decisamente ottimistici.

Renzo riceve invece visite in compagnia della moglie Jann: la soddisfazione e la contentezza traspaiono dagli occhi ridenti. Ieri si è alzato, sebbene con qualche capogiro, oggi comincerà a mangiare e fra 3-4 giorni, con ogni probabilità, verrà dimesso. "È già da tre misi che sono in Italia e ho voglia di tornare a Cardiff per vedere i miei figli, Giuliana e Roberto, ma anche la mia meravigliosa nipotina di un anno e 4 mesi - confessa Renzo - a settembre avevamo già prenotato il ritorno, ma qui la prassi burocratica è più lunga che in Australia, dovevo fare altri esami e abbiamo dovuto disdire il viaggio".

Biasetto, donatore del rene al fratello, 5 anni fa ha cominciato a fare degli esami per prevenire i danni di quella che sospettava fosse una malattia ereditaria: la gromerulonefrite che ha portato alla morte un fratello più anziano e alla dialesi Marino, quello più giovane. Quando ha saputo di essere in perfette condizioni fisiche, ha voluto da subito offrire una chance a Marino, che però ha impiegato anni a decidersi e accettare il rene del fratello. Solo ultimamente, dopo 6 mesi di dialisi, quando le forze hanno cominciato davvero a venirgli meno, si è sforzato di andare incontro a quella che non era solo una propria esigenza vitale, ma anche un principio e un ideale di Renzo.

Aldina Vincenzi


 

La Tribuna di Treviso - 14 dicembre 2001

Stanno bene i fratelli trapiantati
Il donatore di rene è già in piedi e sarà presto dimesso
L'intervento in laparoscopia è stato filmato e diffuso ieri

Marzia Borghesi

Il signor Renzo ha già mosso i primi passi in corsia, fra due o tre giorni verrà dimesso. Suo fratello Marino potrà forse lasciare il letto oggi, per qualche minuto. Per lui il ritorno a casa non sarà prima di un paio di settimane. Nell'attesa di potersi riabbracciare dopo il delicatissimo intervento chirurgico di martedì, i fratelliBiasetto passano il tempo al telefono. A due giorni dal primo trapianto di rene tra viventi per via laparoscopica mai eseguito all'ospedale Ca' Foncello - il quarto o quinto nel mondo, con buona pace della nonchalance dei medici trevigiani che ne parlano come di un intervento fra i tanti - il bilancio è ottimale. I due fratelli hanno superato brillantemente la doppia operazione durata sette ore, grazie all'impegno di due équipe chirurgiche.
L'incredibile velocità di ripresa dei pazienti, la quasi assenza di dolore nel donatore Renzo Biasetto di 60 anni - giunto apposta dall'Australia per aiutare il fratello - e l'ottima reazione da parte dell'organismo ricevente, quello di Marino di sei anni più giovane, fanno parlare le équipe mediche di un «intervento andato molto bene». La toccante avventura di due fratelli lontani, che si ritrovano nell'atto di un dono che ha pochi eguali per generosità, fa il resto. Ieri mattina la conferenza stampa organizzata dall'ospedale per illustrare le caratteristiche della doppia operazione, è stata accompagnata da un filmato realizzato in corso d'opera.
Attraverso la telecamera che serve al chirurgo per muovere i bracci meccanici robotizzati, si è visto come la chirurgia laparoscopica rispetti il paziente sotto i ferri, riducendo al minimo tagli ed incisioni, e quindi anche le sofferenze post-operatorie. L'operazione, durata sette ore, si è svolta in contemporanea su due tavoli operatori. Del prelievo si è occupata l'équipe guidata da Giuseppe Di Falco, primario della 3ª divisione chirurgica, insieme a Maurizio Pavanello, Nello Santoro, Gianfranco Mora, Claudio Caldato e Martino Zucchella. Il trapianto contestuale è stato effettuato dal responsabile del Centro trapianti e primario della divisione di Nefrologia, Gilberto Calconi insieme a Maria Cristina Maresca, Anna Brunello e Giuseppe Palminteri. Fondamentale il contributo degli anestesisti e della responsabile del blocco operatorio Raffaella De Grazia. Quello effettuato l'altro giorno, per il Ca' Foncello era il 52º trapianto di rene tra viventi. Ma il primo, dicevamo, con prelievo effettuato con laparoscopia.
«Solitamente si interveniva facendo un grande incisione sul fianco del donatore - hanno spiegato i medici - Con la laparoscopia basta fare dei fori e intervenire al livello dell'addome. Grazie alla lunga esperienza di interventi chirurgici in laparoscopia, sapevamo di essere pronti per il trapianto». La buona riuscita della doppia operazione, ha richiesto la perfetta sincronia tra le due équipe mediche. Mentre il rene veniva prelevato dal donatore, il ricevente era già pronto in una seconda sala operatoria. L'organo è rimasto attaccato fino all'ultimo ad arteria e vena. Poi è stato staccato, messo sotto ghiaccio e passato all'équipe che ha effettuato il trapianto.


 

Il Gazzettino di Treviso - 16 dicembre 2001

Consorzio Sile Piave da record

Roncade

(A.V.) Nei giorni scorsi il presidente dell'Azienda Servizi Pubblici Sile Piave S.p.A., Francesco Borga, ha manifestato la soddisfazione per i risultati gestionali del 2001 davanti all'assemblea dei soci, tra i quali anche i Comuni del bacino servito: Casale sul Sile, Casier, Monastier di Treviso, Roncade, San Biagio di Callalta e Silea; e, in provincia di Venezia, Meolo, Marcon e Quarto d'Altino, oltre al Comune di Breda in regime di convenzione.

Tariffe invariate e restituzione di anticipi sui consumi non hanno evitato un balzo del risultato previsionale, confortato oltretutto dalla riorganizzazione aziendale, dall'assunzione diretta delle rete e degli impianti fognari, dall'avvio del percorso per la certificazione Iso 9001 e dall'accordo aziendale sul premio di risultato correlato al raggiungimento di obiettivi aziendali prestabiliti.

Borga ha ricordato anche l'impegno societario per il prossimo futuro a coinvolgere maggiormente i sindaci dei comuni soci e le partnership private.

"I nostri obiettivi - ha infatti annunciato Borga - sono di ampliare la rete dei Comuni serviti, attraverso aggregazioni e compartecipazioni per promuovere sinergie con operatori nel settore delle utilities".

Sono vicini i traguardi delle opere di ampliamento della rete fognaria (Meolo-Roncade, Quarto d'Altino e Marcon) e la realizzazione del depuratore di San Biagio, già finanziati dalla Regione per 14 miliardi e mezzo. Sempre per la rete fognaria sono pronti altri quattro progetti esecutivi che interessano i Comuni di Marcon, Monastier di Treviso, Quarto d'Altino e San Biagio.


 

La Tribuna di Treviso - 23 dicembre 2001

Roncade e Quarto, vigili in comune
Nuova convenzione, per 5 mesi
una pattuglia fino all'una di notte

di Giorgio Marcoleoni
RONCADE. Per garantire una maggiore vigilanza il Comune di Roncade e quello di Quarto d'Altino (Venezia) hanno deciso di coordinare l'attività dei rispettivi servizi di polizia municipale che, pur rimanendo autonomi dal punto di vista burocratico, funzioneranno come un unico corpo.
Dal primo gennaio entrerà in vigore la convenzione, siglata dai sindaci di Roncade Ivano Sartor e Quarto d'Altino Loredano Marcassa, in base alla quale il comandante e i nove agenti attualmente in servizio nei due comuni, pur rimanendo alle dipendenze dei rispettivi enti, lavoreranno sul territorio di entrambi i comuni. Rimarranno separate, e riferite al territorio comunale sul quale viene svolto il servizio, anche le procedure e gli adempimenti burocratici. Quindi se, ad esempio, un agente di Quarto contesterà un'infrazione a Roncade, il verbale avrà l'intestazione di quest'ultimo comune, ma sarà perfettamente legittimo.
«Il principale vantaggio - spiega Fabrizio Milanello, comandante della polizia municipale di Roncade e Quarto - è la possibilità di garantire per tutto l'anno almeno una pattuglia al mattino e una al pomeriggio per la vigilanza del territorio e di istituire il terzo turno, che prolungherà il servizio fino all'una di notte, per cinque mesi all'anno, e almeno una sera alla settimane nel rimanente periodo. Inoltre verrà intensificato il servizio alla domenica e nei giorni festivi. Questo significa che dal primo gennaio non ci sarà mai un agente a dover affrontare da solo eventuali emergenze, ma soprattutto i cittadini dei due comuni, dalle 7 del mattino alle 7 di sera e fino all'una di notte quando c'è il terzo turno, troveranno sempre una pattuglia disponibile».
«Dal punto di vista della gestione - aggiunge il comandante - i due Comuni hanno preferito la convenzione che ha procedure e adempimenti molto più snelli rispetto al Consorzio di polizia municipale attivato in alcune zone del Veneto. Un altro vantaggio è di avere un solo comandante e poter destinare le risorse che servirebbero per il secondo all'assunzione di alcuni agenti stagionali che incrementeranno ulteriormente l'organico, mentre altri risparmi deriveranno dall'utilizzo in comune di alcune attrezzature».


 

Il Gazzettino di Treviso - 23 dicembre 2001

"Effetti di una condanna" è un dramma riscoperto dell’autore veneziano

Selvatico rivive a Roncade

Boccuzzi: «Un testo non facile ma apprezzato»

 

Roncade

Un lavoro inedito messo in scena in prima nazionale al Teatro dei Frari a Venezia in occasione del centenario della morte dell'autore, Riccardo Selvatico , e riproposto sabato scorso all'auditorium della scuola media di Roncade. Proprio nella cittadina della Marca Selvatico morì a 52 anni, dopo una riunione di consiglio comunale alla quale aveva preso parte come assessore e proprio l'attuale amministrazione di Roncade ha in mente di realizzare un filmato sul lavoro teatrale, con riprese in villa Selvatico , ancora arredata con mobili dell'epoca. L'illustre cittadino roncadese fu anche sindaco di Venezia per cinque anni e fondatore nel 1895, insieme ad altri intellettuali, della Biennale.

«Il testo "Effetti di una condanna" - spiega Zino Boccuzzi, regista del lavoro teatrale - è stato interamente ricopiato dal manoscritto originale di Selvatico , da una studentessa di Ca' Foscari che l'ha utilizzato come tesi di laurea. Con la mia compagnia "Gruppo Amici del Teatro di Roncade" abbiamo deciso di mettere in scena integralmente il testo - due ore e trenta di spettacolo - senza alcuna modifica o adattamento. Il contenuto di "Effetti di una condanna" è piuttosto impegnativo e racconta di un errore giudiziario e delle sue conseguenze: un uomo lascia la figlia disonorata e per disperazione si allontana lasciando ai figli solo una lettera. Resta comunque un lavoro particolare, di non semplice lettura, che andrà proposto solo in certi ambiti, anche se ho riscontrato proprio dai giovani un certo consenso per scene che io stesso ritenevo un po' retoriche come la classica raccolta del fazzoletto, lasciato volutamente cadere dalla donna, oppure lo svenimento di una bella fanciulla tra le braccia dell'amato". La prima nella Marca ha visto anche un pubblico partecipe, attento e disposto ad emozionarsi.

Marina Cernia


 

La Tribuna di Treviso - 28 dicembre 2001

Il premio "Roncola d'oro" alla memoria della De Lazzari

g.m.

RONCADE. Il premio "Roncola d'oro 2001" è stato conferito alla memoria di Italina De Lazzari. Lo ha deciso l'amministrazione comunale di Roncade, per tributare un riconoscimento a una concittadina che per tutta la vita ha aiutato gli altri. Italina De Lazzari, deceduta lo scorso anno all'età di 63 anni, era conosciuta a Roncade perché gestiva un bar in centro, ma erano anche in molti a conoscere la sua seconda attività, alla quale dedicava tutto il tempo libero con grande entusiasmo: raccogliere generi di prima necessità da inviare nelle zone povere del mondo, oppure nelle quali erano in corso conflitti. Italina era sempre pronta ad aiutare le persone in difficoltà, ma soprattutto trascorreva intere serate a raccogliere alimentari e indumenti che poi inscatolava per inviarli alla missione di padre Martino Maulano, in Mozambico, oppure nei paesi balcanici o in India. Un altro suo impegno era l'organizzazione di pellegrinaggi al santuario bosniaco di Medjugorie, dedicato alla Madonna. Negli ultimi anni Italina De Lazzari si era impegnata in iniziative contro l'usura, collaborando con padre Massimo Rastrelli, gesuita napoletano promotore della fondazione "San Giuseppe Moscati" che aiuta le vittime degli usurai ed i giovani disoccupati alla ricerca di un impiego. Istituito nel 1984 il premio "Roncola d'Oro" è conferito a cittadini "che abbiano contribuito a illustrare la comunità nei vari mondi della vita civile, sociale, politica, culturale, artistica, sportiva e umanitaria".


 

La Tribuna di Treviso - 30 dicembre 2001

A Musestre
Per il presepe vivente 80 comparse

g.m.

RONCADE. A Musestre di Roncade proseguono le rappresentazioni del "Presepe Vivente 2001", realizzato dai volontari della parrocchia di San Ulderico Vescovo, in collaborazione con l'assessorato comunale alla cultura. Oggi sono in programma due rappresentazioni, alle ore 17 ed alle ore 18.
Grazie all'opera dei molti parrocchiani che collaborano all'iniziativa, verrà proposta una suggestiva ricostruzione della natività di Gesù. A dare "vita" al presepe contribuiscono infatti un'ottantina di comparse, tutte in costume dell'epoca, più gli immancabili bue ed asinello e numerosi animali da cortile, tutti veri. Molto suggestiva anche la scenografia, che ha richiesto molte ore di lavoro per realizzare, su un'area di quasi 3 mila metri quadrati, alcune capanne in grandezza naturale ed altre ambientazioni tipiche. Durante le rappresentazioni vengono eseguiti canti natalizi tradizionali e folkloristici israeliani. Il presepe vivente di Musestre di Roncade verrà rappresentato anche domenica 6 gennaio 2002, alle ore 17.


 

La Tribuna di Treviso - 30 dicembre 2001

RONCADE
Calendario dei commercianti
Ritratti d'autore per 36 negozianti, iniziativa benefica

g.m.

RONCADE. Per gioco, per farsi conoscere, per contribuire a una giusta causa, sono queste e molte altre, le ragioni che hanno spinto i commercianti di Roncade a diventare protagonisti di "Ripresi fuori orario", un calendario del 2002 che propone 36 foto nelle quali sono ritratti artigiani e commercianti del paese. Un'opera ideata e realizzata da Alfonso Lorenzetto, fotografo locale, dirigente degli artigiani trevigiani, impegnato in numerose attività per la promozione della fotografia professionale.
"L'idea è nata dalla considerazione che negli ultimi decenni si è persa la tradizione del fotografo artigiano, un professionista al quale era affidato il compito di documentare, attraverso le immagini, i fatti, anche sociali, che testimoniano semplici episodi di vita quotidiana oppure importanti passaggi epocali - spiega Lorenzetto - Così ho pensato a un'iniziativa per promuovere la riscoperta del fotografo e far comprendere l'importanza della foto di qualità, realizzata da un professionista, un artigiano in grado di aggiungere alla pura immagine qualcosa in più, come un riflesso, un'angolazione particolare, l'esaltazione di un dettaglio o lo studio della luce. La scelta è stata quella di fotografare i commercianti e gli artigiani di Roncade, che rappresentano un valore aggiunto, sul quale i roncadesi possono contare quotidianamente. Un patrimonio umano che ogni giorno immette nella propria attività idee ed energie che favoriscno il vivere dell'intera collettività".
E' nata così una collezione di fotografie, rigorosamente in bianco e nero, nelle quali gli operatori economici roncadesi sono ritratti in modo informale, per l'appunto "fuori orario", a volte in atteggiamenti ironici, ma con un'ambientazione che richiama in modo inequivocabile l'attività svolta.
Le foto sono state presentate nello scorso settembre, durante una mostra allestita sotto i portici di via Roma. Confortato dal successo riscontrato dall'esposizione Alfonso Lorenzetto ha deciso di andare oltre e fare qualcosa che permettesse di non disperdere il valore testimoniale della raccolta fotografica e trasformare il il lavoro in qualcosa di utile. Il risultato è il calendario, che è stato venduto agli stessi protagonisti assieme alle foto originali, allo scopo di raccogliere fondi da devolvere alla Missione della Sierra Leone, nella quale opera il padre salesiano don Maurizio Boa.

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