|
| Archivio -
Agosto 2002 |
| La Tribuna di Treviso, 3 agosto 2002
Entra in vigore la riorganizzazione degli ambiti territoriali. La
distribuzione delle risorse sarà più equilibrata
L'Usl 9 perde un
distretto sanitario
Si passa da sei a cinque. Fusione tra Roncade e
Mogliano
I servizi agli utenti resteranno invariati Nasce la Conferenza dei sindaci e ciascuna
realtà avrà la sua autonomia finanziaria
Daniele Rea
L'Usl 9 perde un distretto sociosanitario, ma la qualità dei servizi non cambierà.
Resterà invariata. La recente riorganizzazione, entrata in vigore nei giorni scorsi, vede
il distretto di Roncade entrare in quello di Mogliano, ma per i cittadini non cambierà
nulla nell'erogazione dell'assistenza. Cambia, invece, la distribuzione delle risorse, che
sarà finalmente più equilibrata.
La novità sostanziale riguarda il distretto di Mogliano, che ingloba così anche quello
di Roncade, insieme ai comuni di Monastier, San Biagio di Callalta e Zenson di Piave. Un
passaggio necessario, per rientrare nei termini delle nuove normative regionali e statali
che prevedono la composizione di un distretto sociosanitario con la presenza di almeno
60.000 cittadini residenti. Fondamentale, per i cittadini direttamente interessati, il
mantenimento delle strutture esistenti ora per i quattro comuni, mentre ci sarà un
maggiore interscambio operativo con il nuovo distretto moglianese. Ma importanti novità
sono state introdotte anche per le altre realtà territoriali, cioè Treviso, Paese,
Villorba e Oderzo.
La nuova riorganizzazione si completerà, con la nascita di un nuovo organismo per ogni
distretto, cioè la Conferenza dei sindaci di distretto. Entro il mese di agosto, tutti i
Comitati verranno costituiti ed entro l'anno si conta concretamente di portare a regime la
nuova struttura. Un passaggio fondamentale, perché il programma attuativo dei servizi su
scala territoriale non sarà più deciso in maniera autonoma dal direttore generale
dell'Usl, ma anche dalla Conferenza dei sindaci di distretto. Inoltre, ogni realtà
territoriale potrà contare su una concreta autonomia finanziaria, con un proprio budget
che sarà definito di anno in anno all'atto dell'approvazione del bilancio dell'Usl 9.
Un'autonomia di gestione che potrà essere un'occasione per andare a ripianare alcune
sperequazioni, adeguando la situazione di alcune zone della provincia che fino ad oggi
sono sempre state servite in maniera poco adeguata alla realtà territoriale e al numero
di utenti. Con la riforma dei distretti, la popolazione dell'Usl 9 (371.556 residenti al
31 dicembre 2001), verrà così suddivisa: distretto 1 (Treviso) 91.550 abitanti,
distretto 2 (Paese) 58.030 abitanti, distretto 3 (Villorba) 58.297 abitanti, distretto 4
(Oderzo) 75.125 abitanti, con il distretto 5 di Mogliano che passa da 59.860 a 88.554
abitanti.
La delibera dell'Usl 9, ufficiale e definitiva solo da qualche giorno, è stata comunque
accolta con favore dalla Conferenza dei sindaci dei 37 comuni del territorio, considerando
che la realtà dei distretti come reti organizzative di servizi e poli integrati con altri
reti di servizi viene assolutamente garantita. In sostanza, ogni distretto verrà messo in
condizione di garantire qualità e quantità di servizi alla popolazione, agendo in
sinergia anche con il sistema della viabilità, dei flussi di traffico, dei poli di
attrazione per attività produttive e commerciali, del pendolarismo scolastico e
lavorativo.
Nessun problema, del resto, neppure per quei cittadini che dovranno fare riferimento al
nuovo distretto allargato di Mogliano e non più a quello di Roncade: verranno garantite
l'entità, la qualità e l'accessibilità dei servizi e dei punti di accesso, potenziando
anzi le risorse in termini di operatori e di mezzi a disposizione. E nessun disagio è
previsto, nemmeno per gli operatori sanitari in termini di operatività di lavoro e di
programmazione. Tra qualche mese, quando verrà steso anche il primo bilancio con la
ripartizione delle risorse per singoli budget di spesa, si cominceranno a vedere i primi
effetti concreti di questa piccola rivoluzione. |
| La Tribuna di Treviso, 3 agosto 2002
A MUSESTRE
Sesso con le
ballerine al night-club
Carabinieri all'«Anteprima», due denunciati per
favoreggiamento
Marzia Borghesi
RONCADE. Li hanno trovati al piano superiore del night, nel vortice della passione. E nel
pieno della performance sessuale. Blitz dei carabinieri, l'altra notte, al night club
«L'anteprima» di Musestre. Due clienti sono stati trovati in atteggiamenti
inequivocabili con altrettante ballerine straniere. Prostituzione? Non si sa. Ed è tutto
da dimostrare. Le ragazze potrebbero aver accettato l'approccio per proprio piacere, ma
sembra che avessero già ricevuto denaro in cambio della performance. Sta di fatto che i
due titolari del locale notturno, M.S, 36 anni di Chioggia, e la brasiliana
trentaquatrenne M.D.S, sono stati denunciati all'autorità giudiziaria per l'ipotesi di
favoreggiamento della prostituzione. Anche se è da dimostrare che sapessero quanto, e in
che termini, potesse accadere tra i clienti e le ballerine. Il locale, comunque, è
apertissimo e prosegue con la sua attività.
Il blitz l'altra notte ha dato una scossa alla ventina di clienti che stavano bevendo
qualcosa al bar, in compagnia delle avvenenti ballerine nordafricane e sudamericane: 12
ragazze molto belle e tutte maggiorenni. All'«Anteprima» si accede dopo aver pagato un
biglietto d'ingresso. Al piano terra c'è il bar e la possibilità di bere qualcosa
ascoltando un po' di musica. Le ragazze, l'ambiente, la musica. Ci sono tutti gli
ingredienti per una serata tranquilla: ma per chi vuole pepata al punto giusto. Per chi
vuole star tranquillo, infatti, al piano superiore ci sono dei séparé che garantiscono
un minimo d'intimità. La chiave per salire in compagnia di una ballerina? Una bottiglia
di champagne del costo di 130 euro. Tutto qui. Ed è proprio al riparo da occhi indiscreti
che i militari hanno trovato due clienti che non stavano semplicemente facendo quattro
chiacchiere con le ballerine.
Le ragazze, nordafricane e sudamericane, comunque nei loro armadietti sembra custodissero
una buona riserva di preservativi. Due delle 12 straniere, che erano prive del permesso di
soggiorno, dovranno presentarsi all'ufficio stranieri della Questura per ulteriori
accertamenti. |
| Il Gazzettino di Treviso, 3 agosto 2002
RONCADE I carabinieri hanno fatto
irruzione in un locale notturno di Musestre, l"Anteprima", segnalati i due
gestori
Blitz al night, luci troppo
rosse
"Artiste di sala"
disponibili a incontri hard, ipotizzato il favoreggiamento della prostituzione
Roncade
"Artiste di
sala". L'appellativo starebbe a qualificare l'attività svolta notte tempo per
allietare compagnie maschili. All'interno di un night. L'"Anteprima", che da
tempo ha aperto i battenti in quel di Musestre. Abbastanza decentrato, così da non
turbare la quiete della frazione di Roncade . Decentrato, ma frequentato. Perché, oltre
alla semplice compagnia, le "artiste di sala" avrebbero offerto emozioni ben
più forti. Sesso. Come avrebbero appurato i carabinieri durante una vera e propria
irruzione avvenuta la settimana scorsa. Irruzione che ha portato qualche grattacapo ai
gestori dell'"Anteprima", una coppia: lui 36enne veneziano di Chioggia, lei
33enne sudamericana del Brasile. Entrambi, infatti, sono stati segnalati all'autorità
giudiziaria per ipotetico favoreggiamento della prostituzione. Un'ipotesi che solo la
magistratura deciderà se fondata, oppure no.
Al momento del blitz,
all'interno il locale notturno si trovavano una ventina di clienti, oltre a dodici
"artiste di sala", tutte ragazze sudamericane e centroafricane. Fin qui, nulla
di particolare. I clienti avevano pagato regolarmente il biglietto per accedere al night.
Ma il controllo ha spinto i carabinieri al piano rialzato dell'"Anteprima", dove
si trovavano altre due "artiste". Ma, in questo caso, la sala era predisposta
con angoli che potevano garantire un minimo di intimità. E due di questi angoli erano
occupati: da due coppie, clienti e "artiste", intente senza ombra di dubbio a
consumare rapporti sessuali. Semplice passione? L'ipotesi parrebbe valicarne i confini.
Quelli eretti dal costo di una bottiglia, circa 130 euro cadauna, che permettevano di
salire al piano del piacere. Dove, tra l'altro, sarebbero state trovate quantità non
indifferenti di preservativi.
I carabinieri hanno così
controllato la posizione delle "artiste di sala", una delle quali è risultata
non in regola con il permesso di soggiorno, ed invitata a recarsi all'Ufficio per
l'immigrazione della Questura per la verifica della sua posizione. Quanto al night,
l'attività potrà continuare, non essendo stata ravvisata alcuna irregolarità, se non il
dubbio che la compagnia femminile fosse in qualche modo "favorita" a prendere
altre strade: quella della prostituzione.
Giancarlo D'Agostino |
| La Tribuna di Treviso, 4 agosto 2002
RONCADE
Il Comune tassa
anche i defunti
Samantha Cipolla
RONCADE. Nemmeno da defunti si può stare tranquilli, e le tasse aumentano anche dopo
morti.
Questo il sunto, sdrammatizzando, dell'interpellanza di Dino Camatel, presentata venerdì
sera durante l'ultima seduta prima della pausa estiva del Consiglio Comunale di Roncade.
E' capitato a qualche parente di un defunto, deceduto prima del 2001, di ritrovarsi
inaspettatamente una tassa per la tumulazione di 104 euro. La storia inizia quattro anni
fa, quando il cimitero di Roncade non riesce più a soddisfare le richieste dei cittadini
e si opta per tumulazioni temporanee. Con questo sistema, dal 1998 al 2002 sono state
realizzate 43 sepolture, di cui 32 hanno già trovato una sistemazione definitiva. Nel
frattempo, nel 2000, la giunta comunale approva un onere di 104 euro, attivo dal 1 gennaio
2001.
«Le spese di spostamento per le salme dovrebbero essere completamente gratuite, mentre
questa tassazione ha avuto effetto retroattivo - spiega Camatel -. Molti familiari si sono
dovuti sobbarcare le spese di tumulazione anche di defunti morti prima del 2001, quando
cioè questa tassa non era ancora stata approvata dalla giunta. Non trovo giusto che,
oltre a sopportare i disagi morali e pratici della dissepoltura del proprio caro, si
debbano anche sostenere spese per aver avuto la sfortuna di morire in un momento
sbagliato, quando non era possibile avere una destinazione definitiva. Ormai non è più
possibile affermare che xe meio morir prima, per pagar manco perché comunque anche se sei
morto nel 1998 devi pagare anche la tassa di tumulazione introdotta tre anni dopo».
Della serie, al fisco non c'è mai scampo. |
| Il Gazzettino di Treviso, 4 agosto 2002
Il sindaco di Roncade si è
"autosospeso" per 10 minuti
Legittimo sospetto? E Sartor
"sciopera"
Lettera ai colleghi per
sollecitarli alla protesta
Per dieci minuti ha
smesso di esercitare le sue funzioni di sindaco e di presidente del Consiglio comunale.
Questa è stata la clamorosa iniziativa di protesta messa in atto venerdì dal primo
cittadino di Roncade, Ivano Sartor, durante i lavori dell'assemblea, contro la legge sul
legittimo sospetto approvata dal Senato. Sartor, che guida una maggioranza di
centrosinistra, prima ha letto una dichiarazione,e poi ha lasciato l'aula. Sui banchi,
come concordato con il sindaco, sono rimasti gli undici consiglieri di maggioranza della
lista "Progetto insieme", mentre, dopo un momento di smarrimento, i quattro
consiglieri della lista di minoranza di centrodestra, "Roncade domani", a loro
volta sono usciti per protesta contro «l'iniziativa propagandistica del sindaco».
Sartor non vuole comunque che la sua
azione resti isolata. E domani invierà una e-mail a tutti i sindaci del Veneto
invitandoli a imitare la sua iniziativa o a mettere in campo qualcosa di simile. «Il
fatto è - ha spiegato il sindaco di Roncade - che giovedì, di ritorno da una missione
all'estero, ho letto i giornali e ho provato un sentimento di indignazione di fronte a
quanto stava accadendo. Poi ho colto lo stesso sentimento nella gente del mio paese e ho
pensato che un sindaco doveva in qualche modo interpretare questa diffusa indignazione». |
|
Il
Gazzettino di Treviso, 8 agosto 2002
Cupole di rame e attici di
lusso al posto del Consorzio
Roncade
Non era una costruzione che si distingueva
per bellezza ed eleganza, ma il complesso edilizio di chiara impronta fascista che ha
ospitato fino agli anni Settanta il Consorzio Agrario di Roncade, dopo la demolizione,
lascia un vuoto visivo imprevedibile in pieno centro, tra palazzo Spellanzoni Lettis e
villa Ziliotto.
Al suo posto sorgerà entro un paio d'anni
un edificio in stile attuale, in mattoni, marmo e vetro con volte a cupola in rame, i cui
volumi è già deciso che saranno occupati da una quarantina di appartamenti residenziali
e una ventina di attività commerciali e direzionali.
Il progetto, curato dall'architetto
Riccardo Tronchin, prevede anche due grandi attici.
Una soluzione che, nonostante l'altezza
massima dello stabile sia fissata a poco più di 12 metri consentiranno una vista completa
su Roncade e sul fiume Musestre.
L'immobiliare proprietaria dell'area
(So.Ve.Im. srl) si farà carico di sistemare anche la parte antistante al nuovo complesso
ceduta al Comune.
L'area verrà così destinata a parcheggi
e zone verdi attrezzate e contemporaneamente sarà abbellita, in concorso di oneri con
l'Amministrazione, anche la piazza davanti al Municipio.
I volumi passeranno dai precedenti 17.830
a 20.504 metri cubi, l'intera area comprende 6.500 metri quadrati, l'impegno economico
della società immobiliare sul patrimonio pubblico corrisponde a 583 mila 448 euro.
Il Comune contribuirà con 424.848 euro
derivanti da scomputo di concessioni, aumento volumetrico e monetizzazione del nuovo
parcheggio.
Il cuore antico del paese dovrà convivere
con un avanguardistico by pass, ma il sindaco Ivano Sartor è orgoglioso di ricordare che
"anche Vienna, Berlino e altre città storiche alternano ormai in modo armonico
presente e passato". |
| Il Gazzettino di Treviso, 9 agosto 2002
RONCADE E CONEGLIANO
Funghi velenosi, 25
intossicati
Roncade-Conegliano
Una comitiva di turisti trevigiani in
vacanza nella campagna toscana è rimasta intossicata ieri pomeriggio dopo aver consumati
a pranzo funghi velenosi.
Venticinque persone, residenti a Roncade e
a Conegliano, sono state ricoverate all'ospedale di Arezzo. Fortunatamente nessuna di loro
è in pericolo di vita, anche se i medici hanno dovuto darsi da fare parecchio per
neutralizzare gli effetti del pasto nocivo.
Il veleno ha colpito adulti, donne e
bambini alloggiati in un agriturismo di Lierna, località del Comune di Poppi, in
provincia di Arezzo. Uno degli angoli più pittoreschi del Casentino. Ieri mattina alcuni
dei turisti avevano effettuato un'escursione nei boschi della zona e avevano fatto
raccolta di porcini.
Sembravano del tipo più pregiato, si
trattava invece di boleti maligni. All'ora di pranzo in tavola è arrivato il
"bottino", cucinato a dovere, non è ancora noto se dai gestori dell'agriturismo
o dalle donne della comitiva.
Quasi tutti i commensali hanno fatto onore
alla portata. Salvo iniziare ad accusare malesseri a partire dalle 17.
Nel giro di breve tempo, a seconda della
resistenza individuale al veleno, tutti coloro che avevano consumato i porcini si sono
sentiti male. Si è capito ben presto che la causa dovevano essere i funghi.
E' partita immediatamente
per telefono la richiesta di aiuto, che è stata raccolta da tutte le forze disponibili.
Ambulanze sono arrivate a catena dall'intera zona, dalle Misericordie di Poppi e Stia e
dalla Croce rossa di Bibbiena, dove il locale Pronto soccorso ha dovuto chiedere ben
presto l'aiuto anche dell'ospedale di Arezzo. I medici hanno distinto i cais più urgenti
dalle intossicazioni più superficiali e così tutte le malcapitate vittime hanno potuto
ricevere le opportune cure senza mai correre il pericolo che la situazione degenerasse. E'
porbabile che alcuni dei turisti saranno trattenuti in osservazione per qualche giorno. |
|
La
Tribuna di Treviso, 9 agosto 2002
Paura in Toscana dopo un
pranzo a base di porcini, anche il parroco tra i 17 ricoverati. Già dimesse sei donne del
gruppo
Intossicati dai funghi
trovati nel bosco
Finisce al pronto soccorso la gita di una comitiva
di Musestre
Andrea Passerini
BIBBIENA (Arezzo). Il parroco di Musestre, don Paolo Cecchetto, e sedici suoi parrocchiani
- coniugi, ma anche alcuni anziani - sono ricoverati in osservazione all'ospedale di
Bibbiena, in Toscana, per un'intossicazione da funghi. Colpa delle tagliatelle cucinate
ieri a pranzo, con i funghi raccolti in mattinata nei boschi di Poppi. Nessuno corre
comunque pericolo di vita, e anzi sei donne sono state dimesse nella tarda serata di ieri.
Per gli altri, i medici hanno ritenuto di attendere il decorso della notte: non si
esclude, in assenza di complicazioni, che siano tutti dimessi già nella giornata odierna.
Salvi i bambini del gruppo: non hanno mangiato le tagliatelle.
Il parroco di Musestre, don Paolo Cecchetto, e sedici suoi parrocchiani - coniugi, ma
anche alcuni anziani - sono ricoverati in osservazione all'ospedale di Bibbiena, nel
Casentino in Toscana, per un'intossicazione da funghi. Colpa delle tagliatelle cucinate
ieri a pranzo, con i funghi raccolti in mattinata nei boschi di Poppi. Nessuno corre
comunque pericolo di vita, e anzi sei donne sono state dimesse nella tarda serata di ieri.
Per gli altri, i medici hanno ritenuto di attendere il decorso della notte: non si
esclude, in assenza di complicazioni, che siano tutti dimessi già nella giornata odierna.
La paura è stata forte. Hanno evitato l'intossicazione solo i bambini e i ragazzi del
gruppo, che non hanno mangiato le tagliatelle. Uno slalom nel menu che per loro è stato
provvidenziale.
La comitiva di Musestre, 25 persone, partita domenica da Roncade, è impegnata in un
periodo di esercizi spirituali a Camaldoli, sede del famoso eremo, luogo privilegiato
della meditazione religiosa e delle esperienze di preghiera più profonde a contatto con
la natura.
Ieri in mattinata, nel corso di un'escursione nei boschi di Poppi, i parrocchiani hanno
trovato alcuni porcini, e in poco tempo il raccolto è andato aumentando con altri tipi di
funghi. Gli «esperti» del gruppo hanno assicurato tutti sulla bontà dei funghi
raccolti, anche quelli non boletus edulis. E così, all'ora di pranzo, nella casa dov'è
alloggiata la comitiva - una classica struttura per gruppi cattolici e parrocchiali - le
signora hanno messo su le tagliatelle.
Il tempo della digestione, e sono cominciati i dolori. Prima che fossero trascorse due ore
dal pasto, i sintomi (soprattutto dolori intestinali molto forti) si sono divffusi a
catena. Il parroco ha subito chiamato la guardia medica, ma il dottore di turno, quando ha
sentito la situazione al telefono, ha immeditamente allertato il servizio di emergenza,
disposto il ricovero collettivo all'ospedale di Bibbiena, capoluogo del Casentino a pochi
chilometri da Poppi.
«Mi sono fidato..» commenta don Paolo, dal suo letto di ospedale, con molta serenità.
Dai primi accertamenti, sembra che siano stati un paio di funghi velenosi - fortunatamente
non altamente tossici o mortali - abbiano macchiato l'intero raccolto: uno dei rischi più
frequenti quando non si conoscono fino in fondo le diverse specie fungine.
Le donne dimesse sono tornate nella casa con i ragazzi e i bambini del gruppo. Ora
attendono che il parroco e gli altri componenti del gruppo vengano dimessi, per proseguire
l'esperienza a Camaldoli. Che contemplerà forse una preghiera per la disavventura finita
senza gravi conseguenze, e qualche meditazione in più. |
|
Il
Gazzettino di Treviso, 9 agosto 2002
RONCADE
La Menon si trasferisce a
Monastier
Roncade
(A.V.) Cala la saracinesca sulle storiche
officine meccaniche volute dal pioniere dell'imprenditoria roncadese Carlo Menon. Per
scelte societarie la ditta cambia comune e in questi giorni sta trasferendosi in via
dell'Artigiano, nella zona industriale di Monastier di Treviso. Da sempre al numero 11 di
via Roma, in pieno centro a Roncade, lo stabilimento fondato nel 1875 dal geniale
capostipite di quella che è diventata una dinastia di industriali locali ha assunto da
una decina d'anni la denominazione di "Nuova Menon", cambiando proprietà per la
seconda volta.
I nuovi proprietari delle officine
producono rubinetteria, valvolame, raccorderia: in definitiva semilavorati in ottone e,
sebbene non raggiungano i fasti dell'epoca d'oro dei Menon con quasi 400 dipendenti, ne
occupano una quarantina e sono in forte espansione. "È venuto il momento di ampliare
gli spazi - dichiara Davide Basso, che col padre Silvio conduce la "Nuova Menon"
- e di poter così ottimizzare anche il lay out (cosa che qui ci era impossibile) ma ci è
dispiaciuto non poter rimanere nel comune". A Roncade rimane la ditta della famiglia
Menon per la lavorazione di valvole in titanio per motori, ma la consolazione per i
roncadesi è minima; si presume che verranno presto costruite diverse unità abitative.
"Forse verrà salvata una parte originale della struttura" confida Davide Basso. |
| Il Gazzettino di Treviso, 10 agosto 2002
Rassicurati i familiari:
«Tutti stanno bene e presto rientreranno A Camaldoli comunque andremo di nuovo per
concludere il ciclo di meditazioni interrotto»
Roncade
(A. Fed.) - «Beati i sofferenti perchè
saranno consolati»: così dice don Paolo Cecchetto, parroco di Musestre, Roncade, appena
dimesso dall'ospedale di Bibbiena (Arezzo), dove è stato ricoverato giovedì pomeriggio.
Beati i sofferenti: le famiglie che erano
partite da Roncade domenica scorsa, avevano infatti come obiettivo un approfondimento
della tematica biblica della beatitudine. In qualche modo di «beati» si è parlato,
anche se solo perchè rimasti vittime di un fungo crudele.
Ha rovinato tutto una mangiata di
tagliatelle... con i funghi raccolti da un appartenente al gruppo di fedeli che con don
Paolo si era recato per una vacanza di preghiera e riflessione a Camaldoli. Diciotto
adulti e dieci bambini; per evitare il peggio, che è accaduto e che era prevedibile, i
funghi li hanno mangiati i grandi e il pomodoro i bambini. Così gli adulti, durante la
digestione, si sono sentiti male uno dopo l'altro e sono finiti ricoverati, mentre i
bambini erano stupitissimi da quello che succedeva nella baita di casa Boboli, a Poppi,
immobile dei camaldolesi a disposizione dei pellegrini.
Tutto il gruppo è di Musestre e farà
rientro oggi, dopo che in mattinata verranno dimessi gli ultimi tre ricoverati, mantenuti
sotto osservazione perchè colpiti dal fungo "più profondamente".
È stato infatti uno il colpevole del
disastro e anche del fatto che non sia accaduto di peggio: scambiato per un porcino,
tagliato e cotto con gli altri. Don Paolo mantiene il riserbo sul nome, mentre raccomanda
di specificare che stanno tutti bene, casomai qualche parente non avesse ancora raggiunto
i propri cari: si tratta delle famiglie di Tommaso Merlo, della signora Miriam con la
mamma, di Germano Cesaro, e dei nuclei familiari Porcellato, Carraretto, Bianco e Bardi.
Il pomeriggio di giovedì è stato davvero
caotico per i pellegrini: fino a quel momento il raccoglimento di Camaldoli aveva stretto
i cittadini del Trevigiano in un'atmosfera serena e di riflessione, durante un'estate
umida e torrida, garantendo una bella vacanza. Poi il pranzo, organizzato alla fine di una
passeggiata nei boschi in cui si era gridato alla fortuna per aver trovato i funghi.
L'esperto del gruppo aveva detto che erano buoni ma dei funghi sarebbe meglio non fidarsi
mai. Dopo pranzo, il gruppo di adulti ha cominciato a sentirsi male, si è chiamata la
guardia medica pensando ad un malore passeggero, ma la stessa guardia medica ha fatto
immediatamente ricorso all'ospedale di Bibbiena e al ricovero non appena ha sentito
parlare di funghi.
Qualcuno è stato dimesso la sera stessa,
anche per occuparsi dei bambini; qualcuno ieri e gli ultimi tre stamattina, dopo che dal
reparto di Medicina i degenti sono stati assistiti fino all'ultimo dolore.
Il responsabile del reparto dell'ospedale
di Bibbiena, dottor Luciano Ralli, ha assicurato che non c'è nulla di grave e che non ci
saranno conseguenze: con gli occhi puntati della stampa italiana che è piovuta ad
accertarsi che il fatto non si convertisse in tragedia, come spesso quando protaginisti
sono proprio funghi raccolti nei boschi, è meglio essere certi prima di dare il via
libera per la partenza. Oggi il ritorno a casa.
Triste? Il parroco sorride: ma no,
dovevamo rientrare comunque. Vuol dire che a Camaldoli scenderemo di nuovo, per finire la
meditazione che abbiamo dovuto interrompere e sarà la scusa per un altro viaggio assieme.
«Del resto gliel'ho
detto: meditando sulla beatitudine, penso a quella frase. Beati i sofferenti perchè
saranno consolati. E addirittura mezza Italia, dall'Umbria alla Toscana al Veneto, ci ha
consolati e coccolati, proprio perchè eravamo sofferenti!». |
| La Tribuna di Treviso, 10 agosto 2002
Migliorano le condizioni
degli intossicati
Ancora tre le persone
ricoverate a Bibbiena
per aver mangiato un sugo ai funghi velenosi
Andrea Passerini
In ospedale a Bibbiena (Arezzo), capoluogo del Casentino, ieri sera, restavano in
osservazione solo tre parrocchiani di Musestre di Roncade: due donne, una delle quali
anziana, e un uomo. Quelli che avevano accusato più a lungo i sintomi dell'intossicazione
da funghi riportata giovedì dopo pranzo, per quelle tagliatelle condite da un sugo di
porcini che, ahimè, aveva anche uno o più funghi velenosi raccolto poco prima nei
boschi, erroneamente ritenuti i tanto ricercati botuli. I tre usciranno comunque oggi
dall'ospedale toscano, terminata la fase di osservazione.
Gli altri, compreso il parroco di Musestre, don Paolo Cecchetto, erano stati dimessi già
ieri mattina, ed hanno fatto rientro alla casa-vacanze vicino a Camaldoli dove la comitiva
di Musestre aveva stabilito la base per una forte esperienza di preghiera nel famoso eremo
appenninico.
«Ora concluderemo regolarmente il nostro soggiorno qui a Camaldoli - fa sapere il parroco
- è stata una disavventura che per fortuna si è conclusa senza gravi conseguenze. Nostro
malgrado siamo diventati famosi, i giornali qui parlano di noi...». La comitiva - partita
domenica da Musestre - 32 persone: 17 adulti, fra cui molte coppie ed alcuni anziani, poi
don Paolo e 15 bambini - farà rientro stasera nella frazione di Roncade, con i mezzi
propri. E forse oggi, sulla base della perizia tossicologica disposta dai medici
dell'ospedale, la comitiva saprà anche il nome del colpevole, i funghi velenosi
impropriamente e azzardatamente inseriti nel sugo di porcini. «Ma l'esperto ci ha detto
che potrebbe anche essere stato un solo fungo» aggiunge don Paolo. E' per questo che i
micologi raccomandano ad appassionati e raccoglitori la massima attenzione, evitando in
ogni maniera di mescolare nel cesto funghi sicuri da quelli dubbi.
Sin da giovedì, intanto,
l'amministrazione comunale di Roncade, con l'assessore alla cultura Giacomo Buldo (di
Musestre) e con lo stesso sindaco Ivano Sartor, ha contattato il parroco e i componenti
della comitiva, per avere notizie dei cittadini intossicati e mettersi a disposizione per
qualsiasi esigenza. «Il parroco ci ha subito tranquillizzato, rassicurandoci sulle
condizioni dei ricoverati» - spiega il primo cittadino.
Sei donne, che avevano accusato in maniera meno violenta i sintomi dell'intossicazione
all'apparato intestinale, erano state dimesse dall'ospedale già nel pomeriggio di
giovedì, ed avevano subito raggiunto i bambini della comitiva, rimasti «illesi» nella
casa del ritiro spirituale perché avevano mangiato tagliatelle al pomodoro anziché ai
funghi. |
| Il Gazzettino di Treviso, 11 agosto 2002
RONCADE Avvelenati dai funghi a
Camaldoli
Dimessi ieri alle 12 don
Paolo e i fedeli
«Ma il buonumore non è mai
mancato»
Roncade
La serata di ieri ha segnato la fine di
una vacanza che di spirituale - come avrebbe dovuto essere - ha avuto negli ultimi giorni
ben poco, per il gruppo roncadese diretto a Camaldoli domenica scorsa e rimasto vittima
giovedì di un fungo micidiale ma fortunatamente non letale "insinuatosi" nel
sugo delle tagliatelle. Anche gli ultimi degenti sono stati dimessi ieri verso le dodici
e, tutti insieme ma con precauzione, sono partiti a metà pomeriggio destinazione casa, a
Musestre . "Dovremo fare alcune soste sia per i bambini che per i nostri stomaci
dolenti - sorride don Paolo Cecchetto, parroco della frazione roncadese, colpito come gli
altri dal sugo insidioso - perché i 30 km di curve prima del passo Mandrioli non
perdonano...". Il peggio è passato e il buonumore non è mai mancato dopo il
"brutto quarto d'ora": all'ospedale di Bibbiena il gruppo di 18 adulti (i
bambini hanno potuto evitare l'esperienza grazie all'alternativa della pasta al pomodoro)
ha dovuto subire solo qualche flebo e il periodo di osservazione; il fungo incriminato ha
causato forti spasmi e vomito violento che ha ripulito automaticamente gli apparati
digestivi dei malcapitati. Ora rimangono sintomi del genere influenzale: debolezza e
"ossa rotte". "Forse proprio perché il loro fisico non ha reagito
prontamente come il nostro - ipotizza don Paolo - quattro persone hanno dovuto rimanere
ricoverate due giorni interi, ma ora stiamo giàpreparando la serie di battute a tema che accompagnerà il resto
della nostra estate". Intanto don Luca di Quarto d'Altino ha sostituito don Paolo
nella Messa serale di ieri. |
| La Tribuna di Treviso, 13 agosto
2002
Musestre, il parroco
ricorda la disavventura toscana
Don Paolo: «Stiamo bene
Ora pensiamo allo spirito»
g.m.
RONCADE. «Visto che tutto è andato bene, possiamo dare una lettura positiva a quello che
è successo, perché anche dalle esperienze non belle si può trarre insegnamento».
Don Paolo Cecchetto, parroco di San Ulderico di Musestre di Roncade, commenta con grande
serenità l'intossicazione da funghi che lo ha colpito assieme ai suoisedici parrocchiani.
Una «disavventura» verificatasi giovedì scorso dopo un pranzo che la comitiva di
Musestre ha consumato in Toscana, dove si trovava per un ritiro spirituale. Un pranzo
preparato da alcune parrocchiane utilizzando i funghi raccolti da alcuni componenti della
comitiva durante una passeggiata nel bosco.
«Ormai la paura è passata siamo tornati a casa, stiamo tutti bene e non c'è stata
nessuna conseguenza» precisa il sacerdote, che ormai considera l'incidente «acqua
passata» e preferisce invece raccontare l'esperienza religiosa vissuta assieme ai fedeli
nella suggestiva atmosfera dell'eremo di Camaldoli.
«L'incontro di preghiera e
riflessione era dedicato alle beatitudini, tra le quali c'è anche quella di chi soffre e
noi abbiamo sperimentato sulla nostra pelle la sofferenza - osserva don Paolo - ma le
giornate trascorse in ritiro ci hanno offerto molti altri spunti di riflessione, abbiamo
ascoltato le esperienze di un piccolo fratello e una piccola sorella di Charles De
Focault, che hanno operato rispettivamente in un campo nomadi e alla periferia di Foggia.
Due testimonianze per capire le frange di povertà che ci sono nel mondo e le vicende
umane di chi vive queste realtà. Un monaco di Camaldoli ci ha invece offerto importanti
linee di lettura biblica sulle beatitudini».
Una testimonianza, quella del parroco, che dimostra come la disavventura culinaria non
abbia incrinato l'importanza religiosa del viaggio nell'eremo toscano, al quale hanno
partecipato, oltre al sacerdote, 27 parrocchiani, tra i quali numerosi bambini. Dopo aver
pranzato con le tagliatelle ai funghi 17 adulti sono finiti al pronto soccorso, ma
fortunatamente i funghi erano velenosi, ma non dei più pericolosi e questo ha attenuato
gli effetti dell'intossicazione. Così la comitiva è rientrata senza particolari
difficoltà a Musestre ed ognuno ha già ripreso serenamente le proprie attività. |
| La Tribuna di Treviso, 15 agosto 2002
Il terzo piano di Ca' Tron ceduto a Cassamarca
RONCADE L'opposizione:
«Prima finite il restauro»
Samantha Cipolla
RONCADE. «Mi autosospendo dalle mie funzioni di sindaco per dieci minuti, quale forma di
protesta di cittadino contro l'approvazione del Senato della Repubblica della legge che
introduce l'istituto del legittimo sospetto». E' iniziato così l'ultimo consiglio
comunale. La protesta di Ivano Sartor ha sollevato una serie di polemiche nella minoranza.
Roncade Domani ha abbandonato l'aula, ritenendo il comportamento di Sartor «politicamente
arrogante». In un consiglio che poteva appena permettersi il numero legale, con il vice
sindaco Tarcisio Rigato subentrato a Sartor, è stata posta la delicata questione del
centro sociale di Ca' Tron. Dopo l'acquisizione della Fondazione Cassamarca dell'area di
Biancade, il progetto di creare un polo culturale e residenziale d'avanguardia procede
velocemente. A maggioranza è stata approvata la proposta di cedere alla Fondazione anche
il terzo piano del centro sociale di Ca' Tron per fondare un Centro Studi per la Storia
delle campagne Venete. «I primi due piani del centro soddisfano le necessità dei
cittadini- spiega Sartor -. Un centro culturale attirererà nel nostro comune docenti e
studenti universitari. Accoglierà documentazione d'archivio dal '600 fino ai giorni
nostri, atti notarili delle antiche famiglie nobili e registri parrocchiali e ospedalieri.
Il progetto richiederà la collaborazione del Comune di Roncade, dell'Usl 9 e naturalmente
della Fondazione. Non dimentichiamo che dopo cinque anni, l'area ci verrà restituita».
Non è dello stesso avviso Daniele Bassetto, capo gruppo dell'Iniziativa Civica. «La
Fondazione potrebbe creare un Centro Studi nelle aree che ha già - spiega Bassetto -. Se
non ci sono fondi immediati, aspettiamo a completare il restauro, ma non cediamo anche
questa proprietà».
L'operazione è stata approvata
con 12 voti favorevoli e 2 contrari.
E' stato di nuovo sollevato il caso dell'industria di vernici Z3, in Via Boito, con
un'interrogazione del consigliere Boris Mascia di Roncade Domani. «L'industria doveva
provvedere a cambiare area entro giugno. Tutto però tace. Continuano gli odori e le
esalazioni L'impianto di abbattimento provoca un fortissimo rumore oltre i limiti acustici
previsti». |
|
Il
Gazzettino di Treviso, 17 agosto 2002
Variante al Prg, difesa del
suolo e recupero del patrimonio i punti fermi
Roncade
(A.V.) Approdata in
consiglio comunale la variante generale al piano regolatore comunale. Strumento che
servirà ad aggiornare l'attuale Prg che, anche se approvato nel '95, in realtà è datato
fine anni '80. Verranno individuate le correzioni necessarie ad apportare «indispensabili
elementi di sostenibilità e di qualità urbana e rurale» oltre a quelli canonici di
previsione insediativa. «I mezzi per ottenere un risultato soddisfacente sono sempre più
limitati - osserva l'assessore De Vidi - perciò il Comune si trova nella condizione di
dover coinvolgere e sollecitare i soggetti privati nella perequazione urbanistica».
Difesa del suolo e dell'ambiente, recupero del patrimonio edilizio esistente, tutela delle
aree minacciate da dissesto idrogeologico e delle zone di rispetto e di pregio: questi i
punti fermi della variante generale, all'interno della quale viene evidenziata la volontà
della giunta di riqualificare anche le parti di territorio più emarginate tramite nuovi
servizi e collegamenti e di sfruttare le aree già "urbanizzate" per
l'ampliamento degli insediamenti produttivi. Già previste nel programma triennale:
l'eliminazione di due passaggi a livello, la realizzazione di percorsi ciclabili tra
Roncade e le frazioni, la pedonalizzazione di piazza I Maggio una volta realizzato un
parcheggio alternativo e la continuità del Peep in corso di adozione. Di particolare
rilievo l'intenzione di risolvere il problema del traffico legato all'attraversamento del
centro nella direttrice Mogliano-San Donà. |
| La Tribuna di Treviso, 24 agosto 2002
Piste ciclabili e circonvallazione
Il sindaco Sartor vuole
dare un volto nuovo a Roncade
Samantha Cipolla
RONCADE. «Creare una circonvallazione esterna al centro per deviare il flusso di camion e
corriere dirette da Mogliano a Ponte di Piave». Questo sarebbe il primo obiettivo del
sindaco di Roncade, Ivano Sartor, al ritorno dalla pausa estiva, il progetto più
importante all'interno del nuovo Prg, quello vigente è del 1995. «Il vecchio piano
regolatore ha ormai esaurito molte delle sue prerogative - spiega Luciano De Vidi,
Assessore ai Lavori Pubblici - In sette anni è cambiata la città e le esigenze dei
cittadini ed è arrivato il momento che l'amministrazione delinei una programmazione di
breve-medio termine». All'interno del progetto: piste ciclabili, pedonalizzazione di
Piazza I Maggio e la riqualificazione dei territori più emarginati, con il recupero degli
edifici agricoli non utilizzati. Insomma, un volto nuovo al comune di Roncade, ma la fetta
più grossa del cambiamento è questa circonvallazione che regalerà più ossigeno e più
tranquillità ai cittadini, per non parlare dei danni dello smog che intaccano i vecchi
palazzi, come ad esempio il Castello. «Non è un'iniziativa immediata - prosegue Sartor -
la delibera, già approvata, diventerà esecutiva i primi giorni di settembre. Subito
verranno affidati gli incarichi ad esperti di viabilità ed urbanistica per capire le
esigenze e le evoluzioni del territorio; questo per fornire dati utili ad un ultimo
progetto che, nell'esecutivo, passerà poi alla Provincia e in Regione. Abbiamo messo in
moto una macchina che però è ancora ferma alla sola programmazione. Per realizzare un
intervento di così vasta portata, ci vorranno almeno due anni». La nuova
circonvallazione rispetterà i criteri segnalati, per ora come indirizzi, approvati pochi
mesi fa nel Piano d'Area tra il Musestre e il Piave, per la valorizzazione e la tutela di
tutta la zona. Sul nuovo Prg si accende qualche perplessità, anche all'interno della
stessa maggioranza: «Bisognerà tenere un orecchio ben teso verso Venezia, verso le
modifiche delle normative venete in materia di programmazione territoriale contenute in un
disegno di legge della Giunta - prosegue Sartor - Per spiegare e dare visibilità al nuovo
Piano, è prevista per fine settembre una tavola rotonda con Antonio Padoin, Assessore
Regionale alle Politiche per il Territorio».
|
| Il Gazzettino di Treviso, 29 agosto 2002
Stava lavorando sul
coperto della casa della figlia Sabato i funerali nel Feltrino
Roncade
Cade dal tetto della casa della figlia che
abita a Roncade e dopo sedici giorni di agonia muore nel reparto di rianimazione
dell'ospedale Ca' Foncello di Treviso. Vittima dell'incidente Antonio Brustolin, 66 anni,
abitante con la famiglia a Villaga di Feltre.L'uomo, conosciutissimo in tutto il Feltrino,
era un infermiere in pensione. Per anni ha lavorato nel reparto di Psichiatria del Santa
Maria del Prato dove ha saputo farsi sempre ben volere. Una volta in quiescenza Antonio
Brustolin si è dedicato con grande passione ai lavori agricoli. Per sè e per i tanti
amici che a lui ricorrevano per ogni emergenza. Aveva una passionaccia sconfinata per il
trattore e con il suo mezzo era a disposizione di tutti, in ogni situazione, sia quando si
doveva intervenire nei boschi sia in situazioni operative più complicate.
Negli ultimi tempi stava aiutanto la
figlia Maria Antonia nella sistemazione della casa di Roncade . Domenica 11 agosto il
pensionato è salito sul tetto dell'abitazione per controllare le strutture portanti della
copertura. All'improvviso, per cause in corso di accertamento, ha perso l'equilibrio
finendo di sotto. Un volo che è terminato su un termosifone contro il quale l'uomo ha
battuto il capo riportando un grave trauma cranico.
Antonio Brustolin, vista la gravità delle
lesioni riportate, è stato trasportato d'urgenza al pronto soccorso dell'ospedale Ca'
Foncello di Treviso dove poi è stato ricoverato nel reparto di neurochirurgia e poi in
rianimazione. Ogni intervento si è rivelato inutile; non è stato possibile sottoporlo ad
intervento chirurgico. Gradatamente le sue condizioni di salute si sono aggravate tanto
che martedì sera è sopraggiunta la morte. Non ha mai ripreso conoscenza.
I funerali di Antonio Brustolin, che
lascia la moglie e i figli Maria Antonia e Michele e la nipotina Elisabetta, si terranno
sabato alle 16,30 nella parrocchiale di Tomo, nel Feltrino. Un carissimo amico aggiunge:
«Vorrei ringraziarlo per quanto ha fatto, per la sua disponibilità, per il suo esempio.
Noi che gli volevamo bene speravamo che la sua forte fibra, la sua grinta, la sua voglia
di reagire a tutto l'aiutassero a riprendersi. Purtroppo, non ce l'ha fatta. Un banale
incidente ce lo ha strappato. Vogliamo ricordarlo per sempre alla guida del suo trattore,
con il sorriso sulle labbra, sempre disponibile, smpre al lavoro, per tutti».
Alessandro Tibolla |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|