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Agosto
2001
| La Tribuna di
Treviso - 2 agosto 2001 Roncade, Monastier e Meolo chiedono alla Regione di entrare nel piano d'area
Tre nuovi Comuni nella
«Città del Piave»
Giorgio Marcoleoni
RONCADE. «Far parte della Città del piave significa avere opportunità di sviluppo di
vario tipo, delle quali Roncade intende beneficiare».
Lo sostiene Ivano Sartor, sindaco di Roncade, che assieme ai sindaci di Monastier e Meolo
ha chiesto alla Regione Veneto di inserire i tre comuni nel piano d'area della «Città
del Piave», uno strumento di programmazione economica ed urbanistica sovracomunale
comprendente un vasto territorio circostante San Donà di Piave.
«Treviso non fa sistema - spiega Sartor - noi vogliamo rapportarci con gli altri enti
locali e quindi inserirci in questo nuovo ambito territoriale, pur restando legati al
capoluogo di provincia».
L'idea di inserire nella Città del Piave i tre comuni dell'area compresa tra i fiumi Sile
e Meolo è già stata esposta all'assessore all'urbanistica della Regione, Antonio Padoin
e discussa dalla commissione urbanistica del consiglio regionale.
Il dibattito sulla questione dovrebbe riprendere dopo le ferie estive, probabilmente anche
attraverso un faccia a faccia tra Sartor, i sindaci di Monastier Michele Graziani e Meolo
Francesco Carrer e gli amministratori regionali.
«Il territorio di Roncade, Monastier e Meolo - osserva il primo cittadino roncadese - si
trova compresso tra l'area della città metropolitana di Venezia, che arriva fino a Quarto
d'Altino e quella della Città del Piave, ma è escluso da entrambi i piani d'area, una
scelta che non possiamo condividere, perchè i tre Comuni, pur appartenendo a due province
diverse, hanno tradizioni di scambi sociali, economici e culturali molto radicate, dalle
quali negli ultimi tempi sono scaturite iniziative di collaborazione molto interessanti».
«Assieme - conclude Sartor - abbiamo riconsiderato l'uso del territorio e la sua tutela
storica ed ambientale, le aree e le infrastrutture per nuove attività economiche, i
problemi legati alla realizzazione di un nuovo casello sull'autostrada A4
Venezia-Trieste».
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| La Tribuna di
Treviso - 2 agosto 2001 Fiume Ciconda: «Non sapevamo»
m.b.
RONCADE. «Dell'inquinamento del canale Ciconda non siamo stati avvertiti: non sappiamo
ancora leggere nel pensiero. Chi ci accusa di non far niente lo fa per strumentalità
politica». Non usa mezzi termini, l'assessore comunale alla protezione civile di Roncade,
Cesare Miotto. A quattro giorni dalla segnalazione di uno sversamento di sostanze chimiche
lungo il tratto di canale che attrversa Biancade, è il momento dei chiarimenti politici.
O se si preferisce, delle polemiche. Il dito dell'assessore Miotto è puntato contro il
consigliere comunale di minoranza (Lega Nord) Boris Mascia che aveva accusato sindaco ed
giunta di non essersi fatti vedere durante i controlli operati dai tecnici dell'Arpav.
«Non siamo stati avvertiti - dice - e nemmeno il servizio di protezione civile comunale
(che risponde al numero verde 800 7011060) ha ricevuto segnalazioni. E' inspiegabile che
faccia finta di non sapere che esiste un consigliere. I volontari, avvertiti poi da un
giornalista della Tribuna, sono accorsi».
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| La Tribuna di
Treviso - 4 agosto 2001 A centotrenta in centro abitato
Colto dai vigili a
Roncade, addio patente
RONCADE. Ha fatto scalpore quanto è avvenuto in comune di Roncade nella mattina del 3
agosto. La pattuglia della polizia municipale durante un controllo della velocità con
Autovelox ha elevato una contravvenzione in via Marconi di San Cipriano, in centro
abitato, a un conducente di un'auto che viaggiava a velocità da autostrada: 131 km/h. Sul
posto vige un limite di 50 km orari. Al conducente è stata immediatamente ritirata la
patente di guida.
I controlli della velocità in tutte le frazioni del comune di Roncade continuano ad
essere effettuati dalla polizia municipale. In questa materia l'amministrazione comunale
ha dato precise direttive al comandante dei vigili, cioè di far rispettare il codice con
rigore. Sarà quindi utile tener conto che attraversando il comune di Roncade gli utenti
della strada troveranno un servizio di vigilanza attento anche a far rispettare l'obbligo
delle cinture di sicurezza e del casco protettivo: anche questa disposizione rientra tra
le priorità che l'amministrazione pubblica si è preposta.
I controlli sono intensificati particolarmente nei fine settimana.
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| Il Gazzettino di
Treviso - 4 agosto 2001 RONCADE
Grave imprudenza di un adolescente che percorrendo via Roma avrebbe urtato il marciapiede
con un pedale
Cade con la bici,
tredicenne in prognosi riservata
Roncade
(A.V.) Prognosi riservata:
anche in bicicletta la velocità e l'imprudenza possono risultare molto pericolose. Questo
è quanto è successo a M.M. un tredicenne di Roncade , due giorni fa, che è transitato
per via Roma con la propria due ruote.
Erano le 8.40 quando il
ragazzo, che proveniva da Biancade e si stava avvicinando all'incrocio con via San Rocco;
ha perso il controllo della bici. Pare che uno dei pedali abbia cozzato contro lo zoccolo
del marciapiede. M.M. è volato contro la cordonata che protegge la pista ciclabile,
sbattendo violentemente il capo sul cemento o su uno dei grossi tigli a margine della
carreggiata. Sul posto per i rilievi e le indagini sulla dinamica dell'incidente è
accorsa una pattuglia della polizia municipale di Roncade . Secondo alcune testimonianze
il ragazzo, poco prima, stava facendosi trainare da un suo amico in motorino, D.T.D.
Nessuna traccia di frenata, nessun segno sull'asfalto, ma la certezza su come siano andate
le cose si avrà solo dopo aver sentito tutti i testimoni.
M.M., che dopo l'incidente
è rimasto ad ogni modo cosciente, rimane sotto osservazione all'ospedale Ca' Foncello di
Treviso dove è stato ricoverato; visti i lievi miglioramenti del ragazzo oggi i medici
decideranno se sciogliere la prognosi, ma sicuramente rimarrà in ospedale fino alla
settimana prossima.
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La Tribuna di
Treviso - 5 agosto 2001POLEMICA A RONCADE
«Fate luce
sull'inquinamento del Ciconda»
g.m.
RONCADE. «Spiace vedere che si perde più tempo a fare sterili polemiche che a cercare di
fare piena luce sull'inquinamento riscontrato sabato 28 luglio nel canale Ciconda,
verificandone l'entità, le probabili cause e soprattutto le conseguenze immediate e nel
lungo termine. Gli abitanti vogliono sapere chi ha inquinato e soprattutto se quell'acqua
è ancora a rischio, dato che viene utilizzata per l'irrigazione delle colture e orti»
E' immediata e tagliente la replica di Boris Mascia, consigliere di Alleanza Nazionale a
Roncade, alle critiche dell'assessore alla protezione civile Cesare Miotto, che lo ha
accusato di strumentalizzare la vicenda.
Mascia definisce «false e tendenziose» le affermazioni dell'assessore e ricostruisce
«minuto per minuto» i fatti avvenuti in via Galli, dei quali sono stati testimoni
carabinieri, polizia provinciale, tecnici Arpav e alcuni cittadini. Un resoconto nel quale
sottolinea di aver chiesto esplicitamente alla polizia municipale di Roncade di avvertire
il sindaco, del quale non possedeva il recapito, cosa che invece non è avvenuta.
«Finchè sono stati svolti i rilievi, cioè almeno fino alle ore 16, - continua il
consigliere di Alleanza nazionale - non si sono visti né giunta, né protezione civile.
Chiarisco subito di non aver voluto attaccare l'amministrazione e men che meno i volontari
del neonato servizio di protezione civile che, a dispetto dei mezzi a disposizione, si
sono già in molte occasioni prodigati meritoriamente per la collettività. Rispondo
invece - conclude Mascia all'inconsulto attacco dell'assessore Miotto, il quale parla
senza aver mai il coraggio di nominarmi direttamente ma evidentemente.... è convinto sia
io l'inquinatore».
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| La Tribuna di
Treviso - 11 agosto 2001 POLEMICA A RONCADE
«Morìa di pesci, Mascia
sapeva e non ha fatto nulla»
g.m.
RONCADE. Consiglio comunale ferragostano, ma vivace, giovedì sera a Roncade.
Rispondendo ad una interrogazione sulla moria di pesci nel Canale Ciconda, il sindaco,
Ivano Sartor, ha accusato il consigliere di opposizione Boris Mascia, di essere stato a
conoscenza dei fatti sin dal venerdì e di non avere informato l'autorità, per poter
screditare le istituzioni e fare propaganda politica.
«Al venerdì sera sapevo solo che i pesci si comportavano in modo strano e non volendo
creare allarmismi non mi sono attivato - replica Mascia - Del resto dalla relazione della
polizia municipale risulta che un agente si è recato sul posto sabato mattina tra le ore
9 e le 10, se nemmeno lui ha avvertito il sindaco o l'Arpav evidentemente non c'era nulla
e quindi anch'io avrei preso del visionario, oppure il problema c'era già in quel
momento, ma allora la colpa di non aver informato il sindaco non è mia. Alle ore 13 del
sabato mi sono reso conto della gravità dei fatti e mi sono rivolto prima alla polizia
municipale, poi all'Arpav, che nessuno aveva ancora avvertito».
Il consiglio ha inoltre individuato le aree per l'edilizia economica e popolare, giudicate
dal sindaco coerenti con il nuovo piano regolatore, situate in zone centralissime e che
permetteranno di risolvere numerosi problemi urbanistici e viari.
«I Peep sorgeranno in aree di rimasuglio - ha replicato il gruppo Lega Nord Roncade
domani, che si è astenuto - perchè a causa dei ritardi dell'amministrazione le aree
migliori sono state edificate dai privati».
«Si arriva in ritardo quando i privati hanno già fatto le loro scelte - ha osservato il
consigliere di iniziativa civica Dino Camatel - comunque voto a favore perchè nonostante
tutto si parte e la gente aspetta da troppo tempo».
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| Il Gazzettino di
Treviso - 11 agosto 2001 Piani peep all'esame del consiglio
Roncade
(A.V.) Al varo diverse iniziative
urbanistiche, nel consilio comunale di Roncade riunitosi giovedì sera, tutte approvate
con il voto della maggioranza e l'astensione dell'opposizione, critica nei confronti
dell'amministrazione pubblica per presunti ritardi con i quali si è decisa ad affrontare
gli argomenti e per la parzialità delle aree interessate. «Non capiamo come ci siano
valuti due anni e mezzo, quasi tre - asserisce Roberto Meneghello di Roncade Domani - per
approntare le modifiche ai piani Peep che esaminiamo ora, arrivando ad un progetto tampone
che avrebbe potuto essere più completo, prendendo in considerazione anche Musestre».
«Respingo fermamente le accuse - replica il sindaco Ivano Sartor - perchè non si può
parlare di immobilismo e di ritardo con un cantiere aperto per il più grande intervento
Peep da molti anni a questa parte, che coinvolgerà non solo il capoluogo, ma anche San
Cipriano, Vallio e Ca' Tron. Questa scelta politico amministrativa - rincara la dose
Sartor - risolve coerentemente alcune problematiche annose come quella di via Cavinlungo e
via Marconi». La ridistribuzione di alcuni edifici nella lottizzazione
"Morosini" a Biancade ha visto poi contrario Mascia di Roncade Domani che si è
posto criticamente nei confronti dell'eliminazione del campo sportivo della frazione
roncadese.
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| Il Gazzettino di
Treviso - 12 agosto 2001 Inoltrata la richiesta alla Regione per creare sinergie con Meolo e Monastier
Roncade tra le
"Città del Piave"
Roncade
Anche Roncade vuole entrare a far parte
del Piano d'area denominato "Città del Piave", di cui fanno parte
originariamente solo Musile, Fossalta e San Donà. Il documento approvato dal consiglio
comunale con i soli voti della maggioranza sarà inviato in questi giorni all'assessore
regionale alle politiche per il territorio e l'urbanistica Antonio Padoin. Esprimendo alla
Regione la volontà di essere coinvolto nel progetto, il comune di Roncade si unisce così
a quelli di Meolo e Monastier affinchè le affinità storiche, morfologiche ed economiche
dei tre comuni possano garantire un'identità più pregnante e costruttiva di quella che
potrebbe rappresentare da solo Meolo, il cui inserimento nel piano è già stato valutato
durante l'assemblea generale della commissione tecnica regionale a fine luglio. Rinviata
tuttavia la decisione al prossimo 5 settembre, Padoin sembra nel frattempo piuttosto
favorevole all'allargamento del territorio interessato ai tre comuni che, sebbene divisi
da ambiti ammministrativi provinciali diversi, sono sempre più legati strettamente - si
legge nel documento - dalla "meccanica viabilità, dai collegamenti alle zone
industriali, da comuni riflessioni sul patrimonio di valenze ambientali".
«Si tratta di un documento che fa seguito
agli studi preliminari di circa un anno fa - spiega il sindaco Sartor - del tutto simile a
quello già approvato a Meolo e a quello che fra poco sarà oggetto di delibera a
Monastier, per una futura evoluzione che riguarderà soprattutto le infrastrutture. Le
scelte dovranno essere compatibili con i rispettivi Prg e il programma studierà le
dinamiche dei futuri decenni». Roberto Meneghello, di Roncade Domani, pur condividendo i
punti nodali del piano, avrebbe «auspicato altri incontri col sindaco in merito a temi
così importanti». Sartor precisa che «il tutto rappresenta un atto politico di
indirizzo e che a tempo debito saranno attivate non solo la Commissione urbanistica, ma anche della relativa alle Unità
produttive.
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| La Tribuna di
Treviso - 14 agosto 2001
RONCADE
Causa per l'elettrodotto: «Fase delicata»
g.m.
RONCADE. E' rimasto profondamente deluso chi ha assistito all'ultima seduta del consiglio
comunale di Roncade sperando di avere notizie sulle iniziative in corso per eliminare o
ridurre l'inquinamento elettromagnetico della scuola elementare Andrea Musalo di Biancade.
Rispondendo ad un'interrogazione del consigliere Boris Mascia del gruppo «Lega Nord
Roncade domani», il sindaco Ivano Sartor ha spiegato di non ritenere opportuno parlare
pubblicamente della questione, data la fase molto delicata nella quale si trova la causa
civile promossa contro la Terna, la società del gruppo Enel che gestisce l'elettrodotto.
L'azione legale, promossa dal Comune, ha lo scopo di ottenere dal Tribunale di Treviso
un'ordinanza che imponga all'ente elettrico la riduzione della portata dell'elettrodotto
in modo che il livello di inquinamento elettromagnetico all'interno della scuola risulti
inferiore ai limiti di rischio fissati dalle norme regionali.
Il primo cittadino roncadese si è perciò limitato a riferire che l'amministrazione ha
dato attuazione a quanto deciso lo scorso maggio dalconsiglio comunale e che sono stati
chiesti il progetto ed il preventivo di spesa per la bonifica dell'elettrodotto.
Mascia ha ricordato che la ripresa dell'attività didattica è ormai imminente ed i
genitori vogliono conoscere i tempi di esecuzione dei lavori necessari per evitare che i bambini siano esposti all'elettrosmog.
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| Il Gazzettino di
Treviso - 15 agosto 2001 Roncade, il 26 l'inaugurazione dell'asilo nido"Prato fiorito"
Roncade
(A.V.) - Si terrà domenica 26 agosto alle
10, l'inaugurazione del Nido Integrato "Prato Fiorito" di Roncade , collegato
strutturalmente e giuridicamente all'Ente Morale "Asilo Vittoria" di via
Riccardo Selvatico.Le iscrizioni, esaurite da tempo, hanno raggiunto subito la quota di 35
bambini, con stragrande maggioranza di richieste per il part-time. La retta è stata
fissata in 750.000 lire per la frequenza a tempo pieno e in 500.000 lire per quella a
tempo parziale.
I bambini potranno essere accettati dalle
7.30 alle 9 dei giorni feriali, escluso il sabato, l'uscita potrà essere concordata con
le insegnanti.
Aperto 11 mesi all'anno, il Nido Integrato
rispetterà il calendario scolastico diramato dal direttore generale scolastico del
Veneto, con chiusura durante il mese di agosto, dal 23 dicembre al 6 gennaio, l'ultimo
giorno di Carnevale, dal giovedì Santo al martedì dopo Pasqua e durante le festività
nazionali e religiose.
Due le sezioni distinte che accoglieranno
i bimbi, divisi tra lattanti e divezzi. Ognuna delle due dispone dei cosiddetti
"centri di interesse", di un angolo pranzo, della sala per il riposo con lettini
individuali e dei servizi igienici.
Il menù sarà servito nella mensa
autonoma e rigorosamente redatto da una dietista. I bambini potranno accedere gradualmente
al nuovo ambiente e prepararsi in maniera ottimale alla temporanea separazione dai
genitori in modo ottimale. Anche papà e mamme potranno partecipare a riunioni, a colloqui
mirati e ad incontri formativi.
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| La Tribuna di
Treviso - 21 agosto 2001
BIANCADE
I 50 anni di Padre Redento missionario in Giappone
Alvise Tommaseo
BIANCADE. La comunità parrocchiale di Biancade ha festeggiato, nei giorni scorsi, i
cinquant'anni di sacerdozio di padre Redento, dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi, al
secolo Ottavio Zanon. Nato a Biancade nel 1924 ed entrato giovanissimo in seminario, padre
Redento, celebrò la sua prima messa nel lontano 1951 a Venezia.
Già due anni dopo partì missionario in Giappone dove ha, ininterrottamente, continuato a
svolgere la sua vocazione sacerdotale. Attualmente, è responsabile di una parrocchia
ubicata nella città di Nagoja nel centro del Giappone, non lontano da Tokyo. I fedeli che
frequentano la chiesa di padre Redento sono circa 300, ma il loro numero è in continua
crescita. In tutto il Giappone i cattolici si aggirano sulle 500 mila unità, molte delle
quali sono seguite da missionari italiani. Ed è proprio su questo argomento che don
Ottavio Zanon si è soffermato nella predica che ha tenuto sabato sera nella chiesa di
Biancade, in occasione dei festeggiamenti.
«Noi missionari in Giappone - ha sottolineato - non abbiamo bisogno di aiuti materiali,
ma di sacerdoti giovani e pieni di entusiasmo che vengano a continuare il nostro lavoro».
Lui, intanto, che ha 77 anni, non intende andare in pensione: «Finché il Signore mi
darà la forza - ha ribadito - continuerò a reggere la parrocchia di Nagoja». E così
padre Ottavio Redento Zanon già, nei prossimi giorni, lascerà parenti ed amici di
Biancade per raggiungere l'Estremo Oriente. «Nel mio cuore - ha ripetuto - continuerò a
portare il ricordo del mio paese natio, delle persone a me care e della festa che mi hanno
voluto riservare nei giorni scorsi nel 50º anniversario di sacerdozio».
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| Il Gazzettino di
Treviso - 24 agosto 2001 LEADER DEL MIT Sbanda con l'auto sulla Treviso-mare, perde la vita Dolly De
Luca
Roncade
L'ultima pagina di cronaca riservata a
Dolly De Luca. Lei, che per anni aveva sostenuto estenuanti battaglie a favore dei
transessuali e contro lo sfruttamento della prostituzione, ha perso tragicamente la vita
ieri pomeriggio, in seguito ad un incidente avvenuto lungo la Treviso-mare. Dolly è
deceduta poco prima delle 14 nella Rianimazione del pronto soccorso del Ca' Foncello per
le lesioni riportate dopo che l'auto che conduceva, una Nissan Maxima, era andata a finire
fuori strada in prossimità del sottopasso per Roncade -Biancade. Abitava a Istrana e
aveva 48 anni.
Era donna, pur essendo nato uomo, a
Ortelle, in provincia di Lecce, con il nome di Gianfranco. Il cambio di sesso avvenne
dieci anni fa, in una clinica romana, anche se da tempo si definiva donna, dall'età di 11
anni, quando era costretta a rubare il rossetto e il fondo tinta alle sorelle, per
sentirsi ragazzina. Nell'autunno del '91, Dolly cambiò definitivamente identità, facendo
scomparire dall'anagrafe il nome originale, per prendere quello di Annarita, il nome di
una delle sorelle morta pure lei tragicamente, all'età di 26 anni, in un incidente
stradale. Un'operazione dolorosa e rischiosa. «Avevo lasciato una lettera da aprire nel
caso che qualcosa non fosse andato per il verso giusto», raccontò dopo l'intervento.
Di Dolly-Annarita De Luca, dunque, le cronache si erano
occupate spesso, costellate di frequenti esibizionismi, ma anche di guai con la polizia,
che non aveva certo paura a sfidare. In nome della transessualità. Al punto da diventare,
quattro anni prima del cambio di sesso, presidente del Mit, il Movimento internazionale
dei transessuali. Con battaglie continue e provocatorie, mai violente, però. E nemmeno
tanto strampalate, come quella per obbligare i clienti ad usare il preservativo, quando
l'Aids era una malattia ancora semisconosciuta. E contro i viados, sempre più violenti.
L'ultima apparizione pubblica, è dello scorso autunno, quando a Conegliano si presentò
in prima fila, con al suo fianco il vescovo Magarotto, alla fiaccolata organizzata dalla
diocesi di Vittorio Veneto contro lo sfruttamento delle lucciole.
Giancarlo D'Agostino
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La Tribuna di
Treviso - 24 agosto 2001Schianto a Roncade, muore Dolly De Luca
La leader del movimento
transessuali
con l'auto nel fosso: stava andando al mare
Antonio Frigo
E' morta la paladina dei «trans» e delle prostitute. Dolly De Luca, al secolo Annarita,
se ne è andata ieri pomeriggio all'ospedale Ca' Foncello di Treviso, tra i ferri dei
chirurghi della 4ª Chirurgia che hanno tentato in ogni modo di salvarle la vita dopo un
terribile incidente stradale. Dolly stava pecorrendo la Treviso mare verso Jesolo quando
alle 14, allo svincolo di Roncade, ha perso il controllo della sua Nissan Maxima. L'auto
è finita dentro al fossato: per estrarre il suo corpo martoriato dalla ferite, è stato
necessario l'intervento dei vigili del fuoco. Se ne è andata così, la battagliera
protagonista di mille manifestazioni a favore dei diritti dei «trans». Dolly era, si
può dire da sempre, la presidente del Mit, il movimento dei transessuali. Era nata a
Lecce nel 1953: e la sua vita è stata un'avventura fatta di repentini rivolgimenti e di
svolte radicali. Dolly era nata uomo e aveva voluto «essere» donna, con tutte le sue
forze. Vestiva Versace, Dolly: sempre vistosa e sempre generosa con tutti. Soprattutto con
le «amiche» transessuali che sosteneva a tutti i costi: «le» portava in piazza dei
Signori coi cartelli. E lei era in prima fila. Sempre.
Quando l'ondata della prostituzione straniera, e clandestina, aveva invaso le strade
«usurpando» il posto alle «puttane» storiche, e naturalmenmte ai «trans», Dolly
aveva dissotterrato l'ascia di guerra. Una delle sue tante battaglia. Ieri pomeriggio,
intorno alle 14, Dolly ha perso il controllo della sua auto forse a causa dell'alta
velocità. E' morta così. Sotto i ferri dei chirurghi.
(Marzia Borghesi) Una che fa il suo mestiere, della vita privata tende a parlare poco. Se
poi ha una vita doppia, oltre a una doppia vita (Dolly nella vita era Annarita, ma in
precedenza era stata Gianfranco: uomo, marito, padre di famiglia) i veli da squarciare
sono davvero troppi, forse anche per lei. Di Dolly De Luca conserviamo invece molte
immagini pubbliche: tutte clamorose, tutte militanti. Già, perchè se per i «clienti»
Dolly era una che «fa il mestiere», per il mondo Lei era la presidentessa del Mit,
movimento internazionale dei transessuali che lei stessa aveva fondato. Non erano tante,
le sue «ragazze», ma facevano chiasso alle sue spalle. Una foto la ritrae nudissima, con
due tette maestose e costose (finte, no?), mentre esce da una piscina. E' l'immagine
apparsa in un manifesto con il quale il Mit tappezzò tutte le strade a luci rosse del
Veneto e del Friuli per invitare i clienti delle prostitute straniere a guardarsi dal
contagio, a non fidarsi dei rapporti sessuali non protetti. Dolly temeva anche per sè:
«Quelle - confidava a voce alta, a margine di una delle tante conferenze stampa da lei
convocate, sistemandosi gli occhialoni, dandosi una ravvivata alla fontana di capelli
biondi che le si apriva al sommo del capo - sono delle schiave disperate, che per due lire
lo fanno senza preservativo. Gli uomini che vanno da loro, poi vengono da noi, vanno a
casa dalle mogli. L'Aids è un problema che ci riguarda, riguarda tutti». In piazza dei
Signori, con un megafono in mano (e dietro la schiera di donne dal sesso incerto con i
cartelloni sandwich con gli slogan dell'ennesima battaglia), un paio di tacchi...
eccessivamente eccessivi, gridò le stesse cose in un pomeriggio di sole, prima di
replicare la kermesse a Padova. Sporgendo i labbroni al teflon e schiacciando l'ennesima
sigaretta, visto che tutti passavano facendo finta di niente, si scatenò: «Signora, lei
che tira dritta vergognandosi di me: dove pensa che vada suo marito, o suo cognato, o suo
figlio, la sera, quando le dice che si ferma a giocare a carte con gli amici? Il problema
è anche il suo, signora». Comoda? Non lo era mai stata. Lo sapeva benissimo che tutte le
notti, in strada, con i magnaccia albanesi che si sentivano disprezzare la «merce» e
allontanare i clienti-gonzi, rischiava grosso («Battere in casa - confidava -? L'ho anche
fatto, ma quando non sei più una novità, non ti cercano più: non lo vedi che le
inserzioni sui giornali cambiano di settimana in settimana e cominciano spesso con
"nuova"?»), ma una donna che è stata uomo, una che è tutta la propria azienda
senza papponi, non esagera quando, anche dopo "l'operazione" dice: «Io c'ho due
palle così, mio caro». Eccessiva, tutta finta o quasi, virago dal vocione inequivocabile
nonostante l'equivoco fosse la sua fonte di reddito e il birignao la sua maschera di
velina. Ma verissima, nelle piccole cose. Non quelle private, di cui poco sappiamo e meno
vorremmo parlare, ma anche quelle pubbliche. Una notte dello scorso inverno, la diocesi di
Vittorio Veneto organizzò una fiaccolata sulla Pontebbana, sul tratto di strada
"delle puttane", contro il fenomeno delle schiave extracomunitarie costrette al
marciapiede. C'erano i volontari, c'erano le beghine, c'era il vescovo, c'erano gli
operatori di strada. Arrivò, anche se in ritardo, don Benzi. Dolly? Scese dall'auto
parcheggiata, salutò con un cenno i carabinieri del servizio d'ordine, si affiancò alla
processione e la seguì. Non cammuffata, non dimessa: vestita da Dolly, pettinata da
Dolly. In silenzio accompagnò il corteo, a due passi dal vescovo. Poi se ne andò in
punta di piedi. E di tacchi.
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| Il Gazzettino di
Treviso - 27 agosto 2001 RONCADE Inaugurato il "Prato fiorito"
Già 30
gli asili nido aperti nella Marca
«Servizio ormai indispensabile»
Roncade
Tante seggioline e lettini
tutti in fila, in un ambiente luminoso e colorato, pronti ad accogliere i 30 piccolissimi
dai 12 mesi ai 3 anni. E' il nuovo nido integrato "Prato fiorito" di Roncade,
costruito ex novo a fianco della scuola materna "Asilo Vittoria", ed inaugurato
ieri mattina alla presenza di autorità ecclesiastiche ed istituzionali. Il classico
taglio del nastro e la benedizione sono stati preceduti dalla S.Messa concelebrata
all'aperto nel giardino della scuola. Accanto al parroco attuale di Roncade, don Ivone
Alessio, e al suo predecessore don Carlo Artuso, c'era mons. Giuseppe Rizzo, in vece del
Vescovo di Treviso, il quale ha espresso gioia per questo nuovo servizio in favore della
comunità roncadese e dei suoi bambini, futuro e speranza del domani. L'importanza del
nido integrato è stata ribadita dal sindaco di Roncade, Ivano Sartor: «Nella società
attuale questo è un servizio indispensabile».
Le iscrizioni al
"Prato Fiorito" sono già complete, con alcuni bambini in lista d'attesa. Il
nido aprirà a settembre. E' dotato di aule, bagni, refettorio, sala giochi, lavanderia e
servizi vari per il personale (6 dipendenti). L'edificio, che si sviluppa su due piani, è
costato 1 miliardo di lire, finanziati parte dalla Regione Veneto (150 milioni), parte
disinvestendo alcune proprietà immobiliari dell'ente autonomo che gestisce la scuola
materna (450 milioni), il rimanente con un mutuo di 400 milioni a tasso agevolato concesso
dalla Banca di Monastier e del Sile Credito Cooperativo. Infine, Lino Armellin ha
ricordato che in provincia di Treviso il 79\% delle scuole materne sono gestite da
privati. «Ad oggi gli asili nido nel trevigiano sono circa 30, destinati ad aumentare
fino a 40 nel prossimo anno».
Federica Florian
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| Il Gazzettino -
27 agosto 2001 GLI
SCAVI AD ALTINO
Viene alla luce l'ampia
arteria della Via Annia
Ca' Tron di Altino
NOSTRO INVIATO
A guardarla fa
impressione: trenta metri di comodità e sicurezza. Tanto era larga la via Annia
all'uscita da Altino. Più della tangenziale di Mestre. Ma quella strada è stata
progettata più di duemila anni fa quando gli ingegneri romani avevano ben chiaro il ruolo
di Altino, municipio sorto ai margini della laguna, porto strategico dell'Alto Adriatico a
rifornire il suo famoso emporio, e centro manifatturiero di prim'ordine per le pregiate
lane, all'incrocio di importanti direttrici, militari e commerciali, nord-sud ed
est-ovest. Non meraviglia, quindi, che gli antichi romani abbiano previsto in questo
tratto di pianura strade larghe a permettere il passaggio degli eserciti con i loro
carriaggi e dei mercanti diretti in Europa. Meraviglia piuttosto trovarla, abituati come
siamo a uno stereotipo di strada antica piuttosto stretta e sconnessa.
Un tratto dell'antica via
Annia è emerso in questi giorni tra gli arativi della tenuta di Ca' Tron, alle porte di
Altino, durante il primo saggio di scavo curato da Jacopo Bonetto dell'università di
Padova per conto della Cassamarca di Treviso che ha deciso di valorizzare quei mille
ettari ricchi di storia e di natura, un angolo di paradiso a un passo dalla laguna e da
Venezia.
Bonetto, dall'alto di un
monticolo di terra di riporto, controlla il procedere della ricerca curata dai ragazzi
della coop Petra diretta da Paolo Michelini, e spazia con lo sguardo che si perde nella
verde, piatta pianura interrotta solo dalle fronde di minuscoli boschetti e dai tetti di
qualche rustico. «Grazie alla ricognizione sul terreno e alla foto aerea e satellitare»,
spiega l'archeologo patavino, «avevamo già individuato il percorso della via Annia
all'interno della tenuta di Ca' Tron: un percorso non sempre rettilineo, perché già in
antico si era intervenuti con modifiche del tracciato per portare la strada in sicurezza
rispetto alla situazione idrogeologica di un'area soggetta a inondazioni». La zona,
infatti, era attraversata da un fiume che sfociava in laguna, di cui oggi rimane
un'evidente traccia in un ben definito paleoalveo. «Ma quel fiume», puntualizza Bonetto,
«già nel II secolo a.C., cioè quando venne realizzata la Annia, stava lentamente
esaurendosi». Lo provano le analisi dei sedimenti al C14 (radiocarbonio 14) eseguite nei
laboratori specializzati statunitensi. Comunque il corso d'acqua c'era, ancora con
funzioni di drenaggio della campagna verso la laguna, e gli ingegneri romani non poterono
non tenerne conto.
Il primo saggio ha messo
in evidenza una sezione della strada consolare, lungo la quale correvano due fossati di
scolo di un paio di metri di larghezza e più di un metro di profondità, dove confluivano
le acque piovane. «Ma poi», spiega Bonetto, «ci si è concentrati su un punto dove, in
teoria, avrebbe dovuto esserci l'intersezione della strada con il fiume. Ammetto che prima
di iniziare eravamo tutti molto emozionati: ci sarà un ponte? O più semplicemente un
guado? Sarà rimasto qualcosa?». La curiosità, l'intenzione e gli sforzi sono stati
ripagati, come racconta lo stesso Michelini, non meno emozionato: «Il ponte non c'è
più, ma è rimasta la sua impronta. Netta. Al di qua e al di là del corso d'acqua,
l'ampia carreggiata in ghiaia della via Annia subisce un piccolo restringimento per
ridurre la "luce" del ponte che doveva essere in legno con sostegni in muratura
sulle sponde, "armate" con pietre e mattoni. Ci sono ancora le buche per
l'ancoraggio dei longheroni di sostegno del ponte». Le sorprese a Ca' Tron sono solo
all'inizio.
Gr. T
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La Tribuna di
Treviso - 29 agosto 2001A Roncade è festa paesana
(Nadia Renna)
RONCADE. Cominciano venerdì i festeggiamenti paesani a Roncade con l'inizio del torneo di
calcio e la musica dei gruppi del Centro Giovani. Sabato sera ballo liscio con l'orchestra
«Gli Aedi». Domenica alle ore 12,30 è previsto il consueto pranzo per le famiglie e, in
serata, musica con l' orchestra «Targa Italia» che proporrà rock italiano. Durante la
giornata di domenica ci sarà la fiera degli osei e diverse altre mostre. Dopo una
sospensione di 3 giorni, i festeggiamenti riprenderanno giovedì 6 con la pesca di
beneficenza, gare e tornei vari. Venerdì 7, serata dedicata al liscio con i «Scacco
Matto». Sabato 8 alle ore 9.00 S.Messa per gli anziani, alle ore 19 festa della
natività, alle ore 20,30 apertura dello stand gastronomico e pesca di beneficenza e alle
ore 21 serata con il coro Roncadese che proporrà canzoni alpine. Domenica 9, giorno di
chiusura dei festeggiamenti, il programma è piuttosto articolato. Fin dal mattino ci
sarà la fiera dell'artigianato, agricoltura e terziario e dei prodotti tipici locali
nonchè la mostra micologica. Non mancherà inoltre la dimostrazione in piazza di arti e
professioni appartenenti al passato come quella dei fabbri, vasai, impagliatori,
burattinai e ceramisti. Poi, alle ore 9.00 la corsa podistica e alle 10 la finale del
torneo di calcio. Alle ore 21 serata musicale con la «Fanfara del Piave» e alle 23
spettacolo pirotecnico. Sarà aperta la pesca di beneficenza e funzionerà lo stand
gastronomico.
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La Tribuna di
Treviso - 30 agosto 2001Il sindaco Sartor aveva chiesto
interventi, invece Venezia passa la palla
«Ci pensi il
Comune di Roncade a tutelare le scuole dall'elettrosmog»
g.m.
RONCADE. Il problema dell'inquinamento elettromagnetico alla scuola Musalo di Biancade
deve risolverlo il sindaco di Roncade, Ivano Sartor. Questa, nella sostanza, la risposta
della Regione Veneto alla petizione che, un paio di mesi fa, i genitori avevano inviato ai
presidenti di Regione e Provincia ed agli amministratori comunali. «Su un tema così
delicato, gli amministratori regionali dovrebbero svolgere un ruolo politico e non
affidare la questione ai funzionari» replica Sartor, che per i primi giorni di settembre
ha convocato un incontro con i rappresentanti dei genitori.
Nella petizione i pubblici amministratori venivano invitati ad attivarsi per la bonifica
«nel più breve tempo possibile» della linea elettrica situata accanto alla scuola,
«con la conseguente definitiva eliminazione del rischio per la salute dei bambini, degli
insegnanti e dei residenti nelle case circostanti».
Ai sottoscrittori della petizione, la Regione risponde che i tempi per l'approntamento dei
piani di risanamento, previsti dalla legge nazionale sull'elettrosmog, sono
«particolarmente dilatati», rispetto alle necessità immediate di tutela della
popolazione infantile dai rischi derivanti da campi elettromagnetici. La giunta regionale
ha perciò chiesto ai sindaci interessati, compreso quello di Roncade, di provvedere ad
approntare le misure ritenute più idonee per evitare il superamento, nei locali
scolastici, del valore di 0,2 microtesla fissato dalla legge quale limite di induzione
magnetica. La Regione aggiunge che i comuni, essendo gli enti che conoscono meglio di
altri la situazione, devono adottare i provvedimenti necessari per tutelare la salute dei
propri cittadini, quali il divieto di accedere in aree particolarmente esposte
all'elettrosmog, l'installazione di cartelli per informare del pericolo, chiedere alle
società di gestione degli elettrodotti la limitazione del carico delle linee.
«La lettera non aggiunge nulla a quello che sapevamo - osserva Sartor - certo è
singolare che la Regione prima approvi una legge, che fissa i limiti di esposizione
all'elettrosmog, poi pretenda che il problema lo risolva altri, senza dargli una lira. A
mio parere il presidente Galan dovrebbe svolgere un ruolo attivo per supportare i comuni
nella ricerca delle soluzioni, anche finanziarie, per bonificare gli elettrodotti».
L'amministrazione di Roncade ribadisce di aver già chiesto alla società Terna, che
gestisce l'elettrodotto, un progetto e relativo preventivo per la bonifica della linea.
Nel frattempo, c'è molta attesa per la decisione del Tribunale che sta esaminando il
ricorso con il quale il Comune ha chiesto di imporre alla stessa Terna la riduzione della
potenza dell'impianto in modo da ridurre anche l'elettrosmog.
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| Il Gazzettino -
31 agosto 2001 Al
via la sagra paesana
Roncade
(A.V.) Iniziano oggi i 10 giorni della
tradizionale sagra di Roncade , in cui sono concentrati alcuni dei più significativi
appuntamenti paesani.L'inaugurazione è per le 19, quando apriranno il bar, la pesca di
beneficenza e lo stand gastronomico. La serata prevede l'inizio del torneo di calcio a 5
per i residenti e il "Concerto@Roncade " (ore 21, ingresso gratuito), presso il
piazzale dell'oratorio, con i "Nobody Sleeps", gli "Adremedus" e i
"Syzygy". Domani sera esibizione dell'orchestra "Gli Aedi". Alle 18.30
si terrà l'inaugurazione della mostra "La pittura: una grande passione"
allestita in villa Lettis, l'attuale ristorante Galli. Espongono 4 artisti locali: Lorena
Mognato Acerboni, Mara Pavanello, Massimiliano e Gennaro Trabucco. Domenica, uno dei
giorni clou. Dalle ore 5 la 35^ Fiera dei Osei, Mostra Mercato e concorso per uccelli e
animali da cortile; organizzate anche un'esibizione di agility dog, due mostre
fotografiche e un'esposizione canina di bastardini. Alle 12.30 il pranzo per le famiglie e
alle 21 serata "Targa Italia" di rock italiano. Gare, balli e tornei si
susseguiranno per tutta la durata della sagra che culminerà sabato 8 settembre con la
festa della natività della Beata Vergine. |
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