 |
A
Ca' Tron non c'era una palude |
 |
La linea
più chiara, da sinistra in basso a destra in alto, è la traccia della via Annia da foto
aerea |
|
| I resti di un ponte medievale sulla via Annia confermerebbero che la strada
è stata efficiente forse ininterrottamente per 1600 anni |
|
23 novembre 2001 |
| Potrebbe dover
essere rivista la storia di un ampio settore del Veneto meridionale, a ridosso della
laguna, compresa tra i fiumi Piave e Sile. E'
quanto emerge dalle spiegazioni fornite oggi, nel corso di un sopralluogo nel cantiere
archeologico aperto alcuni mesi fa sul tracciato della strada romana Via Annia,
all'estremo lembo meridionale della provincia di Treviso, da Francesca Ghedini, docente
alla facolta' di Scienze dell'Antichita' di Padova e responsabile scientifico del
progetto.
| Ghedini, accompagnata dai colleghi Maria Stella
Busana e Jacopo Bonetto, da sindaco e vicesindaco di Roncade, Ivano Sartor e Tarcisio
Rigato, e da alcuni rappresentanti della Fondazione Cassamarca - ente proprietario
dell'area e committente della ricerca - ha infatti sollevato sostanziali dubbi sulla
tradizionale convinzione che vuole questa zona, dopo la decadenza dell'impero romano,
soggetta ad eventi alluvionali ed impaludamenti, e quindi ad un massiccio spopolamento. |

|
A sostenere l'ipotesi contraria vi sarebbe
infatti il recente ritrovamento, nel punto di confluenza tra la via Annia ed un antico
corso d'acqua, in localita' Ca' Tron (Treviso), di resti bruciati di un ponte di legno di
epoca basso medioevale, costruito sui resti di una precedente struttura romana, segno che
la via di comunicazione non sarebbe quindi mai stata abbandonata almeno fino al 1.400.
 |
| I due semicerchi che
formano il restringimento artificiale dell'alveo nel punto in cui si trovava il ponte
sulla via Annia |
|
Gli scavi, iniziati la scorsa primavera,
cercheranno percio' di far luce sulla continuita' di servizio della strada nel tempo - nei
giorni scorsi sono state trovate monete del 2/o secolo A.C. e del 4/o D.C. - e quindi, di
riflesso, sugli aspetti sociali ed economici di una parte di territorio che fino ad oggi
si riteneva fosse stata abbandonata per molti secoli dopo la caduta di Altino. |
| Il cantiere, che riaprira' la prossima
primavera, indaghera' anche su una diramazione della Annia individuata da foto aeree
sempre a Ca' Tron - la quale si ricongiunge allasse principale poco piu' a Est - e
sui vicini resti di un insediamento umano, probabilmente una fattoria, che hanno
restituito laterizi e parte di una macina da mulino. |

|
 |
Ancora un'immagine dello
scavo. L'oggetto "1" è il resto semicarbonizzato di un sostegno del ponte di
legno medioevale. Il
punto "2" è una delle spallette del ponte, costruita in epoca romana e
successivamente rinforzata. |
|
| 2 novembre 2001 Riprenderanno lunedì 5 novembre, dopo una pausa estiva iniziata alla fine di
giugno, gli scavi nel sito archeologico di Ca' Tron, lungo il tracciato dell'antica Via
Annia.
Le nuove operazioni, che proseguiranno per un paio di
settimane, potrebbero confermare l'attendibilità di alcune importanti tracce già
rilevate nella scorsa primavera. Si tratta del punto d'incontro tra un antico canale e la
carreggiata, luogo caratterizzato dai resti di quello che dovrebbe essere un ponte, in
legno o in pietra, e da lavori di regolazione del flusso delle acque.
Lungo l'asse viario, intanto, sono stati raccolti resti di
laterizi sulla cui natura sono in corso studi particolari.
|
| La via Annia,
costruita nel 131 a.C. dal pretore Tito Annio Rufo, è una delle due grandi strade -
assieme alla via Postumia, risalente ad una ventina d'anni prima - che collegavano il
mondo romano al Veneto.
La Annia partiva da Adria e percorreva l'arco
adriatico fino ad Aquileia, il più importante centro paleocristiano delle Venezie. Tra
Padova ed Altino sono state scoperte due stazioni di ristoro per viaggiatori e cavalli, a
San Bruson di Dolo e Marghera; quattro cippi miliari sono stati inoltre riportati alla
luce a Padova, in località Stanga, a Dolo, a Campalto ed a Quarto d'Altino. Il percorso
ad est di Altino risulta fino ad oggi scarsamente indagato; si sa soltanto che a Sud di
Musile la via Annia fu costruita su un tratto rialzato per proteggerla dai frequenti
allagamenti e che all'altezza di Ceggia - da dove la strada ripartiva per raggiungere
Concordia Sagittaria ed Aquileia - sono stati rinvenuti i resti di
due piloni e delle testate di un ponte a tre arcate. Secondo i cronisti romani furono numerosi gli imperatori che vi
transitarono con i loro eserciti, nel IV sec. d.C., per difendere il confine orientale
dell'Impero.
|
Giugno
2001
Sono iniziati gli scavi nel cantiere
archeologico a Ca' Tron, a ridosso dei relitti, peraltro già visibilissimi,
dell'importante strada romana .
| Lo annuncia Francesca Ghedini,
docente alla facoltà di Scienze dell'Antichità di Padova e responsabile scientifico di
un ambizioso progetto di indagine storico-archeologica interamente finanziato dalla
Fondazione Cassamarca, da alcuni mesi proprietaria dell'area. L' equipe incaricata del lavoro ha elaborato un progetto preliminare in cui
sono definite le modalità dell'intervento |

|
| sulla base dei dati
raccolti sino ad oggi da un gruppo di ricercatori. Si tratta di archeologi, storici e
geomorfologi che da mesi esplorano l'area esaminando capillarmente documenti antichi
e modernissimi come, ad esempio, i passaggi di proprietà dei vari lotti vicini alla
direttrice che si sono susseguiti nei secoli ed i rilievi fotografici della zona trasmessi
da satellite od effettuati dall'aereo. |
Gli scavi sono stati affidati a
"Petra", una cooperativa di ex allievi, soluzione che, almeno inizialmente, data
l'esperienza degli operatori, permetterà di accorciare i tempi d'intervento.
Più precisamente, come spiega Maria Stella Busana,
archeologa responsabile del coordinamento del progetto, già da ora stanno operando tre
gruppi distinti di ricercatori con compiti diversi:
| geomorfologi |
devono ricostruire l'ambiente
dei secoli scorsi attraverso la lettura delle foto aeree, carotaggi in loco ed altri
elementi naturali per verificare, ad esempio, i tracciati di paleoalvei di corsi d'acqua
od individuare i resti di antichi manufatti basandosi su "anomalie" riportate
dalle fotografie |
| geofisici |
hanno il compito di entrare
nel dettaglio nelle "anomalie" segnalate dai geomorfologi utilizzando georadar e
magnetometri |
| archeologi |
attraverso lo studio
bibliografico e di documentazioni d'archivio intendono ricostruire la "storia
umana" in senso più ampio dell'area indagata |
Impossibile prevedere la durata degli scavi,
scelta che dipenderà in via prioritaria da quello che il sottile sottosuolo di Ca' Tron
deciderà di restituire agli archeologi. "Per una volta nella vita - osserva
Francesca Ghedini - e grazie alla lungimiranza della Fondazione Cassamarca, ci è
consentito fare un progetto-pilota senza preoccuparci dei finanziamenti".

|
Qualcosa, però,
intanto si può già dire: relativamente a questo studio
il gruppo di lavoro ha già individuato tre diverse aree in cui
effettuare gli scavi, una delle quali, giudicata molto interessante, si trova molto più a
Nord rispetto all'asse viario ed è caratterizzata dalla presenza di materiale in
superficie. Si tratta di coppi, tegole, laterizi, pezzetti di ceramica e vetro che stanno
ad indicare probabilmente la presenza di una piccola fattoria. Secondo le prime
impressioni di Maria Stella Busana, però, in questa zona occorre prestare un'attenzione
particolare ai cosiddetti "falsi siti", aree anomale che sono cioè frutto
di materiale |
| Uno dei punti probabili in cui la via Annia
superava il Sile con un ponte |
di riporto usato - e nulla è più probabile
data la quota della zona - per bonificare od elevare il livello di certi ritagli di
terreno. La fascia vicina alla via Annia, infatti, è all'estremità della gronda lagunare
e non ci sono ormai più dubbi che fosse soggetta ad allagamenti frequenti.
Sarebbe questa una delle ragioni per cui l'insediamento di
cui si è parlato sopra si trova lontano dalla strada, in un punto che rientra i una zona
il cui livello sul mare è decisamente maggiore. Per questo, fa ancora osservare Busana,
diventa molto importante associare a questo studio anche una ricerca sulla storia della
bonifica.
| Intanto, per gli operatori, è già
stata messa a disposizione una sede fissa ed abitabile all'interno di una casa
ristrutturata non lontana dalla vecchia base militare dismessa. E' proprio dietro questa struttura che, secondo gli esperti, sono più
evidenti (vedi la foto a destra) i resti superficiali della antica strada romana. |
 |
|
|
|