 |
Dicembre
2001
| Il Gazzettino di
Treviso - 1 dicembre 2001 Musestre, primo sì del Tar al ricorso da parte del comitato antidiscariche
Roncade
È di ieri la notizia che
il Tar Veneto ha accolto parzialmente il ricorso presentatogli dal Comitato contro le
Discariche di Musestre e dai proprietari dei terreni confinanti la discrica di inerti
Bonatto (lotto B), situata in territorio di Roncade e addiacente la tristemente famosa
Clauda Augusta, dichiarando valida la sospensiva dell'attività in questione.
In un primo tempo la
Provincia ha dato il via libera allo stoccaggio di amianto nel sito, confrontata da una
precedente sentenza del Tar che ha riconosciuto la facoltà di portare rifiuti simili in
discarica. Una recente normativa Cee che definisce tossico l'amianto, però è stata
recepita dal Tribunale Amministrativo Veneto dopo che il Comitato contro le Discariche di
Musestre si è attivato per cercare di sospendere l'attività dello stoccaggio, provando a
coinvolgere anche il comune che, però ha rifiutato il suo interessamento perchè
sconsigliato dai legali.
"Appenderò io uno
striscione in Comune, questa volta" esclama uno dei rappresentanti il Comitato,
Simone Maculan.
Lucio Zaninotto, la cui
consulenza tecnica è stata fondamentale anche per questa vittoria, però, è più cauto.
"Vedremo se l'accoglimento del ricorso riguarderà proprio l'amianto, ci auguriamo
naturalmente che sia proprio questo il nodo che ha portato alla sospensiva".
Stamattiva verrà
ufficializzata la pratica.
Aldina Vincenzi
|
La Tribuna di
Treviso - 4 dicembre 2001Nel week-end quattro arresti e otto
denunce da parte dei carabinieri di Treviso
Vende per buoni
prodotti scadenti
In manette quarantaduenne di Roncade
d.f.
Quattro arresti ed otto denunce a piede libero: è il bilancio del week end dei
carabinieri della Compagnia di Treviso, che hanno messo in atto un articolato piano di
prevenzione e controllo del territorio, facendo scattare le manette ai polsi di quattro
persone e segnalandone alla Procura altre otto.
Quattro persone sono finite in manette per droga e truffa, mentre altre otto sono state
denunciate per possesso ingiustificato di sostanze stupefacenti.
Per possesso di eroina, hascisc e marijuana i carabinieri della Compagnia hanno segnalato
otto persone: si tratta di un operaio 23enne di Quinto, di un impiegato 26enne di
Preganziol, di un nullafacente 40enne di Colle Umberto, di un nullafacente 30enne di
Vittorio Veneto, di una casalinga 40enne di San Biagio, di un 45enne operaio di Cappella
Maggiore, di un operaio 34enne di Godega, di un operaio 36enne di Oderzo. Gli otto sono
stati trovati in diversi luoghi e durante diversi posti di blocco. A tutti è stata
notificata una segnalazione a piede libero per possesso ingiustifacato di sostanze
stupefacenti.
A Mogliano, i carabinieri della locale stazione hanno arrestato Walter Candian, 47 anni,
residente in via Tommasini, disoccupato e pregiudicato: deve scontare due mesi di
reclusione per furto e la condanna è diventata esecutiva da qualche giorno.
A Roncade, i carabinieri della stazione hanno tratto in arresto Massimo Casagrande, 42
anni, residente in via Bastia: da un mese è diventata definitiva una condanna per truffa.
L'uomo era riuscito a rifilare bidoni a mezzo paese, vendendo prodotti scadenti per buoni
e smerciando assegni a vuoto. E' stato accompagnato nel carcere circondariale di Santa
Bona.
I carabinieri di San Biagio invece hanno arrestato William Carretta, 21 anni,
pregiudicato, residente in via 2 giugno. Deve scontare cinque mesi di reclusione per furto
aggravato.
A Mogliano i carabinieri della stazione hanno arrestato il marocchino Mohammed
Lemkhantere, 31 anni, residente in via Bonisiolo. E' stato trovato in possesso di 70
grammi di hascisc, pronti per lo spaccio. L'uomo è stato fermato durante un posto di
blocco a Mogliano. Perquisita anche la sua abitazione, dove i militari hanno rinvenuto
materiale per confezionamento.
L'hascisc che possedeva era evidentemente destinato allo smercio nella zona di Mogliano.
|
| Il Gazzettino di
Treviso - 4 dicembre 2001 RONCADE Accordo raggiunto con Unindustria
Case per extracomunitari in un
terreno comunale
Roncade
Anche Roncade ha deciso di
collaborare fattivamente alle iniziative a medio termine di seconda accoglienza promosse
da Unindustria per creare alloggi da assegnare ad extracomunitari in regola e con lavoro
fisso. A breve sarà disponibile un terreno comunale che verrà assegnato in comodato ad
Unindustria. L'associazione ne usufruirà per la costruzione di un fabbricato con alloggi
per 2-3 persone ciascuno, fino ad una capienza di una ventina di inquilini, che verranno
dati in affitto alle aziende che li richiederanno per i loro dipendenti. Lunedì scorso il
sindaco Ivano Sartor ha riunito una consulta per le attività produttive alla quale hanno
partecipato, tra gli altri, rappresentanti di istituti di credito e imprenditori locali
che hanno accolto l'iniziativa con favorevole unanimità. Altra novità riguarda lo
stoccaggio dei rifiuti: si terrà venerdì alle 11.30 la presentazione della nuova area
Cerd (Centro Raccolta Differenziata) di Roncade che passerà da quella che era la
sistemazione provvisoria di via Perinotto - nelle vicinanze delle scuole medie - a via
Tintoretto, in zona artigianale lungo la Treviso Mare. La struttura, costata circa 200
milioni, non sarà solo più ampia, ma faciliterà lo sversamento dei rifiuti tramite un
sistema di riempimento facilitato da una rampa. «Inoltre - dichiara il sindaco Ivano
Sartor - si adotterà il pugno di ferro contro gli arroganti che vorrebbero portare
rifiuti che andrebbero stoccati altrove a pagamento o che, seppur non residenti nel comune
di Roncade, vorrebbero approfittare del servizio». Per questo l'Amministrazione farà
supportare la vigilanza del personale della Contarina con un rappresentante della Polizia
Municipale, addetto al controllo delle generalità. Infine, è ufficialmente stata
aggiudicata la gestione del nuovo impianto natatorio di Roncade all'Associazione
Temporanea d'Imprese costituita da Ss. Ranazzurra di Conegliano, Ss. Mirano Nuoto di
Mirano e A.S. Serenissima Nuoto di Mestre. La scelta della seconda classificata ha già
sollevato un contenzioso.
Aldina Vincenzi
|
| La Tribuna di
Treviso - 5 dicembre 2001 Musestre, abitanti soddisfatti
Il Tar: «No all'amianto nella discarica Agozzo»
Smaltimento sospeso
g.m.
RONCADE. Il Tribunale amministrativo (Tar) del Veneto ha sospeso lo smaltimento di amianto
nella discarica dell'Agozzo, a Musestre di Roncade. E' stata infatti accolta l'istanza di
sospensione presentata dall'Associazione per la tutela dell'ambiente di Musestre e dai
cittadini residenti nei pressi della discarica. La vicenda è iniziata quando la Provincia
ha autorizzato l'ampliamento della discarica di inerti gestita dalla ditta Bonatto,
consentendo anche lo smaltimento di fanghi della laguna di Venezia e dell'amianto, due
materiali che a giudizio dell'Associazione e dei cittadini non sono classificabili come
inerti e perciò dovrebbero essere smaltiti in discariche per rifiuti speciali. I giudici
amministrativi hanno rilevato che, per quanto riguarda l'amianto, l'autorizzazione poteva
essere rilasciata soltanto con il parere favorevole dei vari enti territoriali, tra i
quali l'ente Parco del Sile, il consorzio di bonifica destra Piave ed il comune di
Roncade. Pareri che non ci sono. Così è scattata la sospensione, che al momento
dell'esame definitivo del ricorso potrebbe trasformarsi nell'annullamento
dell'autorizzazione. La decisione del Tar è stata accolta con soddisfazione
dall'Associazione tutela ambiente di Musestre. Il Comune aveva rinunciato a presentare il
ricorso, perchè convinto che sarebbe stato respinto.
|
| La Tribuna di
Treviso - 5 dicembre 2001 Appuntamento con l'originale gruppo
Al New Age con i
Gong jazz e punk spaziale
RONCADE. Appuntamento con i Gong, questa sera alle 22, al New Age di Roncade. Nel
trentesimo anniversario della loro carriera questi eccentrici hippies son tornati con un
nuovo album: «Zero to infinity». Cosa si può dire dei Gong se non che difficilmente si
può trovare un progetto simile al loro? I Gong intessono la loro originale magia con
un'immaginativa mistura di jazz fusion, eurorock, musiche del mondo orientale, no wave
newyorkese, punk spaziale, jazz house e psichedelia elettro acustica. Sedimentato a Parigi
durante le rivolte studentesche del'68, il potere segreto dei Gong risiede nella
combinazione tra il caos politico e le loro scelte di eccellenti musicisti. Oggi ai membri
originari della formazione Daevid Allen, Gilli Smyth, Mike Howlet e Didier Malerbe si sono
uniti il sassofonista Theo Travis e l'ex batterista dei Soul II Soul, Chris Taylor. Questo
inusuale incontro di diverse energie crea un intrigante miscela di canzoni e di elegante
capacità d'improvvisazione.
|
La Tribuna di
Treviso - 8 dicembre 2001A Roncade un'area per immigrati
Il Comune disponibile a
concedere un terreno a Unindustria
per la costruzione di alloggi per 20-25 dipendenti di aziende locali
di Giorgio Marcoleoni
RONCADE. Potrebbe sorgere a Roncade uno dei primi edifici della Marca destinato ad
alloggiare cittadini extracomunitari dipendenti da aziende. L'amministrazione comunale ha
comunicato a Unindustria la disponibilità a concedere un'area propria per la costruzione
di un edificio dove alloggiare tra le venti e venticinque persone, in miniappartamenti con
un massimo di tre posti ciascuno.
«L'ipotesi è stata esaminata prima dalla giunta - spiega il vicesindaco Tarcisio Rigato
- poi dalla consulta comunale per le attività produttive e infine dall'intero gruppo
consiliare di maggioranza, che hanno espresso parere favorevole, perciò abbiamo
comunicato tale disponibilità a Unindustria, che ora dovrà verificare il reale interesse
e la disponibilità degli industriali per la realizzazione del progetto».
Il Comune concederebbe il terreno in comodato gratuito per un periodo compreso tra i dieci
e quindici anni, per consentire agli industriali di ammortizzare i costi di costruzione
dell'edificio.
Dopo tale periodo terreno e fabbricato diventerebbero di proprietà dell'amministrazione
comunale, che potrebbe gestire direttamente la locazione, stipulare una nuova convenzione
con qualche associazione o ente, oppure vendere gli immobili.
«Abbiamo previsto che i cittadini immigrati, ovviamente regolari e con un posto di
lavoro, possano utilizzare questi alloggi per un massimo di tre anni - aggiunge Rigato -
perché il nostro è un tentativo di accompagnarli nella difficile fase dell'inserimento
nel mondo del lavoro e nella nostra società, ma dopo devono dimostrare di essere
autonomi, anche nel trovare un alloggio definitivo, che è una delle condizioni
fondamentali per realizzare la ricongiunzione familiare.
«Seguendo le indicazioni di Unindustria - prosegue il vicesindaco - abbiamo individuato
un terreno situato in una zona urbanizzata e non periferica, per favorire l'integrazione
degli immigrati con la comunità locale - conclude il vicesindaco di Roncade - però in
attesa della risposta degli industriali preferiamo non rivelare dove si trova».
Gli alloggi verrebbero assegnati garantendo il diritto di precedenza agli immigrati
dipendenti da aziende con sede a Roncade, seguiti da quelli impiegati nei comuni limitrofi
e, se dovessere rimanere dei posti liberi, ai dipendenti di imprese artigiane.
|
La Tribuna di
Treviso - 11 dicembre 2001Muore a poche ore dallo schianto
San Cipriano: è
deceduta ieri mattina Maria Berto, 65 anni
finita domenica con l'auto contro un camion a Monastier
Ferito anche il marito ma le sue condizioni non sono gravi
RONCADE. Maria Berto non ce l'ha fatta. La donna di San Cipriano, 65 anni, residente in
via Duse 8, è deceduta ieri mattina, poco dopo le ore 8, nella Rianimazione dell'ospedale
Ca' Foncello di Treviso a causa dei gravi traumi e delle gravi ferite riportate
nell'incidente stradale verificatosi domenica sera alle 21,45 a Monastier, lungo il tratto
della strada provinciale 64 denominata via Barbarana. La donna era in auto, una Fiat Uno,
assieme al marito Francesco Idra, 74 anni, quando per cause ancora in corso di
accertamento da parte dei carabinieri di Treviso, si è schiantata contro un camion della
ditta di autotrasporti «Bergamo» che stava facendo manovra per immettersi lungo la
strada provinciale.
I due stavano facendo ritorno a casa dopo aver fatto visita alla figlia Adriana che abita
a Ponte di Piave. L'uomo alla guida della vettura ha cercato in tutti i modi di evitare il
mezzo pesante. Ma è stato inutile. L'auto si è schiantata contro il camion
danneggiandosi in modo compromettente. In seguito al violento impatto ha avuto la peggio
Maria Berto, che occupava il posto di fianco al marito. L'uomo si è reso conto di quanto
accaduto e, viste le gravissime condizioni della moglie, ha cercato di dare l'allarme. Tra
i primi soccorritori sul luogo dell'incidente è accorso Giuseppe Bergamo, titolare della
casa di spedizioni e autotrasporti nazionali e internazionali da dove si era messo in
viaggio il camion condotto dal bosniaco Muho Kurzovic, 37 anni, di Valdobbiadene, che
doveva trasportare il carico di cellulosa a Riva del Garda.
Sul posto dell'incidente si sono portati i vigili del fuoco del distaccamento di Motta di
Livenza che hanno estratto la donna dalle lamiere contorte dell'auto distrutta.
Successivamente Maria Berto è stata caricata sull'ambulanza del Suem dell'Usl 9 ed è
stata trasportata al pronto soccorso dell'ospedale Ca' Foncello di Treviso. La donna è
stata subito sottoposta a terapie intensive. E' stata ricoverata nella terapia intensiva
della Rianimazione dove è spirata ieri mattina. E' stato trasportato all'ospedale anche
il marito della vittima, Francesco Idra, operaio in pensione della «Mangimi Purina»: ha
riportato la frattura del polso della mano destra e traumi vari. E' ricoverato nel reparto
di Medicina d'urgenza.
Maria Berto era originaria dal Padovano. Casalinga, oltre al marito, lascia tre figlie
Valeria, Rosanna e Adriana. Il funerale verrà celebrato nella chiesa parrocchiale di San
Cipriano non appena la magistratura concederà il nulla osta per la sepoltura.
|
| Il Gazzettino di
Treviso - 11 dicembre 2001 RONCADE E spirata allospedale di Treviso Maria Berto, 65 anni,
coinvolta in un incidente a Monastier
Auto contro camion, muore
casalinga
Sulla Punto con lei
laltra sera viaggiava anche il marito che è rimasto praticamente illeso
Roncade
E' deceduta ieri mattina nel reparto di
Rianimazione dell'ospedale Ca' Foncello di Treviso Maria Berto, casalinga 65enne di
Roncade, vittima di un incidente accaduto l'altra sera a Monastier.
La signora stava tornando a casa con la
Punto guidata dal marito, Francesco Idra, 74 anni, operaio in pensione, quando l'auto si
è schiantata contro un camion sulla Provinciale 64 in località San Pietro Novello
all'altezza del civico 148, sede della ditta "Giuseppe Bergamo".
L'autocarro, guidato da un bosniaco
trentasettenne con regolare permesso di soggiorno, si è immesso sulla provinciale con una
manovra ora al vaglio del nucleo radiomobile dei Carabinieri di Treviso accorsi sul luogo
dell'incidente per i rilievi insieme ai Vigili del fuoco.
Francesco Idra non ha mai perso conoscenza
e subito dopo l'impatto è sceso dalla vettura accartocciata per raggiungere una casa
vicina e chiamare un'autoambulanza in soccorso della moglie rimasta priva di sensi sulla
Punto.
Una volta giunta al Pronto soccorso la
donna è apparsa ai medici subito gravissima, mentre al marito sono state riscontrate
solamente leggere contusioni guaribili in qualche giorno.
La coppia viveva nella frazione roncadese
di San Cipriano, in via Duse; godeva del grande rispetto che si nutre in presenza di un
matrimonio perfettamente riuscito, di due caratteri schietti e modesti uniti dai costumi
sobri. Francesco e Maria sono descritti come grandi appassionati di tutto ciò che
concerne la cultura religiosa.
Maria Berto lascia tre figlie, Valeria,
Adriana e Rosanna e diversi nipoti. I funerali non sono ancora stati fissati.
|
| Il Gazzettino di
Treviso - 11 dicembre 2001 Renzo Biasetto, originario di Roncade, emigrato da oltre 40 anni non ha esitato
un attimo ad aiutare il fratello malato
Torna dall'Australia per
donare un rene
Questa mattina al Centro
trapianti del Ca Foncello la delicata operazione coordinata dal prof. Di Falco
Roncade
E' tornato dall'Australia
per fare un regalo prezioso al fratello ammalato di diabete da 5 anni: da quando ha saputo
della malattia di Marino, Renzo Biasetto, 60 anni, originario di Roncade, ha sempre
insistito per donargli un rene e appena il fratello ha accettato non ha esitato un attimo
e ha preso il primo volo per l'Italia. Renzo da 40 anni vive nell'altro emisfero, lì si
è sposato e ha lavorato, ma non ha mai dimenticato le sue radici e i suoi cari.
Marino e Renzo stamattina
verranno operati in due sale operatorie distinte del Centro Trapianti del Ca' Foncello di
Treviso. Non appena l'equipe di medici della Terza Chirurgia diretta dal professor
Giuseppe di Falco avrà prelevato il rene, questo verrà immediatamente trapiantato
nell'ammalato.
«E' una tecnica con
prassi già consolidata - dichiara il dott. Di Falco - a Treviso è stata attuata per la
prima volta a metà degli anni '80. Si tratta di un intervento che dà le migliori
garanzie per il trapiantato, oltre che offrire un rischio quasi azzerato per il
donatore».
Marino Biasetto, 54 anni
ex brigadiere dei Carabinieri, è ricoverato da ieri al Centro Trapianti ed è molto
sereno: «Sono preoccupato di non essere preoccupato. Qui mi sono sempre trovato molto
bene - sorride - e i medici mi sono stati vicini anche psicologicamente. Il dottor Carlo
Bocci di Nefrologia, in particolare, è sempre stato disponibilissimo e di grande aiuto. I
primi due-tre mesi sono stati duri, non accettavo l'idea di non poter fare più sport, di
non potermi più muovere da casa. Mi sono convinto ad accettare il rene di mio fratello
con grandissimi scrupoli di coscienza, non mi perdonerei se qualcosa andasse storto. Ma la
mia vita non si può più definire tale e prendendo anche in considerazione questo grande
desiderio di mio fratello mi sono convinto a fare il passo fatidico. Non finirò mai di
ringraziarlo perché riesce a compiere un gesto che io stesso non so se avrei la forza di
fare». La glomerulonefrite cronica con insufficienza renale di cui soffre Biasetto lo
costringe ormai da giugno a 4 dialisi peritoneali giornaliere.
Le liste di attesa per i
trapianti sono lunghissime (solo a Treviso sono circa duecento i pazienti che aspettano),
tanto che i chirurghi stanno prendendo in considerazione di aumentare il numero di
operazioni con reni asportati a cuore già fermo; ma anche se eticamente è sempre
preferibile usare organi di persone già decedute, i medici ritengono giusto divulgare la
possibilità di donazione da viventi, tecnica raccomandata anche dal Nit (Nord Italia
Transplant) per abbassare, anche se in maniera non così significativa, la differenza tra
disponibilità di organi e richiesta degli stessi.
Aldina Vincenzi
|
| La Tribuna di
Treviso - 12 dicembre 2001 Eccezionale «scambio» di organi tra viventi, medici al
lavoro per sette ore. Ricevente e donatore sono di Roncade
Ca' Foncello, trapianto di
rene tra fratelli
E' il primo intervento del genere effettuato
all'ospedale di Treviso
Per la prima volta, a Treviso - la seconda nel Veneto - un trapianto di rene tra viventi
è stato eseguito ieri per via laparoscopica, utilizzando, cioè, una tecnica mini
invasiva che riduce al minimo l'ampiezza delle incisioni sul donatore e sul paziente
grazie all'impiego di bracci meccanici robotizzati che «operano» con il controllo
esterno da parte del chirurgo. La notizia è stata comunicata nel tardo pomeriggio di ieri
dallo stesso primario del reparto di Terza Chirurgia dell'ospedale Ca' Foncello, Giuseppe
Di Falco, poco dopo la conclusione del doppio intervento durato, complessivamente, circa
sette ore.
L'operazione, ha confermato Di Falco (nella foto, il chirurgo), è tecnicamente riuscita
ed è destinata a rivoluzionare le tradizionali metodiche di trapianto da vivente,
riducendo notevolmente il trauma, soprattutto per il donatore. L'intervento sarà
illustrato domani mattina, all'ospedale di Treviso, in una conferenza stampa durante la
quale saranno mostrate ai giornalisti alcune immagini registrate in sala operatoria nel
corso dell'eccezionale intervento portato a termine al Ca' Foncello.
Donatore e ricevente sono due fratelli di Roncade, rispettivamente Renzo e Marino
Biasetto, di 60 e 54 anni, il primo dei quali emigrato in Australia una quarantina d'anni
fa e ritornato in patria nei giorni scorsi proprio per consentire al congiunto di tentare
in questo modo di guarire da una grave forma di glomerulonefrite cronica.
La storia dei due fratelli roncadesi è degna del libro Cuore. Come descrivere
diversamente l'amore che per quarant'anni Renzo ha continuato a coltivare per la sua
famiglia di origine, pur essendo emigrato in Australia ed eseendosi formato lì una
famiglia sua? E che dire di Marino che a lungo ha rifiutato il dono del fratello temendo
di metterne in pericolo la salute e solamente quando è stato evidente che non aveva altre
speranze di sopravvivere si è rassegnato ad accettare?
Ex brigadiere dei carabinieri, Marino Biasetto è stato per mesi ricoverato nel reparto di
Nefrologia ed è stato seguito particolarmente dal dottor Carlo Bocci. E' affetto da
glomerulonefrite cronica che causa un'insufficienza renale la quale negli ultimi tempi lo
costringeva a quattro dialisi peritoneali al giorno.
Trovare un donatore non è cosa semplice, fortunatamente in suo soccorso è arrivato il
fratello maggiore di 6 anni, partito da Roncade per far fortuna quando ne aveva solamente
20 e che non se la sentiva di lasciar morire quel suo fratellino senza tentare
l'impossibile. Le liste di attesa per i trapianti sono lunghissime (solo a Treviso sono
circa duecento i pazienti in attesa). Una lista che gli espianti da persone decedute non
riesce ad esaurire. Per questo sono in aumento i trapianti da donatori viventi.
Una tecnica che è stata consigliata anche dal Nit (North Italia Transplant) che ha
recentemente tenuto un convegno di due giorni a Monastier a cui ha partecipato anche il
ministro della sanità Gerolamo Sirchia.
|
| Il Gazzettino di
Treviso - 12 dicembre 2001 Treviso
Ieri nel tardo pomeriggio ...
Treviso
Ieri nel tardo pomeriggio
all'ospedale regionale Ca' Foncello di Treviso, Marino Biasetto, 54 anni di Roncade, l'ex
brigadiere dei carabinieri in pericolo di vita a causa di una grave forma di
glomerulonefrite cronica, ha ricevuto in dono dal fratello Renzo un rene, la vita.
L'intervento chirurgico è perfettamente riuscito. I medici, per ovvie ragioni, ieri sera
al termine dell'impresa, hanno preferito mantenere uno stretto riserbo sullo stato di
salute del paziente. Comunque si sa che si è trattato di un'operazione durata tutto il
pomeriggio, eseguita con i più moderni e sofisticati ausili tecnologici, condotta a buon
fine. Due équipe di esperti si sono avvicendate intorno ai corpi anestetizzati dei due
fratelli: quella chirurgica coordinata dal professor Giuseppe Di Falco, primario della 3.
Chirurgia e quella del dottor Gilberto Calconi primario di Nefrologia.
Dietro la cronaca
puramente clinica del caso, rimane la vicenda dei due fratelli Biasetto: quello giunto
apposta dall'Australia per donare all'altro rimasto a casa una parte della propria vita.
«Stai male, i tuoi reni non funzionano? Rischi la vita? Vengo io, vengo in tuo aiuto. Io
ti donerò il rene sano di cui hai bisogno». L'altro malato e senza troppe speranze. E'
quasi la trama di un bel film a lieto fine: lui, Renzo Biasetto, 60 anni, nativo di
Roncade, finito in Australia da ragazzo e mai più tornato. Il fratello Marino...chissà
quante telefonate, chissà quanti contatti da un capo all'altro del mondo prima della
decisione, prima di trovare il coraggio di accettare un dono così grande che avrebbe
potuto mettere a repentaglio la vita di entrambi.
Ed eccola la cronaca di
quanto successo in sala operatoria: le due équipe hanno adottato una tecnica di
intervento per via laparoscopica, ossia mini invasiva grazie all'utilizzo di sonde alle
quali sono applicati i "ferri" chirurgici e l'obiettivo minuscolo di una
telecamera. Solo le sonde entrano nel corpo del malato e ciò consente di non praticare
grossi tagli nei tessuti e di abbassare notevolmente la percentuale di rischio. I chirughi
operano pilotando dall'esterno le sonde grazie alla visione dell'interno del corpo umano
attraverso uno schermo televisivo. A Treviso, questa particolare metodica, ormai
comunemente utilizzata in molte altre patologie, è stata adottata soltanto ieri per il
trapianto di rene tra i viventi. E si tratta della seconda volta nel Veneto. Dunque un
evento di grande importanza anche in campo chirurgico. Il professor Di Falco ha ammesso
che l'operazione è tecnicamente riuscita ed è destinata a rivoluzionare le tradizionali
metodiche di trapianto da vivente. I particolari saranno illustrati domani nel corso di
una conferenza stampa attraverso alla proiezione di alcune immagini registrate in sala
operatoria.
Gianni Novara
|
| Il Gazzettino di
Treviso - 12 dicembre 2001 5 ANNI DI ODISSEA
La terribile notizia dopo un
normale controllo medico Ora per l'ex brigadiere dei carabinieri un nuovo futuro
Roncade
La decisione di donare il rene in Italia
dev'essere sottoposta a prove importanti per verificare la spontaneità e le motivazioni,
oltre che la compatibilità con il soggetto ricevente. È per questo che Renzo Biasetto
residente in Australia ma originario di Roncade, prima dell'intervento di ieri pomeriggio
è stato sottoposto a diversi test medici (il parere in quest'ambito è stato chiesto al
dott. Gianfranco Mora della 3. chirurgia del Ca' Foncello) e psicologi; l'uomo,
perfettamente adatto al prelievo in favore del fratello Marino, ha dovuto inoltre seguire
un'impegnativa trafila burocratica tra Italia e Ocania. Anche la moglie è dovuta tornare
in Australia per completar l'iter e le pratiche necessari a portare a termine il cammino e
poter regalare al fratello, oltre che un rene, anche la possibilità di una vita
nuovamente piena.
Marino Biasetto è infatti un uomo dai
tratti signorili, alto e asciutto, che trattiene a stento l'energia di cui non può più
usufruire per il diabete che gli hanno diagnosticato 5 anni fa: allora il male era
asintomatico e Marino è venuto a conoscenza della sua condizione solo perché era un
donatore Avis; dopo un prelievo i medici si sono accorti di tracce di sangue nelle sue
urine. Da allora non più sforzi né sport, dieta rigorosa e approfondimenti che gli hanno
portato via un anno in visite specialistiche. "Non si ha idea di cosa significhi
sentire tutte le proprie potenzialità e non poterle esprimere..." confida Marino
prima dell'intervento di ieri. Ex brigadiere dell'Arma dei Carabinieri, Biasetto ha voluto
conoscere più realtà territoriali possibili: prima a Roma, poi nel corpo paracadutisti
di Livorno, quindi a Como e a Milano, che ama profondamente. Ma al momento di sposarsi con
Ivana Casagrande, la decisione è presa: altri trasferimenti. Pordenone, Venezia, Vicenza
ed infine anche il Belgio.
Il Dna non viene smentito dal fratello
Renzo che a vent'anni decide di andare a vivere in Australia. Ora lì ha moglie, due figli
e una nipotina, ma l'attaccamento a Roncade e ai familiari rimane forte. Ogni due o tre
anni Renzo torna per rafforzare i legami con la sua terra e non appena viene a sapere che
Marino dovrà affrontare i disagi della dialisi offre senza esitazioni uno dei suoi reni.
Ora, se il decorso dell'operazione sarà
favorevole, Renzo potrà essere dimesso nel giro di una settimana e Marino dopo circa
quindici-venti giorni di convalescenza.
Aldina Vincenzi
|
| La Tribuna di
Treviso - 12 dicembre 2001 La nuova piscina di Roncade gestita da un'associazione di imprese
g.m.
RONCADE. La nuova piscina comunale di Roncade, che verrà aperta nei primi mesi del
prossimo anno, sarà gestita da un'associazione temporanea d'imprese costituita fra la
società sportiva Ranazzurra di Conegliano, la società sportiva Mirano Nuoto di Mirano e
l'associazione sportiva Serenissima Nuoto di Mestre. Lo ha deciso l'amministrazione
comunale al termine di una gara d'appalto alla quale hanno partecipato, due società
sportive e due associazioni temporanee d'imprese, una delle quali, che era risultata
vincitrice, è stata poi esclusa perché non possedeva i requisiti richiesti dal
regolamento.
La scelta del gestore conclude positivamente una vicenda protrattasi più a lungo del
previsto, a causa delle inadempienze dell'impresa che costruttrice.
«Siamo particolarmente soddisfatti - osserva il sindaco di Roncade Ivano Sartor - perché
abbiamo smentito chi sosteneva che l'impianto natatorio avrebbe messo in crisi il bilancio
comunale. Invece l'associazione di imprese che gestirà la piscina verserà al Comune un
canone annuo di 210 milioni di lire, anche se l'incasso effettivo per il Comune sarà
inferiore, perché dovremo rimborsare ai gestori circa 125 milioni l'anno per la
compensazione delle tariffe agevolate applicate alle fasce deboli della popolazione, come
anziani, portatori di handicap e ragazzi delle scuole».
La piscina, che si trova nella zona degli impianti sportivi di via Vivaldi è costata
complessivamente due miliardi e 700 milioni, totalmente a carico del Comune che li ha
reperiti attraverso un mutuo ventennale.
La struttura è dotata di uffici, spogliatoi, servizi e bar, inoltre è previsto un
solarium esterno. La vasca principale è lunga 25 metri, larga 16 e profonda da un metro e
30 centimetri a un metro e 55 centimetri. C'è anche una vasca per bambini di 12 metri per
6 e profonda 70 centimetri. C'è anche una piccola tribuna per l'eventuale pubblico.
|
| La Tribuna di
Treviso - 12 dicembre 2001 San Cipriano
Domani l'addio a Maria
RONCADE. Si svolgeranno probabilmente domani pomeriggio nella chiesa parrocchiale di San
Cipriano i funerali di Maria Berto (in foto), la casalinga deceduta di 65 anni, residente
in via Duse con il marito Francesco Idra, 74 anni. Il magistrato non ha ancora concesso il
nulla osta per la sepoltura, ma l'autorizzazione dovrebbe essere rilasciata nella
mattinata odierna.
Moglie e marito sono rimasti coinvolti in un incidente stradale domenica sera a Monastier,
lungo la strada provinciale 64 nel tratto denominata via Barbarana, mentre tornavano da
Ponte di Piave dov'erano andati a trovare la figlia Adriana. All'altezza della ditta di
autotraporti Bergamo, si sono schiantati contro il camion carico di cellulosa diretto a
Riva del Garda condotto dal bosniaco Muho Kurozovic, 37 anni, di Valdobbiadene. La Fiat
Uno dei due anziani è finita sotto il camion. La donna ha riportato ferite e traumi
gravissimi. Trasportata all'ospedale Ca' Foncello di Treviso, si è spenta lunedì mattina
nella terapia intensiva della Rianimazione. Il marito è ricoverato nel reparto Medicina
di urgenza, le condizioni non sono gravi. La donna lascia tre figlie: Valeria, Rosanna e
Adriana.
|
| Il Gazzettino di
Treviso - 12 dicembre 2001 Le cornee, l'ultimo regalo di Maria Berto
Roncade
(A.V.) Si terranno con
ogni probabilità domani pomeriggio nella parrocchia di San Cipriano, frazione di Roncade,
i funerali di Maria Berto, deceduta lunedì nel reparto di rianimazione dell'ospedale Ca'
Foncello di Treviso per le ferite riportate nell'impatto della Punto, nella quale stava
viaggiando insieme al marito, con un autocarro che si stava immettendo nella provinciale
64 all'altezza della ditta Bergamo di San Pietro Novello. Al pronto soccorso Maria era
stata immediatamente intubata e sottoposta ad una Tac, ma le condizioni erano apparse
subito gravissime e ogni sforzo è risultato vano. Il nulla osta verrà rilasciato in
mattinata.
La donna, 65 anni di
Roncade, ha donato le cornee: i familiari hanno voluto così perpetuare la generosità che
ha caratterizzato tutta la sua vita. Nonostante fosse da tempo malata viveva con serenità
la sua condizione, confortata dal marito Francesco Idra, che nell'incidente ha riportato
solo leggere ferite. A Idra stamattina verrà ingessato un braccio, ma difficilmente
potranno rimarginarsi le ferite di un distacco così violento dalla moglie: la coppia era
nota per l'entusiasmo e la gioia tipici di una famiglia appagata.
|
| Il Gazzettino di
Treviso - 13 dicembre 2001 Roncade
Renzo e Marino Biasetto stanno bene
Roncade
Dopo l'intervento in
laparoscopia di martedì al Ca'Foncello, i fratelli Renzo e Marino Biasetto,
rispettivamente donatore e trapiantato di rene, stanno bene. Il primo è ricoverato in 3.
Chirurgia, mentre Marino è ancora in camera sterile per tutelare il fisico durante la
terapia antirigetto che provoca un abbassamento delle difese immunitarie. Nemmeno la
moglie lo può vedere, ma l'umore è buono, legge e può muoversi nel letto. L'equipe di
medici la visita più volte al giorno e il dott. Gianfranco Mora della Divisione
Chirurgica rilascia pareri decisamente ottimistici.
Renzo riceve invece visite
in compagnia della moglie Jann: la soddisfazione e la contentezza traspaiono dagli occhi
ridenti. Ieri si è alzato, sebbene con qualche capogiro, oggi comincerà a mangiare e fra
3-4 giorni, con ogni probabilità, verrà dimesso. "È già da tre misi che sono in
Italia e ho voglia di tornare a Cardiff per vedere i miei figli, Giuliana e Roberto, ma
anche la mia meravigliosa nipotina di un anno e 4 mesi - confessa Renzo - a settembre
avevamo già prenotato il ritorno, ma qui la prassi burocratica è più lunga che in
Australia, dovevo fare altri esami e abbiamo dovuto disdire il viaggio".
Biasetto, donatore del
rene al fratello, 5 anni fa ha cominciato a fare degli esami per prevenire i danni di
quella che sospettava fosse una malattia ereditaria: la gromerulonefrite che ha portato
alla morte un fratello più anziano e alla dialesi Marino, quello più giovane. Quando ha
saputo di essere in perfette condizioni fisiche, ha voluto da subito offrire una chance a
Marino, che però ha impiegato anni a decidersi e accettare il rene del fratello. Solo
ultimamente, dopo 6 mesi di dialisi, quando le forze hanno cominciato davvero a venirgli
meno, si è sforzato di andare incontro a quella che non era solo una propria esigenza
vitale, ma anche un principio e un ideale di Renzo.
Aldina Vincenzi
|
La Tribuna di
Treviso - 14 dicembre 2001Stanno bene i fratelli trapiantati
Il donatore di rene è
già in piedi e sarà presto dimesso
L'intervento in laparoscopia è stato filmato e diffuso ieri
Marzia Borghesi
Il signor Renzo ha già mosso i primi passi in corsia, fra due o tre giorni verrà
dimesso. Suo fratello Marino potrà forse lasciare il letto oggi, per qualche minuto. Per
lui il ritorno a casa non sarà prima di un paio di settimane. Nell'attesa di potersi
riabbracciare dopo il delicatissimo intervento chirurgico di martedì, i fratelliBiasetto
passano il tempo al telefono. A due giorni dal primo trapianto di rene tra viventi per via
laparoscopica mai eseguito all'ospedale Ca' Foncello - il quarto o quinto nel mondo, con
buona pace della nonchalance dei medici trevigiani che ne parlano come di un intervento
fra i tanti - il bilancio è ottimale. I due fratelli hanno superato brillantemente la
doppia operazione durata sette ore, grazie all'impegno di due équipe chirurgiche.
L'incredibile velocità di ripresa dei pazienti, la quasi assenza di dolore nel donatore
Renzo Biasetto di 60 anni - giunto apposta dall'Australia per aiutare il fratello - e
l'ottima reazione da parte dell'organismo ricevente, quello di Marino di sei anni più
giovane, fanno parlare le équipe mediche di un «intervento andato molto bene». La
toccante avventura di due fratelli lontani, che si ritrovano nell'atto di un dono che ha
pochi eguali per generosità, fa il resto. Ieri mattina la conferenza stampa organizzata
dall'ospedale per illustrare le caratteristiche della doppia operazione, è stata
accompagnata da un filmato realizzato in corso d'opera.
Attraverso la telecamera che serve al chirurgo per muovere i bracci meccanici robotizzati,
si è visto come la chirurgia laparoscopica rispetti il paziente sotto i ferri, riducendo
al minimo tagli ed incisioni, e quindi anche le sofferenze post-operatorie. L'operazione,
durata sette ore, si è svolta in contemporanea su due tavoli operatori. Del prelievo si
è occupata l'équipe guidata da Giuseppe Di Falco, primario della 3ª divisione
chirurgica, insieme a Maurizio Pavanello, Nello Santoro, Gianfranco Mora, Claudio Caldato
e Martino Zucchella. Il trapianto contestuale è stato effettuato dal responsabile del
Centro trapianti e primario della divisione di Nefrologia, Gilberto Calconi insieme a
Maria Cristina Maresca, Anna Brunello e Giuseppe Palminteri. Fondamentale il contributo
degli anestesisti e della responsabile del blocco operatorio Raffaella De Grazia. Quello
effettuato l'altro giorno, per il Ca' Foncello era il 52º trapianto di rene tra viventi.
Ma il primo, dicevamo, con prelievo effettuato con laparoscopia.
«Solitamente si interveniva facendo un grande incisione sul fianco del donatore - hanno
spiegato i medici - Con la laparoscopia basta fare dei fori e intervenire al livello
dell'addome. Grazie alla lunga esperienza di interventi chirurgici in laparoscopia,
sapevamo di essere pronti per il trapianto». La buona riuscita della doppia operazione,
ha richiesto la perfetta sincronia tra le due équipe mediche. Mentre il rene veniva
prelevato dal donatore, il ricevente era già pronto in una seconda sala operatoria.
L'organo è rimasto attaccato fino all'ultimo ad arteria e vena. Poi è stato staccato,
messo sotto ghiaccio e passato all'équipe che ha effettuato il trapianto.
|
| Il Gazzettino di
Treviso - 16 dicembre 2001 Consorzio Sile Piave da record
Roncade
(A.V.) Nei giorni scorsi il presidente
dell'Azienda Servizi Pubblici Sile Piave S.p.A., Francesco Borga, ha manifestato la
soddisfazione per i risultati gestionali del 2001 davanti all'assemblea dei soci, tra i
quali anche i Comuni del bacino servito: Casale sul Sile, Casier, Monastier di Treviso,
Roncade, San Biagio di Callalta e Silea; e, in provincia di Venezia, Meolo, Marcon e
Quarto d'Altino, oltre al Comune di Breda in regime di convenzione.
Tariffe invariate e restituzione di
anticipi sui consumi non hanno evitato un balzo del risultato previsionale, confortato
oltretutto dalla riorganizzazione aziendale, dall'assunzione diretta delle rete e degli
impianti fognari, dall'avvio del percorso per la certificazione Iso 9001 e dall'accordo
aziendale sul premio di risultato correlato al raggiungimento di obiettivi aziendali
prestabiliti.
Borga ha ricordato anche l'impegno
societario per il prossimo futuro a coinvolgere maggiormente i sindaci dei comuni soci e
le partnership private.
"I nostri obiettivi - ha infatti
annunciato Borga - sono di ampliare la rete dei Comuni serviti, attraverso aggregazioni e
compartecipazioni per promuovere sinergie con operatori nel settore delle utilities".
Sono vicini i traguardi delle opere di
ampliamento della rete fognaria (Meolo-Roncade, Quarto d'Altino e Marcon) e la
realizzazione del depuratore di San Biagio, già finanziati dalla Regione per 14 miliardi
e mezzo. Sempre per la rete fognaria sono pronti altri quattro progetti esecutivi che
interessano i Comuni di Marcon, Monastier di Treviso, Quarto d'Altino e San Biagio.
|
La Tribuna di
Treviso - 23 dicembre 2001Roncade e Quarto, vigili in comune
Nuova convenzione, per 5 mesi
una pattuglia fino all'una di notte
di Giorgio Marcoleoni
RONCADE. Per garantire una maggiore vigilanza il Comune di Roncade e quello di Quarto
d'Altino (Venezia) hanno deciso di coordinare l'attività dei rispettivi servizi di
polizia municipale che, pur rimanendo autonomi dal punto di vista burocratico,
funzioneranno come un unico corpo.
Dal primo gennaio entrerà in vigore la convenzione, siglata dai sindaci di Roncade Ivano
Sartor e Quarto d'Altino Loredano Marcassa, in base alla quale il comandante e i nove
agenti attualmente in servizio nei due comuni, pur rimanendo alle dipendenze dei
rispettivi enti, lavoreranno sul territorio di entrambi i comuni. Rimarranno separate, e
riferite al territorio comunale sul quale viene svolto il servizio, anche le procedure e
gli adempimenti burocratici. Quindi se, ad esempio, un agente di Quarto contesterà
un'infrazione a Roncade, il verbale avrà l'intestazione di quest'ultimo comune, ma sarà
perfettamente legittimo.
«Il principale vantaggio - spiega Fabrizio Milanello, comandante della polizia municipale
di Roncade e Quarto - è la possibilità di garantire per tutto l'anno almeno una
pattuglia al mattino e una al pomeriggio per la vigilanza del territorio e di istituire il
terzo turno, che prolungherà il servizio fino all'una di notte, per cinque mesi all'anno,
e almeno una sera alla settimane nel rimanente periodo. Inoltre verrà intensificato il
servizio alla domenica e nei giorni festivi. Questo significa che dal primo gennaio non ci
sarà mai un agente a dover affrontare da solo eventuali emergenze, ma soprattutto i
cittadini dei due comuni, dalle 7 del mattino alle 7 di sera e fino all'una di notte
quando c'è il terzo turno, troveranno sempre una pattuglia disponibile».
«Dal punto di vista della gestione - aggiunge il comandante - i due Comuni hanno
preferito la convenzione che ha procedure e adempimenti molto più snelli rispetto al
Consorzio di polizia municipale attivato in alcune zone del Veneto. Un altro vantaggio è
di avere un solo comandante e poter destinare le risorse che servirebbero per il secondo
all'assunzione di alcuni agenti stagionali che incrementeranno ulteriormente l'organico,
mentre altri risparmi deriveranno dall'utilizzo in comune di alcune attrezzature».
|
| Il Gazzettino di
Treviso - 23 dicembre 2001 "Effetti di una condanna" è un dramma riscoperto
dellautore veneziano
Selvatico rivive a Roncade
Boccuzzi: «Un testo non
facile ma apprezzato»
Roncade
Un lavoro inedito messo in
scena in prima nazionale al Teatro dei Frari a Venezia in occasione del centenario della
morte dell'autore, Riccardo Selvatico , e riproposto sabato scorso all'auditorium della
scuola media di Roncade. Proprio nella cittadina della Marca Selvatico morì a 52 anni,
dopo una riunione di consiglio comunale alla quale aveva preso parte come assessore e
proprio l'attuale amministrazione di Roncade ha in mente di realizzare un filmato sul
lavoro teatrale, con riprese in villa Selvatico , ancora arredata con mobili dell'epoca.
L'illustre cittadino roncadese fu anche sindaco di Venezia per cinque anni e fondatore nel
1895, insieme ad altri intellettuali, della Biennale.
«Il testo "Effetti
di una condanna" - spiega Zino Boccuzzi, regista del lavoro teatrale - è stato
interamente ricopiato dal manoscritto originale di Selvatico , da una studentessa di Ca'
Foscari che l'ha utilizzato come tesi di laurea. Con la mia compagnia "Gruppo Amici
del Teatro di Roncade" abbiamo deciso di mettere in scena integralmente il testo -
due ore e trenta di spettacolo - senza alcuna modifica o adattamento. Il contenuto di
"Effetti di una condanna" è piuttosto impegnativo e racconta di un errore
giudiziario e delle sue conseguenze: un uomo lascia la figlia disonorata e per
disperazione si allontana lasciando ai figli solo una lettera. Resta comunque un lavoro
particolare, di non semplice lettura, che andrà proposto solo in certi ambiti, anche se
ho riscontrato proprio dai giovani un certo consenso per scene che io stesso ritenevo un
po' retoriche come la classica raccolta del fazzoletto, lasciato volutamente cadere dalla
donna, oppure lo svenimento di una bella fanciulla tra le braccia dell'amato". La
prima nella Marca ha visto anche un pubblico partecipe, attento e disposto ad emozionarsi.
Marina Cernia
|
| La Tribuna di
Treviso - 28 dicembre 2001 Il
premio "Roncola d'oro" alla memoria della De Lazzari
g.m.
RONCADE. Il premio "Roncola d'oro 2001" è stato conferito alla memoria di
Italina De Lazzari. Lo ha deciso l'amministrazione comunale di Roncade, per tributare un
riconoscimento a una concittadina che per tutta la vita ha aiutato gli altri. Italina De
Lazzari, deceduta lo scorso anno all'età di 63 anni, era conosciuta a Roncade perché
gestiva un bar in centro, ma erano anche in molti a conoscere la sua seconda attività,
alla quale dedicava tutto il tempo libero con grande entusiasmo: raccogliere generi di
prima necessità da inviare nelle zone povere del mondo, oppure nelle quali erano in corso
conflitti. Italina era sempre pronta ad aiutare le persone in difficoltà, ma soprattutto
trascorreva intere serate a raccogliere alimentari e indumenti che poi inscatolava per
inviarli alla missione di padre Martino Maulano, in Mozambico, oppure nei paesi balcanici
o in India. Un altro suo impegno era l'organizzazione di pellegrinaggi al santuario
bosniaco di Medjugorie, dedicato alla Madonna. Negli ultimi anni Italina De Lazzari si era
impegnata in iniziative contro l'usura, collaborando con padre Massimo Rastrelli, gesuita
napoletano promotore della fondazione "San Giuseppe Moscati" che aiuta le
vittime degli usurai ed i giovani disoccupati alla ricerca di un impiego. Istituito nel
1984 il premio "Roncola d'Oro" è conferito a cittadini "che abbiano
contribuito a illustrare la comunità nei vari mondi della vita civile, sociale, politica,
culturale, artistica, sportiva e umanitaria".
|
| La Tribuna di
Treviso - 30 dicembre 2001 A Musestre
Per il presepe vivente 80 comparse
g.m.
RONCADE. A Musestre di Roncade proseguono le rappresentazioni del "Presepe Vivente
2001", realizzato dai volontari della parrocchia di San Ulderico Vescovo, in
collaborazione con l'assessorato comunale alla cultura. Oggi sono in programma due
rappresentazioni, alle ore 17 ed alle ore 18.
Grazie all'opera dei molti parrocchiani che collaborano all'iniziativa, verrà proposta
una suggestiva ricostruzione della natività di Gesù. A dare "vita" al presepe
contribuiscono infatti un'ottantina di comparse, tutte in costume dell'epoca, più gli
immancabili bue ed asinello e numerosi animali da cortile, tutti veri. Molto suggestiva
anche la scenografia, che ha richiesto molte ore di lavoro per realizzare, su un'area di
quasi 3 mila metri quadrati, alcune capanne in grandezza naturale ed altre ambientazioni
tipiche. Durante le rappresentazioni vengono eseguiti canti natalizi tradizionali e
folkloristici israeliani. Il presepe vivente di Musestre di Roncade verrà rappresentato
anche domenica 6 gennaio 2002, alle ore 17.
La Tribuna di Treviso -
30 dicembre 2001
RONCADE
Calendario dei commercianti
Ritratti d'autore per 36 negozianti, iniziativa benefica
g.m.
RONCADE. Per gioco, per farsi conoscere, per contribuire a una giusta causa, sono queste e
molte altre, le ragioni che hanno spinto i commercianti di Roncade a diventare
protagonisti di "Ripresi fuori orario", un calendario del 2002 che propone 36
foto nelle quali sono ritratti artigiani e commercianti del paese. Un'opera ideata e
realizzata da Alfonso Lorenzetto, fotografo locale, dirigente degli artigiani trevigiani,
impegnato in numerose attività per la promozione della fotografia professionale.
"L'idea è nata dalla considerazione che negli ultimi decenni si è persa la
tradizione del fotografo artigiano, un professionista al quale era affidato il compito di
documentare, attraverso le immagini, i fatti, anche sociali, che testimoniano semplici
episodi di vita quotidiana oppure importanti passaggi epocali - spiega Lorenzetto - Così
ho pensato a un'iniziativa per promuovere la riscoperta del fotografo e far comprendere
l'importanza della foto di qualità, realizzata da un professionista, un artigiano in
grado di aggiungere alla pura immagine qualcosa in più, come un riflesso, un'angolazione
particolare, l'esaltazione di un dettaglio o lo studio della luce. La scelta è stata
quella di fotografare i commercianti e gli artigiani di Roncade, che rappresentano un
valore aggiunto, sul quale i roncadesi possono contare quotidianamente. Un patrimonio
umano che ogni giorno immette nella propria attività idee ed energie che favoriscno il
vivere dell'intera collettività".
E' nata così una collezione di fotografie, rigorosamente in bianco e nero, nelle quali
gli operatori economici roncadesi sono ritratti in modo informale, per l'appunto
"fuori orario", a volte in atteggiamenti ironici, ma con un'ambientazione che
richiama in modo inequivocabile l'attività svolta.
Le foto sono state presentate nello scorso settembre, durante una mostra allestita sotto i
portici di via Roma. Confortato dal successo riscontrato dall'esposizione Alfonso
Lorenzetto ha deciso di andare oltre e fare qualcosa che permettesse di non disperdere il
valore testimoniale della raccolta fotografica e trasformare il il lavoro in qualcosa di
utile. Il risultato è il calendario, che è stato venduto agli stessi protagonisti
assieme alle foto originali, allo scopo di raccogliere fondi da devolvere alla Missione
della Sierra Leone, nella quale opera il padre salesiano don Maurizio Boa.
|
|
|
|
|
| Inizio
documento |
|
|